{"id":19170,"date":"2011-11-26T00:00:00","date_gmt":"2011-11-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-lotta-degli-indignados-del-cile\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:33","slug":"la-lotta-degli-indignados-del-cile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/11\/la-lotta-degli-indignados-del-cile\/","title":{"rendered":"La lotta degli indignados del Cile"},"content":{"rendered":"<p>La protesta degli studenti cileni, cominciata a giugno scorso, prosegue rivendicando un\u2019educazione universitaria gratuita e pubblica. Quasi ogni settimana, per le strade di Santiago del Cile, si svolge una manifestazione, che spesso si conclude con scontri tra le frange pi\u00f9 estremiste e la polizia. <\/p>\n<p>L&#8217;azione degli studenti condiziona ormai l&#8217;agenda politica del governo e Camila Vallejo, una delle portavoci del movimento, nonch\u00e9 presidente della Fech (<i>Federaci\u00f3n de Estudiantes de Chile<\/i>), \u00e8 diventata uno dei personaggi pi\u00f9 rappresentativi di questo Sessantotto cileno e uno dei volti simbolo del pi\u00f9 ampio movimento globale degli <i>indignados<\/i>. Ma dietro la figura di Camila c&#8217;\u00e8 un movimento eterogeneo, che testimonia un importante mutamento della societ\u00e0 cilena, decisivo per comprendere il futuro politico del paese.<\/p>\n<p><b>Rivendicazione politica<\/b><br \/>Gli studenti, chiedendo un\u2019Universit\u00e0 gratuita, mettono in discussione un sistema di alta formazione basato sul profitto, i cui principali beneficiari sono i gruppi finanziari che possiedono gli atenei. Un sistema ereditato dalla dittatura e realizzato secondo delle linee guida neoliberali, che aiuta a capire perch\u00e9 il paese continua a conoscere una scarsissima mobilit\u00e0 sociale, perpetuando un assetto sociale altamente elitario e diseguale.<\/p>\n<p>Attualmente, una carriera universitaria pu\u00f2 arrivare infatti a costare anche cinquantamila euro, ragione per cui la maggioranza degli studenti ricorre in parte a finanziamenti personali decennali da parte delle banche e, in parte, al sostegno delle famiglie.Proprio il crescente indebitamento delle famiglie ha contribuito alla trasformazione del movimento studentesco in un fronte di rivendicazione politica e sociale. A scendere in piazza non sono pi\u00f9 solo i ragazzi, ma anche i genitori, ai quali si sono aggiunti tanti altri settori della societ\u00e0: i movimenti gay, femministi, i professori, le rappresentanze degli indios <i>mapuche<\/i>, i sindacati, gli operai.<\/p>\n<p>Gli studenti hanno cos\u00ec inaugurato una stagione di riappropriazione diretta degli spazi democratici tramite il dissenso pubblico, interpretando una profonda domanda di democratizzazione dello stato. A ci\u00f2 si \u00e8 aggiunta, sul piano economico-politico, la crescente rivendicazione di una maggiore sovranit\u00e0 sulle risorse nazionali, da poter ridistribuire in modo equo. Basti pensare che, ad oggi, solo il 30 percento delle miniere di rame, la maggior risorsa del paese, \u00e8 in possesso dello stato.<\/p>\n<p>Strategica \u00e8 risultata, poi, l&#8217;alleanza con il movimento sindacale nazionale. Ancora oggi in Cile, in materia di rappresentanza sindacale vige la legislazione stabilita da Pinochet, altamente restrittiva, secondo la quale \u00e8 possibile costituire sindacati e avere vertenze solo a livello della singola impresa. Qualsiasi forma di sciopero da parte di un settore lavorativo \u00e8 illegale. Ci\u00f2 ha comportato una atomizzazione delle organizzazioni sindacali, disinnescandone ogni capacit\u00e0 di mobilitazione diretta e confinandole ad un ruolo quasi esclusivamente simbolico o ancillare.<\/p>\n<p><b>Nuova classe dirigente<\/b><br \/>In questo senso, il movimento degli studenti rappresenta una valvola di sfogo legittima per le esigenze di mobilitazione dei lavoratori. Il movimento studentesco \u00e8 stato cos\u00ec gradualmente affiancato da una significativa costellazione di alleati sociali, progressisti e riformisti, con cui ambire insieme al consolidamento di un potere costituente. Sul fronte interno il movimento, invece, resta dominato da una dialettica tra una leader proveniente dal Partito Comunista, come la Vallejo, e un\u2019ampia fascia di studenti meno organizzati e portatori delle istanze pi\u00f9 radicali e antisistema.<\/p>\n<p>A pi\u00f9 di venti anni dalla fine del regime militare, il Cile si trova pertanto a vivere una generale trasformazione politica, capitanata dalla prima generazione di adolescenti che non ha conosciuto la dittatura. Una trasformazione per molti versi paradossale e piena di contraddizioni, dal momento che il sistema dei partiti \u00e8 quasi completamente identico a quello precedente il golpe, e che tra le principali formazioni della maggioranza di governo (con pi\u00f9 del 20%  dei voti), c&#8217;\u00e8 il partito di Pinochet, l&#8217;Udi, affiancato a una formazione di destra capeggiata dal presidente Pi\u00f1era.<\/p>\n<p>Gli sviluppi e le prospettive del processo che si \u00e8 avviato sono ancora abbastanza incerti, ma anche se non riuscir\u00e0 ad ottenere l&#8217;Universit\u00e0 gratuita, il movimento potr\u00e0 probabilmente dare un contributo determinante alla formazione di una nuova classe dirigente cilena.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La protesta degli studenti cileni, cominciata a giugno scorso, prosegue rivendicando un\u2019educazione universitaria gratuita e pubblica. 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