{"id":19320,"date":"2011-12-12T00:00:00","date_gmt":"2011-12-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/polveriera-russia\/"},"modified":"2017-11-03T15:31:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:31:30","slug":"polveriera-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/12\/polveriera-russia\/","title":{"rendered":"Polveriera Russia"},"content":{"rendered":"<p>\u201cNon siamo l\u2019Europa, non siamo l\u2019Asia, siamo qualcosa di unico\u201d. Le parole di Fiodor Lukianov, uno dei maggiori esperti russi di politica estera, possono aiutare a capire il ritratto emerso dalle recenti elezioni politiche vinte da <i>Russia Unita<\/i>, il partito del Cremlino, anche se con una forte riduzione dei voti e inedite manifestazioni di dissenso, dalla strada al web. La cronaca dei fatti ha svelato che la presunta diarchia tra il presidente Medvedev e il premier Putin in realt\u00e0 non esiste, perch\u00e9 l\u2019annunciata staffetta a ruoli invertiti ribadisce l\u2019assoluta centralit\u00e0 di zar Vladimir, sia pure azzoppato.<\/p>\n<p><b>Demokratura<\/b><br \/>La prospettiva di un \u201cregno\u201d di Putin protratto fino al 2024 pu\u00f2 avere per\u00f2 innescato un imprevedibile effetto boomerang. La mappa della nuova Duma, la Camera bassa del parlamento moscovita, non \u00e8 tuttavia cos\u00ec sgradita per il governo uscente, anche se sancisce la fine di un dominio assoluto. <\/p>\n<p>La perdita della maggioranza qualificata per eventuali modifiche della Costituzione non sembra allarmare il potere, nella sostanza, sia perch\u00e9 le riforme che interessavano sono gi\u00e0 andate in porto (mandato del presidente pi\u00f9 lungo, ruolo autonomo dei governatori azzerato etc.), sia perch\u00e9 le forze minori che hanno superato lo sbarramento, sin qui, non si sono rivelate antagoniste preoccupanti, n\u00e9 si pu\u00f2 escludere che forniscano in futuro sostegni mirati. <\/p>\n<p>Va aggiunto che, nella prospettiva delle presidenziali del 2012, il fronte delle opposizioni non sembra possa esprimere una candidatura unitaria e credibile contro Putin.<\/p>\n<p>Infine, il quadro politico \u201cnormalizza\u201d la forza della maggioranza, rendendola sulla carta meno lontana da una democrazia \u201cclassica\u201d. Le virgolette sono quanto mai necessarie, perch\u00e9 il contesto della campagna elettorale e il suo seguito, al momento, hanno confermato in pieno la pertinenza della definizione di <i>demokratura<\/i>, coniata dall\u2019intellettuale croato Predrag Matvejevic per descrivere l\u2019essenza di un pezzo dell\u2019Europa post-comunista, tra democrazia e dittatura. <\/p>\n<p>Da un lato, uno Stato di diritto con tutte le sue regole formali, dall\u2019altro una realt\u00e0 in controluce con un cuore poliziesco, dove fa premio solo l\u2019accordo diretto tra gruppi di potere politico-economico. La forza guida non ha alcuna ideologia, se non un nazionalismo di fondo, a volte con tratti xenofobi.<\/p>\n<p><b>Battaglia sul web<\/b><br \/>Se la sceneggiatura della Duma non promette molto di inedito, pi\u00f9 interessante \u00e8 il quadro che emerge da alcuni tratti della societ\u00e0 russa. In particolare, stanno assumendo un ruolo significativo gruppi che utilizzano le nuove tecnologie con intelligenza e fantasia, ingaggiando battaglie politiche che si avvalgono di tutti gli strumenti che il web mette a disposizione. <\/p>\n<p>La campagna elettorale \u00e8 stata caratterizzata da denunce di brogli, arresti, blogger spregiudicati e video compromettenti che hanno fatto da contraltare alla paludata informazione ufficiale. Le giovani generazioni, soprattutto nei maggiori centri urbani, dove si \u00e8 votato in modo diverso che nel resto del paese, costituiscono il nerbo di questa componente, capace di incrinare una rassegnata sonnolenza di fondo.<\/p>\n<p>Gli amministratori di un popolare social network, <i>VKontakte<\/i>, una sorta di Facebook in cirillico, hanno affermato che i servizi segreti (Fsb) hanno chiesto di bloccare i sempre pi\u00f9 numerosi gruppi di protesta che nascono online. Le manifestazioni dello scorso 10 dicembre, svoltesi con grande successo in oltre 40 citt\u00e0, riscaldano l\u2019inverno di un nuovo scontento, e incoronano il \u201cre dei blogger\u201d, Alexei Navalny, attualmente detenuto per resistenza a pubblico ufficiale, come sfidante di primo piano per il Cremlino.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 difficile pensare che le autorit\u00e0 accolgano la richiesta dei dimostranti di nuove elezioni per cancellare i presunti brogli. Sul fronte pi\u00f9 propriamente politico, le opposizioni non addomesticate non hanno partecipato al voto, anche perch\u00e9 in alcuni casi gli \u00e8 stato proibito, con pretesti formali, di registrarsi. \u00c8 quanto accaduto al cartello riformista <i>Parnas<\/i>, che unisce l\u2019ex vice premier Nemtsov (arrestato e poi rilasciato nelle proteste dopo le elezioni), l\u2019ex premier Kasyanov e l\u2019ex parlamentare Ryzkhov.<\/p>\n<p><b>Problemi di percezione<\/b><br \/>Pochi giorni dopo il rinnovo della Duma, il premier Putin ha recuperato dalla naftalina la vecchia retorica sovietica, parlando di una protesta \u201cfomentata\u201d dall\u2019estero, con delle critiche esplicite al segretario di Stato americano, Clinton. Il responsabile della diplomazia Usa ha replicato a stretto giro di posta: \u201cLe preoccupazioni espresse circa la condotta delle elezioni sono ben fondate\u201d, aggiungendo che i rilievi degli osservatori dell\u2019Osce \u201cmeritano attenzione\u201d. <\/p>\n<p>Tali contrasti avvengono quando su altri temi scottanti dell\u2019attualit\u00e0 internazionale rimangono delle divergenze importanti tra Mosca e Washington, anche se pare del tutto improponibile il ritorno di uno scenario da Guerra fredda.<\/p>\n<p>Il recente Consiglio Nato-Russia ha registrato ancora una volta la mancanza di un accordo sullo scudo spaziale. Il ministro degli Esteri italiano, Terzi, ha affermato che per arrivare a un\u2019intesa \u201c\u00e8 necessario ancora un notevole lavoro\u201d e ha aggiunto che da parte russa vi sono \u201cproblemi di percezione\u201d non condivisi dall\u2019Occidente, che dovranno essere rimossi. Circa le pi\u00f9 acute crisi regionali, Mosca, lo scorso 2 dicembre, ha votato contro la risoluzione del Consiglio dei diritti umani dell\u2019Onu che ha condannato la Siria.<\/p>\n<p>Alleata di Damasco durante l\u2019era sovietica, la Russia \u00e8 la principale fornitrice di armi della Siria e si rifiuta con forza di unirsi all\u2019Occidente nel condannare la repressione. <\/p>\n<p>Su 47 paesi membri, i voti contrari sono stati 4: oltre al rappresentante del Cremlino, hanno detto no Cina, Cuba ed Ecuador. Nel dossier iraniano, la Russia si \u00e8 detta pi\u00f9 volte contraria a varare nuove sanzioni contro il regime di Teheran in merito alla politica nucleare. <\/p>\n<p>L\u2019evoluzione del braccio di ferro apertosi tra il potere e i manifestanti resta del tutto imprevedibile. Vale la pena ricordare la celebre definizione data dal premier britannico Churchill: \u201cLa Russia \u00e8 un rebus, avvolto in un mistero, all\u2019interno di un enigma\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon siamo l\u2019Europa, non siamo l\u2019Asia, siamo qualcosa di unico\u201d. 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