{"id":19850,"date":"2012-03-07T00:00:00","date_gmt":"2012-03-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/romney-non-sfonda\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:15","slug":"romney-non-sfonda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/03\/romney-non-sfonda\/","title":{"rendered":"Romney non sfonda"},"content":{"rendered":"<p>Il \u201cSuper Tuesday\u201d delle primarie repubblicane ha visto la vittoria di Mitt Romney nella maggior parte degli stati al voto, ma anche il successo relativo di Rick Santorum che sembra aver sostituito Newt Gingrich come principale rappresentante della destra religiosa del partito repubblicano.<\/p>\n<p><b>Vittoria  mutilata<\/b><br \/>Romney ha vinto in sei dei dieci stati in cui ieri si sono tenute elezioni primarie o caucus. Il candidato mormone ha vinto con ampio margine nel Massachusetts, dove \u00e8 stato governatore (72%), e nell\u2019Idaho (70%),  sulle Montagne rocciose con una forte presenza della comunit\u00e0 mormone, nel Vermont, Nord Est, pi\u00f9 vicino politicamente e culturalmente a Romney che non ai suoi avversari, ma solo con il 40% dei voti rispetto al 25% di Ron Paul e al 24% di Santorum.<\/p>\n<p>In Virginia, Romney ha vinto invece con il 60% dei voti perch\u00e9 n\u00e9 Santorum n\u00e9 Gingrich erano riusciti a raccogliere per tempo le firme necessarie per presentarsi alle primarie, che hanno visto Paul ottenere comunque un buon 40%. Il candidato favorito alla nomination repubblicana ha prevalso anche in Alaska, sebbene solo con il 32% dei voti. In Ohio, lo stato ritenuto un importante test in vista delle elezioni presidenziali perch\u00e9 tradizionalmente riflette l\u2019orientamento medio dell\u2019elettorato americano, Romney ha vinto di misura su Santorum, con il 38% dei voti rispetto al 37% del candidato di origini italiane.<\/p>\n<p>Santorum, dal canto suo ha vinto in Tennessee (34%), Oklahoma (34%) e North Dakota (39,7%), stati nel Sud e nel Sud Ovest degli Stati Uniti dove \u00e8 tradizionalmente pi\u00f9 forte la destra religiosa del partito repubblicano. Infine, Gingrich ha vinto solamente in Georgia, con il 47% dei voti, stato del Sud dove \u00e8 nato ed \u00e8 vissuto per buona parte della sua vita.<\/p>\n<p><b>Repubblicani spaccati<\/b><br \/>Romney ha dunque vinto sia in termini di stati (6 su 10), sia in termini di delegati che parteciperanno alla convenzione di Tampa che a fine agosto sceglier\u00e0 il candidato repubblicano alla Casa Bianca: Romney conta ora su 347 delegati, contro i 148 di Santorum, gli 83 di Gingritch e i 46 di Paul. Allo stesso tempo, per\u00f2, il candidato favorito (<i>front runner<\/i>) non \u00e8 riuscito a conquistare la maggioranza del partito: in Ohio, Alaska e Vermont, Romney ha ottenuto solo il 30-40% dei voti, e negli stati dove ha perso ha avuto il sostegno solo del 24-28% del partito repubblicano.<\/p>\n<p>Santorum \u00e8 l\u2019altro vincitore del Super Tuesday,non solo perch\u00e9 ha vinto in tre degli stati chiamati al voto, ma perch\u00e9 ha ottenuto buoni risultati in tutte le primarie o i caucus in cui era in corsa. Battendo quasi ovunque Gingrich, Santorum \u00e8 emerso come il leader della destra religiosa del partito repubblicano, l\u2019unico che ora sembra in grado di contendere la nomination a Romney &#8211; che rimane comunque di gran lunga favorito.<\/p>\n<p>La spaccatura nel partito repubblicano non \u00e8 stata sanata dalla presa di posizione sempre pi\u00f9 netta dei vertici del partito a favore di Romney. Alla vigilia del voto anche il leader della maggioranza repubblicana alla Camera, Eric Cantor, aveva espresso il suo sostegno per il candidato mormone, ma ci\u00f2 non \u00e8 bastato a convincere la maggioranza della base del <i>Grand Old Party <\/i>che ha continuato a votare per i suoi avversari. <\/p>\n<p>N\u00e9 Romney ha mostrato finora quel carisma necessario a superare differenze sulle singole questioni politiche o diffidenze sulla sua persona, incluso il suo orientamento religioso. In assenza di forte disciplina di partito e di carisma personale da parte del <i>front runner<\/i>, \u00e8 probabile che la spaccatura tra moderati e radicali protrarr\u00e0 lo scontro tra Romney e Santorum fino a quando il primo non raggiunger\u00e0 la maggioranza assoluta dei delegati alla convenzione repubblicana.<\/p>\n<p>\t<b>Tea Party in declino<\/b><br \/>In questo scenario \u00e8 importante il ruolo che giocheranno Gingrich e Paul. Il primo fa riferimento allo stesso elettorato di Santorum, e data la crescita di quest\u2019ultimo le sue <i>chance <\/i>sono sempre pi\u00f9 scarse. \u00c8 quindi probabile, prima o poi, un suo ritiro, che avvantaggerebbe Santorum lasciandolo unico rappresentante della destra religiosa repubblicana. Non \u00e8 detto, tuttavia, che ci\u00f2 avvenga nel breve periodo, anche perch\u00e9 l\u2019elettorato di alcuni dei prossimi stati chiamati al voto &#8211; Alabama, Mississippi, Kansas &#8211; non \u00e8 lontano dalle posizioni di Gingrich.<\/p>\n<p>Paul, dal canto suo, non ha vinto in nessuno stato, ma ha ottenuto quasi ovunque buoni risultati, di gran lunga superiori alla sua performance nelle primarie del 2008. \u00c8 questo uno dei pochi risultati politici ottenuti dal movimento dei <i>Tea Party<\/i>, in quanto le storiche posizioni libertarie di Paul, una sorta di <i>Tea Partier <\/i>ante-litteram, hanno attratto il consenso di una parte di elettori preoccupati dalla crescita del ruolo dello Stato nell\u2019economia &#8211; e del debito pubblico &#8211; avvenuta durante la presidenza Obama. <\/p>\n<p>Paul ha per\u00f2 ottenuto anche il consenso di elettori indipendenti, tra cui molti giovani, grazie alla sue aperture in tema di diritti civili &#8211; \u00e8 un oppositore del <i>Patriot Act<\/i> di cui Obama ha deciso il rinnovo &#8211; e alla sua lontananza dalla destra religiosa. Non \u00e8 escluso che, nel caso in cui il candidato repubblicano alla presidenza non riuscisse a riunire le varie anime del <i>Grand Old Party<\/i>, Paul decida di correre come indipendente alle prossime elezioni presidenziali.<\/p>\n<p>Paul a parte, il <i>Tea Party <\/i>non ha influenzato finora in modo determinante le primarie repubblicane: i candidati pi\u00f9 vicini al movimento, come Michelle Bachmann, sono usciti subito di scena, e l\u2019appoggio fornito da personaggi come Sarah Palin a Gingrich in Alaska &#8211; dove la Palin \u00e8 stata governatore &#8211; non gli ha impedito di arrivare ultimo con appena il 15% dei voti (contro il 32% di Romney, il 30% di Santorum e il 20% di Paul).<\/p>\n<p><b>Lunga salita<\/b><br \/>La frattura tra Santorum e Romney si registra solo in parte sui temi economici, con Romney accusato dalla destra del partito di essere troppo vicino alle posizioni di Obama riguardo alla riforma sanitaria, mentre si gioca non poco sui temi etici. Romney \u00e8 infatti percepito come voltagabbana e inaffidabile su un tema come quello dell\u2019aborto, cui \u00e8 stato favorevole fino a circa dieci anni fa, mentre Santorum si presenta con una posizione pi\u00f9 intransigente sia su questo che su altri temi etici &#8211; a detta di Santorum, i suoi figli sono stati educati a casa invece che a scuola per assicurare loro una vera educazione cristiana.<\/p>\n<p>Dopo il <i>Super Tuesday<\/i>, Romney si conferma il candidato favorito grazie alla migliore macchina organizzativa, alle maggiori risorse finanziarie, alla sua esperienza in campo economico e al fatto di essere considerato il candidato repubblicano di gran lunga pi\u00f9 credibile per fronteggiare Barack Obama. Doti che gli permetteranno probabilmente di conquistare la <i>nomination <\/i>repubblicana, ma al termine di un percorso che sar\u00e0 ancora lungo e accidentato.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201cSuper Tuesday\u201d delle primarie repubblicane ha visto la vittoria di Mitt Romney nella maggior parte degli stati al voto, ma anche il successo relativo di Rick Santorum che sembra aver sostituito Newt Gingrich come principale rappresentante della destra religiosa del partito repubblicano. 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