{"id":19160,"date":"2011-11-23T00:00:00","date_gmt":"2011-11-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/marocco-alle-urne\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:33","slug":"marocco-alle-urne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/11\/marocco-alle-urne\/","title":{"rendered":"Marocco alle urne"},"content":{"rendered":"<p>Il 25 novembre in Marocco si terranno le elezioni parlamentari anticipate. Dopo il successo delle consultazioni in Tunisia, un mese fa, e in vista delle attesissime elezioni in Egitto del 28 novembre, \u00e8 probabile che il voto in Marocco venga considerato di secondo piano. L\u2019importanza di questo passaggio non deve essere tuttavia sottovalutata, visto che dall&#8217;esito delle elezioni dipender\u00e0 anche se il paese diverr\u00e0 \u201cil grande successo o grande fallimento della primavera araba\u201d come ha scritto qualche tempo fa la rivista <i>The Atlantic<\/i>.<\/p>\n<p><b>Vigilia<\/b><br \/>Il Marocco \u00e8 stato condotto alle elezioni dall\u2019iniziativa del sovrano Mohammed VI che, in seguito allo scoppio di manifestazioni e proteste organizzate dal Movimento 20 Febbraio e sostenute da Giustizia e Carit\u00e0, movimento islamista bandito dalle autorit\u00e0, ma molto attivo nella societ\u00e0, ha deciso di promuovere una riforma della Costituzione che \u00e8 stata approvata per via referendaria il primo luglio scorso. <\/p>\n<p>Il nuovo testo costituzionale va incontro ad alcune delle richieste dei manifestanti, nella speranza di riportare la calma nel paese. Sebbene il nuovo testo temperi parzialmente l\u2019assolutismo della monarchia attraverso il rafforzamento del ruolo del governo e del parlamento, il sovrano continua a detenere ampi poteri. Fino ad ora, dunque, una profonda riforma delle strutture di potere non c&#8217;\u00e8 ancora stata.<\/p>\n<p>Il risultato delle elezioni, cos\u00ec come il futuro del paese, rimangono dunque estremamente incerti. Il futuro stesso del movimento 20 Febbraio rimane appeso a un filo, visto che negli ultimi mesi la sua azione si \u00e8 molto indebolita e che esso non \u00e8 stato in grado di proporre un programma concreto, n\u00e9 di creare un fronte politico comune con altri gruppi. L\u2019azione dei manifestanti, talvolta repressa anche con la forza, non \u00e8 arrivata a chiedere la caduta del regime. La legittimit\u00e0 della monarchia, anzi, non \u00e8 sembrata minimamente scalfita dagli eventi. <\/p>\n<p>I manifestanti si battono contro la corruzione della pubblica amministrazione e i privilegi, e per una maggiore equit\u00e0 sociale, in un paese che ha livelli di disuguaglianza pi\u00f9 alti di tutto il mondo arabo e un reddito procapite tra pi\u00f9 bassi. In questo senso le proteste in Marocco assomigliano pi\u00f9 al movimento <i>Occupy <\/i>negli Stati Uniti e agli <i>Indignados<\/i> in Europa, che alle rivolte tunisine e quelle di Piazza Tahrir al Cairo.<\/p>\n<p><b>Spettro astensionismo<\/b><br \/>La capacit\u00e0 della monarchia di intercettare il malcontento e di canalizzarlo verso una transizione non violenta deve passare ora al vaglio delle urne. Vista l\u2019incertezza che regna nel paese, al di l\u00e0 della solidit\u00e0 della monarchia, \u00e8 difficile avanzare dei pronostici. \u00c8 possibile tuttavia soffermarsi sul possibile sviluppo del sistema partitico e sulla partecipazione al voto, da sempre tallone d\u2019Achille del paese.<\/p>\n<p>Sebbene in Marocco esistano ben 35 partiti legalmente riconosciuti, l\u2019analisi dei risultati delle consultazioni elettorali dal 2002 ad oggi rivela che soltanto un terzo, circa una dozzina di partiti, si contendono realmente i voti e i seggi in parlamento. Anche in occasione delle prossime elezioni ci si aspetta che i partiti dominanti si aggiudicheranno tra il 90 e il 96% dei seggi. Ci\u00f2 significa che cambiamenti significativi nella composizione del prossimo parlamento non sono prevedibili. <\/p>\n<p>Anche le voci sull\u2019avanzata del partito islamista Giustizia e Sviluppo (<i>Parti de la Justice et du D\u00e9veloppement<\/i>, Pjd) &#8211; sulla scia del trionfo di <i>Ennahda<\/i> in Tunisia &#8211; sono da pi\u00f9 parti considerate poco attendibili. <\/p>\n<p>Secondo un recente sondaggio realizzato dall\u2019istituto Hudson, il Pjd si attesterebbe soltanto al quarto posto, con il 9% dei voti. La perdita di consensi da parte del partito islamista pu\u00f2 essere spiegata dalla composizione dell\u2019elettorato che tradizionalmente sostiene questo partito. Si tratta infatti soprattutto delle classi medie istruite e residenti in citt\u00e0, che rappresentano una parte piuttosto esigua del corpo elettorale marocchino. <\/p>\n<p>Anche l\u2019atteggiamento di condiscendenza nei confronti della monarchia e la scarsa attenzione nei confronti della popolazione rurale hanno contribuito alla parabola discendente del Pjd, iniziata gi\u00e0 nelle elezioni legislative del 2007.<\/p>\n<p><b>Specificit\u00e0 del Marocco<\/b><br \/>Queste ultime sono state caratterizzate dal pi\u00f9 basso tasso di partecipazione mai registratosi nel paese: circa il 37% della popolazione, di cui il 19% aveva votato scheda bianca. Una delle sfide fondamentali della transizione marocchina \u00e8 dunque rappresentata  dall\u2019avvio di una nuova stagione di partecipazione politica e di rinnovata fiducia nelle istituzioni, da parte soprattutto delle giovani generazioni. Un tasso di astensione ancora elevato &#8211; tradizionalmente pi\u00f9 marcato nei contesti urbani e tra la popolazione istruita &#8211; potrebbe ulteriormente penalizzare il partito islamista. <\/p>\n<p>Lo spettro dell\u2019astensionismo rimane dunque l\u2019incognita principale alla vigilia delle elezioni, anche in considerazione della campagna di boicottaggio condotta dal movimento 20 Febbraio. Viste le crescenti difficolt\u00e0 del partito islamista, non sorprende che stiano circolando voci di una possibile coalizione post-elettorale tra la <i>Koutla<\/i>, il blocco di tre partiti che fa parte del governo, e il Pjd. Un simile accordo permetterebbe al primo di rafforzare la propria posizione all\u2019interno del parlamento e al secondo di passare dall\u2019opposizione alla coalizione di governo.<\/p>\n<p>Questi elementi lasciano dunque immaginare un ulteriore consolidamento dei principali attori del sistema politico. La transizione del Marocco dipender\u00e0 tuttavia dai dettagli. Una semplice prosecuzione dello <i>status quo<\/i>, accompagnata dall\u2019aumento dell\u2019incertezza sul futuro delle riforme potrebbe accrescere significativamente l\u2019instabilit\u00e0 del paese. Un effettivo rafforzamento del parlamento, pur di fronte a una monarchia ancora solida, potrebbe di fatto aprire una fase politica nuova, confermando la specificit\u00e0 del Marocco nella primavera araba.<\/p>\n<p>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 25 novembre in Marocco si terranno le elezioni parlamentari anticipate. Dopo il successo delle consultazioni in Tunisia, un mese fa, e in vista delle attesissime elezioni in Egitto del 28 novembre, \u00e8 probabile che il voto in Marocco venga considerato di secondo piano. 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