{"id":19300,"date":"2011-12-10T00:00:00","date_gmt":"2011-12-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/euro-un-grande-futuro-dietro-le-spalle\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:31","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:31","slug":"euro-un-grande-futuro-dietro-le-spalle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/12\/euro-un-grande-futuro-dietro-le-spalle\/","title":{"rendered":"Euro, un grande futuro dietro le spalle"},"content":{"rendered":"<p>Riunioni e dichiarazioni sempre meno riescono a nascondere la profonda divisione dei medici sulle cure per il salvataggio dell\u2019Eurozona. Quest\u2019ultima ansima per la mancanza di liquidit\u00e0, a sua volta dovuta alla caduta di fiducia tra le banche, non solo straniere. Le nuove emissioni pubbliche dell\u2019Eurozona meridionale sono collocate a tassi che rendono vano, alla distanza, lo sforzo per pareggiare il bilancio. A causa delle nuove regole sulla valutazione dei titoli pubblici tenuti sino a scadenza, le banche sono costrette ad aumenti di capitale che i mercati non sono in grado di assorbire, e finiscono col ridurre il finanziamento alle imprese.<\/p>\n<p><b>Ultima spiaggia<\/b><br \/>La recessione sta perci\u00f2 avvolgendo sempre pi\u00f9 l\u2019Europa nelle sue spire e non lascia indenni nemmeno la Cina e gli Stati Uniti. Questi ultimi mostrano una tale inquietudine sugli sviluppi della congiuntura monetaria in Europa da indurre il presidente Obama a fare frequenti telefonate alla cancelliera tedesca Merkel e ad inviare il segretario al Tesoro Geithner in missione in Europa, compresa l\u2019Italia, alla vigilia del Consiglio europeo dell\u20198 e del 9 dicembre. Su questa riunione si \u00e8 riposta una fiducia da ultima spiaggia, anche se i precedenti e i preparativi guidati dall\u2019asse franco-tedesco alimentavano qualche dubbio.<\/p>\n<p>Agli inizi di dicembre i leader di Francia e Germania hanno fatto pubblico riferimento all\u2019esigenza di rivedere i Trattati, metodo notoriamente in contrasto con le procedure di urgenza. Dal suo canto, il presidente francese Sarkozy poneva l\u2019accento: a) sulla solidariet\u00e0 tra i paesi europei, con riferimento implicito agli Eurobond e al rifiuto della ristrutturazione per i debiti pubblici; b) sull\u2019intervento della Banca centrale europea (Bce) come arma letale per la soluzione della crisi; c) sulla costituzione di un nucleo duro di paesi dell\u2019Eurozona; d) sull\u2019integrazione dell\u2019Europa attraverso l\u2019azione dei capi di stato e di governo.<\/p>\n<p>La Merkel, a sua volta, sottolineava che bisognava: a) dare la priorit\u00e0 alla disciplina di bilancio e alle regole in materia; b) conservare alla Bce la sua indipendenza; c) includere nel nucleo duro quanti pi\u00f9 stati possibile, non solo l\u2019Eurozona; d) utilizzare per l\u2019integrazione istituzioni indipendenti come la Commissione e la Corte di giustizia.<\/p>\n<p><b>Menu alla tedesca<\/b><br \/>Dopo una riunione del 5 dicembre, conclusa con uno striminzito comunicato, nella conferenza stampa i due leader hanno anticipato i contenuti di una lettera inviata al presidente del Consiglio europeo Van Rompuy, che contiene le linee di una nuova Unione per la stabilit\u00e0 e la crescita, che riflette pi\u00f9 l\u2019impostazione tedesca che quella francese ed \u00e8 articolata in vari capitoli. Per una rafforzata architettura istituzionale, il testo ha proposto di tenere: a) almeno due vertici l\u2019anno dei capi di Stato e di governo per fissare le linee strategiche delle politiche economiche e di bilancio; b) una riunione mensile durante la crisi; c) un Eurogruppo ministeriale e una struttura rafforzata per dare esecuzione alle decisioni prese.<\/p>\n<p>Per un quadro di prevenzione globale, la lettera suggerisce invece: a) l\u2019adozione da parte di ciascun membro dell\u2019Eurozona di regole, preferibilmente a livello costituzionale, per il bilancio in pareggio; b) l\u2019impegno da parte dei parlamenti nazionali a tener conto delle raccomandazioni europee sulla condotta delle politiche economiche e di bilancio; c) l\u2019obbligo per lo stato che supera il limite del 3 % di concludere con la Commissione e far approvare dall\u2019Eurogruppo un accordo di \u201cpartenariato europeo per la riforma\u201d; d) una serie di interventi d\u2019intensit\u00e0 crescente nei diritti dello Stato che si trova in violazione del limite al disavanzo; e) l\u2019inserimento della riduzione lineare di un ventesimo l\u2019anno del debito pubblico che eccede il 60 %.<\/p>\n<p>Per il rafforzamento della crescita, della competitivit\u00e0 e della convergenza, si chiede, attraverso l\u2019art. 136 o mediante le cooperazioni rafforzate, un nuovo quadro giuridico compatibile col mercato unico al fine di progredire pi\u00f9 celermente sui fronti: a) della regolazione finanziaria; b) del mercato del lavoro; c) dell\u2019armonizzazione della base dell\u2019imposta sulle societ\u00e0; d) delle politiche di sostegno alla crescita, compresi i fondi europei destinati all\u2019Eurozona.<\/p>\n<p>Infine, per apprestare un meccanismo in grado di affrontare le crisi, ci si limita: a) ad anticipare l\u2019entrata in funzione del Meccanismo intergovernativo permanente per la stabilit\u00e0 (Esm) al 2012; b) a rivedere il Trattato Esm cos\u00ec da rendere unica ed eccezionale la soluzione adottata per la Grecia per la partecipazione dei privati.<\/p>\n<p>Al termine della solita, defatigante riunione notturna il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo per una \u201cunione di bilancio\u201d, imponendo vincoli pi\u00f9 stretti, tollerando uno sforamento strutturale massimo dello 0,5 del Pil e prevedendo la possibilit\u00e0 di tener conto di avversi cicli economici o di circostanze eccezionali. Questo risultato \u00e8 stato salutato dal presidente della Bce, Mario Draghi, come un passo avanti verso quel <i>fiscal compact <\/i>cui aveva accennato il 1\u00b0 dicembre dinanzi al parlamento europeo, aggiungendo per\u00f2 che le conclusioni dovranno essere rimpolpate nei prossimi giorni.<\/p>\n<p><b>La casa brucia<\/b><br \/>La finestra che era parsa schiudersi nel discorso a Strasburgo (<i>Other elements might follow\u2026<\/i>) non accenna ancora ad aprirsi. Il Regno Unito, che ha offerto di partecipare ad un nuovo Trattato intergovernativo in cambio di un protocollo di garanzia per la City di Londra, ha ricevuto un netto rifiuto, in particolare  dal presidente francese Sarkozy. Ai nuovi accordi parteciperanno 26 degli attuali membri dell\u2019Unione, esclusa la Gran Bretagna.<\/p>\n<p>L\u2019Esm, da attivare a met\u00e0 2012, avr\u00e0 una dotazione di 500 miliardi di euro, meno di quanto era stato auspicato, e non avr\u00e0 una licenza bancaria, come proposto dal presidente Van Rompuy. Anche l\u2019appello del presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, per estendere i compiti dell\u2019Esm e per non lasciar cadere il ricorso agli Eurobond, da tanti invocato, \u00e8 rimasto inascoltato. Infine, si \u00e8 deciso che l\u2019Unione fornisca al Fondo monetario internazionale 200 miliardi di euro, attraverso prestiti bilaterali, di cui 150 a carico dell\u2019Eurozona, cio\u00e8 dell\u2019area che ne ha pi\u00f9 bisogno.<\/p>\n<p>La casa brucia, ma i pompieri propongono nuove regole per la costruzione degli edifici; tutto ci\u00f2 sarebbe razionale se fosse stata raggiunta la conclusione che l\u2019incendio non \u00e8 domabile. Quest\u2019ammissione non c\u2019\u00e8. Al contrario, si vuole rinvigorire l\u2019organismo, ma lo si cura con i trattamenti in uso ai tempi di Moli\u00e8re: salassi e purganti che lo debilitano ancor pi\u00f9. La recessione rischia di diventare endemica in Europa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riunioni e dichiarazioni sempre meno riescono a nascondere la profonda divisione dei medici sulle cure per il salvataggio dell\u2019Eurozona. Quest\u2019ultima ansima per la mancanza di liquidit\u00e0, a sua volta dovuta alla caduta di fiducia tra le banche, non solo straniere. 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