{"id":19830,"date":"2012-03-05T00:00:00","date_gmt":"2012-03-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/putin-alla-riscossa\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:15","slug":"putin-alla-riscossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/03\/putin-alla-riscossa\/","title":{"rendered":"Putin alla riscossa"},"content":{"rendered":"<p>La Russia ha conferito a Vladimir Putin il terzo mandato da presidente con oltre il 60% dei suffragi. Nonostante le denunce di brogli da parte sia delle opposizioni che degli osservatori internazionali, tra cui anche la Ue, e un netto calo rispetto al 2004 (quando conquist\u00f2 il 71,3% dei voti) Putin conferma un sostanziale radicamento nel paese, anche se pi\u00f9 nella periferia, dove si teme che l\u2019instabilit\u00e0 politica possa aggravare la crisi, che al centro (a Mosca il presidente si \u00e8 fermato al 47%). <\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli altri candidati, il comunista Ghennadi Ziuganov \u00e8 arrivato secondo, con il 17,1%, terzo il miliardario Mikhail Prokhorov al 6,9%, davanti al populista Vladimir Zhirinovski (6,7%). <\/p>\n<p>Questi risultati vanno anche collegati a quelli delle elezioni parlamentari dello scorso dicembre, che hanno segnato un sensibile spostamento dei rapporti di forza all\u2019interno della Duma. In quell\u2019occasione, ad ottenere un notevole successo elettorale sono stati principalmente i comunisti (Kprf), cresciuti di oltre il 20% ed i liberal-democratici dell\u2019Ldpr, partito nazionalista di destra. <\/p>\n<p><b>Populismo<\/b><br \/>Lo spostamento dell\u2019elettorato verso le ali sinistra (Kprf) e destra (Ldpr) dello spettro politico russo implica un probabile impegno del nuovo presidente per il rafforzamento dello stato sociale. In politica estera, invece, Putin potrebbe rilanciare gli istinti di restaurazione dello spazio economico e politico ex sovietico e, al contempo, accrescere le tendenze xenofobe e nazionaliste presenti da sempre nella cultura politica del paese, in particolare verso l\u2019area caucasica e dell\u2019Asia centrale. <\/p>\n<p>Putin \u00e8 un accanito sostenitore dell\u2019integrazione economica, e parzialmente politica, tra gli Stati che fino a venti anni fa facevano parte dell\u2019Unione Sovietica. Ma l\u2019ondata di proteste che si sono registrate nei giorni precedenti al voto \u00e8 destinata a non interrompersi, non solo a causa dei brogli elettorali, ma anche per il dissenso verso una politica economica piuttosto statica che non consente al paese di esprimere le potenzialit\u00e0 imprenditoriali e intellettuali di cui dispone. <\/p>\n<p>La causa principale della relativa debolezza della struttura produttiva russa, evidente soprattutto nell\u2019export, \u00e8 da ricercare soprattutto nella rigida regolamentazione burocratica dell\u2019impresa privata, ma anche nella radicata corruzione che attraversa molti settori dell\u2019apparato statale e privato, con frequenti collusioni tra affari e politica. Questo processo comporta un graduale aumento delle sperequazioni sociali tra quanti riescono ad avvalersi delle strutture statali di tipo \u201cinformale\u201d e quanti, invece, non vi hanno accesso. <\/p>\n<p><b>Classe media<\/b><br \/>Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, anche in Russia si \u00e8 assistito alla nascita di una classe media che si potrebbe senza alcun timore definire, anche secondo standard occidentali, come abbiente. \u00c8 proprio questa classe media che potrebbe accrescere le pressioni sul governo perch\u00e9 limiti la corruzione degli apparati statali, e quelle forme di potere arbitrario ed informale che tuttora caratterizzano il paese. Un esempio su tutti \u00e8 rappresentato dalla sostanziale dipendenza del potere giudiziario dal quello politico. <\/p>\n<p>\u00c8 molto importante distinguere, tuttavia, tra il \u201crisveglio\u201d della classe media urbana che scende in piazza per protestare contro i brogli e per rivendicare uno Stato pi\u00f9 vicino al modello europeo, e un\u2019opposizione tradizionale (come quella comunista) che pone l\u2019accento essenzialmente su riforme economico-sociali che consentano maggiore giustizia sociale.<\/p>\n<p>I problemi legati alla struttura fortemente duale dello Stato russo, caratterizzato da una rigorosa applicazione della legge in senso rigidamente formale, da un lato, e da pratiche di potere che si possono definire \u201cinformali\u201d o extralegali (clientelari, corruttive, autoritarie, ovvero il cosiddetto \u201cnichilismo giuridico\u201d spesso evocato da Medvedev) dall\u2019altro, continueranno ad essere sollevati dalle proteste di piazza anche nei prossimi mesi. <\/p>\n<p>In discussione \u00e8 dunque il processo di modernizzazione economica e politica che potrebbe avere importanti conseguenze anche per la cooperazione con l\u2019Occidente. Modernizzazione economica che finora, soprattutto su impulso di Vladimir Putin, ha comportato un rafforzamento del ruolo dello Stato nella gestione delle grandi risorse energetiche del paese, ma che ha stentato anche a far crescere una forte classe imprenditoriale, composta prevalentemente da aziende di piccole e medie dimensioni che in Occidente costituiscono spesso il nerbo della struttura produttiva. <\/p>\n<p><b>Alternativa<\/b><br \/>Eletto presidente per la terza volta, Putin si ritrova davanti la cruciale sfida della modernizzazione economica e produttiva, che passa anche per cambiamento di tipo politico e culturale, a cominciare da un effettivo pluralismo politico, e non soltanto di facciata, e da una netta separazione del potere politico da quello economico e, soprattutto, giudiziario. Ma la cultura politica russa che Putin rappresenta non sembra in grado di promuovere contemporaneamente \u201clibert\u00e0\u201d e \u201csicurezza\u201d, ovvero di concepire un\u2019attivit\u00e0 economica o anche politica che si svolga liberamente senza per questo minacciare lo Stato e la sua insindacabile autorit\u00e0. <\/p>\n<p>Il riequilibrio del rapporto tra Stato e societ\u00e0 civile a favore di quest\u2019ultima costituisce dunque il nodo di fondo di questo terzo mandato presidenziale. Putin continuer\u00e0 infatti a regnare incontrastato almeno fino al 2016, o fino a quando un\u2019opposizione pi\u00f9 forte, coesa e in grado di esprimere un candidato realmente alternativo e pi\u00f9 competitivo non riusciranno a spodestarlo. Scenario, ad oggi, ancora impensabile.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Russia ha conferito a Vladimir Putin il terzo mandato da presidente con oltre il 60% dei suffragi. 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