{"id":18960,"date":"2011-10-31T00:00:00","date_gmt":"2011-10-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lincerto-destino-della-politica-energetica-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:39","slug":"lincerto-destino-della-politica-energetica-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/10\/lincerto-destino-della-politica-energetica-europea\/","title":{"rendered":"L\u2019incerto destino della politica energetica europea"},"content":{"rendered":"<p>Sotto impulso della presidenza di turno polacca dell\u2019Unione europea (Ue), particolarmente sensibile alle problematiche energetiche, e approfittando della scadenza dei termini per le proposte di trasporto e commercializzazione (fissata per il 1\u00ba ottobre dal consorzio Shah Deniz II), l\u2019Ue sta cercando di rafforzare la propria capacit\u00e0 d\u2019azione in ambito energetico. Se da un lato l\u2019attivismo europeo trova naturale sbocco nelle attivit\u00e0 di regolamentazione del mercato interno, dall\u2019altro Bruxelles punta a valicare i confini continentali e ad accrescere il proprio profilo di attore energetico internazionale.<\/p>\n<p><b>Dimensione interna<\/b><br \/>A partire dal 2005 l\u2019Ue ha assunto crescenti responsabilit\u00e0 in materia energetica, soprattutto con l\u2019obiettivo di creare un mercato comune dell\u2019energia integrato e concorrenziale. La Commissione, motore delle principali iniziative europee in materia, si \u00e8 focalizzata principalmente su attivit\u00e0 di regolamentazione interna, con scarso impatto sulle dinamiche internazionali. Recentemente, tuttavia, alcune iniziative energetiche europee hanno contribuito ad alimentare tensioni con importanti partner dell\u2019Unione.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/pipe_line2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Per quanto sia risaputo che la politica di concorrenza, che \u00e8 la garanzia del funzionamento del mercato interno europeo, sia una delle storiche prerogative dell\u2019azione delle istituzioni comunitarie, le recenti perquisizioni effettuate da personale della direzione generale (Dg) per la concorrenza negli uffici di societ\u00e0 controllate di Gazprom in Germania e Repubblica Ceca, hanno alimentato speculazioni sui reali obiettivi di Bruxelles.<\/p>\n<p>I controlli a tappeto sono riconducibili alle disposizioni del <i>Terzo Pacchetto Energetico <\/i>approvato dall\u2019Ue, ed in particolare al rispetto delle normative relative alla separazione (<i>unboundling<\/i>) delle propriet\u00e0 delle reti di produzione da quelle di trasporto anche per i paesi terzi. Nonostante sia il presidente russo Medvedev che il primo ministro Putin si siano dichiarati favorevoli a collaborare con la Commissione e ad avviare con i partner energetici europei pratiche di cooperazione industriale che tengano conto dei dettami di Bruxelles, l\u2019iniziativa europea ha sollevato numerose perplessit\u00e0, soprattutto in ambito russo.<\/p>\n<p>Altre iniziative europee, quali il tentativo di includere il trasporto aereo nel sistema comunitario di \u201cscambio delle quote di emissioni dei gas a effetto serra\u201d (<i>carbon emission trading<\/i>), recentemente sostenuto dalle conclusioni dell\u2019avvocato generale della Corte di Giustizia europea Juliane Kokott nell\u2019ambito della causa C-366\/10 <i>The Air Transport Association of America<\/i>, o l&#8217;intenzione della Commissione di penalizzare l\u2019impatto ambientale del greggio prodotto attraverso <i>tar sands <\/i>(sabbie bituminose) rispetto al petrolio convenzionale, hanno alimentato lo scontento di partner globali quali Stati Uniti, Cina e Canada.<\/p>\n<p><b>Ambizione internazionale<\/b><br \/>Ma il principale elemento di novit\u00e0 della politica energetica europea \u00e8 il tentativo di proiezione esterna. Lo scorso settembre, per la prima volta nella storia dell\u2019Ue, gli stati membri hanno dato mandato alla Commissione di negoziare in prima persona un accordo internazionale vincolante in materia di infrastrutture energetiche. L\u2019obiettivo del negoziato avviato con i governi di Azerbaijan e Turkmenistan \u00e8 quello di giungere alla realizzazione di un gasdotto trans-Caspico (<i>trans-Caspian pipeline<\/i>) che possa collegare le coste (e quindi le risorse) turkmene al territorio azero.<\/p>\n<p>L\u2019interesse verso la costruzione di un gasdotto trans-Caspico non \u00e8 n\u00e9 una novit\u00e0 n\u00e9 un\u2019esclusiva europea, poich\u00e9 gi\u00e0 a met\u00e0 degli anni novanta l\u2019amministrazione americana aveva avanzato l\u2019idea di realizzare il progetto. E se per oltre un decennio i buoni propositi di Washington sono stati frustrati dagli attriti tra Baku e Ashgabat per il controllo di alcuni giacimenti <i>offshore<\/i>, da dispute sullo status legale del bacino, e da questioni di tutela ambientale dei fondali, oggi la Commissione ritiene che i tempi siano maturi per riproporre con vigore il progetto.<\/p>\n<p>La scelta della Commissione va infatti inserita nel pi\u00f9 ampio contesto della creazione del Corridoio Sud, l\u2019iniziativa europea lanciata per favorire la diversificazione delle fonti energetiche e delle vie di transito. La realizzazione del gasdotto trans-Caspico potrebbe difatti rivelarsi il tassello mancante per la realizzazione di Nabucco, progetto simbolo del corridoio e della stessa <i>external energy policy <\/i>avviata dall\u2019Unione.<\/p>\n<p>Permettendo al gas naturale centro-asiatico (turkmeno, ma anche kazako e uzbeko) di transitare dalla sponda orientale del bacino caspico verso i mercati europei, la realizzazione del gasdotto renderebbe la costruzione di Nabucco economicamente e commercialmente sostenibile. In tal modo la <i>pipeline <\/i>europea potrebbe presentarsi come un progetto credibile agli occhi del consorzio Shah Deniz II e quindi, forte dell\u2019incondizionato supporto della Commissione europea, sbaragliare la competizione dei progetti rivali, Itgi e Tap.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, tuttavia, le iniziative della Commissione non sono prive di importanti ripercussioni internazionali. L\u2019eventuale costruzione del gasdotto trans-Caspico \u00e8 infatti in netto contrasto con gli interessi energetici di Mosca, che perderebbe la propria posizione di monopolio sul transito delle risorse centro-asiatiche verso l\u2019Europa. Per questo il Cremlino, sostenuto da Teheran, ha prontamente criticato l\u2019ingerenza europea negli affari regionali, sottolineando come l\u2019iniziativa rischi di rendere ancora pi\u00f9 difficili le negoziazioni sul pendente status legale del Caspio.<\/p>\n<p><b>Scelta vincente? <\/b><br \/>Anche alla luce delle disposizioni in materia energetica introdotte dal Trattato di Lisbona, il tentativo dell\u2019Unione europea di ritagliarsi spazi di manovra in ambito energetico sembra ottenere i primi riscontri.<\/p>\n<p>La tematica energetica continua ad essere, tuttavia, estremamente divisiva sia a livello interno che internazionale. Le recenti iniziative della Commissione hanno provocato malcontento e perplessit\u00e0 dei principali attori globali, Stati Uniti e Cina, e di alcuni tra i maggiori attori in campo energetico come, Russia, Canada ed Iran.<\/p>\n<p>Anche in ambito interno, la questione dell&#8217;applicazione dello schema di <i>emission trading <\/i>al trasporto aereo ha alimentato tensioni tra gli stati membri. Per quanto riguarda la creazione del Corridoio Sud, invece, nei mesi scorsi Italia e Francia hanno sollecitato una collaborazione intergovernativa Berlino-Parigi-Roma per far fronte alla poca chiarezza della Commissione in materia.<\/p>\n<p>Il percorso dell\u2019Ue in campo energetico, soprattutto per quanto riguarda la sua proiezione esterna, sembra pertanto abbastanza impervio, ed i primi ostacoli sembrano dietro l\u2019angolo. Per l\u2019inizio del 2012, infatti, il consorzio Shah Deniz II sar\u00e0 chiamato a decidere quale gasdotto trasporter\u00e0 le risorse azere verso i mercati europei. Se, nonostante gli sforzi profusi dalla Commissione, la scelta non dovesse ricadere su Nabucco, Bruxelles sar\u00e0 chiamata a ripensare in modo critico il <i>modus operandi <\/i>della sua politica energetica esterna.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto impulso della presidenza di turno polacca dell\u2019Unione europea (Ue), particolarmente sensibile alle problematiche energetiche, e approfittando della scadenza dei termini per le proposte di trasporto e commercializzazione (fissata per il 1\u00ba ottobre dal consorzio Shah Deniz II), l\u2019Ue sta cercando di rafforzare la propria capacit\u00e0 d\u2019azione in ambito energetico. Se da un lato l\u2019attivismo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[86],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18960"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18960"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18960\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62149,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18960\/revisions\/62149"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18960"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}