{"id":19090,"date":"2011-11-14T00:00:00","date_gmt":"2011-11-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/palestina-nellunesco-puntando-allonu\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:35","slug":"palestina-nellunesco-puntando-allonu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/11\/palestina-nellunesco-puntando-allonu\/","title":{"rendered":"Palestina nell\u2019Unesco puntando all\u2019Onu"},"content":{"rendered":"<p>Con 107 voti a favore, 14 contrari e 52 astenuti (1), la Palestina \u00e8 entrata ufficialmente a far parte dell\u2019Organizzazione per l\u2019educazione, le scienze e la cultura (Unesco) legata alle Nazioni Unite. Si tratta del primo organo dell\u2019Onu ad accettare come membro uno stato palestinese dopo che il 23 settembre scorso Mahmoud Abbas, presidente dell\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese (Anp) e capo del partito nazionalista <i>Al-Fatah<\/i>, aveva presentato richiesta formale di adesione alle Nazioni Unite.<\/p>\n<p><b>Europa divisa<\/b><br \/>Tra i \u2018s\u00ec\u2019 spicca quello della Francia, ma hanno votato a favore anche Grecia, Spagna, Austria e tutti i Brics. Nel gruppo dei \u2018no\u2019 \u2013 capeggiati da Usa e Israele \u2013 figurano, tra gli altri, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Repubblica Ceca. L\u2019Italia, che secondo quanto riportato dalla Farnesina si stava adoperando per una posizione comune dei paesi Ue, ha optato alla fine per l\u2019astensione, come pure Inghilterra, Danimarca e Portogallo. L\u2019Unione Europea, che molti speravano potesse emergere come \u2018terzo polo\u2019 tra le parti in conflitto, si \u00e8 cos\u00ec spaccata in tre tronconi, con undici voti pro, undici contro e cinque astenuti.<\/p>\n<p>Per la Palestina, ora il 195\u00b0 stato membro dell\u2019Unesco, questa vittoria ha un valore principalmente simbolico, senza immediate conseguenze pratiche sul processo di pace o sui rapporti di forza nei territori. Si tratta comunque di una vittoria significativa in quanto rappresenta il primo successo concreto della nuova strategia promossa dall\u2019Anp che mira ad un\u2019internazionalizzazione del conflitto tramite il rafforzamento del ruolo dell\u2019Onu. La speranza palestinese \u00e8 di tracciare una \u2018terza via\u2019 per la ripresa dei negoziati basata sul diritto internazionale e non pi\u00f9 ostaggio delle chiusure israeliane o dei veti Usa.<\/p>\n<p><b>Oltre l\u2019Unesco<\/b><br \/>Il Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu dovr\u00e0 presto esprimersi sulla richiesta di ammissione della Palestina come membro a pieno titolo dell\u2019organizzazione, ma \u00e8 scontato che gli Usa porranno il veto. La leadership palestinese \u00e8 rimasta fedele alla propria strategia: niente negoziati con Israele fino a quando non cesser\u00e0 la costruzione di nuovi insediamenti nei territori palestinesi. <\/p>\n<p>Israele ha definito l\u2019esito del voto all\u2019Unesco una \u201ctragedia\u201d, mentre gli Stati Uniti l\u2019hanno giudicato \u201cdeplorevole e prematuro\u201d nonostante l\u2019ampio consenso internazionale riscosso dall\u2019Anp. L\u2019accesso palestinese all\u2019Unesco ha creato profondo imbarazzo al Dipartimento di stato Usa che si \u00e8 visto costretto a imporre un embargo economico nei confronti dell\u2019organizzazione Onu. Non c\u2019\u00e8 dubbio che questo taglio di fondi \u2013 che equivale a 22% del budget dell\u2019Unesco \u2013 avr\u00e0 pesanti ripercussioni sull\u2019efficacia dell\u2019organizzazione. <\/p>\n<p><b>Imbarazzo Usa<\/b><br \/>L\u2019America \u00e8 rientrata a far parte dell\u2019Unesco nel 2003 \u2013 dopo esserne uscita anni prima durante la presidenza di Reagan \u2013 anche nella speranza che l\u2019organizzazione, con i suoi programmi di educazione e formazione, potesse aiutare nella lotta contro il terrorismo e la radicalizzazione. L\u2019amministrazione Obama si trova per\u00f2 con le mani legate per via di una serie di leggi approvate dal Congresso Usa nel 1990 e 1994. Queste prevedono il congelamento dei fondi americani per qualsiasi organizzazione internazionale che riconosca l\u2019indipendenza di uno stato palestinese senza che quest\u2019ultimo abbia firmato un trattato di pace con Israele. <\/p>\n<p>Poche ore dopo il voto all\u2019Unesco il dipartimento di stato Usa ha infatti comunicato l\u2019effettivo congelamento di questi fondi a partire dai 60 milioni di dollari che l\u2019America avrebbe dovuto versare all\u2019organizzazione durante la prima settimana di novembre. Anche Israele ha in seguito cancellato i suoi contributi annuali all\u2019Unesco ($2milioni).<\/p>\n<p>Sul fronte economico sar\u00e0 un freddo inverno anche per la Palestina. Lo scorso agosto il Congresso Usa aveva anche bloccato i fondi \u2013 200 milioni di dollari \u2013 destinati a progetti sanitari e per la sicurezza alimentare in Palestina (i finanziamenti americani alla Palestina ammontano in media ogni anno a 500 milioni di dollari). Numerose organizzazioni umanitarie internazionali avevano protestato contro questa mossa del Congresso e anche l\u2019amministrazione Obama l\u2019aveva fortemente criticata. Dopo un acceso dibattito, l\u2019amministrazione sembra essere riuscita a convincere i membri repubblicani del Congresso a scongelare questi fondi che vengono considerati fondamentali per la stabilit\u00e0 interna della Cisgiordania.<\/p>\n<p><b>Reazione israeliana<\/b><br \/>Israele, che ha risposto al voto Unesco con l\u2019annuncio della costruzione di altri 2000 alloggi negli insediamenti israeliani a Gerusalemme Est e dintorni, ha anche congelato il trasferimento all\u2019Anp delle tasse raccolte in Cisgiordania. Si tratta di 100 milioni di dollari al mese con cui l\u2019Autorit\u00e0 palestinese paga i salari di decine di migliaia di lavoratori pubblici. Questi ultimi hanno peraltro, ricevuto, gi\u00e0 ad ottobre, solo met\u00e0 stipendio.<\/p>\n<p>Mahmoud Abbas non intende per\u00f2 desistere. Tanto pi\u00f9 che si aprono ora nuove possibilit\u00e0 di adesione della Palestina ad altre organizzazioni internazionali. All\u2019indomani dell\u2019entrata nell\u2019Unesco si era appreso da fonti vicine all\u2019Anp che sarebbero state presentate domande di adesione ad altre sedici organizzazioni affiliate all\u2019Onu, fra cui l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms), l\u2019Organizzazione mondiale per la propriet\u00e0 intellettuale (Ompi), l\u2019Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) e l\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia atomica (Aiea). <\/p>\n<p>Dopo qualche giorno \u00e8 per\u00f2 arrivata la smentita dal ministro degli esteri dell\u2019Anp, il quale ha dichiarato che i palestinesi non richiederanno immediatamente l\u2019adesione ad altre organizzazioni perch\u00e9 intendono concentrarsi sul voto al Consiglio di sicurezza sull\u2019adesione all\u2019Onu. <\/p>\n<p><b>Battaglia per l\u2019Onu<\/b><br \/>Per diventare membri a tutti gli effetti dell\u2019Onu, i palestinesi devono per\u00f2 ottenere nove voti su 15 (e nessun veto) al Consiglio di sicurezza. Gli Usa hanno gi\u00e0 fatto sapere che porranno il veto, mentre la Francia e l\u2019Inghilterra hanno annunciato che si asterranno. Le <i>chance <\/i>di successo per i palestinesi sono quindi minime e il dibattito potrebbe spostarsi all\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu dove non esiste il veto e l\u2019Anp potrebbe richiedere il riconoscimento della Palestina come \u2018stato osservatore\u2019 (oggi \u00e8 l\u2019Organizzazione per la liberazione della Palestina \u2013 Olp \u2013 che ha lo status di \u2018entit\u00e0 osservatrice\u2019 all\u2019Onu).<\/p>\n<p>L\u2019importanza di tale riconoscimento risiede nel fatto che incrementerebbe le <i>chance <\/i>palestinesi di entrare a far parte di organizzazioni come la Corte penale internazionale (Cpi), permettendogli di proporre sanzioni internazionali contro Israele. Il ministro degli esteri dell\u2019Anp ha per\u00f2 ribadito che i palestinesi non hanno intenzione di accontentarsi di uno status simile a quello del Vaticano e mirano a diventare membri a tutti gli effetti dell\u2019Onu. Nel caso di sconfitta al Consiglio di sicurezza, i palestinesi hanno quindi annunciato che ripresenteranno richiesta d\u2019adesione anche pi\u00f9 volte se necessario fino a quando non arriver\u00e0 una risposta positiva da parte dei quindici membri del consiglio. <\/p>\n<p>     Mahmoud Abbas non sembra d\u2019altronde avere grandi alternative. Ha anzi dichiarato che, se i negoziati di pace non dovessero riprendere, scioglierebbe l\u2019Anp, riportando la Palestina allo situazione pre-Oslo quando l\u2019esercito israeliano era l\u2019unica autorit\u00e0 presente sul territorio e i palestinesi non erano coinvolti nell\u2019amministrazione dei territori. <\/p>\n<p>Abbas punta a smuovere la comunit\u00e0 internazionale con iniziative diplomatiche di rottura in modo da rendere insostenibile l\u2019attuale politica del governo israeliano. Forte del sostegno Usa, Israele non sembra tuttavia intenzionata a cambiare rotta. Con l\u2019Europa divisa e distratta e gli Stati Uniti incapaci di esercitare una qualche pressione sull\u2019alleato israeliano, \u00e8 probabile che lo stallo negoziale si prolunghi ancora: un limbo denso di incognite e di rischi per tutte le parti in conflitto.<\/p>\n<p>(1)<font size=\"1\"> 21 stati membri dell\u2019Unesco erano assenti al momento del voto<\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con 107 voti a favore, 14 contrari e 52 astenuti (1), la Palestina \u00e8 entrata ufficialmente a far parte dell\u2019Organizzazione per l\u2019educazione, le scienze e la cultura (Unesco) legata alle Nazioni Unite. 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