{"id":1930,"date":"2006-09-20T00:00:00","date_gmt":"2006-09-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/una-riforma-per-prevenire-le-crisi\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:18","slug":"una-riforma-per-prevenire-le-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/09\/una-riforma-per-prevenire-le-crisi\/","title":{"rendered":"Una riforma per prevenire le crisi"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019assemblea annuale del Fondo monetario internazionale (Fmi) di Singapore dei giorni scorsi, sono stati approvati alcuni elementi rilevanti del processo di riforma del Fmi nell\u2019ambito della strategia a medio termine avviata dal Managing Director, Rodrigo Rato, subito dopo  il suo insediamento. Tre sono i principali temi sul tappeto: la riforma del processo di sorveglianza, nuovi strumenti di prevenzione delle crisi e le questioni di governance del Fmi (quote e rappresentanza).<\/p>\n<p><b>La riforma del processo di sorveglianza<\/b><br \/>Questo processo \u00e8 stato accelerato della persistenza degli squilibri globali che, secondo i continui  richiami del Fmi, avrebbero richiesto una maggiore decisione nelle politiche di aggiustamento da parte dei paesi sia industriali che emergenti. La preoccupazione principale \u00e8 che tali squilibri possano portare a una \u201ccorrezione improvvisa\u201d e troppo violenta, in presenza di una crescente integrazione dei mercati finanziari e di flussi di capitale di dimensioni crescenti, che sarebbe accompagnata da bruschi mutamenti nelle grandezze fondamentali, tassi di cambio e tassi di interesse, con una amplificazione dei rischi di instabilit\u00e0 finanziaria. <\/p>\n<p>Per affrontare la situazione, il Fmi ha introdotto un nuovo processo di consultazione multilaterale, che dovr\u00e0 affiancarsi ai meccanismi di consultazione bilaterale e multilaterale gi\u00e0 operanti nel Fmi. Questo processo si basa su una consultazione ravvicinata e frequente con  cinque paesi o gruppi di paesi: Cina, area Euro, Giappone, Arabia Saudita, Usa. Si tratta di un gruppo che  comprende i paesi a forte deficit (Usa), in pareggio di bilancio ma a bassa crescita (area Euro), e a forte surplus (i rimanenti). La consultazione nell\u2019ambito del gruppo riguarder\u00e0 le cause degli squilibri dei pagamenti e gli spillover tra aree e paesi. Dal processo dovrebbe scaturire un rapporto che sar\u00e0 discusso dal Board all\u2019inizio dell\u2019anno prossimo. <\/p>\n<p>\tLa composizione del gruppo \u00e8 molto indicativa del mutamento dei rapporti  di forza nel sistema economico internazionale. Vi fa parte infatti la Cina, ma non la Gran Bretagna, e i paesi europei sono presenti in quanto membri dell\u2019Unione monetaria europea. Un  struttura, in altri termini, significativamente diversa da quella del G7 e che non potr\u00e0 non riflettersi anche sulla governance del Fondo monetario.<\/p>\n<p><b>Prevenzione delle crisi<\/b><br \/>A Singapore continuer\u00e0 la discussione per la definizione di un nuovo strumento di prevenzione della crisi che dovrebbe sostituire la Contingent Credit Line (Ccl), che era stata dismessa dal Fmi qualche anno fa. Questa facility era disegnata per fornire supporto di liquidit\u00e0 a paesi che, pur trovandosi in buone condizioni per quel che riguarda le proprie grandezze fondamentali, avrebbero potuto subire uno shock negativo proveniente dall\u2019esterno. La Ccl era stata abbandonata perch\u00e9 non era mai stata utilizzata ma, sotto la pressione di numerosi paesi, soprattutto emergenti,  il Fmi sta disegnando una nuova facility che la possa rimpiazzare. Il nuovo strumento dovr\u00e0 innanzitutto affrontare il problema principale che ha inibito l\u2019uso della Ccl. Il fatto che un paese che ne avesse richiesto l\u2019accesso avrebbe, suo malgrado, segnalato ai mercati di trovarsi in difficolt\u00e0 anche se ci\u00f2 non appariva dall\u2019andamento dei suoi fondamentali. Avrebbe generato, cio\u00e8, una sorta di \u201cselezione avversa\u201d .<\/p>\n<p><b>Quote e rappresentanza <\/b><br \/>Veniamo ora a quello che \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 importante del processo di riforma,  il mutamento delle quote e della rappresentanza dei paesi nel board del Fmi. A Singapore \u00e8 stato fatto un passo avanti importante. \u00c8 stato avviato un processo di revisione che dovrebbe concludersi entro due anni. Lo scopo del processo \u00e8 di ottenere una migliore corrispondenza tra  quote e peso economico dei paesi e accrescere la rappresentanza dei paesi poveri. Questo processo prevede un aumento ad hoc delle quote di Cina, Corea, Messico e Turchia,  paesi che sono fortemente sottorappresentati. Nel corso dei due anni successivi saranno prese altre decisioni quali: 1) una nuova formula per il calcolo delle quote; 2) un secondo aumento delle quote ad hoc in base alla nuova formula; 3) un impegno ad assicurare una continua evoluzione delle quote nel tempo; 4) un aumento almeno del doppio dei \u201cbasic votes\u201d a favore dei paesi poveri; 5) ulteriori misure per rafforzare la capacit\u00e0 di rappresentanza  dei paesi poveri. <\/p>\n<p>Sono misure importanti, ma non contengono quella veramente decisiva: la sostituzione delle rappresentanze dei singoli paesi europei con un rappresentante unico, almeno per quel che riguarda i  paesi dell\u2019area euro. Questo passo renderebbe coerente la distribuzione formale del potere decisionale con la distribuzione sostanziale, che, come abbiamo visto, gi\u00e0 fa parte  nel nuovo meccanismo di sorveglianza del Fmi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019assemblea annuale del Fondo monetario internazionale (Fmi) di Singapore dei giorni scorsi, sono stati approvati alcuni elementi rilevanti del processo di riforma del Fmi nell\u2019ambito della strategia a medio termine avviata dal Managing Director, Rodrigo Rato, subito dopo il suo insediamento. 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