{"id":18860,"date":"2011-10-20T00:00:00","date_gmt":"2011-10-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-presidenta-alla-riconquista-dellargentina\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:41","slug":"la-presidenta-alla-riconquista-dellargentina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/10\/la-presidenta-alla-riconquista-dellargentina\/","title":{"rendered":"La \u201cpresidenta\u201d alla riconquista dell\u2019Argentina"},"content":{"rendered":"<p>Alla vigilia delle presidenziali argentine di domenica 23 ottobre, gli opinionisti e i sondaggi sono all\u2019unisono: \u00e8 una vittoria annunciata quella che attende Cristina Fern\u00e1ndez de Kirchner, capo dello Stato uscente in cerca di rielezione. La <i>presidenta <\/i>affronta il responso delle urne in una posizione di gran forza.Una buona crescita economica del paese, una popolarit\u00e0 personale in ascesa, rafforzata da un\u2019ondata di simpatia pubblica dopo l\u2019improvvisa scomparsa, un anno fa, del marito e predecessore, N\u00e9stor Kirchner, e un\u2019opposizione molto divisa, sono i fattori alla base della previsione elettorale.<\/p>\n<p><b>Riforma della Costituzione<\/b><br \/>Una prima e chiara definizione dei rapporti di forza \u00e8 emersa dalle primarie della scorsa estate, in cui Fern\u00e1ndez si \u00e8 imposta nettamente sui rivali. Il tipo di consultazione, una novit\u00e0 assoluta per la scena politica argentina, \u00e8 servito anche per arginare la proliferazione dei candidati: non pu\u00f2 concorrere, infatti, alle presidenziali chi non abbia ottenuto almeno l\u20191,5% alle primarie. Secondo la legge elettorale, per conquistare la presidenza al primo turno un candidato deve avere almeno il 45% dei voti o il 40%, purch\u00e9 con un distacco di 10 punti rispetto al secondo arrivato. Gli analisti ritengono che Fern\u00e1ndez superer\u00e0 senza difficolt\u00e0 l\u2019ostacolo.<\/p>\n<p>Gli elettori sono chiamati anche a rinnovare il Congresso bicamerale e numerosi enti locali, tra cui la presidenza di nove province, compresa quella della capitale, che rappresenta quasi il 40% del paese. Alla Camera, composta da 257 seggi, il mandato \u00e8 quadriennale, con rinnovo per met\u00e0 ogni due anni, mentre i 72 senatori sono eletti per 6 anni con rinnovo di un terzo ogni biennio. Il controllo del Congresso \u00e8 uno dei temi della campagna, perch\u00e9 la conquista di una maggioranza qualificata consentirebbe a Fern\u00e1ndez un\u2019eventuale modifica della Costituzione.<\/p>\n<p>La maggioranza uscente nega di avere quest\u2019obiettivo, ma alcune forze di opposizione affermano il contrario. L\u2019attuale norma, infatti, non permetterebbe una rielezione successiva a Fern\u00e1ndez. Alcuni giuristi sostengono che potrebbe prospettarsi una sorta di scambio: via libera a una rielezione illimitata per il capo dello Stato nell\u2019ambito di una ridefinizione dei poteri che aumenti il ruolo del Congresso. Se confermato dal voto, il notevole margine di vantaggio per Fern\u00e1ndez significherebbe un cambio di scena non indifferente rispetto alle ultime elezioni.<\/p>\n<p><b>Peronismo<\/b><br \/>Nelle precedenti consultazioni, infatti, la <i>presidenta<\/i> vinse con il 45,3%, senza conquistare le tre maggiori aree metropolitane (Buenos Aires, C\u00f3rdoba e Rosario), prevalendo con un distacco di oltre 20 punti rispetto alla principale rivale, Elisa Carri\u00f3, della centrista Coalici\u00f3n C\u00edvica. Le aspettative sono di un successo ancora pi\u00f9 netto, comprendendo stavolta anche le grandi aree urbane e una fascia di elettorato di classe media che si unirebbe agli strati popolari, serbatoio tradizionale per i peronisti.<\/p>\n<p>La forza politica guidata dalla Fern\u00e1ndez \u00e8 da decenni al centro della scena argentina, ed \u00e8 pi\u00f9 simile a un movimento che a un partito. Al contrario dei soggetti tradizionali, che hanno un\u2019etichetta di sinistra, destra o centro, il movimento peronista segue le circostanze con grande versatilit\u00e0, impedendo ai rivali di insediarsi in modo solido in un segmento particolare di elettorato. Ecco perch\u00e9, in pochi anni, la medesima parte politica ha espresso prima un presidente come Carlos Menem, di destra, liberista e filo-americano, e ora \u00e8 rappresentata da una leader di sinistra, fautrice di un forte ruolo pubblico in economia e pi\u00f9 in sintonia con il venezuelano Ch\u00e1vez che con il Dipartimento di Stato Usa.<\/p>\n<p>Fern\u00e1ndez ha ridotto ai minimi termini i peronisti dissidenti che, tra l\u2019altro, sono stati incapaci di esprimere una candidatura unitaria. La debole minoranza \u00e8 infatti rappresentata da due esponenti: Eduardo Duhalde, ex presidente, e Alberto Rodr\u00edguez Sa\u00e1, governatore uscente di San Luis. Nessuno di loro minaccia la leadership di Cristina.<\/p>\n<p>Accreditati dai sondaggi di un consenso maggiore sono altri due candidati, il radicale Ricardo Alfons\u00edn, deputato di Buenos Aires e figlio dell\u2019ex presidente Ra\u00fal Alfons\u00edn, e il socialista Hermes Binner, governatore uscente di Santa Fe e sorpresa delle primarie. Alcuni politologi affermano che il voto potrebbe sancire una riduzione del ruolo radicale e l\u2019emergere dei socialisti come seconda forza del paese. Completano il quadro due candidati minori, Elisa Carri\u00f3 e l\u2019ex deputato Jorge Altamira, della sinistra radicale.<\/p>\n<p><b>Vento in poppa<\/b><br \/>La consultazione avviene in un contesto internazionale che vede l\u2019Argentina estranea alla bufera che sta coinvolgendo le maggiori nazioni occidentali. Per la prima volta l\u2019America latina \u00e8 caratterizzata in gran parte da regimi democratici e indicatori economici che inducono all\u2019ottimismo. Inoltre, con Brasile e Messico, l\u2019Argentina \u00e8 uno dei tre paesi latino-americani del G-20 (il cui prossimo vertice \u00e8 in programma a Cannes il 3 e 4 novembre), e questo contribuisce a rafforzare il profilo internazionale dell\u2019attuale dirigenza. In questo contesto, Cristina ha espresso continuit\u00e0 con la linea inaugurata dal marito e ha rafforzato una diplomazia orientata in una direzione Sud-Sud.<\/p>\n<p>Il suo prossimo mandato potrebbe vedere una correzione di rotta della politica economica nel medio termine, con minore enfasi sui consumi spinti dalla moltiplicazione di sussidi e maggiore spazio per gli investimenti e le esportazioni, per dare gambe pi\u00f9 solide allo sviluppo. Le previsioni sono di una crescita economica buona, ma inferiore a quella degli ultimi anni. Le variabili pi\u00f9 rilevanti sono costituite dal rapporto con il dollaro, dal controllo dell\u2019inflazione e dall\u2019intervento della mano pubblica, sullo sfondo dell\u2019evoluzione del contesto internazionale.<\/p>\n<p>Importante sar\u00e0, in particolare, il modo in cui evolveranno la crisi economica in Usa e Europa e il rallentamento dell\u2019economia brasiliana, volano decisivo in questi ultimi anni. Nel dibattito prima delle elezioni sono tornate le proposte di una svalutazione della moneta nazionale, il <i>peso<\/i>, e di un maggiore controllo dell\u2019inflazione attraverso una pi\u00f9 rigorosa politica salariale. La misura della vittoria di Cristina potr\u00e0 dare una prima indicazione della strada che attende il paese.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla vigilia delle presidenziali argentine di domenica 23 ottobre, gli opinionisti e i sondaggi sono all\u2019unisono: \u00e8 una vittoria annunciata quella che attende Cristina Fern\u00e1ndez de Kirchner, capo dello Stato uscente in cerca di rielezione. 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