{"id":19810,"date":"2012-03-03T00:00:00","date_gmt":"2012-03-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/resa-dei-conti-nella-russia-di-putin\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:15","slug":"resa-dei-conti-nella-russia-di-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/03\/resa-dei-conti-nella-russia-di-putin\/","title":{"rendered":"Resa dei conti nella Russia di Putin"},"content":{"rendered":"<p>Le manifestazioni che da dicembre ad oggi si sono susseguite in Russia contro la \u201cbonapartizzazione\u201d del regime di Vladimir Putin possono considerarsi un successo, non solo per il numero dei partecipanti che vi hanno preso parte, ma anche per gli effetti politici che hanno innescato. Le decine di migliaia di russi scesi in piazza, sfidando per la prima volta apertamente il Cremlino, hanno riportato l\u2019attenzione internazionale sul problema del crescente autoritarismo in Russia e, forse, hanno anche ricordato a Putin che esistono dei limiti oggettivi alla sua spregiudicatezza.<\/p>\n<p><b>Proteste montanti  <\/b><br \/>Dopo aver definito i primi timidi manifestanti che protestavano contro i brogli delle elezioni della Duma tenutesi a dicembre, \u201cscimmie del Libro della Giungla\u201d di Kipling, il leader di Russia Unita \u00e8 stato obbligato a fare un passo indietro dal carattere montante delle proteste. Mentre il presidente Medvedev, la faccia pi\u00f9 liberale (difficile dire se per convinzione o convenienza) del Cremlino annunciava cambi in senso democratico, arrivando a incontrarsi con alcuni leader delle opposizioni per stilare un calendario delle possibili riforme, Putin dichiarava che alle prossime elezioni le cabine elettorali sarebbero state dotate di telecamere anti-frode.<\/p>\n<p>Un altro segnale importante che testimonia come probabilmente la percezione dell\u2019\u00e9lite politica rispetto alle proteste sia cambiata, viene anche dal riposizionamento durante gli ultimi mesi della Chiesa ortodossa russa del Patriarcato di Mosca, da sempre fedele alleata degli inquilini del Cremlino e voce influente nella societ\u00e0 del paese. Dopo una prima, prevedibile, condanna delle manifestazioni, la faccia pubblica della Chiesa ortodossa, l\u2019Arciprete di Mosca Vsevolod Chaplin, dichiarava che i leader politici rischiavano \u201cd\u2019esser mangiati vivi\u201d se non si fossero dimostrati capaci d\u2019ascoltare la voce dei manifestanti. <\/p>\n<p>Questi segnali mostrano che le manifestazioni hanno avuto un effetto immediato sulla classe politica del paese. Il fatto, inoltre, che una parte importante della societ\u00e0 russa sembri aver rotto quel vincolo di paura che ne aveva determinato la passivit\u00e0 negli anni passati, significa che l\u2019onda di protesta potrebbe essere destinata a crescere e, dunque, a giocare un ruolo importante nel futuro immediato.<\/p>\n<p><b>Difficile convivenza<\/b><br \/>Diciamo, \u201cpotrebbe\u201d, perch\u00e9 nonostante i successi fin qui raccolti il movimento si scontra con una montagna di problemi. In primo luogo, le manifestazioni non sono espressione di un movimento omogeneo, dato che ai cortei di dicembre hanno partecipato almeno tre settori d\u2019opposizione molto lontani l\u2019uno dall\u2019altro sia per posizione ideologica, sia per cultura politica. Da un lato, si trova il Partito Comunista della Federazione Russa, il Kprf di Gennady Zyuganov, che alle ultime elezioni della Duma ha riportato successi in molti centri urbani di piccole e medie dimensioni del paese, e che rivendica la restaurazione di uno stato socialista in Russia. I comunisti per\u00f2 appaiono quasi come una caricatura brezneviana e non hanno, di fatto, n\u00e9 il consenso n\u00e9 la capacit\u00e0 di proporsi come una forza alternativa al regime di Putin.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte vi \u00e8 un\u2019ampia galassia di partiti e gruppuscoli nazionalisti-radicali come il Partito Liberal Democratico di Vladimir Zhirinovsky o l\u2019Unione Slava di Dimitry Demushkin. Le posizioni dei nazionalisti spaziano dall\u2019antisemitismo, all\u2019opposizione all\u2019immigrazione caucasica e centro-asiatica verso i grandi centri urbani del paese, cresciuta enormemente negli ultimi anni, fino alla nostalgia per la <i>grandeur<\/i> imperiale della Russia zarista. Alcuni gruppi hanno anche manifestato posizioni filo-naziste, un fatto davvero paradossale per un paese che ha pagato l\u2019espansionismo della Germania di Hitler con 28 milioni di morti. In realt\u00e0, questi gruppi non sembrano esser poi cos\u00ec numerosi, ma l\u2019 aggressivit\u00e0 ne ha accentuato indubbiamente la visibilit\u00e0 rispetto ad altre componenti del movimento.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi un settore \u201cliberale\u201d composto in maggioranza da studenti, giovani professionisti e da quella che si pu\u00f2 ancor oggi definire a buon titolo l\u2019<i>intellighenzia <\/i>russa (scrittori, musicisti, attori, professori d\u2019universit\u00e0, ricercatori ed intellettuali a vario titolo). Il settore \u201cliberale\u201d potrebbe definirsi come un centro-sinistra, con tendenze socialdemocratiche, di tipo europeo. Secondo i rilevamenti dell\u2019istituto demoscopico Levada, questo gruppo rappresenterebbe la maggioranza dei manifestanti scesi in piazza da dicembre ad oggi.<\/p>\n<p><b>In cerca di <i>leadership<\/i><\/b><br \/>\u00c8 dunque difficile prevedere in che modo nostalgici e nazionalisti potranno convivere con quella che \u00e8 l\u2019anima liberale della protesta. Sarebbe certamente auspicabile che il settore liberale assumesse la leadership del movimento, ma per ora i liberali non hanno un partito di riferimento vero e proprio. Negli ultimi anni, una parte della classe media ha dimostrato una certa simpatia per Iabloko (il Partito della Mela, in russo &#1103;&#1073;&#1083;&#1086;&#1082;&#1086;) fondato nel 1993 sulla base di un programma di tipo liberal-democratico e che si \u00e8 da sempre opposto a Putin e a Russia Unita. <\/p>\n<p>Iabloko non sembra per\u00f2 capace di intercettare tutta la gamma del dissenso liberale anche perch\u00e9, dal 93 a oggi, scelte come quella d\u2019appoggiare la guerra in Cecenia gli hanno alienato una parte dei consensi, soprattutto dei giovani che si oppongono all\u2019idea di un <i>revanchismo <\/i>imperiale russo. Insomma, Difficile dunque che Iabloko possa andare molto oltre all\u2019appoggio dell\u2019<i>intellighenzia <\/i>dei grandi centri urbani.<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione orizzontale del movimento, che sembra davvero esser basata sull\u2019utilizzo di<i> social network <\/i>come Vkontakti (il facebook russo), Twitter o <i>Live Journal<\/i>, ne ha favorito fino ad ora la mobilit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0. Ci\u00f2 nonostante, la mancanza di un punto di riferimento politico strutturato potrebbe rendere difficile, nel futuro, la traduzione del dissenso liberale in un\u2019attivit\u00e0 politica efficace e, alla lunga, potrebbe logorare questa parte cruciale del movimento, disperdendone le energie e i consensi a favore di altri gruppi.<\/p>\n<p>Infine, anche ammettendo che i settori pi\u00f9 \u201cavanzati\u201d della protesta riescano a organizzarsi e a stabilire un qualche tipo di egemonia politica, rimane il problema della relazione tra il movimento e la Russia profonda, quella delle province, lontana dai centri urbani maggiori e che fino ad ora ha appoggiato in massa Putin e Russia Unita. Qui la propaganda delle televisioni di stato e, diciamolo, anche la paura di un ritorno all\u2019instabilit\u00e0 degli anni novanta sembra essere pi\u00f9 forte che il richiamo ad una nuova stagione di rinnovamento democratico. La Russia del 2012 \u00e8 infatti cambiata enormemente rispetto a quella del XIX secolo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, ancora oggi sembra esistere e a tratti riemergere quella dialettica problematica tipica della fine dell\u2019ottocento ed i primi due decenni del XX secolo, tra un\u2019\u00e9lite intellettuale urbana e cosmopolita determinata a riformare le strutture politiche del paese e una massa pi\u00f9 statica, concentrata al di fuori di Mosca, San Pietroburgo e Novosibirsk, depressa socialmente e pi\u00f9 interessata alla sopravvivenza materiale che alle riforme. \u00c8 probabile, ma non sicuro, che se il movimento prevalesse nei grandi centri urbani, le province finirebbero per adeguarsi e seguire il corso degli eventi. Probabile, appunto. Ma niente affatto sicuro.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le manifestazioni che da dicembre ad oggi si sono susseguite in Russia contro la \u201cbonapartizzazione\u201d del regime di Vladimir Putin possono considerarsi un successo, non solo per il numero dei partecipanti che vi hanno preso parte, ma anche per gli effetti politici che hanno innescato. 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