{"id":19280,"date":"2011-12-07T00:00:00","date_gmt":"2011-12-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lultima-occasione-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:31","slug":"lultima-occasione-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/12\/lultima-occasione-dellue\/","title":{"rendered":"L\u2019ultima occasione dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Le riunioni delle istituzioni europee (Consiglio europeo, Banca centrale europea, European Banking Authority), che si svolgeranno nei prossimi giorni, sono decisive per il futuro dell\u2019Unione economica e monetaria (Uem). Al di l\u00e0 delle loro dichiarazioni pubbliche, tutti i leader politici della Uem hanno compreso che la crisi dei debiti sovrani negli Stati membri periferici \u00e8 penetrata nel cuore dell\u2019euro e pu\u00f2 sfociare nella distruzione del sogno europeo, faticosamente costruito per pi\u00f9 di mezzo secolo.<\/p>\n<p><b>Errori e ritardi<\/b><br \/>Negli ultimi due anni, un\u2019impressionante catena di decisioni errate ha portato alla degenerazione e alla propagazione di questa crisi e ha bruciato le soluzioni, di volta in volta, pi\u00f9 semplici e meno costose. Cos\u00ec, nei primi mesi del 2010, la scelta di concedere alla Grecia prestiti bilaterali a condizioni (finanziarie e macroeconomiche) proibitive, anzich\u00e9 un sostegno europeo comune con clausole meno onerose, ha vincolato la successiva costruzione dei due meccanismi di salvataggio degli Stati membri in difficolt\u00e0 (<i>European financial stability facility<\/i>, Efsf, e <i>European financial stabilisation mechanism<\/i>, Efsm) e ne ha depotenziato l\u2019impatto.<\/p>\n<p>Negli ultimi tre mesi del 2010, l\u2019improvvida decisione di coinvolgere i privati nei possibili futuri fallimenti di titoli pubblici europei e di posporre al giugno 2013 interventi pi\u00f9 sistematici, ha acuito l\u2019incertezza nei mercati finanziari e ha minato l\u2019efficacia della sostituzione dell\u2019Efsf e dell\u2019Efsm con un organismo permanente (<i>European stability mechanism<\/i>, Esm). <\/p>\n<p>Nel marzo del 2011, il rifiuto di concedere una garanzia congiunta da parte degli Stati membri ha fatto abortire l\u2019ipotesi di \u2018coprire\u2019 una parte dei debiti sovrani nazionali con l\u2019emissione di titoli europei e ha occultato i passi avanti realizzati nella <i>governance <\/i>europea (realizzazione del \u201cSemestre europeo\u201d e varo del nuovo Patto di stabilit\u00e0 e crescita, di istituti di coordinamento macroeconomico, del cosiddetto Patto \u201ceuro plus\u201d).<\/p>\n<p>Nell\u2019estate del 2011, la gi\u00e0 tardiva scelta di ampliare il potenziale di intervento dell\u2019Efsf si \u00e8 accompagnata a una procedura di attuazione cos\u00ec farraginosa da rendere a priori inadeguati i nuovi tetti. Nell\u2019ottobre scorso, la scelta di sostenere il settore bancario della Uem anche a scapito delle condizioni di fallimento \u2018pilotato\u2019 della Grecia non ha allentato le tensioni nei mercati finanziari e ha aggravato quelle sul debito sovrano europeo.<\/p>\n<p><b>Limite estremo <\/b><br \/>Nei prossimi giorni non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile sbagliare, pena il superamento di quel \u201climite estremo\u201d che &#8211; nell\u2019omonimo racconto di Conrad (<i>The end of the Tether<\/i>) &#8211; segna il destino dei protagonisti e la loro (in)capacit\u00e0 di disegnare il futuro. Si tratta di relegare nel dimenticatoio la punizione dei Paesi \u201creprobi\u201d e i contraddittori e costosi interventi ad hoc, che sono stati finora adottati, e di mettere in campo una gestione strategica della crisi europea dei debiti sovrani.<\/p>\n<p>Al riguardo il Consiglio europeo dovrebbe decidere la trasformazione dell\u2019Efsf da \u201cveicolo speciale\u201d lussemburghese a istituzione bancaria permanente della Uem, creando cos\u00ec le premesse perch\u00e9 la Banca centrale europea (Bce) possa fungere da \u201cprestatore di ultima istanza\u201d; inoltre il Consiglio europeo dovrebbe ridurre l\u2019incertezza dei mercati rispetto alle condizioni del fallimento \u2018pilotato\u2019 della Grecia fissando, una volta per tutte, i termini del coinvolgimento \u2018volontario\u2019 degli investitori privati e le possibili alternative a fronte di una loro insufficiente adesione.<\/p>\n<p>Dal canto suo la Bce, oltre a proseguire nella riduzione dei tassi di interesse di <i>policy<\/i>, dovrebbe decidere in modo indipendente di allungare le scadenze e di allentare le garanzie richieste sui prestiti di ammontare illimitato che gi\u00e0 oggi sono offerti alle banche europee. Data la nuova veste assunta dall\u2019Efsf (ridenominabile Esm), tale ruolo fattuale di \u201cprestatore di ultima istanza\u201d riguarderebbe anche il meccanismo europeo di sostegno.<\/p>\n<p>In questo modo la Bce consentirebbe all\u2019Efsf di adempiere al suo principale mandato, ossia di acquistare i titoli del debito pubblico dei paesi in difficolt\u00e0 della Uem nei mercati primari e secondari, senza limiti quantitativi predefiniti. La nuova operativit\u00e0 dell\u2019Esm, rafforzata dall\u2019annuncio di voler mantenere i tassi di rendimento sui titoli pubblici dei diversi Stati membri della Uem al di sotto di determinate soglie, basterebbe a \u2018battere\u2019 la scommessa dei mercati finanziari contro la tenuta dell\u2019euro e a invertire, cos\u00ec, il segno delle pressioni speculative.<\/p>\n<p><b>Cambiare i Trattati<\/b><br \/>I \u2018segnali\u2019, inviati nei giorni passati dai responsabili delle pi\u00f9 importanti istituzioni europee e dai leader dei principali Stati membri, inducono a sperare che le imminenti riunioni della Bce e del Consiglio europeo approderanno &#8211; almeno in parte &#8211; alle positive decisioni strategiche sopra delineate. Vi \u00e8, per\u00f2, un ostacolo che pu\u00f2 compromettere fino all\u2019ultimo momento le scelte del Consiglio europeo e le autonome ma conseguenti decisioni della Bce: l\u2019esigenza tedesca di evitare che l\u2019intervento della Bce a sostegno dell\u2019Efsf, pur curando i sintomi anzich\u00e9 la malattia, illuda i malati pi\u00f9 gravi (Grecia e Italia) di essere entrati in convalescenza e di poter &#8211; quindi &#8211; ripristinare i comportamenti che li hanno condotti sull\u2019orlo del baratro.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di un giudizio di merito sulla loro efficacia di medio periodo, le manovre appena approvate dal Parlamento greco e dal governo Monti allontanano lo spettro di un\u2019immediata ricaduta nei vizi passati. La garanzia, sollecitata dalla Germania e dai paesi a essa legati, richiede per\u00f2 che gli Stati membri in difficolt\u00e0 accettino di cedere gran parte della loro sovranit\u00e0 nazionale in materia fiscale e sostanzino il loro impegno con l\u2019accettazione di una congruente revisione dei Trattati europei volta ad accrescere il potere di controllo da parte dei paesi centrali.<\/p>\n<p>Anche se nessuno degli interventi strategici necessari a superare l\u2019emergenza europea richiede una modifica dei Trattati, sarebbe autolesionistico da parte dell\u2019Italia e degli altri Stati membri in difficolt\u00e0 opporsi all\u2019avvio di tale modifica. La posta in gioco \u00e8, per\u00f2, complessa. <\/p>\n<p>\u00c8 necessario che l\u2019imminente Consiglio europeo delinei una modifica dei Trattati sufficientemente impegnativa da garantire alla Germania la definizione di nuovi principi di cessione delle sovranit\u00e0 nazionali in materia fiscale e l\u2019avvio del relativo processo di implementazione in tempi ragionevoli (marzo 2012?); solo se ci\u00f2 avviene, la Germania potr\u00e0 infatti accettare di rimuovere oggi il suo veto alla trasformazione dell\u2019Esm e all\u2019operare della Bce senza attendere il completamento della revisione dei Trattati, ossia senza imporre che l\u2019euro venga curato solo una volta morto.<\/p>\n<p><b>Vietato affondare<\/b><br \/>D\u2019altro canto, \u00e8 necessario che la proposta di revisione dei Trattati non sia cos\u00ec rigida da compromettere il rilancio della crescita europea; senza questo rilancio, la malattia dei debiti sovrani e il problema dei divari di competitivit\u00e0 interni all\u2019euro non potranno infatti trovare adeguata soluzione neppure nel medio periodo.<\/p>\n<p>Insomma, il Consiglio europeo \u00e8 chiamato a evitare che il battello della Uem scoppi. Ci\u00f2 significa che chi \u00e8 in posizione pi\u00f9 sicura dovr\u00e0 usare \u2018voce\u2019 sufficiente per convincere gli altri a salvarsi; e chi \u00e8 pi\u00f9 a rischio di \u201csaltare in aria\u201d non dovr\u00e0 avere, come sola alternativa, quella di trovarsi a nuotare da solo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le riunioni delle istituzioni europee (Consiglio europeo, Banca centrale europea, European Banking Authority), che si svolgeranno nei prossimi giorni, sono decisive per il futuro dell\u2019Unione economica e monetaria (Uem). 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