{"id":18990,"date":"2011-11-03T00:00:00","date_gmt":"2011-11-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/offensiva-dellonu-per-il-disarmo-nucleare\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:38","slug":"offensiva-dellonu-per-il-disarmo-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/11\/offensiva-dellonu-per-il-disarmo-nucleare\/","title":{"rendered":"Offensiva dell\u2019Onu per il disarmo nucleare"},"content":{"rendered":"<p>Il 24 ottobre scorso il Segretario generale dell\u2019Onu Ban Ki-moon, in un intervento presso il <i>EastWest Institute <\/i>di New York, ha rilanciato il suo programma di disarmo e non-proliferazione, confermandosi il  Segretario generale che pi\u00f9 si \u00e8 impegnato a favore della riduzione degli armamenti. Il fatto di provenire da un paese dove la minaccia nucleare \u00e8 vissuta quotidianamente,  e di aver ricoperto le cariche di ministro degli Affari esteri  e di ambasciatore presso l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea), spiegano la sua spiccata sensibilit\u00e0 per tali argomenti.<\/p>\n<p><b>Opzione zero<\/b><br \/>Insieme al presidente americano Barack Obama, Ban Ki-moon \u00e8 oggi il maggiore promotore del concetto, che si va sempre pi\u00f9 affermando, di un mondo privo di armi nucleari. L\u2019annuncio di New York \u00e8 avvenuto esattamente  tre anni dopo un suo primo intervento presso il medesimo Istituto. Prima ancora che il presidente Obama annunciasse il suo programma di disarmo nello storico discorso di Praga dell\u2019aprile 2009, Ban Ki-moon aveva, infatti, nel 2008, un suo piano in cinque punti volto a rilanciare il disarmo.<\/p>\n<p>Egli spos\u00f2 allora non solo il concetto di un mondo privo di armi nucleari, ma anche quello, pi\u00f9 controverso ed ambizioso, di una convenzione internazionale sulla proibizione delle armi atomiche. Egli promosse in particolare l\u2019entrata in vigore del Trattato che proibisce gli esperimenti nucleari, l\u2019interruzione (<i>&#8220;cut off&#8221;<\/i>) della produzione di materiale fissile per le armi nucleari ed il rafforzamento delle garanzie sul non uso dell\u2019arma atomica contro paesi che vi hanno rinunciato. Si cre\u00f2 allora e permane oggi, una complementariet\u00e0 tra le azioni dei due statisti.<\/p>\n<p> I risultati non si sono fatti attendere. Il trattato strategico \u201cNuovo Start\u201d tra russi e americani \u00e8 entrato in vigore, la Conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione del 2010 \u00e8 stata un successo, la sicurezza delle armi e materiali nucleari si \u00e8 rafforzata a seguito del vertice di Washington tra i paesi con maggiori responsabilit\u00e0 in campo nucleare.<\/p>\n<p><b>Intesa vincolante<\/b><br \/>Il 24 ottobre scorso il Segretario generale \u00e8 tornato all\u2019<i>EastWest Institute <\/i>per proporre passi ancora pi\u00f9 energici e per dare maggiore concretezza alla questione della Convenzione che proibisce l\u2019arma nucleare. Basandosi sul fatto che 133 paesi l\u2019hanno votata all\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu, Ban Ki-moon promuove ora un\u2019intesa sul disarmo nucleare che sia giuridicamente vincolante come lo sono i trattati che gi\u00e0 proibiscono le armi chimiche e biologiche.<\/p>\n<p>Il Segretario generale non abbandona il gradualismo prevalso negli ultimi decenni e prospetta anche passi in avanti settoriali su temi quali le armi nucleari a corto raggio, principalmente russe, e le testate non operative, che permangono principalmente negli arsenali americani. Anche queste ultime &#8211; sostiene Ban Ki-moon &#8211; vanno distrutte (<i>&#8220;by weapon reduction, I mean weapon destruction<\/i>&#8220;).<\/p>\n<p>Ma di \u201cquante divisioni dispone\u201d il Segretario generale per promuovere il suo programma? Pur non potendosi sostituire  alla volont\u00e0 politica degli Stati membri dell\u2019Onu e dei gruppi di stati che si vanno affermando in questo campo (purtroppo il peso dell\u2019Unione europea \u00e8 invece decresciuto), egli pu\u00f2 far sentire tutto il suo peso nelle strutture dell\u2019Onu dedicate al disarmo.<\/p>\n<p><b>Risorse Onu<\/b><br \/>Il Consiglio di sicurezza ha acquistato un ruolo crescente da quando, nel 2004, la proliferazione delle armi di distruzione di massa venne definita una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. <\/p>\n<p>I lavori della prima Commissione dell\u2019Assemblea generale, dove tutti gli stati si possono esprimere e contare attraverso il voto, sono incentrati sui temi del disarmo. La Commissione delle Nazioni Unite per il disarmo (Undc), un organo deliberativo di dubbia utilit\u00e0, ha invece un peso decisamente inferiore. Egli ha un \u201c<i>droit de regard<\/i>\u201d sulle sorti della Conferenza del disarmo di Ginevra, l\u2019organo dedicato alla negoziazione degli accordi multilaterali. Dopo un  passato glorioso che l\u2019ha portata a negoziare i principali accordi multilaterali, la Conferenza \u00e8 oggi il \u201cgrande malato\u201dche non riesce a risollevarsi.<\/p>\n<p>Il Segretario generale si avvale nella sua azione del solido sostegno dell\u2019Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari del disarmo (Oda). Alla sua guida egli ha nominato dal 2007, quale suo Alto rappresentante, il brasiliano Sergio Duarte, uno dei pi\u00f9 autorevoli esperti nel campo del disarmo e della non-proliferazione. <\/p>\n<p>Si avvale altres\u00ec di un Consiglio consultivo di quindici personalit\u00e0 del mondo diplomatico e accademico e di un prestigioso Istituto di ricerche sul disarmo (Unidir) con sede a Ginevra.  Nell\u2019insieme, dunque, un apparato articolato ed efficiente che sostiene l\u2019azione politica del Segretario generale.<\/p>\n<p> Ma anche nelle attivit\u00e0 che si svolgono al di fuori dell\u2019Onu si fa crescente ricorso al Segretario generale. Cos\u00ec nella Convezione che proibisce le mine  anti-persona, negoziata al di fuori del contesto delle Nazioni Unite, sono state affidate al Segretario generale una serie di responsabilit\u00e0 che vanno al di l\u00e0 del tradizionale ruolo notarile. Altrettanto \u00e8 avvenuto nella successiva convenzione sulla proibizione delle munizioni a grappolo. Anche la Conferenza di riesame del Trattato di non-proliferazione, che \u00e8 estranea alle strutture dell\u2019Onu, si svolge sotto l\u2019egida del Segretario generale.<\/p>\n<p><b>Verso Helsinki 2012<\/b><br \/>A lui sono stati affidato nel 2010 una serie di compiti tra i quali il pi\u00f9 arduo \u00e8 la convocazione nel 2012 di una Conferenza sulla creazione di una zona priva di armi di distruzione di massa in Medio Oriente. Portare allo stesso tavolo negoziale tutti i paesi di un\u2019area di tensione come quella mediorientale per affrontare un tema altamente controverso come quello delle armi nucleari, chimiche e biologiche \u00e8 una grande sfida. Trattandosi di temi non riconducibili ad un unico ambito negoziale, solo il Segretario generale ha l\u2019autorit\u00e0 di mettere in coerenza i vari tasselli di questo complesso mosaico.<\/p>\n<p>Ban Ki-moon \u00e8 riuscito a superare i primi ostacoli: \u00e8 stato individuato il paese, la Finlandia, che ospiter\u00e0 la Conferenza ed \u00e8 stato nominato come \u201cfacilitatore\u201d il sottosegretario agli esteri finlandese Jaakko Laajava. Un passo in avanti notevole in un percorso che metter\u00e0 alla prova paesi come l\u2019Iran, Israele, Siria ed Egitto, nessuno dei quali ha tutte le carte in regola in fatto di armi di distruzione di  massa. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 avverr\u00e0 durante un anno elettorale per molti dei protagonisti, in una fase che \u00e8 di assestamento per l\u2019intera regione. Le credenziali di Ban Ki-moon come promotore del disarmo sono ormai acquisite: la conferenza di Helsinki rimane ora la prova pi\u00f9 ardua da affrontare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 ottobre scorso il Segretario generale dell\u2019Onu Ban Ki-moon, in un intervento presso il EastWest Institute di New York, ha rilanciato il suo programma di disarmo e non-proliferazione, confermandosi il Segretario generale che pi\u00f9 si \u00e8 impegnato a favore della riduzione degli armamenti. 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