{"id":19060,"date":"2011-11-11T00:00:00","date_gmt":"2011-11-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/donne-e-questione-di-genere-in-cina\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:36","slug":"donne-e-questione-di-genere-in-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/11\/donne-e-questione-di-genere-in-cina\/","title":{"rendered":"Donne e questione di genere in Cina"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;interpretazione della Legge sul matrimonio fornita di recente dalla Corte Suprema del Popolo ha provocato in Cina un acceso dibattito. La Corte ha infatti deciso che in caso di divorzio, contrariamente a quanto stabilito e attuato in precedenza, la casa rimane a chi ne possiede formalmente il titolo di propriet\u00e0, mentre l\u2019altro coniuge riceve una compensazione nel caso abbia contribuito parzialmente alla sua acquisizione.<\/p>\n<p>In Cina, nella stragrande maggioranza dei casi, sono gli uomini ad essere proprietari dell\u2019appartamento. Come da tradizione, vige infatti ancora l\u2019antico rito che vuole che sia la donna a \u201cuscire da casa\u201d per stabilirsi in quella del marito. Anche nei casi in cui \u00e8 la famiglia della sposa o lei stessa ad aver investito risorse finanziarie per l\u2019acquisto, si preferisce mantenere una posizione di preminenza maschile intestando all\u2019uomo la propriet\u00e0.<\/p>\n<p><b>Mercato matrimoniale<\/b><br \/>L\u2019interpretazione della Corte ha suscitato grande clamore non solo perch\u00e9 \u00e8 fortemente avvertita la necessit\u00e0 di salvaguardare la componente della coppia pi\u00f9 debole, ma anche perch\u00e9, con la crescita vertiginosa dei prezzi del mercato immobiliare degli ultimi anni, si \u00e8 diffuso in ampi strati di popolazione il timore che il sogno di una casa di propriet\u00e0 per s\u00e9 e\/o per i propri figli divenga irrealizzabile.<\/p>\n<p>Secondo alcuni, la forte domanda del mercato immobiliare sarebbe stata in parte determinata dalla volont\u00e0 dei genitori di figli maschi di aiutarli a trovare moglie in un mercato matrimoniale difficile a causa dello squilibrio tra i due sessi a favore degli uomini. \u00c8 pi\u00f9 probabile, per\u00f2, che per la maggioranza delle persone l\u2019acquisto della casa possa essere realizzato solamente unendo le forze. La Corte suprema del popolo, a fronte di un numero elevatissimo di divorzi (quasi due milioni nel 2010) e dei numerosi problemi connessi, ha deciso di puntare pi\u00f9 sulla protezione della propriet\u00e0 che sulla tutela delle donne. <\/p>\n<p>A distanza di trenta e pi\u00f9 anni dall\u2019inizio della riforma, la condizione delle donne in Cina, presa nel suo complesso, rimane problematica nonostante l\u2019attenzione che Partito e Stato professano di prestare all\u2019argomento. Le fortissime disparit\u00e0 e diseguaglianze tra mondo urbano e rurale si sommano a quelle generazionali, di classe, ed etniche, complicando ulteriormente la situazione. A fronte delle molte opportunit\u00e0 che la riforma della fine degli anni settanta ha offerto ad alcune categorie di donne, soprattutto nel mondo urbano, nel complesso il quadro preserva pi\u00f9 ombre che luci.<\/p>\n<p><b>Disuguaglianze<\/b><br \/>Se nei decenni scorsi il tema era centrale nel dibattito pubblico, oggi suscita invece minore interesse con l\u2019eccezione di gruppi e organizzazioni che lavorano su aspetti diversi delle tematiche di genere (violenza domestica, lavoro, diritti). Secondo alcuni studi demografici effettuati su dati degli ultimi censimenti, le casalinghe, ossia le donne che per periodi lunghi sono fuori dal circuito lavorativo, sono in costante aumento. Quando negli anni novanta, con lo smantellamento delle fabbriche di stato, si ebbe un\u2019ondata di licenziamenti, a farne le spese furono in gran parte le donne. <\/p>\n<p> Anche la partecipazione politica delle donne \u00e8 limitata, e scarsa \u00e8 la presenza di personale femminile ai livelli pi\u00f9 alti del governo e nella direzione delle imprese di stato. Dei 35 membri del Consiglio di Stato (il governo cinese) solo quattro sono donne. E soltanto il 6% dei membri del Comitato centrale del Partito sono donne, contro il 10% di quattro decenni fa. La Consigliere di stato Liu Yandong \u00e8 l\u2019unica rappresentante del genere femminile nel Politburo del Partito comunista cinese (Pcc) e Xing Wei \u00e8 l\u2019unica donna al posto di comando di una delle maggiori 120 imprese statali, la Potevio Co. Ltd. di Shanghai. <\/p>\n<p>Secondo ricerche effettuate dalla Federazione delle donne cinesi, l\u2019organismo ufficiale che si occupa della questione femminile per conto del Partito, il 92% delle donne laureate si dichiara discriminato nella ricerca del lavoro e nella carriera. L\u2019unica eccezione in questo quadro piuttosto fosco \u00e8 la presenza nel mondo delle imprese private di molte donne imprenditrici, grazie alle tante opportunit\u00e0 create da tre decenni di riforme.<\/p>\n<p>Anche politiche come quella familiare si sono rivelate utili. In particolare il limite di un figlio per coppia nelle zone urbane ha spinto a dedicare attenzione e risorse al\u2019unico erede, sia esso maschio o femmina. In taluni ceti sociali si sta ormai facendo largo l\u2019idea, contraria alla tradizione, che avere una figlia femmina sia auspicabile perch\u00e9 si prender\u00e0 cura dei genitori anziani pi\u00f9 e meglio di un figlio maschio. <\/p>\n<p><i><font size=\"1\"> Articolo pubblicato sul numero di novembre 2011 di  <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/PDF\/OrizzonteCina\/OrizzonteCina_11-11.pdf\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali. <\/i><\/font><\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;interpretazione della Legge sul matrimonio fornita di recente dalla Corte Suprema del Popolo ha provocato in Cina un acceso dibattito. 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