{"id":19260,"date":"2011-12-06T00:00:00","date_gmt":"2011-12-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/quattro-tappe-per-litalia-nellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:32","slug":"quattro-tappe-per-litalia-nellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/12\/quattro-tappe-per-litalia-nellue\/","title":{"rendered":"Quattro tappe per l\u2019Italia nell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Alla vigilia del prossimo Consiglio europeo dell\u20198-9 dicembre, appare evidente che, dalla creazione della Comunit\u00e0 europea del carbone e dell\u2019acciaio (Ceca) nel 1950, nessun governo italiano si era mai trovato in una situazione cos\u00ec difficile in Europa. \u00c8 come se tutti i nodi, interni ed esterni, fossero venuti al pettine in un drammatico intreccio aggravato dalla convinzione della comunit\u00e0 internazionale che l\u2019Italia, per l\u2019entit\u00e0 del suo debito pubblico e l\u2019incuria della passata azione di governo, abbia avuto una responsabilit\u00e0 importante nell\u2019aggravare la crisi dell\u2019eurozona.<\/p>\n<p><b>Svolta radicale<\/b><br \/>\nIl primo passo nel recupero di una politica seria in Europa, \u00e8 dunque rappresentato dall\u2019urgenza di misure economiche e finanziarie per abbattere il debito pubblico, allentare la pressione dei mercati, convincere i partner che il programma di risanamento \u00e8 credibile e duraturo. Ma questo \u00e8 solo l\u2019inizio di un nuovo percorso europeo dell\u2019Italia. Dopo la trasformazione della crisi dei debiti sovrani in una crisi sistemica dell\u2019euro, nulla sar\u00e0 come prima, sempre ammesso che questo pauroso dissesto venga imbrigliato. Bisogner\u00e0 avere il coraggio di affrontare i problemi dell\u2019Europa in maniera radicalmente diversa rispetto al passato.<\/p>\n<p>Il Consiglio europeo sar\u00e0 dunque decisivo per impedire non solo la disgregazione della moneta unica, ma anche per dare vita, attraverso una riforma dei Trattati, all\u2019unione fiscale proposta dalla cancelliera Merkel.<\/p>\n<p>Oggi, solo modifiche ai trattati consentono l\u2019adozione di provvedimenti operativi (dagli eurobond al ruolo della Banca centrale europea, Bce) necessari a ricostruire la fiducia nell\u2019eurozona.<\/p>\n<p>La diversit\u00e0 di posizione fra il presidente francese Nicolas Sarkozy (dimensione intergovernativa) e la cancelliera tedesca Angela Merkel (rafforzamento delle istituzioni comunitarie nella logica sovranazionale) deve trovare una coraggiosa sintesi unitaria che tappi la bocca ai mercati e rappresenti una sicura volont\u00e0 di presenza e di fiducia dell\u2019Unione europea nel proprio futuro.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019Italia per favorire la sintesi fra Francia e Germania ed evitare una contrapposizione fra Nord e Sud dell\u2019Europa potr\u00e0 essere molto importante. Le posizioni prese dal nuovo presidente del Consiglio Mario Monti hanno confermato che l\u2019interesse nazionale \u00e8 saldamente ancorato al successo del progetto d\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>Non vi pu\u00f2 essere solidit\u00e0 nella politica estera italiana senza partecipazione attiva al processo unitario europeo. Monti ha subito recuperato l\u2019essenza dell\u2019europeismo italiano, composto da un intreccio di pragmatismo ed idealismo, ha trovato il tono giusto per dialogare con la Merkel e Sarkozy.<\/p>\n<p><b>Interesse europeo<\/b><br \/>\nL\u2019euroscetticismo che aveva investito l\u2019Italia negli ultimi dieci anni, fatta eccezione per la parentesi del governo Prodi, \u00e8 stato spazzato via. Il nostro paese rimane profondamente europeista per tradizione storica, per vocazione, per interesse; quando un governo, come avvenuto con Berlusconi, modifica il percorso, pu\u00f2 rallentare un processo, fare parecchi danni, ma non modifica questo dato di fatto.<\/p>\n<p>Tuttavia, non basta voltare pagina. L\u2019europeismo va anche visto in una prospettiva diversa: pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 accattivante. Si tratta di mettere in chiaro che l\u2019Italia intende promuovere un passo decisivo verso l\u2019Unione politica, attraverso un governo comune dell\u2019economia, una disciplina fiscale, meccanismi sanzionatori verso gli Stati che violano le regole.<\/p>\n<p>Proprio perch\u00e9 in passato l\u2019Italia \u00e8 stata spesso incoerente e inaffidabile, le carte per ricostruire la fiducia vanno giocate subito e senza esitazioni. \u00c8 importante che le modifiche dei Trattati indispensabili per aggiornare l\u2019unione monetaria e creare l\u2019unione economica vengano considerate come un adempimento necessario a rilanciare l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Dovrebbe essere ben evidente che solo il soddisfacimento di queste condizioni consentir\u00e0 di ottenere il via libera della Germania in materia di eurobonds e di accresciuto ruolo della Banca centrale europea.<\/p>\n<p><b>Ritorno all\u2019autorevolezza<\/b><br \/>\nIl ritorno dell\u2019Italia alla coerenza e all\u2019autorevolezza europea passa per almeno quattro tappe: l\u2019attuazione degli impegni economici e finanziari assunti; il contributo a una posizione comune fra i paesi dell\u2019eurozona (possibilmente anche a 27) ma senza illudersi: l\u2019asse franco-tedesco rimarr\u00e0 un pilastro dell\u2019Unione europea; la sapienza di aiutare l\u2019Europa a ritrovare un equilibrio istituzionale (fra sovranazionalit\u00e0 e cooperazione intergovernativa); la volont\u00e0 di lavorare strettamente con la Germania, tenendo conto che un paese disposto a ulteriori rinunce alla propria sovranit\u00e0 rimane per forza europeista. \u00c8 illusorio che tutto torni, come se nulla fosse, come prima.<\/p>\n<p>Troppe sono state le tensioni accumulate, troppi gli interrogativi e le contraddizioni. Sarebbe bene meditare, per non ripeterli, sui madornali errori compiuti, affrontare con diverso senso di responsabilit\u00e0 e visione politica la sfida della modifica dei Trattati auspicata dalla cancelliera Merkel, entrare nell\u2019ordine d\u2019idee che l\u2019Europa a due velocit\u00e0 costituisce una sfida e non una minaccia.<\/p>\n<p>\u00c8 infatti difficile immaginare che il divario fra l\u2019eurozona e gli altri Stati membri venga colmato, che il Regno Unito o la Svezia accettino una disciplina fiscale comune, che la politica di allargamento dell\u2019Unione europea prosegua come se non fosse successo nulla nei mesi trascorsi.<\/p>\n<p><b>Via tedesca<\/b><br \/>\n\u00c8 persino problematico immaginare che la Grecia rimanga nell\u2019euro. Sarebbe pericoloso abusare della pazienza di un\u2019opinione pubblica frastornata dalla complessit\u00e0 tecnica della crisi, sensibile al tema della legittimit\u00e0 democratica delle decisioni prese dai governi, incapace di comprendere perch\u00e9 mai l\u2019Unione europea debba allargarsi ancora (dai Balcani alla Turchia), impaziente nei confronti delle istituzioni di Bruxelles, inquieta sul proprio futuro, diffidente verso i governi.<\/p>\n<p>Per fare uscire l\u2019Europa dalle pericolose secche in cui si \u00e8 cacciata, il Consiglio europeo deve tracciare una strada che ci consenta d\u2019affrontare il 2012 senza l\u2019incubo di una nuova e devastante crisi finanziaria, aggravata dalle prospettive di una recessione.<\/p>\n<p>L\u2019anno che volge al termine \u00e8 stato un \u201cannus horribilis\u201d. Al di fuori della gestione confusa e concitata della crisi finanziaria non \u00e8 avvenuto nulla. Tutto langue in Europa: dal Mediterraneo alla Federazione russa; dalla difesa all\u2019energia, all\u2019immigrazione. Se deve esservi trasferimento di sovranit\u00e0 alle istituzioni di Bruxelles tanto vale che questo non avvenga secondo l\u2019improvvidenza e l\u2019imperizia del passato, ma con ben altri metodi e scopi ed abbracciando senza paura la cultura della stabilit\u00e0 proposta dalla Germania.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla vigilia del prossimo Consiglio europeo dell\u20198-9 dicembre, appare evidente che, dalla creazione della Comunit\u00e0 europea del carbone e dell\u2019acciaio (Ceca) nel 1950, nessun governo italiano si era mai trovato in una situazione cos\u00ec difficile in Europa. \u00c8 come se tutti i nodi, interni ed esterni, fossero venuti al pettine in un drammatico intreccio aggravato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[80,119,96,120,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19260"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19260"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19260\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64057,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19260\/revisions\/64057"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}