{"id":19690,"date":"2012-02-13T00:00:00","date_gmt":"2012-02-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/monti-e-obama-uniti-per-la-crescita\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:18","slug":"monti-e-obama-uniti-per-la-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/02\/monti-e-obama-uniti-per-la-crescita\/","title":{"rendered":"Monti e Obama uniti per la crescita"},"content":{"rendered":"<p>Dopo avere riportato l\u2019Italia e l\u2019Europa nello Studio Ovale del presidente Obama, Mario Monti torna a Roma \u201cpi\u00f9 determinato che mai ad andare avanti sulla strada delle riforme\u201d: crede che, ammantato com\u2019\u00e8 dell\u2019appoggio americano, \u201ci partiti non volgeranno le spalle\u201d al suo governo \u201csu liberalizzazioni e lavoro\u201d. E il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli tiene bordone da Helsinki, avvertendo che \u201cl\u2019Italia non \u00e8 la Grecia\u201d: \u201cDi fronte ai sacrifici &#8211; ammonisce il Capo dello Stato -, non abbiamo alternative\u201d.<\/p>\n<p>Adesso, Monti s\u2019accinge a compiere il percorso opposto: mercoled\u00ec, a Strasburgo, porter\u00e0 l\u2019America nell\u2019aula del Parlamento europeo. Il messaggio suo ad Obama e quello di Obama all\u2019Europa sono identici: bene il rigore, ma l\u2019imperativo, ora, \u00e8 la crescita. Un tema su cui ancora il presidente Napolitano \u00e8 venuto a dare manforte: \u201cPossiamo farcela, ma il rigore non basta, serve la solidariet\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><b>Sintonia con Obama<\/b><br \/>Il presidente americano e il premier italiano pensano che le politiche economiche europea ed americana vanno focalizzate sulla crescita. Nel dialogo alla Casa Bianca, Obama fa l\u2019elogio dell\u2019euro e si dichiara impressionato dalla \u201cpartenza a razzo\u201d del governo italiano. Monti insiste sulla collaborazione tra Italia e Usa, che \u2013 dice &#8211; \u201cd\u00e0 pi\u00f9 peso alla voce dell\u2019Italia in Europa\u201d.<\/p>\n<p>La copertina della rivista americana <i>Time <\/i>e la stretta di mano di Obama sulla soglia dello Studio Ovale sono segni dell\u2019importanza attribuita, da parte americana, agli incontri a Washington del presidente del Consiglio italiano, che col presidente degli Stati Uniti discute &#8211; riferisce la Casa Bianca &#8211; \u201ci passi complessivi che il governo italiano sta compiendo per riconquistare la fiducia dei mercati e per rafforzare la crescita con le  riforme\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Italia di Monti \u00e8 ben diversa da quella che Obama teneva ostentatamente a distanza negli ultimi mesi del governo Berlusconi. E l\u2019Europa del professore non vuole essere un problema per l\u2019America; anzi, avviandosi al superamento della crisi del debito, pu\u00f2 dare un contributo alla ripresa dell\u2019economia e alla crescita globale. Il che \u00e8, poi, un modo per contribuire alla rielezione di Obama nelle presidenziali del 6 novembre: a sconfiggere il democratico in carica, non pu\u00f2 essere nessuno dei repubblicani in lizza per affrontarlo, ma solo un peggioramento della congiuntura e dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Il premier baratta con il presidente credibilit\u00e0 (\u201cuna merce un po\u2019 rara\u201d, commenta, e di cui \u201ci mercato hanno fame\u201d) in cambio di fiducia. Monti \u00e8 il primo leader dell\u2019Ue, almeno di un grande paese europeo, a incontrare il presidente Obama dopo il discorso sullo stato dell\u2019Unione del 24 gennaio, nel quale l\u2019Europa era stata praticamente ignorata: il fatto \u00e8 che questi alleati incapaci di risolvere i problemi di casa loro, oltre che &#8211; tradizionalmente &#8211; di badare alla propria sicurezza, sono oggi scomodi da esibire per un presidente che aspira a un secondo mandato in un\u2019America ancora senza certezze e senza ottimismo.<\/p>\n<p><b>Apertura di credito<\/b><br \/>Da novembre a oggi, l\u2019evoluzione dell\u2019atteggiamento degli Usa verso l\u2019Italia \u00e8 stata rapidissima. Monti s\u2019\u00e8 presentato a Washington come portavoce dell\u2019Europa: l\u2019Italia non \u00e8 pi\u00f9 un rischio, ma un \u2018esempio da imitare\u2019 &#8211; parola di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel &#8211; nell\u2019Unione europea, con una serie di riforme gradite in America, dalle liberalizzazioni alle semplificazioni.<\/p>\n<p>Che con Monti sia cresciuta l\u2019attenzione di Washington verso l\u2019Italia, prima circoscritta agli appuntamenti multilaterali ed ai contatti di Obama con Napolitano, lo aveva segnalato, alla vigilia, il ministro Terzi. E l\u2019ambasciatore Usa in Italia, David Thorne, spiegava che \u201cMonti ha cambiato la dinamica europea\u201d, quando la sola spinta del direttorio franco-tedesco appariva inadeguata a tirare fuori l\u2019Unione dalle secche della crisi e rimettere in moto l\u2019integrazione, fosse pure con procedure inter-governative e non comunitarie.<\/p>\n<p>La preoccupazione di fare degli incontri a Washington un\u2019occasione di coesione, e non un momento di confronto, era emersa con chiarezza nelle interviste a media Usa che Monti ha concesso prima di partire per gli Stati Uniti: Europa ed America &#8211; ha detto, in sintesi, alla tv pubblica Pbs e al <i>Wall Street Journal<\/i> &#8211; stanno lavorando bene per superare la crisi finanziaria, l&#8217;euro \u00e8 una moneta solida e l&#8217;Italia sta dimostrando di saper agire con determinazione. &#8220;Su entrambe le sponde dell&#8217;Atlantico&#8221; si sta andando &#8220;nella direzione desiderata&#8221;: Obama aiuta l&#8217;Europa con una &#8220;solida gestione dell\u2019economia&#8221;; e l&#8217;Europa si d\u00e0 da fare per evitare l&#8217;esplosione di tensioni al di fuori dall&#8217;eurozona. Insomma, gli amici di sempre s\u2019aiutano mettendo, ciascuno, ordine a casa propria.<\/p>\n<p>In un\u2019intervista a <i>La Stampa<\/i>, Obama, a sua volta, testimoniava che l\u2019Italia ha fatto \u201cpassi impressionanti\u201d.<\/p>\n<p><b>Solita solfa o vera gloria?<\/b><br \/>La copertina di <i>Time <\/i>\u00e8 stata l\u2019indice pi\u00f9 evidente della fiducia con cui Monti era atteso oltre Atlantico: \u201cPu\u00f2 quest\u2019uomo salvare l\u2019Europa?\u201d, titolava il settimanale. Nell\u2019intervista, Monti, \u201cun premier in tempi disperati\u201d, parla di politica interna, cita Berlusconi con toni concilianti, denuncia \u201cil potere eccessivo dei gruppi di interesse legati al settore pubblico\u201d che frenano la crescita ed esprime la speranza di riuscire a cambiare il modo di vivere degli italiani, \u201cperch\u00e9 altrimenti le riforme strutturali sarebbero effimere (\u201cLa politica quotidiana ha diseducato gli italiani: dobbiamo cercare di dare il senso della meritocrazia e della competitivit\u00e0 che crediamo necessarie\u201d).<\/p>\n<p>E pure <i>Wall Street Journal, New York Times e Washington Post <\/i>non lesinano spazio a Monti, in sede di presentazione. Anche se, a visita conclusa, la stampa italiana prima si produce in servizi ditirambici; poi, si fa venire i dubbi. E s\u2019interroga: \u00e8 la solita solfa degli agiografi di casa nostra impegnati a incensare il leader in missione all\u2019estero? Oppure fu vera gloria?<\/p>\n<p>Certo, Monti ha goduto d\u2019un doppio vantaggio al suo esordio nello Studio Ovale: l\u2019effetto \u2018luna di miele\u2019; e l\u2019effetto \u2018confronto\u2019. \u2018Luna di miele\u2019 perch\u00e9 era, appunto, la prima volta: come lui, nel dopoguerra, decine di presidenti del Consiglio italiani hanno l\u2019uno dopo l\u2019altro vissuto un idillio virginale al loro ingresso alla Casa Bianca. \u2018Confronto\u2019 perch\u00e9 il paragone con chi c\u2019era prima \u00e8 inevitabile. E Berlusconi era indiscutibilmente (molto) peggio, anzi era divenuto impresentabile a Washington.<\/p>\n<p>Senza contare la comune e costante consapevolezza che Stati Uniti e Italia sono \u2018condannati\u2019 a essere amici e alleati, quali che siano i leader e i partiti al potere: l\u2019atlantismo, insieme con l\u2019europeismo, \u00e8 una delle due stelle polari di ormai quasi 70 anni di politica estera repubblicana. I governi Berlusconi resero diafano l\u2019europeismo, ma non misero mai in discussione l\u2019atlantismo.<\/p>\n<p><b>Imperativo crescita<\/b><br \/>Tutto ci\u00f2 ammesso, Monti \u00e8, oggi, proprio il leader di cui Stati Uniti e Casa Bianca hanno bisogno in Italia e in Europa. Il professore ha misura e autorevolezza: due doti che avrebbero turbato George W. Bush e, forse, messo a disagio il pi\u00f9 spontaneo Bill Clinton, ma che s\u2019addicono allo stile e ai gusti del primo presidente nero Usa.<\/p>\n<p>Monti ha, inoltre, qualcosa che manca alla Merkel per essere ora l\u2019interlocutore ideale degli Stati Uniti nel dialogo economico Europa-America: non si contenta di predicare il rigore, che all\u2019Amministrazione democratica degli Stati Uniti sta a cuore, ma \u00e8 considerato non sufficiente; e picchia sul tasto della crescita, che fa vibrare le corde di Obama, perch\u00e9 il presidente ha bisogno di vedere ripartire economia ed occupazione per mettere in cassaforte la rielezione il 6 novembre.<\/p>\n<p>E siccome il premier britannico David Cameron \u00e8 troppo poco europeo per fare da ponte tra Ue e Usa e Sarkozy \u00e8 troppo sotto elezioni per essere sicuramente affidabile nel medio termine, ecco che Monti si ritrova in prima linea, al posto giusto al momento giusto con le politiche giuste. E l\u2019avallo di Obama ne aumenta l\u2019influenza nell\u2019Unione: Mario porta a Barack un messaggio di Angela e torna con una risposta, \u201cbene il rigore, ma ora la crescita\u201d.<\/p>\n<p>Certo, l\u2019Europa, a casa, non esce dalle secche: l\u2019Eurogruppo non avalla l\u2019accordo sui tagli anti-crisi in Grecia e non sblocca ancora i 130 miliardi di euro necessari, mentre scioperi e proteste paralizzano Atene e tutto il paese. La Grecia vacilla, i mercati s\u2019impazientiscono. I leader ripetono le loro nenie: il presidente della Commissione Manuel Barroso promette l\u2019accordo in settimana, la Merkel dice che un fallimento della Grecia avrebbe conseguenze incalcolabili. Mario, pensaci tu! Mercoled\u00ec che vai a Strasburgo, al Parlamento europeo, cantagliela chiara. Obama \u00e8 con te. E, in un film di George Lucas, basterebbe.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo avere riportato l\u2019Italia e l\u2019Europa nello Studio Ovale del presidente Obama, Mario Monti torna a Roma \u201cpi\u00f9 determinato che mai ad andare avanti sulla strada delle riforme\u201d: crede che, ammantato com\u2019\u00e8 dell\u2019appoggio americano, \u201ci partiti non volgeranno le spalle\u201d al suo governo \u201csu liberalizzazioni e lavoro\u201d. 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