{"id":19140,"date":"2011-11-21T00:00:00","date_gmt":"2011-11-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/egitto-in-fiamme-2\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:34","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:34","slug":"egitto-in-fiamme-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/11\/egitto-in-fiamme-2\/","title":{"rendered":"Egitto in fiamme"},"content":{"rendered":"<p>Il 28 novembre gli egiziani sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo parlamento dopo il rovesciamento di Hosni Mubarak. Le elezioni parlamentari saranno articolate in pi\u00f9 tornate. I primi tre turni (28 novembre, 14 dicembre e 3 gennaio) riguarderanno le elezioni dell\u2019Assemblea popolare, mentre i tre successivi (29 gennaio, 14 febbraio e 4 marzo) serviranno ad eleggere la camera alta (il Consiglio della Shura). Successivamente, il parlamento avr\u00e0 il compito di nominare il comitato incaricato di riscrivere la costituzione, che dovr\u00e0 essere finalizzata entro sei mesi e poi essere approvata con un referendum popolare.<\/p>\n<p><b>Involuzione autoritaria<\/b><br \/>Bench\u00e9 sia difficile fare previsioni sull\u2019esito delle elezioni a causa della complessit\u00e0 della legge elettorale e della nebulosit\u00e0 del panorama delle forze politiche, le opportunit\u00e0 di un reale cambiamento politico, almeno per i prossimi mesi, sembrano molto limitate. Le elezioni serviranno a chiarire quali sono i rapporti di forza dei vari partiti politici, ma certamente non contribuiranno ad avviare l\u2019Egitto verso una netta rottura con il vecchio sistema di potere, indispensabile per un reale cambiamento. <\/p>\n<p>Comunque, le continue proteste e soprattutto gli scontri violenti tra manifestanti e forze dell\u2019ordine cominciati il 18 novembre, e proseguiti nei giorni successivi, mostrano che le giovani generazioni che hanno ispirato la sollevazione contro Mubarak a gennaio non sono affatto disposte ad accettare l\u2019involuzione autoritaria che si sta prospettando nel paese.<\/p>\n<p>Il Consiglio supremo delle forze armate, alla guida dell\u2019Egitto dopo la fuga di Mubarak, ha condotto la fase di preparazione delle elezioni unilateralmente e con molte esitazioni, creando incertezze e confusione tra l\u2019elettorato e le forze politiche. La legge elettorale, che era gi\u00e0 stata emendata a luglio, \u00e8 stata ulteriormente modificata dal Consiglio delle forze armate alla fine di settembre, a meno di due mesi dalle elezioni. Ci\u00f2 ha lasciato pochissimo tempo per organizzare la strategia e la campagna elettorali, e per sensibilizzare la popolazione al complesso sistema di voto, che potrebbe scoraggiare gran parte dell\u2019elettorato o indurlo in errore, soprattutto nelle zone rurali. <\/p>\n<p>A questi problemi, si aggiungono le numerose disposizioni controverse e ambigue presenti nella legge elettorale, alcune delle quali agevolerebbero i membri dell\u2019ex partito di regime. Per esempio, il sistema elettorale, che appare particolarmente favorevole ai candidati indipendenti, avvantaggerebbe coloro che hanno ampie risorse finanziarie e contatti personali a livello locale, come \u00e8 il caso di molti uomini d\u2019affari e notabili appartenenti all\u2019ex partito di regime.<\/p>\n<p><b>Nuovi attori<\/b><br \/>Il quadro delle elezioni \u00e8 reso ancor pi\u00f9 confuso per la presenza di circa 40 partiti, la maggior parte dei quali sono stati legalizzati dopo il rovesciamento di Mubarak. In previsione delle elezioni, alcuni di questi partiti hanno optato per formare delle coalizioni, mentre altri, come il Wafd, hanno preferito concorrere da soli. <\/p>\n<p>Tra le principali alleanze di partiti figurano l\u2019Alleanza democratica, tra cui primeggia il partito Giustizia e libert\u00e0 legato ai Fratelli musulmani; il Blocco egiziano, che raccoglie i cosiddetti partiti liberali, tra cui il partito degli egiziani liberi, il partito social democratico ed il Tagammu\u2019; l\u2019Alleanza islamica, che rappresenta il gruppo dei partiti salafiti; e l\u2019Alleanza per completare la rivoluzione, costituita da diverse forze di sinistra e gruppi giovanili, tra cui anche il partito al-Tayyar al-Masry, una nuova formazione politica nata dalla scissione dei giovani della Fratellanza musulmana. <\/p>\n<p>La scarsa trasparenza delle dinamiche interne a molte di queste coalizioni, la eterogeneit\u00e0 dei partiti che le compongono e l\u2019assenza di chiarezza programmatica hanno contribuito a creare ulteriore disorientamento nell\u2019elettorato, che potrebbe ridurre l\u2019affluenza alle urne.<\/p>\n<p><b>Parlamento non rappresentativo<\/b><br \/>Uno dei principali rischi legati alle elezioni parlamentari in Egitto \u00e8 che il futuro parlamento sia poco rappresentativo delle forze sociali e politiche che hanno animato la sollevazione popolare contro Mubarak. Sembra del tutto plausibile, infatti, che la configurazione del futuro parlamento sar\u00e0 caratterizzata dalla predominanza del partito Giustizia e libert\u00e0, espressione della Fratellanza musulmana, che, come \u00e8 noto, ha aderito alle proteste di gennaio solo in un secondo tempo. <\/p>\n<p>Anche se \u00e8 difficile dire se Giustizia e libert\u00e0 otterr\u00e0 la maggioranza assoluta dato l\u2019elevato numero di partiti islamici, la formazione dei Fratelli musulmani ha un netto vantaggio rispetto a tutte le altre in termini di strutture organizzative, risorse finanziarie e presenza sul territorio attraverso le sue attivit\u00e0 caritatevoli.<\/p>\n<p>Bench\u00e9, inoltre, i partiti islamici si presentino alle elezioni frammentati in diverse coalizioni, le divergenze sorte tra alcune formazioni salafite, che avevano inizialmente aderito all\u2019Alleanza democratica, e il partito dei Fratelli musulmani rifletterebbero questioni legate al numero di candidati da inserire nelle liste elettorali piuttosto che incomprensioni ideologiche. Il che non esclude quindi che il partito Giustizia e libert\u00e0 ed il fronte dei partiti salafiti riescano a raggiungere un\u2019intesa dopo le elezioni.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019ex partito di regime, il Partito nazionale democratico (Pnd), sia stato ufficialmente dissolto ad aprile, c\u2019\u00e8 inoltre il rischio che molti dei suoi membri possano conquistare una parte non trascurabile di seggi in parlamento. Diversamente dalla Tunisia e nonostante le continue pressioni da parte dei gruppi giovanili (tra cui quello del \u201c6 Aprile\u201d), il Consiglio supremo non ha imposto alcun divieto ai membri dell\u2019ex partito di regime di presentarsi alle prossime elezioni.<\/p>\n<p><b>Passi di gambero<\/b><br \/>Per questo, numerosi esponenti del Pnd si sono candidati come indipendenti o hanno trovato ospitalit\u00e0 in partiti guidati da uomini legati al precedente regime, tra cui Riforma e sviluppo, il Partito dei cittadini egiziani, Horreya (libert\u00e0), il partito Etihad (unit\u00e0) ed altri. Oltre a questi partiti chiaramente legati all\u2019ex regime, altre formazioni politiche non hanno esitato ad accogliere candidati esponenti del Pnd. <\/p>\n<p>Contrariamente a quanto successo in Tunisia con le elezioni dell\u2019Assemblea costituente ad ottobre, infine, in Egitto il numero delle donne presenti in parlamento rimarr\u00e0 molto contenuto, poich\u00e9 il sistema di quote rose introdotto sotto Mubarak nel 2010 \u00e8 stato abolito e nessun dispositivo \u00e8 stato introdotto per facilitarne l\u2019elezione.<\/p>\n<p>Un\u2019altra incognita sulla direzione del cambiamento politico del paese riguarda il ruolo dei militari. Poich\u00e9 \u00e8 previsto che il Consiglio supremo delle forze armate si ritiri solo dopo il referendum per l\u2019approvazione della costituzione, l\u2019Egitto continuer\u00e0 ad essere governato da una giunta militare almeno fino al 2013, quando dovrebbero tenersi le elezioni presidenziali. <\/p>\n<p>Questo significa che la transizione del paese continuer\u00e0 ad essere condotta, come \u00e8 successo finora, secondo gli stessi metodi autoritari dell\u2019ex regime (uso della forza, arresti di attivisti dei diritti umani e di blogger, legge d\u2019emergenza) e preservando il vecchio sistema di potere. Inoltre, cominciano a circolare voci che i militari, o almeno una parte di essi, non sia affatto intenzionata a tornare dietro le quinte.<\/p>\n<p>Mohamed Tantawi, che guida il Consiglio, e altri generali potrebbero presentarsi alle elezioni presidenziali del 2013. Per continuare ad esercitare una forte ingerenza nel processo di stesura della costituzione, inoltre, ai primi di novembre, il Consiglio supremo ha emesso una dichiarazione dei \u201cprincipi sovra-costituzionali\u201d, in cui, tra le altre cose, attribuisce ai militari il potere di nominare l\u2019ottanta dei cento membri della futura commissione costituzionale, spogliando di tale prerogativa il nuovo parlamento.<\/p>\n<p><b>Forze armate al bivio<\/b><br \/>Nella misura in cui i militari continueranno a voler giocare un ruolo politico importante ed il parlamento sar\u00e0 dominato da forze conservatrici, il processo di transizione politica \u00e8 destinato a procedere molto lentamente se non a subire un\u2019involuzione. <\/p>\n<p>Occorre tener presente, tuttavia, che la societ\u00e0 civile in Egitto, in tutte le sue molteplici espressioni, sta vivendo una fase di grande dinamismo, dalla nascita di nuovi sindacati dei lavoratori, gruppi giovanili e organizzazioni di donne. Queste forze della societ\u00e0 civile, e soprattutto le giovani generazioni che hanno ispirato le proteste di gennaio, potrebbero non accettare cos\u00ec facilmente l\u2019involuzione autoritaria che si prospetta nel paese.<\/p>\n<p>Dopo il rovesciamento di Mubarak, le proteste dei gruppi giovanili e la contestazione sociale hanno continuato senza sosta. L\u2019ultima manifestazione, quella del 18 novembre, che chiedeva il trasferimento della guida del paese dai militari ad un governo civile, \u00e8 stata tra le pi\u00f9 violente, sfociando in duri scontri tra manifestanti ed esercito. Sotto la pressione di questa crescente contestazione, le forze armate hanno due opzioni: invertire rotta, decidendo di trasferire il potere alle autorit\u00e0 civili prima del 2013, oppure rafforzare la morsa repressiva sulle voci di dissenso.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 28 novembre gli egiziani sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo parlamento dopo il rovesciamento di Hosni Mubarak. Le elezioni parlamentari saranno articolate in pi\u00f9 tornate. 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