{"id":19470,"date":"2012-01-09T00:00:00","date_gmt":"2012-01-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/gli-f35-e-il-futuro-della-difesa-italiana\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:23","slug":"gli-f35-e-il-futuro-della-difesa-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/01\/gli-f35-e-il-futuro-della-difesa-italiana\/","title":{"rendered":"Gli F35 e il futuro della difesa italiana"},"content":{"rendered":"<p>Francamente si fatica a comprendere le ragioni della martellante campagna in atto contro la produzione e l\u2019acquisizione dei velivoli da combattimento che, in numero drasticamente ridotto, dovranno sostituire ben tre tipi di sistemi che sono in servizio da decenni e il cui mantenimento in decorose condizioni di prontezza operativa sta diventando sempre pi\u00f9 oneroso e problematico. Si parla del <i>Joint Strike Fighter F35 Lightening II<\/i>, che dovr\u00e0 prendere il posto di Tornado, AM-X e AV8-B (circa 250 velivoli) in numeri quasi dimezzati rispetto alle dotazioni iniziali complessive.<\/p>\n<p><b>Riesame<\/b><br \/>La  campagna contro l\u2019F35 risulta poco comprensibile per due motivi: in primo luogo perch\u00e9 appare sotto esame uno solo dei programmi di investimento della difesa, mentre coerenza vorrebbe che gli ambienti antimilitaristi e pacifisti, di qualsiasi matrice, sia cattolica che di sinistra, considerassero ed eventualmente mettessero in discussione anche altri tipi di spesa militare; in secondo luogo perch\u00e9 l\u2019argomento finanziario &#8211; \u201ccon quei 15 miliardi il peso della manovra per il risanamento potrebbe essere quasi dimezzato\u201d &#8211; si basa sull\u2019assunto, totalmente infondato, che ci siano oggi da qualche parte nelle casse della Difesa 15 miliardi accantonati per lo F35, che potrebbero essere dirottati verso programmi socialmente pi\u00f9 appetibili, che si chiamino servizio civile, sanit\u00e0, scuola.<\/p>\n<p>Al primo argomento si pu\u00f2 rispondere che \u00e8 in atto un attento riesame dello strumento militare nel suo complesso, finalizzato a definirne le esigenze, nel quadro strategico, quello attuale e in quello ragionevolmente prevedibile, per poter disporre delle esigenze operative necessarie, non solo e non tanto in un ambito nazionale, quanto in vista di un futuro, anche se non prossimo, processo di integrazione della difesa europea.<\/p>\n<p>Questo riesame, come pi\u00f9 volte ribadito dal ministro della difesa Giampaolo Di Paola, \u00e8 mirato a rimodellare le nostre forze armate, ancorch\u00e9 ridotte nei numeri rispetto a quanto oggi previsto dalla legge, in modo da avere uno strumento equilibrato in tutte le sue capacit\u00e0 e componenti, utilmente impiegabile a sostegno della politica estera nazionale. In questo contesto il numero che si sente sempre citare di 131 esemplari di F35 verr\u00e0 attentamente riesaminato, cos\u00ec come stanno facendo tutti gli altri partner del programma che, come noi, avevano a suo tempo definito un\u2019esigenza di massima, riferita ad una situazione globale ben diversa da quella attuale.<\/p>\n<p>Al secondo argomento si risponde chiarendo che gli stanziamenti per l\u2019acquisizione saranno necessari non prima del 2014 e che i costi verranno spalmati su un periodo ben superiore al decennio: non esiste quindi oggi un \u201ctesoro\u201d che ci si possa spartire, a danno, peraltro, di una funzione, come quella della difesa, che \u00e8 fondamentale per la sovranit\u00e0 stessa del paese.<\/p>\n<p><b>Nuove sfide<\/b><br \/>Altrettanto inconsistente appare l\u2019argomento che, trattandosi di un sistema prevalentemente concepito per l\u2019attacco al suolo, sarebbe in contraddizione addirittura con il dettato costituzionale, in cui si parla di difesa e non di attacco, confondendo cos\u00ec il livello strategico-politico con quello meramente tattico: l\u2019Italia certo non si prepara per attaccare nessuno, ma se si deve poter difendere e se deve, come prescrive l\u2019art. 11 della Costituzione, cooperare, in condizioni di parit\u00e0 con gli altri Stati, per assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni, deve possedere la capacit\u00e0, ad esempio, di neutralizzare le batterie lanciamissili che battevano Misurata durante la recente crisi libica.<\/p>\n<p>Proprio gli avvenimenti dell\u2019anno scorso dovrebbero fare attentamente riflettere chi sosteneva l\u2019inutilit\u00e0 e la non impiegabilit\u00e0 dei mezzi militari ad alta tecnologia, in un contesto internazionale in cui l\u2019unico utilizzo delle forze armate appariva quello delle missioni di <i>peacekeeping<\/i> pi\u00f9 o meno intense, ma senza dover ricorrere alle forme di impiego definite ad alta intensit\u00e0. La realt\u00e0 \u00e8 che dobbiamo essere pronti a qualunque evenienza e che non possiamo illuderci che il domani sia uguale all\u2019oggi, rischiando cos\u00ec di perdere la guerra futura con gli strumenti che hanno consentito di vincere quella passata.<\/p>\n<p>E se improvvisamente, dopo avervi rinunciato, scoprissimo che ci \u00e8 indispensabile un moderno sistema d\u2019arma, che sia terrestre, navale o aereo, potremmo accorgerci che non si trova sul mercato pronto per la consegna, ma che ci vogliono anni per svilupparlo, produrlo e per addestrarne il personale all\u2019impiego e che sarebbe troppo tardi per provvedere.<\/p>\n<p><b>Opportunit\u00e0<\/b><br \/>Un\u2019ultima considerazione che esula dall\u2019aspetto propriamente militare: l\u2019Europa e, a maggior ragione, l\u2019Italia, paese essenzialmente manifatturiero, pu\u00f2 sperare di non soccombere nella competizione scatenata dall\u2019irrompere sul mercato delle potenze emergenti, solo se manterr\u00e0 sufficientemente alto il vantaggio tecnologico nei confronti dei potenziali concorrenti. Solo la partecipazione ai pi\u00f9 importanti programmi di sviluppo internazionale fornisce delle opportunit\u00e0 in tal senso. Si tratta di programmi che coinvolgono non soltanto le grandi imprese, <i>in primis <\/i>le aziende del gruppo Finmeccanica, ma anche tutta la galassia delle piccole e medie imprese, che costituiscono il vero patrimonio del paese.<\/p>\n<p>Non dimentichiamoci infine che i velivoli nostri e di altri partner europei verranno per buona parte prodotti e assemblati in Italia, con un giro di affari complessivo pari almeno  all\u2019esborso per l\u2019acquisizione.<\/p>\n<p>Certamente l\u2019ideale sarebbe se questi programmi avessero una caratterizzazione europea, ma la storia recente fornisce purtroppo vari esempi dell\u2019incapacit\u00e0 dei paesi dell\u2019Ue di unire le proprie forze. Da qui lo sviluppo parallelo dei modelli <i>Typhoon <\/i>e <i>Rafale<\/i>, l\u2019uscita della Gran Bretagna dal programma Fremm e oggi il programma franco-britannico per un Uav di nuova generazione, da cui sono accuratamente esclusi altri partner ugualmente capaci. In questo quadro, il programma F35 costituisce l\u2019unica reale possibilit\u00e0 di restare agganciati alla tecnologia pi\u00f9 avanzata: non possiamo lasciarcela sfuggire.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francamente si fatica a comprendere le ragioni della martellante campagna in atto contro la produzione e l\u2019acquisizione dei velivoli da combattimento che, in numero drasticamente ridotto, dovranno sostituire ben tre tipi di sistemi che sono in servizio da decenni e il cui mantenimento in decorose condizioni di prontezza operativa sta diventando sempre pi\u00f9 oneroso e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,96,121],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19470"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19470"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19470\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61694,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19470\/revisions\/61694"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}