{"id":19520,"date":"2012-01-17T00:00:00","date_gmt":"2012-01-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lunione-africana-dopo-gheddafi\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:22","slug":"lunione-africana-dopo-gheddafi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/01\/lunione-africana-dopo-gheddafi\/","title":{"rendered":"L\u2019Unione africana dopo Gheddafi"},"content":{"rendered":"<p>Il defunto leader libico Muammar Gheddafi, figura controversa della politica internazionale, ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione dell\u2019Unione africana (Ua). Non a caso \u00e8 proprio nella sua citt\u00e0 natale, Sirte, che il vertice dei capi di Stato e di governo africani adott\u00f2, nel 1999, la dichiarazione che avrebbe portato l\u2019Organizzazione dell\u2019Unit\u00e0 africana a trasformarsi in Unione africana. Da allora, Gheddafi ha esercitato un\u2019enorme influenza sull\u2019Ua, non solo perch\u00e9 si \u00e8 speso in prima persona per l\u2019unit\u00e0 del continente, ma anche perch\u00e9 ha messo a disposizione dell\u2019Unione ingenti capitali. <\/p>\n<p><b>L\u2019Africa ideale di Gheddafi<\/b><br \/>Il colonnello Gheddafi era il promotore dell\u2019idea di un\u2019Africa unita, in grado di competere con le altre aree di maggiore integrazione, come l\u2019Unione europea (Ue). Nella sua visione rientrava l\u2019istituzione di una moneta unica e di un esercito africano che intervenisse nei conflitti armati del continente. Ultimo atto del suo tentativo di realizzare questo ideale \u00e8 stata la trasformazione, nel 2009, della Commissione dell\u2019Unione africana in una &#8220;Autorit\u00e0&#8221; sovranazionale, con specifici compiti di difesa, sicurezza e rappresentazione a livello internazionale. <\/p>\n<p>Questa visione \u00e8 stata spesso offuscata dalle sue esibizioni da teatrante in occasione dei vertici dell\u2019Ua: per esempio nel 2008, quando si fece proclamare \u201cre dei re del continente\u201d da molti leader tradizionali africani e in un vertice successivo, quando prese pubblicamente a schiaffi un membro della sua delegazione.<\/p>\n<p>Ora che Gheddafi \u00e8 morto, la domanda \u00e8: ci saranno leader africani interessati e in grado di portare avanti l\u2019ideale panafricano? In passato nei vertici dell\u2019Unione africana solitamente si delineavano due correnti. Una, capeggiata da Gheddafi, spingeva perch\u00e9 ci fosse pi\u00f9 integrazione all\u2019interno del continente. L\u2019altra, guidata soprattutto da leader provenienti dall\u2019Africa meridonale, proponeva un\u2019integrazione non tanto politica quanto piuttosto economica, da attuare attraverso il rafforzamento delle otto comunit\u00e0 economiche regionali (Cer) riconosciute dall\u2019Unione. <\/p>\n<p>L\u2019uscita di scena di Gheddafi non solo rappresenta un vantaggio per la visione politica di quest\u2019ultima corrente, ma potr\u00e0 anche avere delle conseguenze sulla composizione della Commissione dell\u2019Unione africana, che nel suo prossimo vertice dovr\u00e0 rinominare presidente e membri. <\/p>\n<p>Secondo fonti bene informate, la seconda corrente, guidata dal presidente sudafricano Jacob Zuma, caldeggia la sostituzione dell\u2019attuale presidente della Commissione dell\u2019Unione Jean Ping (gabonese) con un candidato proveniente dall\u2019Africa meridionale. Inoltre, poich\u00e9 presumibilmente alcuni paesi dell\u2019Africa meridionale non hanno gradito il modo in cui la Commissione ha affrontato la crisi libica, si profila anche la sostituzione del Commissario per la pace e la sicurezza, carica ricoperta attualmente dall\u2019algerino Ramtane Lamamra.<\/p>\n<p><b>Implicazioni finanziarie<\/b><br \/>Alcuni analisti sostengono che la morte di Gheddafi avr\u00e0 anche profonde ripercussioni economiche sull\u2019Unione africana, dal momento che la Libia era uno dei cinque grandi finanziatori dell\u2019organizzazione insieme a Sud Africa, Nigeria, Egitto e Algeria. <\/p>\n<p>La Libia versava il 15% dei 115 milioni di dollari del bilancio operativo dell\u2019Unione messo a disposizione dagli Stati membri. In pi\u00f9, Tripoli pagava regolarmente gli arretrati dei paesi pi\u00f9 piccoli, soprattutto di quelli dell\u2019Africa occidentale, raddoppiando cos\u00ec il contributo libico all\u2019Ua, a cui bisogna aggiungere anche le donazioni libiche fatte a questi paesi sotto forma di infrastrutture e opere edili. <\/p>\n<p>La rivoluzione in Libia ha cambiato questa situazione, poich\u00e9 l\u2019atteggiamento del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) nei confronti del contributo finanziario da destinare all\u2019Ua non \u00e8 ancora chiaro. Per questo gi\u00e0 a met\u00e0 2011 la Commissione dell\u2019Ua ha introdotto misure di austerit\u00e0 nella sua gestione interna.<\/p>\n<p>Sta di fatto che i bilanci dell\u2019organizzazione per il 2011 e il 2012 mostrano che le quote degli stati membri destinate ai programmi dell\u2019Ua hanno subito un calo di circa un terzo. Questa tendenza \u00e8 ancor pi\u00f9 marcata per i programmi di pace e sicurezza,  per i quali i contributi degli stati membri si sono ridotti di due terzi rispetto all\u2019anno precedente. <\/p>\n<p>Allo stesso tempo, la comunit\u00e0 internazionale (compresa l\u2019Unione europea e i suoi paesi membri) ha sostenuto i programmi dell\u2019Ua, con un apporto 12 volte superiore rispetto a quello africano. Dunque nel 2012 i partner internazionali copriranno il 90% dei costi dei programmi dell\u2019Ua (160 milioni di dollari). Va notato che queste cifre non tengono conto dei finanziamenti per le operazioni di sostengo alla pace gestite dall\u2019Unione africana, che da soli superano di gran lunga le somme destinate al bilancio dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><b>Caso libico<\/b><br \/>Alcuni hanno criticato gli sforzi di mediazione messi in campo dall\u2019Unione africana durante la guerra civile in Libia, ritenendoli favorevoli al regime di Gheddafi. Alcuni paesi africani erano incerti, infatti, sul ruolo che avrebbe dovuto essere svolto dall\u2019Unione. L\u2019atteggiamento della Commissione dell\u2019Unione africana in questa crisi \u00e8 stato, comunque, propositivo, nominando un \u201cPanel di alto livello\u201d per la Libia che ha avanzato suggerimenti per uscire dalla crisi. Fallito questo tentativo, per la mancanza di un sostegno forte da parte della comunit\u00e0 internazionale, l\u2019Ua non ha pi\u00f9 avuto voce in capitolo sul modo di affrontare il conflitto libico. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 risulta ancor pi\u00f9 evidente se si pensa che alcuni degli stati membri dell\u2019Ua devono ancora riconoscere formalmente il Cnt, sebbene quest\u2019ultimo sia stato autorizzato a occupare il seggio libico in seno all\u2019Unione gi\u00e0 nell\u2019ottobre del 2011. Alcuni hanno chiesto che l\u2019Ua assuma un ruolo forte nella Libia postbellica, in particolare per quanto riguarda il disarmo, la smobilitazione e il reintegro, cos\u00ec come la creazione di istituzioni democratiche; altri invece sembrano mettere in dubbio che tale ruolo sarebbe ben accetto. In effetti, la Commissione dell\u2019Ua aveva inizialmente intenzione di aprire un ufficio di collegamento a Tripoli, ma il progetto \u00e8 stato sospeso.<\/p>\n<p><b>Conseguenze per l\u2019Ue<\/b><br \/>All\u2019Unione africana la comunit\u00e0 internazionale chiede di assumere responsabilit\u00e0 crescenti nell\u2019ambito del mantenimento della pace sul continente. Per poterlo fare, tuttavia, sono necessarie risorse ingenti, mentre i contributi finanziari degli stati africani si stanno assottigliando proprio a causa della crisi nordafricana. \u00c8 perci\u00f2 probabile che in futuro la dipendenza dell\u2019Ua dai sostegni internazionali si accresca, in particolare da parte dell\u2019Unione europea. <\/p>\n<p>Allo stesso tempo si pu\u00f2 immaginare che, a seguito dei rivolgimenti politici nordafricani, l\u2019Ua possa essere pi\u00f9 propensa ad approfondire il dialogo politico con l\u2019Europa su altre questioni quali l\u2019immigrazione, il commercio e l\u2019energia. Il prossimo vertice dell\u2019Ua, che si svolger\u00e0 ad Addis Abeba dal 23 al 30 gennaio, potrebbe avere al centro alcuni di questi temi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il defunto leader libico Muammar Gheddafi, figura controversa della politica internazionale, ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione dell\u2019Unione africana (Ua). 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