{"id":19530,"date":"2012-01-18T00:00:00","date_gmt":"2012-01-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lascesa-della-sicurezza-cibernetica\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:22","slug":"lascesa-della-sicurezza-cibernetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/01\/lascesa-della-sicurezza-cibernetica\/","title":{"rendered":"L\u2019ascesa della sicurezza cibernetica"},"content":{"rendered":"<p>Le prospettive di un uso militare dello strumento informatico (<i>cyber warfare<\/i>) sono oggetto di crescente attenzione. L\u2019\u201darma\u201d cibernetica sfugge alla classica distinzione tra armi convenzionali e di distruzione di massa e rientra nella nuova realt\u00e0 della guerra condotta \u201cin poltrona\u201d, di cui i velivoli senza pilota (Uav) sono l\u2019 espressione  pi\u00f9 corrente. <\/p>\n<p>Il mondo \u00e8 sempre pi\u00f9 dipendente dalla rete informatica divenuta ormai parte delle \u201cinfrastrutture critiche\u201d, al pari delle centrali elettriche, satelliti, strutture aeroportuali e ferroviarie, che sono essenziali per la sopravvivenza di una nazione. Il confronto informatico \u00e8 gi\u00e0 in atto in campo civile: l\u2019interferenza  a scopi criminosi occupa sempre pi\u00f9 le forze dell\u2019ordine di molti paesi, lo spionaggio industriale con mezzi informatici \u00e8 divenuto una pratica diffusa.<\/p>\n<p><b>Quinto scenario<\/b><br \/>Era inevitabile che emergesse una dimensione militare per proteggersi da possibili azioni di spionaggio e sabotaggio, ma anche per prepararsi ad azioni di natura offensiva. Gli strateghi americani parlano dello spazio cibernetico come quinto scenario bellico che si aggiunge a quello terrestre, marittimo, aereo e spaziale. Nel maggio del 2009 l\u2019infrastruttura digitale venne definita dal presidente Obama \u201cun assetto strategico nazionale\u201d. L\u2019anno successivo venne stabilito nel Maryland un Comando cibernetico (<i>US Cyber Command<\/i>). Una struttura operativa analoga risulta esser stata creata nel Regno Unito.<\/p>\n<p>Nel giugno dello scorso anno i ministri della difesa Nato inserirono la <i>cyber defense <\/i>nella pianificazione militare dell\u2019Alleanza. L\u2019Unione europea ha concentrato la propria attenzione sugli aspetti civili attraverso la costituzione di Enisa (<i>European network and information security agency<\/i>) che dal 2004 opera dall\u2019isola di Creta quale piattaforma per lo scambio di informazioni e di migliori pratiche nel campo della sicurezza informatica. Le misure adottate dai rimanenti principali attori internazionali sono meno note: il grado di  trasparenza in questo, come in altri settori della sicurezza, \u00e8 di norma pi\u00f9 elevato nel mondo occidentale.<\/p>\n<p>I mezzi di informazione rilevano le capacit\u00e0 di paesi come Cina, India, Israele, Iran e Russia. Quest\u2019ultima \u00e8 stata indicata quale presunto punto di partenza di attacchi cibernetici contro l\u2019Estonia nel 2007 e la Georgia nel 2008. Finora l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante \u00e8 stato l\u2019uso del \u201cverme\u201d informatico denominato <i>Stutnex<\/i> che infiltr\u00f2 nel 2010 il contestato impianto iraniano di arricchimento dell\u2019uranio di Natanz, danneggiandone le centrifughe e rallentandone la produzione.<\/p>\n<p><b>Forte sviluppo<\/b><br \/>Una delle peculiarit\u00e0 dell\u2019arma cibernetica \u00e8 l\u2019anonimato: \u00e8 arduo individuare gli autori degli attacchi. Non provoca vittime: distrugge o danneggia apparecchiature, impianti, centri di comunicazioni, ma non colpisce direttamente gli esseri umani. Potrebbe rientrare nella fattispecie delle armi <i>non letali<\/i>, che renderebbero meno cruento l\u2019uso della forza ai fini del mantenimento della pace e l\u2019attuazione del Capitolo VII della Carta dell\u2019Onu. Sono numerose, e ancora da approfondire, le implicazioni etiche, umanitarie e giuridiche (<i>jus in bello et ad bellum<\/i>).<\/p>\n<p>Al vertiginoso sviluppo civile e militare dello strumento informatico non ha corrisposto un\u2019analoga evoluzione sul piano normativo. Poco si \u00e8 fatto soprattutto per prevenire una corsa agli armamenti. Lo sforzo maggiore \u00e8 venuto dalle Nazioni Unite. Due seminari dell\u2019Istituto di Ricerche sul disarmo (Unidir) hanno aperto la strada ad una serie di risoluzioni dell\u2019Assemblea generale e ad alcune raccomandazioni del Consiglio consultivo per gli affari del disarmo del segretario generale dell\u2019Onu. <\/p>\n<p>Nel 2010 esperti  di quindici paesi (tra cui l\u2019Italia) raccomandarono a Ban Ki moon misure per  rafforzare la fiducia e ridurre i rischi nel campo delle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione. Gli esperti torneranno a riunirsi quest\u2019anno. Nel settembre dello scorso anno Cina, Russia, Tajikistan e Uzbekistan presentarono all\u2019Onu un progetto di Codice di condotta volto a prevenire l\u2019impiego delle tecnologie informatiche a fini ostili.<\/p>\n<p><b>Opportunit\u00e0<\/b><br \/>Sono di rilievo anche gli sviluppi sul piano concettuale e della formazione con il contributo delle organizzazioni non governative. La <i>cyber security <\/i>\u00e8 stata il punto focale di un  recente convegno tenutosi ad Andalo (Trento) nel quadro delle attivit\u00e0 di Isodarco, la Scuola internazionale sul disarmo e la ricerca sui conflitti, che opera in Italia ed all\u2019estero dal 1966. <\/p>\n<p>Circa quindici docenti e cinquanta studenti provenienti dalle principali universit\u00e0 e centri di studio internazionali (numerosi i partecipanti americani, cinesi e russi), hanno affrontato la nuova realt\u00e0 cibernetica nelle sue molteplici articolazioni. Il corso, animato in gran parte da docenti italiani, ha permesso di fare passi in avanti nella comprensione di un problema sinora visto come materia per pochi iniziati e di portarlo all\u2019attenzione anche dei giovani. <\/p>\n<p>L\u2019impegno dell\u2019Italia non si limita dunque agli interventi nelle sedi multilaterali; il convegno ha posto in luce una nostra nicchia di eccellenza che merita di essere conosciuta e sostenuta.<\/p>\n<p>Il percorso avviato dall\u2019Onu e dalla societ\u00e0 civile pu\u00f2 apparire lungo e macchinoso. Esso ha permesso tuttavia di portare la questione sotto i riflettori internazionali promuovendo una maggiore trasparenza e prevedibilit\u00e0. Molto rimane ancora da fare, ma il terreno \u00e8 oggi pi\u00f9 fertile per evitare che la rete web si trasformi da strumento di collaborazione e dialogo in uno strumento di confronto.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prospettive di un uso militare dello strumento informatico (cyber warfare) sono oggetto di crescente attenzione. L\u2019\u201darma\u201d cibernetica sfugge alla classica distinzione tra armi convenzionali e di distruzione di massa e rientra nella nuova realt\u00e0 della guerra condotta \u201cin poltrona\u201d, di cui i velivoli senza pilota (Uav) sono l\u2019 espressione pi\u00f9 corrente. 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