{"id":19750,"date":"2012-02-20T00:00:00","date_gmt":"2012-02-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/una-riforma-necessaria\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:17","slug":"una-riforma-necessaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/02\/una-riforma-necessaria\/","title":{"rendered":"Una riforma necessaria"},"content":{"rendered":"<p>Con straordinaria, encomiabile prontezza e sollecitudine il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha predisposto un progetto di ristrutturazione delle Forze Armate di ampio respiro, che mira a una sostanziale riqualificazione della spesa, secondo criteri che si possono riassumere nell\u2019espressione \u201coltre l\u2019efficacia, verso l\u2019efficienza\u201d. <\/p>\n<p>Le ripetute prove fornite dallo strumento militare italiano a partire dalla fine della guerra fredda, hanno infatti evidenziato una capacit\u00e0 operativa che ha favorevolmente colpito non solo i tecnici del settore, ma anche il grande pubblico, come \u00e8 evidenziato dal grado di fiducia rilevato da tutti i sondaggi, anche quelli recentissimi: disponiamo quindi di uno strumento efficace, costituito da quadri preparati, motivati ed equipaggiato con mezzi allo stato dell\u2019arte.<\/p>\n<p><b>Risorse e capacit\u00e0<\/b><br \/>Ma se si fa un\u2019analisi dell\u2019efficienza del sistema, cio\u00e8 della sua capacit\u00e0 di sfruttare al meglio le risorse che il paese destina alla funzione difesa, il discorso si fa pi\u00f9 complesso e le luci vengono spesso offuscate da ombre, anche pesanti. <\/p>\n<p>Con le attuali disponibilit\u00e0 finanziarie \u00e8 sicuramente possibile, infatti, ottenere capacit\u00e0 operative di livello, in qualit\u00e0 e quantit\u00e0, ben pi\u00f9 elevate di quelle realmente esprimibili al momento. Capacit\u00e0, \u00e8 bene sottolinearlo, che si sono ridotte nel tempo e in modo particolarmente significativo negli ultimi anni: vale la pena ricordare, a titolo di esempio, che soltanto nel 2003\/2004 le nostre forze armate potevano sostenere due schieramenti maggiori fuori area in situazioni di conflitto ad intensit\u00e0 elevata (Iraq e Afghanistan) ed altri due di medie dimensioni in ambiente meno ostile (Kosovo e Bosnia), con un impegno che \u00e8 arrivato fino a 12.500 unit\u00e0 di personale; oggi ne abbiamo poco pi\u00f9 di 6.200 e non saremmo certo in grado di andare molto al di l\u00e0 di tale cifra.<\/p>\n<p>Le ragioni stanno essenzialmente nei famigerati tagli lineari, che hanno penalizzato in modo francamente inaccettabile l\u2019addestramento e l\u2019efficienza tecnico-operativa delle diverse unit\u00e0: se oggi non possiamo affrontare uno sforzo superiore a quello in atto non \u00e8 perch\u00e9 non abbiamo uomini, ma perch\u00e9 non siamo stati in grado di assicurare loro un adeguato stato di prontezza.<\/p>\n<p>La riforma Di Paola mira a correggere tale situazione, con la dovuta necessaria gradualit\u00e0, riducendo i costi relativi al personale, cio\u00e8 diminuendo i numeri, ma recuperando le risorse per incrementare il livello di disponibilit\u00e0 delle unit\u00e0 operative, grazie ad adeguati interventi di razionalizzazione delle strutture e di ribilanciamento degli investimenti.<\/p>\n<p>Mantenendo come punti di riferimento irrinunciabili l\u2019appartenenza attiva all\u2019Alleanza Atlantica e la prospettiva, ahim\u00e8 ancora lontana, di un\u2019integrazione degli strumenti militari degli stati membri dell\u2019Unione europea, il progetto delle forze armate italiane deve rispettare rigorosi parametri di livello tecnologico in modo da garantire la piena interoperabilit\u00e0 con gli alleati, in qualsiasi situazione operativa. Osservando, al riguardo, che l\u2019instabilit\u00e0 geostrategica nell\u2019area di interesse \u00e8 tale da non poter escludere alcuna forma di intervento, anche quelle che la fine della guerra fredda ci aveva illuso di poter archiviare per sempre.<\/p>\n<p>Su questi concetti la relazione del ministro Di Paola, resa in sede di Commissioni parlamentari difesa riunite, \u00e8 stata chiara ed inequivocabile, anche se appare necessario ribadire con vigore un presupposto indispensabile: ogni euro che la Difesa riuscir\u00e0 a recuperare dalla riforma dovr\u00e0 essere mantenuto a disposizione della stessa Difesa per essere reinvestita sia nell\u2019esercizio che nell\u2019ammodernamento dei mezzi. Di Paola questo lo dice con chiarezza, ma il concetto \u00e8 cos\u00ec essenziale da renderne opportuna la sottolineatura. <\/p>\n<p>Peraltro l\u2019attuale dotazione del Ministero per la funzione difesa (poco pi\u00f9 dello 0,9% del Pil, anche tenendo conto dei contributi del Ministero dello sviluppo economico e delle risorse derivanti dai periodici decreti sulle missioni internazionali) \u00e8 tale da non potere tollerare ulteriori riduzioni, anche e soprattutto in relazione a quanto fanno gli altri paesi di riferimento nell\u2019Unione, il meno bellicoso dei quali, la Germania, spende l\u20191,1% del Pil.<\/p>\n<p><b>Corretta evoluzione<\/b><br \/>Ancorch\u00e9 il progetto presentato alle Commissioni parlamentari Difesa sia stato elaborato in un\u2019ottica riduttiva, lo strumento militare che ne emerge appare essere la corretta evoluzione della cosiddetta riforma dei vertici del 1997.<\/p>\n<p> All\u2019epoca innovativa e coraggiosa, la riforma venne sostanzialmente tradita dal successivo regolamento attuativo, il quale attenu\u00f2 di molto la portata di integrazione interforze della legge, consentendo alle singole forze armate di mantenere un elevato grado di indipendenza, spesso utilizzato per mantenere in vita o addirittura creare strutture ridondanti, duplicazioni non necessarie, in aperto rifiuto allo spirito \u2018joint\u2019 voluto con forza dal ministro Andreatta e dal Capo di Stato Maggiore pro tempore, ammiraglio Venturoni.<\/p>\n<p>Le riduzioni proposte da Di Paola saranno infatti possibili, senza incidere sulla carne viva dell\u2019operativit\u00e0 solo se l\u2019integrazione interforze verr\u00e0 realizzata al massimo del suo potenziale, sia a livello formativo (\u00e8 davvero impensabile l\u2019unificazione delle Accademie, almeno dei primi due\/tre anni?), sia a quello addestrativo, sia soprattutto a quello logistico, accorpando linee di rifornimento, magazzini, centri di manutenzione (si pensi al settore elicotteristico e a quello missilistico).<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica l\u2019acquisizione del<i> Lightening II<\/i>, il ben noto F35, costituisce una straordinaria opportunit\u00e0: ne servirebbero effettivamente 131, mantenendo rigorosamente separate le flotte destinate all\u2019Aeronautica e alla Marina, ma ne bastano poco pi\u00f9 di 90, garantendo la medesima disponibilit\u00e0 operativa. A condizione, tuttavia, che la gestione venga unificata, sia dal punto di vista addestrativo che da quello logistico e manutentivo, con un unico centro che assicuri costantemente la disponibilit\u00e0 delle macchine necessarie per il gruppo di volo della portaerei e per i gruppi dell\u2019Aeronautica.<\/p>\n<p>Tutto questo, sia per l\u2019aspetto della riduzione degli organici dei vari gradi e delle diverse categorie, sia per la riorganizzazione interforze delle funzioni, dovr\u00e0 trovare ora concreta realizzazione in adeguati atti normativi: Di Paola ha preannunciato la prossima presentazione di una proposta di legge delega; dalla sua formulazione e dai suoi contenuti, nonch\u00e9 dall\u2019accoglienza che trover\u00e0 in Parlamento, si potr\u00e0 capire con quanta determinazione il disegno verr\u00e0 perseguito e quanto sar\u00e0 possibile liberarlo dalle inevitabili pressioni di coloro che si oppongono al cambiamento.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 un percorso facile, perch\u00e9 molti sono gli interessi in gioco, anche di tipo personale. Ma tutti si devono convincere che non ci sono alternative: se non si avvia questo percorso con spirito costruttivo il futuro delle nostre forze armate si avvier\u00e0 verso una progressiva marginalizzazione sia in ambito Atlantico che nel quadro europeo. E il nostro paese perder\u00e0 uno straordinario strumento della propria politica estera, perdendo la capacit\u00e0 di dare il giusto contributo alla costruzione dell\u2019Europa di domani.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con straordinaria, encomiabile prontezza e sollecitudine il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha predisposto un progetto di ristrutturazione delle Forze Armate di ampio respiro, che mira a una sostanziale riqualificazione della spesa, secondo criteri che si possono riassumere nell\u2019espressione \u201coltre l\u2019efficacia, verso l\u2019efficienza\u201d. 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