{"id":19720,"date":"2012-02-17T00:00:00","date_gmt":"2012-02-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/come-cambiano-le-forze-armate\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:18","slug":"come-cambiano-le-forze-armate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/02\/come-cambiano-le-forze-armate\/","title":{"rendered":"Come cambiano le forze armate"},"content":{"rendered":"<p>In occasione della sua recente audizione di fronte alle Commissioni difesa congiunte di Camera e Senato, il ministro della difesa Giampaolo Di Paola, ha presentato l\u2019atteso piano di riforma delle forze armate. Il piano del ministro cerca di coniugare i concetti di \u201crigore e ridimensionamento\u201d con quello della \u201csostenibilit\u00e0\u201d. <\/p>\n<p>Esso prevede una diminuzione del personale, militare e civile, di circa quarantamila unit\u00e0 (dalle attuali 213 mila a 170 mila), che interesser\u00e0 soprattutto le posizioni di ufficiali e sottoufficiali, nella misura, rispettivamente, di quattro e sette mila unit\u00e0. Ulteriori risparmi saranno possibili grazie al ridimensionamento, accorpamento e\/o chiusura di comandi e centri logistici ritenuti non pi\u00f9 indispensabili. Il governo ha inoltre affermato che i programmi di ammodernamento dell\u2019esercito &#8211; tra i quali anche il discusso acquisto di 131 nuovi aerei F35 &#8211; verranno ridimensionati e rallentati, sebbene non cancellati.<\/p>\n<p>Di Paola ha anche sottolineato l\u2019esigenza di intervenire sulla \u201cstruttura\u201d del bilancio per la difesa. Attualmente, infatti, il bilancio \u00e8 destinato per il 70% al personale (stipendi e pensioni), per il 12% all\u2019esercizio (addestramento, formazione e mantenimento dei mezzi) e per il restante 18% all\u2019investimento (acquisto di nuovi mezzi e materiali). <\/p>\n<p>Tale spesa cercher\u00e0 di essere riequilibrata secondo il modello gi\u00e0 sperimentato da altri paesi europei, destinando il 50% delle risorse al personale, il 25% all\u2019esercizio e il 25% all\u2019investimento. Il concetto seguito dal ministro Di Paola mira alla ricapitalizzazione delle forze armate, che sono state definite \u201csovradimensionate\u201d ma \u201csottocapitalizzate\u201d (basti pensare che l\u2019investimento medio in Europa per ogni militare \u00e8 di 26 mila euro mentre in Italia \u00e8 fermo a 16 mila). <\/p>\n<p><b>Nuove minacce<\/b><br \/>Mentre l\u2019Italia, cos\u00ec come altri alleati, adotta politiche di rigore, il contesto internazionale in cui operano i suoi militari sembra diventare sempre pi\u00f9 complesso. Ad oggi, infatti, i militari italiani impegnati in missioni all\u2019estero sono 6.500: la maggior parte in Afghanistan, ma altri nei complessi teatri di Libano, Kosovo e Corno d\u2019Africa, intorno alle coste somale. <\/p>\n<p>In occasione del suo precedente intervento in parlamento, a dicembre, il ministro della difesa aveva anche sottolineato come il contributo italiano a queste missioni non sia \u201cun lusso, bens\u00ec un giusto contributo allo sforzo collettivo delle comunit\u00e0 internazionali di cui siamo parte [\u2026] per la nostra sicurezza e per la sicurezza globale\u201d. Per queste ragioni l\u2019Italia avrebbe continuato a far la sua parte per ridurre l\u2019instabilit\u00e0 e le zone di conflitto oltre i suoi confini.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, del resto, vari analisti e politici hanno sottolineato l\u2019esigenza di adattare gli strumenti militari alle nuove minacce internazionali, dal terrorismo alla proliferazione nucleare, dalla produzione e diffusione di armi di distruzione di massa (biologiche e chimiche), fino al <i>cyber terrorism <\/i>o alla criminalit\u00e0 organizzata. <\/p>\n<p>Oltre a queste nuove sfide, le forze militari devono misurarsi anche con strategie e tecniche di combattimento diverse da quelle tradizionali. Il militare deve sapersi infatti confrontare con tattiche irregolari, asimmetriche e terroristiche. Il nemico non \u00e8 pi\u00f9 prevalentemente rappresentato dalle truppe regolari di uno stato avversario, ma comprende un numero pi\u00f9 ampio di attori indipendenti (ad esempio la rete terroristica di <i>al-Qaeda<\/i>) o sovvenzionati da altri stati (ad esempio <i>Hezbollah<\/i>, gruppo attivo in Libano che si ritiene riceva supporto dalla Repubblica islamica dell\u2019Iran).<\/p>\n<p>Come dimostrato dalla condotta di <i>Hezbollah <\/i>contro le truppe regolari israeliane durante la guerra in Libano del 2006, anche gli eserciti irregolari sono oggi in grado di mettere in campo moderne capacit\u00e0 militari, organizzare e sostenere prolungate resistenze armate, di intraprendere azioni terroristiche e\/o criminali in quelle che alcuni analisti hanno definito le nuove guerre \u201cibride\u201d.<\/p>\n<p><b>Risparmio versus efficienza<\/b><br \/>Come pu\u00f2 dunque lo strumento militare dell\u2019Italia migliorare l\u2019equilibrio tra rigore economico ed efficienza? ll programma di \u201cricapitalizzazione\u201d delle forze armate evocato dal ministro Di Paola sembra un primo passo nella giusta direzione, visto che mira ad accrescere gli investimenti in ricerca e sviluppo e cerca di modernizzare gli equipaggiamenti militari. <\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge l\u2019impegno del governo a promuovere una sempre maggiore integrazione dei militari italiani nelle strutture internazionali di cui il paese fa parte: Nazioni Unite, Alleanza Atlantica e Unione europea. L\u2019obiettivo, nelle parole del ministro della difesa, \u00e8 di \u201cmettere in comune le risorse per generare una capacit\u00e0 effettiva e credibile\u201d che sia in grado di rispondere alle sfide di oggi e, possibilmente, di domani.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della sua recente audizione di fronte alle Commissioni difesa congiunte di Camera e Senato, il ministro della difesa Giampaolo Di Paola, ha presentato l\u2019atteso piano di riforma delle forze armate. Il piano del ministro cerca di coniugare i concetti di \u201crigore e ridimensionamento\u201d con quello della \u201csostenibilit\u00e0\u201d. 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