{"id":18870,"date":"2011-10-20T00:00:00","date_gmt":"2011-10-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/giro-di-vite-sul-commercio-nucleare\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:41","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:41","slug":"giro-di-vite-sul-commercio-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/10\/giro-di-vite-sul-commercio-nucleare\/","title":{"rendered":"Giro di vite sul commercio nucleare"},"content":{"rendered":"<p>I quarantasei Stati membri del <i>Nuclear suppliers group <\/i>(Nsg), club degli esportatori di tecnologia nucleare, hanno recentemente adottato un nuovo codice per regolare il commercio delle tecnologie di arricchimento dell\u2019uranio e di riprocessamento del combustibile esaurito (Enr). Il codice definisce criteri pi\u00f9 stringenti per l\u2019accesso alla tecnologia Enr, con l\u2019obiettivo di ostacolare la proliferazione delle tecnologie nucleari, che possono essere utilizzate anche per scopi militari.<\/p>\n<p><b>Ampio dibattito <\/b><br \/>\nIl rafforzamento delle regole per il commercio nucleare era in discussione dal 2003, quando fu scoperto un circuito di contrabbando nucleare in paesi come Iran, Nord Corea e Libia, creato dal pakistano Dr. A. Q. Khan. L\u2019introduzione di un nuovo quadro di regole nel 2008, il cosiddetto <i>clean text <\/i>fu del resto indebolita dalla decisione di non inserire anche la ratifica del Protocollo addizionale con l\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia atomica (Aiea) tra i criteri da rispettare, e di introdurre una clausola che escludeva l\u2019India dalle restrizioni.<\/p>\n<p>Le modifiche approvate a giugno riguardano prevalentemente le condizioni per l\u2019esportazione di materiale nucleare sensibile. I nuovi articoli (par. 6 e 7 delle linee guida del Nsg), in particolare, proibiscono il trasferimento di tecnologia Enr agli stati che non hanno ratificato il Trattato di non proliferazione (Tnp) o che, pur avendolo ratificato, ne violino il contenuto.<\/p>\n<p>I potenziali destinatari di materiale nucleare devono inoltre dimostrare di essere in linea con gli obblighi previsti dagli Accordi di salvaguardia dell\u2019Aiea e di aver ratificato un Protocollo addizionale o, in alternativa, un accordo di controllo in cooperazione con l\u2019Aiea. Il testo lascia spazio agli Stati di pronunciarsi sull\u2019idoneit\u00e0 dei destinatari tenendo conto anche di criteri soggettivi.<\/p>\n<p>La ratifica del Protocollo addizionale come condizione necessaria al trasferimento di materiale nucleare \u00e8 particolarmente importante . Il Protocollo, infatti, estende l\u2019attivit\u00e0 di controllo dell\u2019Aiea anche ai siti nucleari non dichiarati, consente ispezioni a sorpresa e il prelevamento di campioni.<\/p>\n<p>Il testo presenta tuttavia anche alcune zone d\u2019ombra, come la parte che sostanzialmente autorizza Brasile e Argentina a ricevere materiale nucleare sensibile pur senza fornire le stesse garanzie che vengono richieste ai paesi firmatari del Protocollo addizionale. Un\u2019eccezione, questa, che indebolisce il potere dell\u2019Aiea di ottenere una piena aderenza da parte di tutti gli Stati, ma necessaria per l\u2019approvazione del testo.<\/p>\n<p><b>Vincitori e vinti<\/b><br \/>\nIl paese pi\u00f9 colpito da questi sviluppi \u00e8 l\u2019India, beneficiaria della cosiddetta <i>clean waiver <\/i>che nel 2008 le era stata riconosciuta per mantenere attivo il commercio di tecnologia nucleare e per salvaguardare il Trattato di Cooperazione istituito 3 anni prima con gli Stati Uniti. La decisione era stata presa sotto la spinta dei paesi pi\u00f9 legati all\u2019India dal punto di vista commerciale, in particolare Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna e Francia.<\/p>\n<p>Secondo Daryl Kimball, esperto di non proliferazione, le nuove norme non creano particolari ostacoli allo sviluppo dell\u2019industria nucleare indiana, poich\u00e9 quest\u2019ultima ha gi\u00e0 accumulato le conoscenze e la tecnologia per le fasi di riprocessamento e arricchimento dell\u2019uranio. Le revisioni fatte dal club degli esportatori non dovrebbero, tra l\u2019altro, applicarsi ai reattori ed al combustibile, perci\u00f2 le contestazioni del governo indiano sembrerebbero pi\u00f9 legate a questioni di prestigio che ad elementi tecnici.<\/p>\n<p>Critiche sono state mosse anche da altri paesi in via di sviluppo, in particolare dal Movimento dei non allineati, contrari a cambiamenti che potrebbero limitare il loro \u201cdiritto\u201d all\u2019energia nucleare cos\u00ec come stabilito dall\u2019articolo IV del Tnp. Secondo questa interpretazione del trattato, di cui si \u00e8 fatto promotore l\u2019Iran, il Tnp riconosce a tutti gli Stati l\u2019inalienabile diritto ad accedere alla tecnologia del ciclo del combustibile per scopi pacifici, senza limiti di sorta. Molti Stati e parte consistente della dottrina, sottopongono tuttavia questo diritto non solo alle condizioni esplicitate nel trattato, e che fanno riferimento agli articoli I e II, ma anche a quelle imposte dall\u2019articolo III che concerne i meccanismi di salvaguardia dell\u2019Aiea.<\/p>\n<p>\u00c8 pur vero che la contrariet\u00e0 di tali Stati a potenziali restrizioni al commercio nucleare \u00e8 originata soprattutto dall\u2019astio verso la connaturata discriminazione, alla base del Tnp, tra Stati nucleari (i cosiddetti \u201chave\u201d) e quelli non nucleari (i cosiddetti \u201chave not\u201d) e dallo stallo che affligge il settore del disarmo. Gli Stati non nuclearizzati, infatti, non intendono continuare a fare concessioni fintanto che non vedranno l\u2019impegno da parte degli Stati detentori dell\u2019arma atomica a fare altrettanto. La loro preoccupazione \u00e8 che il divario degli impegni presi tra gli Stati \u201chave\u201d e gli \u201chave not\u201d continui a crescere a favore dei primi i quali, a conti fatti, non hanno posto molto sul piatto della bilancia.<\/p>\n<p><b>Nuove tensioni<\/b><br \/>\nLe nuove regole lasciano la sensazione che il club degli esportatori funga pi\u00f9 da cartello che da gruppo garante delle esportazioni nucleari. Esse vanno certamente al di l\u00e0 di quanto stabilito dal Tnp in materia di non proliferazione; ma costituiscono uno sforzo necessario a restituire credibilit\u00e0 all\u2019attivit\u00e0 di controllo del Nsg e, pi\u00f9 in generale, al regime di non proliferazione.<\/p>\n<p>Pur non essendo giuridicamente vincolante questo codice pu\u00f2 svolgere un ruolo importante contro la diffusione di armi nucleari. Obiettivo ancora pi\u00f9 ambizioso oggi, dopo l\u2019annuncio cinese di voler vendere al Pakistan (Stato non parte del Tnp e con una elevata instabilit\u00e0 interna) altri due impianti nucleari, oltre quello di Chashma la cui costruzione \u00e8 iniziata il 28 maggio scorso; e la recente proposta iraniana alla Russia di riprendere la costruzione di nuovi impianti nucleari.<\/p>\n<p>La rimozione dello status di eccezionalit\u00e0 conferito all\u2019India nel 2008 dovrebbe avere anche l\u2019effetto di sedare la discussione, lanciata dagli Stati Uniti lo scorso anno, sulla possibile entrata dell\u2019India tra gli Stati del Nsg. Nonostante le ragioni a favore del riavvicinamento dellIndia utilizzate dagli Usa, per giustificare tale proposta, una simile scelta avrebbe avuto l\u2019effetto di irrigidire ancor pi\u00f9 la posizione del Pakistan nel continuare a produrre materiale fissile per il proprio programma militare. Edi finire per creare, quindi, ulteriori tensioni nell\u2019area asiatica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I quarantasei Stati membri del Nuclear suppliers group (Nsg), club degli esportatori di tecnologia nucleare, hanno recentemente adottato un nuovo codice per regolare il commercio delle tecnologie di arricchimento dell\u2019uranio e di riprocessamento del combustibile esaurito (Enr). 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