{"id":19180,"date":"2011-11-26T00:00:00","date_gmt":"2011-11-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/futuro-digitale-per-le-forze-armate\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:33","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:33","slug":"futuro-digitale-per-le-forze-armate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/11\/futuro-digitale-per-le-forze-armate\/","title":{"rendered":"Futuro digitale per le forze armate"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019esercito italiano ha avviato un profondo processo di trasformazione e ammodernamento degli equipaggiamenti, per sfruttare le potenzialit\u00e0 della loro messa in rete e mantenere cos\u00ec il passo con gli alleati della Nato, con cui \u00e8 impegnato in importanti missioni internazionali. L\u2019<i>Information Technology<\/i> (It), ovvero l&#8217;uso della tecnologia nella gestione e nel trattamento dell&#8217;informazione, ha avuto e continuer\u00e0 ad avere un forte impatto nel settore della difesa.<\/p>\n<p><b>Usa, Nato e Italia <\/b><br \/>\nGli Usa per primi hanno teorizzato in modo sistematico i vantaggi di mettere in rete i vari elementi delle forze armate, dal plotone di soldati sul campo al quartier generale. Ci\u00f2 permette una conoscenza condivisa dei contesti operativi a livello tattico e strategico, con benefici estremamente importanti in termini di efficacia e precisione dell\u2019azione, nonch\u00e9 di protezione delle forze armate dispiegate sul terreno.<\/p>\n<p>Francia e Gran Bretagna hanno compreso l\u2019importanza strategica dell\u2019It in campo militare, ma hanno adottato un approccio meno ambizioso di quello americano. Approccio sancito in ambito Nato nel 2002 come <i>Network Enabled Capability<\/i> (Nec), ovvero capacit\u00e0 militari in grado di connettersi in rete per condividere informazioni, trasmettere ed attuare ordini, e utilizzare in modo sinergico e coordinato tutti gli equipaggiamenti (<i>assets<\/i>) a disposizione.<\/p>\n<p>E l\u2019Italia? Le forze armate italiane hanno impostato in linea teorica il processo di trasformazione, ammodernamento e messa in rete dei propri mezzi attraverso il nuovo concetto strategico emanato nel 2005 dall\u2019allora capo di Stato maggiore della difesa, l\u2019ammiraglio Gianpaolo di Paola, oggi ministro della difesa. Tale processo era \u2013 ed \u00e8 \u2013 considerato essenziale per mantenere lo strumento militare nazionale, ed in particolare l\u2019esercito italiano, in grado di affrontare efficacemente minacce asimmetriche, di operare in teatri operativi profondamente differenti, e di tenere il passo con un\u2019innovazione tecnologica tanto rapida quanto disponibile per avversari e alleati.<\/p>\n<p>La digitalizzazione e messa in rete delle strutture delle forze armate italiane \u00e8 universalmente riconosciuta come <i>conditio sine qua non <\/i>per rimanere interoperabili con gli eserciti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, e quindi per partecipare alle missioni internazionali anche con ruoli di guida, in linea con gli interessi e gli obiettivi strategici nazionali. Missioni cui l\u2019Italia partecipa da ormai 20 anni, e da cui i militari italiani hanno anche tratto alcune idee per definire i requisiti del processo di trasformazione.<\/p>\n<p><b>Forza Nec<\/b><br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019esercito italiano, il processo di trasformazione e messa in rete dei vari <i>assets <\/i>si \u00e8 concretizzato nel programma denominato \u201cForza Nec\u201d, <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/content.asp?langid=1&amp;contentid=684\" target=\"blank\"><b><u> oggetto di un recente studio realizzato dallo Iai<\/u><\/b><\/a>. Sebbene il programma sia guidato dall\u2019esercito, vi \u00e8 una significativa dimensione interforze, ad esempio rispetto alle unit\u00e0 anfibie co-gestite con la marina militare italiana. Inquadrato nel piano di ammodernamento 2013-2032, Forza Nec mira a integrare altri sistemi e programmi quali: il sistema di comando e controllo dello stato maggiore dell&#8217;esercito (Siaccon); il sistema di comando, controllo e navigazione per la digitalizzazione delle piattaforme da combattimento (Siccona); il programma soldato futuro; il <i>Blue Force Situational Awareness<\/i> (Bfsa), un sistema per identificare le unit\u00e0 alleate; la <i>Software Defined Radio <\/i>(Sdr), un nuovo tipo di strumento di comunicazione.<\/p>\n<p>Una caratteristica fondamentale di Forza Nec \u00e8 il riutilizzo degli equipaggiamenti gi\u00e0 in dotazione all\u2019esercito tramite ammodernamenti e connessione in rete, per il tempo necessario all\u2019introduzione fisiologica delle successive versioni di mezzi che saranno gi\u00e0 progettati in modo net-centrico. Questa strada, alternativa alla sostituzione <i>tout court <\/i>del parco mezzi esistente, non solo \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 economica e praticabile, ma permette di utilizzare meglio equipaggiamenti gi\u00e0 conosciuti dal personale militare e quindi sfruttare al massimo le loro potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Altro pilastro del programma \u00e8 il cosiddetto \u201capproccio a spirale\u201d. In sostanza, il processo \u00e8 diviso in lotti sufficientemente grandi e completi di mezzi, ognuno dei quali viene ammodernato con la tecnologia allo stato dell\u2019arte e immediatamente utilizzato nelle operazioni. L\u2019approccio a spirale ha il duplice vantaggio di garantire la flessibilit\u00e0 necessaria per incorporare nei lotti successivi i vari progressi tecnologici, oggi sempre pi\u00f9 rapidi e imprevedibili, e di fornire nel minor tempo possibile ai reparti sul terreno i risultati dell\u2019investimento nell\u2019ammodernamento tecnologico.<\/p>\n<p>L\u2019investimento per il periodo 2010-2016 ammonta a 800 milioni di euro. Il programma ha superato lo studio di fattibilit\u00e0 e la fase di <i>Project Definition<\/i> terminata nel 2010. La fase attuale di <i>Concept Development and Experimentation <\/i>(Cd&amp;e) serve a testare e valutare l\u2019efficacia dei vari sistemi prima di passare alla loro produzione vera e propria su larga scala. Tale attivit\u00e0 si svolge principalmente attraverso l\u2019<i>Integration Test Bed<\/i> (Itb). L\u2019Itb \u00e8 un insieme di siti interconnessi nei quali si compiono simulazioni virtuali o sperimentazioni con prototipi reali, per verificare il loro funzionamento in connessione con gli altri elementi della rete.<\/p>\n<p><b>Dimensione industriale<\/b><br \/>\nIl programma Forza Nec ha comportato gi\u00e0 una serie di innovazioni in campo industriale. \u00c8 stata introdotta la figura del <i>prime contractor<\/i>, che da un lato \u00e8 l\u2019unica controparte contrattuale per l\u2019amministrazione difesa, e dall\u2019altro coordina le attivit\u00e0 delle imprese sub-fornitrici di singoli sistemi o tecnologie. Nel caso di Forza Nec il<i> prime contractor <\/i>funge anche da <i>system integrator<\/i>, cio\u00e8 mette in rete e assicura l\u2019interoperabilit\u00e0 tra diversi elementi quali ad esempio un veicolo, un sistema radio, l\u2019equipaggiamento del soldato semplice e il posto comando in teatro.<\/p>\n<p>Selex sistemi integrati ha il duplice ruolo di <i>prime contractor <\/i>e <i>system integrator<\/i>, in quanto ha le capacit\u00e0 tecnologiche e industriali per progettare e realizzare la rete, comprendente <i>hardware<\/i> e <i>software<\/i>, alla quale connettere tutti gli elementi realizzati da altre imprese italiane. Imprese che comprendono Iveco, Oto Melara, Mbda, Selex Galileo, Alenia Aeronautica, AgustaWestland, Elettronica, AeroSekur e diverse altre grandi e medie realt\u00e0 dell\u2019industria della difesa nazionale. L\u2019integrazione di tanti sistemi di diversa natura, e prodotti da diversi fornitori, non \u00e8 un compito facile e richiede di impostare gi\u00e0 a monte la progettazione dei mezzi da produrre in modo tale che possa essere assicurata la loro messa in rete.<\/p>\n<p>Forza Nec \u00e8 dunque strategico per la trasformazione delle forze armate italiane, ed \u00e8 una grande sfida per le capacit\u00e0 della difesa italiana e dell\u2019industria nazionale di realizzare un programma cos\u00ec innovativo e complesso. Una sfida che sta al sistema-paese affrontare e vincere.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esercito italiano ha avviato un profondo processo di trasformazione e ammodernamento degli equipaggiamenti, per sfruttare le potenzialit\u00e0 della loro messa in rete e mantenere cos\u00ec il passo con gli alleati della Nato, con cui \u00e8 impegnato in importanti missioni internazionali. 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