{"id":19670,"date":"2012-02-13T00:00:00","date_gmt":"2012-02-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italia-ri-fondatrice-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:18","slug":"italia-ri-fondatrice-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/02\/italia-ri-fondatrice-dellue\/","title":{"rendered":"Italia ri-fondatrice dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Un mese prima di essere chiamato da Giorgio Napolitano a formare il governo \u201ctecnico\u201d, in un severo fondo sul <i>Corriere della Sera <\/i>Mario Monti aveva palesato il rischio che l\u2019Italia finisse per trasformarsi da paese \u201cfondatore\u201d  a paese \u201daffossatore\u201d dell\u2019Ue. In appena tre mesi di governo questa profezia si \u00e8 radicalmente rovesciata. Ne \u00e8 testimonianza, fra l\u2019altro,  il recente incontro fra Monti e il presidente americano Obama.<\/p>\n<p><b>Voce dell\u2019Ue<\/b><br \/>Il colloquio fra i due \u00e8 stato solo parzialmente bilaterale: in realt\u00e0 Monti ha rappresentato l\u2019intera Unione europea, tanto da far dichiarare dalla sempre scettica stampa americana, che la salvezza dell\u2019Euro passa necessariamente dall\u2019Italia. <\/p>\n<p>Va anche ricordato che nel picco della crisi dell\u2019Euro non sono stati n\u00e9 la Merkel, n\u00e9 Sarkozy ad incontrarsi con il presidente americano, ma il \u201ctecnico\u201d Mario Monti, latore persino di messaggi per conto del cancelliere tedesco. Non male per un paese che fino ad alcuni mesi fa non riscuoteva grande credibilit\u00e0 n\u00e9 all\u2019interno dell\u2019Ue n\u00e9 presso l\u2019amministrazione americana. Come si spiega questo \u201cmiracolo\u201d italiano?<\/p>\n<p>Che Monti e il suo ministro per l\u2019Europa Moavero fossero apprezzati presso le istituzioni dell\u2019Unione non \u00e8 certo una sorpresa: in questi ultimi vent\u2019anni hanno passato entrambi pi\u00f9 tempo a Bruxelles che a Roma. Ed \u00e8 anche abbastanza naturale che il nuovo incarico nazionale che oggi ricoprono abbia suscitato entusiasmo fra i nostri connazionali presso la Istituzioni comunitarie, tanto da spingerli (con lettere e iniziative di vario tipo) a mettersi a disposizione del premier per aiutarlo a svolgere al meglio la sua missione europea.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 certo qui, o non solo qui, la novit\u00e0 e la forza del governo Monti. La rinnovata credibilit\u00e0 europea poggia su una strategia che si pu\u00f2 riassumere in quattro punti.<\/p>\n<p><b>Strategia in quattro punti<\/b><br \/>In primis, riprende una vecchia e spesso vincente tattica italiana: cercare di \u201ccomunitarizzare\u201d al massimo le iniziative che nascono dagli accordi bilaterali fra Parigi e Berlino. Cos\u00ec sul patto fiscale e sul nuovo trattato, il tentativo del governo \u00e8 quello di rafforzare i legami e il ruolo delle istituzioni comunitarie, evitando che gli aspetti intergovernativi finiscano per prevalere, a svantaggio di un paese come il nostro di gran lunga meno \u201cpotente\u201d di Francia e Germania.<\/p>\n<p>Ma il dialogo con il motore d\u2019Europa non \u00e8 di per s\u00e9 sufficiente, se dietro all\u2019Italia non si accodano altri paesi dell\u2019Unione. La seconda mossa del governo \u00e8 stata quindi quella di costruire attorno alla propria visione coalizioni pi\u00f9 ampie di paesi. Di qui gli incontri con i governi polacco, belga, olandese e perfino con il premier britannico David Cameron, per allargare il fronte di coloro che possono contribuire a smussare certe spigolosit\u00e0 delle posizioni tedesche e francesi.<\/p>\n<p>Per svolgere questo duplice ruolo \u00e8 tuttavia necessario essere credibili anche e soprattutto sul fronte interno. La terza mossa (non in ordine di tempo) dell\u2019esecutivo Monti \u00e8 stata quindi quella di utilizzare fino in fondo le politiche e le direttive dell\u2019Unione europea come necessario e inderogabile vincolo esterno per modernizzare il paese, sia attraverso una rigida disciplina di bilancio che una successiva liberalizzazione del mercato interno e di quello del lavoro.<\/p>\n<p>Infine, non appena \u00e8 riaffiorata un minimo di credibilit\u00e0 internazionale, il governo \u00e8 tornato ad avanzare proposte precise sul tavolo dell\u2019Ue: dall\u2019istituzione in tempi rapidi di un solido muro anti-incendio (<i>firewall<\/i>) volto a bloccare la speculazione internazionale, alla fine del protezionismo nazionale (anche tedesco) nel settore dei servizi, fino alla necessit\u00e0 di riassorbire in tempi brevi il nuovo trattato intergovernativo in quello di Lisbona. <\/p>\n<p>Perfino su dossier solo apparentemente secondari, come il brevetto europeo che ha visto per lungo tempo l\u2019Italia sulla difensiva, il ministro Moavero ha riaperto i giochi proponendo addirittura Milano come sede della Corte centrale dei brevetti, facendo intravedere in cambio un rientro dell\u2019Italia in una \u201ccooperazione rafforzata\u201d a 25, da cui fino ad oggi Roma si era autoesclusa.<\/p>\n<p><b><i>Tempus fugit<\/b><\/i><br \/>Si tratta esattamente, del resto, della linea tracciata da Monti nel suo intervento in parlamento del 12 gennaio, quando ha sottolineato che \u201cl\u2019Italia deve giocare un ruolo attivo per contribuire a condurre l\u2019Europa di nuovo sul cammino della stabilit\u00e0 e della crescita. L\u2019azione che conduciamo all\u2019interno del Paese con le politiche di risanamento e con le politiche di crescita sono dirette a raggiungere tali obiettivi in Europa\u201d.<\/p>\n<p>Tutto bene quindi? Va certamente riconosciuto che il governo Monti ha ripreso, dopo anni di incertezza, il cammino virtuoso dell\u2019Italia in Europa, adottando quegli atteggiamenti e strategie che ci avevano garantito in passato lo status di fondatore e costruttore di un\u2019Unione pi\u00f9 forte. Il vero dubbio nasce dal tempo limitato di questo governo. Monti riuscir\u00e0 a tracciare una robusta direzione per il nostro Paese, ma non a portarla fino in fondo. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da chiedersi allora con preoccupazione se i partiti politici attuali e quelli che usciranno dalle prossime elezioni sapranno valorizzare questo importante sforzo e proseguirlo con determinazione a vantaggio del nostro Paese e dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un mese prima di essere chiamato da Giorgio Napolitano a formare il governo \u201ctecnico\u201d, in un severo fondo sul Corriere della Sera Mario Monti aveva palesato il rischio che l\u2019Italia finisse per trasformarsi da paese \u201cfondatore\u201d a paese \u201daffossatore\u201d dell\u2019Ue. In appena tre mesi di governo questa profezia si \u00e8 radicalmente rovesciata. 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