{"id":19410,"date":"2011-12-21T00:00:00","date_gmt":"2011-12-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lincerto-destino-della-corea-del-nord\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:25","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:25","slug":"lincerto-destino-della-corea-del-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/12\/lincerto-destino-della-corea-del-nord\/","title":{"rendered":"L\u2019incerto destino della Corea del Nord"},"content":{"rendered":"<p>Il 17 dicembre alle 8.30, ora di Pyongyang, il sessantanovenne dittatore nordcoreano Kim Jong Il \u00e8 deceduto nel corso di un viaggio in treno. I motivi del decesso, secondo lo stringato comunicato della <i>Korean Central News Agency<\/i> (Kcna, l\u2019agenzia stampa della Corea del Nord), sono da attribuirsi a un \u201cgrande sforzo fisico e mentale\u201d non ulteriormente specificato. Kim Jong Il era figlio di Kim il Sung, rivoluzionario comunista e fondatore della Corea del Nord dopo la Seconda guerra mondiale. <\/p>\n<p><b>Aroccamento<\/b><br \/>Il decesso del \u201ccaro leader\u201d, nome eufemistico con cui il dittatore voleva farsi chiamare, ha riportato l\u2019attenzione del mondo sulla Corea del Nord, uno dei regimi pi\u00f9 impenetrabili del mondo. Al contrario della vicina Corea del Sud, da sempre allineata politicamente a Washington, il Nord \u00e8 costantemente rimasto uno stato comunista particolarmente ortodosso e chiuso. <\/p>\n<p>Rispetto agli altri vicini, come Cina e Vietnam, il governo di Pyongyang si \u00e8 sempre attenuto ai criteri della pianificazione statale, escludendo praticamente qualsiasi forma di iniziativa privata. Il mantenimento del consenso attorno a Kim Jong Il e la percezione di insicurezza nazionale ha poi comportato una ipertrofica crescita dell\u2019apparato militare, che va dal milione e duecentomila uomini in armi sino agli ordigni nucleari, testati nel 2006 e nel 2009. <\/p>\n<p>A livello interno le poche informazioni che trapelano, spesso clandestine, descrivono una situazione molto difficile, con poca corrente elettrica, un\u2019enorme apparato militare, scarso cibo, un\u2019economia debole e un fortissimo controllo ideologico. <\/p>\n<p>Questo stato di cose sembra essere l\u2019eredit\u00e0 che Kim Jong Il consegna alla futura generazione politica, sulla quale, per\u00f2, esistono non pochi interrogativi. Il decesso del \u201ccaro leader\u201d, infatti, apre degli scenari nuovi destinati ad avere un impatto che travalica i confini della Corea del Nord. <\/p>\n<p><b>Insidiosa successione <\/b><br \/>Il primo interrogativo riguarda l\u2019evoluzione interna del paese, a partire dalla scelta della nuova <i>leadership<\/i>. Il sistema politico di Pyongyang \u00e8 un <i>unicum<\/i>, una strana combinazione di comunismo stalinista e di nazionalismo incentrato sui due Kim, oggetto di un vero e proprio culto della personalit\u00e0. <\/p>\n<p>Kim Il Sung impost\u00f2 la sua transizione permettendo al figlio, Kim Jong Il, di affiancarlo ai vertici del potere. Quando Kim Il Sung mor\u00ec (1994), Kim Jong Il era cos\u00ec pronto a succedergli, cosa che avvenne senza alcuna difficolt\u00e0. Il \u201ccaro leader\u201d, per\u00f2, ha avuto poco tempo (neanche un paio di anni) per addestrare il nuovo delfino, ovvero il suo terzogenito Kim Jong Un. Formalmente, per\u00f2, \u00e8 lui il designato.<\/p>\n<p>Il giovane Kim Jong Un, a detta di molti commentatori, sembra troppo giovane per ereditare il potere di Pyongyang, soprattutto perch\u00e9 solo da poco aveva affiancato il padre, e sempre con un ruolo defilato nella gestione del potere. Ad esempio il giovane Kim \u00e8 apparso in poche parate pubbliche, e sembra non aver accompagnato il padre nei viaggi in Russia ed in Cina di qualche mese fa.<\/p>\n<p>La debolezza del futuro vertice politico sposta l\u2019attenzione sui militari, la classe sociale pi\u00f9 potente in Corea del Nord. Nonostante i comunicati della Kcna gi\u00e0 annuncino in termini trionfali la nuova \u201cguida\u201d di Kim Jong Un, la parola finale sulla successione rimane nelle mani delle gerarchie militari e nelle loro volont\u00e0. <\/p>\n<p>Nonostante il nuovo delfino sia stato nominato \u201cgenerale\u201d l\u2019anno scorso, non ha avuto il tempo di impratichirsi della macchina militare coreana come ebbe il padre. Qualsiasi prospettiva di riforma del paese, inoltre, non potrebbe che passare per la riduzione delle spese militari, estremamente onerose per il bilancio del governo. Una soluzione politico-economica \u201ctipo Vietnam\u201d o \u201ctipo Cina\u201d inevitabilmente rimetterebbe in discussione il ruolo dei militari, diminuendolo. Costoro potrebbero pure provare a proporre un proprio uomo, invece del terzo Kim, molto meno conosciuto dei due predecessori anche in Corea del Nord. <\/p>\n<p>Recentemente, comunque, sembra sia stato sparato un missile dalla Corea del Nord, formalmente nell\u2019ambito di una esercitazione gi\u00e0 programmata, per dare l\u2019impressione che tutto sia normale, anche la <i>routine <\/i>militare.  <\/p>\n<p> <b>Vicinato inquieto<\/b><br \/>In secondo luogo, il vuoto politico di Pyongyang ha subito generato una vasta serie di reazioni nella regione. <\/p>\n<p>La Corea del Sud ha posto in allerta tutte le sue forze armate, e sta monitorando la situazione con estrema attenzione. Il Giappone ha fatto lo stesso, in quanto spesso missili nordcoreani sono stati sparati vicino alle acque territoriali di Tokyo. Gli Stati Uniti, da sempre protettori delle due nazioni asiatiche, sono in contatto con i due governi per seguire le evoluzioni del Nord, ed in particolare eventuali azioni di natura militare. Solo un anno fa, infatti, una corvetta del Sud venne affondata, e un\u2019isola del Sud venne bombardata da colpi d\u2019artiglieria del Nord. <\/p>\n<p>La Cina, invece, ha espresso le sue condoglianze e la sua vicinanza al popolo nordcoreano, senza per\u00f2 menzionare il nuovo Kim. Pechino \u00e8 il solo \u201cvero\u201d alleato di Pyongyang, ed il governo cinese vorrebbe evitare incidenti o rivoluzioni radicali nel piccolo vicino. Il collasso della Corea del Nord, infatti, potrebbe provocare ulteriori ondate migratorie, o magari, ipotesi peggiore, l\u2019allontanamento di Pyongyang dalla sfera di influenza cinese. <\/p>\n<p>  Il destino della piccola Corea, i dubbi sulla transizione e le future scelte del nuovo leader, quindi, condizioneranno inevitabilmente non solo l\u2019assetto nazionale, ma anche quello regionale. Dalle mosse di Pyongyang, quindi, dipenderanno alcuni importanti sviluppi regionali, che vanno dal mantenimento dello <i>status quo<\/i> a degli scenari completamente nuovi.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 17 dicembre alle 8.30, ora di Pyongyang, il sessantanovenne dittatore nordcoreano Kim Jong Il \u00e8 deceduto nel corso di un viaggio in treno. 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