{"id":19870,"date":"2012-03-09T00:00:00","date_gmt":"2012-03-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/si-riapre-la-stagione-del-disarmo\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:15","slug":"si-riapre-la-stagione-del-disarmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/03\/si-riapre-la-stagione-del-disarmo\/","title":{"rendered":"Si riapre la stagione del Disarmo"},"content":{"rendered":"<p>Poco \u00e8 avvenuto nel campo del disarmo e della non proliferazione nel corso del  2011,  se si esclude l\u2019entrata in vigore del nuovo trattato strategico Start tra russi e americani. Ci\u00f2 si deve ad una tacita intesa secondo cui l\u2019anno che segue la Conferenza quinquennale del Trattato di non proliferazione nucleare ( tenutasi nel 2010), sia un \u201canno sabbatico\u201d. Si stanno invece gi\u00e0 scaldando i motori in vista  dei numerosi appuntamenti del 2012.<\/p>\n<p><b>Coordinamento<\/b><br \/>Tra pochi giorni  si terr\u00e0 a Seoul il vertice sulla sicurezza nucleare. Vi parteciperanno i capi di stato e di governo dei circa cinquanta paesi pi\u00f9 significativi sul piano nucleare. Nonostante la definitiva rinuncia all\u2019energia nucleare, l\u2019Italia rimane all\u2019interno del gruppo e sar\u00e0 rappresentata  dal presidente del consiglio Mario  Monti. A Seoul si inizieranno a  porre in applicazione le misure di sicurezza e di prevenzione anti-terrorismo   adottate  due anni fa al vertice di Washington.<\/p>\n<p>L\u2019incontro avverr\u00e0 tra paesi \u201clike-minded\u201d  al riparo, dunque, dalle contrapposizioni che caratterizzano il pi\u00f9 ampio scenario multilaterale. L\u2019incontro avr\u00e0 luogo a poche centinaia di chilometri dal luogo del disastro nucleare di Fukushima e  a poche  diecine di chilometri dal confine con la Corea del Nord (Dprk). Le ultimissime notizie circa una possibile sospensione dei programmi nucleari e missilistici della Dprk lasciano sperare che si riapra il processo che  per un soffio, dieci anni orsono, non si concluse  con un\u2019intesa tra la Dprk  e l\u2019amministrazione Clinton.<\/p>\n<p> Controversa  e vivace, anche se a livello meno elevato, dovrebbe essere la prima riunione preparatoria della conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione, che si terr\u00e0 a Vienna in aprile. Dopo il successo della conferenza di New York del 2010, si tratter\u00e0 ora di  applicare concretamente il programma di azione approvato in tale occasione. La questione pi\u00f9 delicata sar\u00e0  la convocazione di una Conferenza  sulla creazione di un zona priva di armi di distruzione di massa in Medio Oriente.<\/p>\n<p><b>Medioriente<\/b><br \/>Ben cinque aree geografiche del pianeta si sono gi\u00e0 costituite come zone prive di armi nucleari (l\u2019America latina, l\u2019intero Continente africano, il Pacifico meridionale, l\u2019Asia Sud orientale, l\u2019Asia centrale). La quasi totalit\u00e0 dell\u2019emisfero Sud \u00e8 gi\u00e0 costituta da aree in cui l\u2019arma nucleare \u00e8 proibita L\u2019obiettivo per il Medio Oriente \u00e8 molto pi\u00f9 ambizioso visto che la proibizione non riguarderebbe solo le armi nucleari, ma anche quelle chimiche e biologiche ed i rispettivi vettori. Si rivolgerebbe inoltre ad un\u2019area in cui \u00e8 cronica la tensione politico-militare. La sfida \u00e8 enorme.<\/p>\n<p> A maggio si terr\u00e0, a Chicago, il vertice della Nato. \u00c8 previsto che l\u2019Alleanza occidentale aggiorni la propria posizione nel campo della difesa e della deterrenza. \u00c8 in corso a Bruxelles un\u2019intensa trattativa per dare attuazione concreta al concetto strategico della Nato del 2010 e vi \u00e8 una viva attesa che elementi evolutivi emergano  nel campo della strategia e della dottrina nucleare. Non sar\u00e0 facile convenire su una riduzione delle armi nucleari tattiche (\u201cnon strategiche\u201d) ancora possedute dalla Russia e  &#8211; in misura inferiore &#8211; dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Sarebbe auspicabile che a Chicago si giungesse, quanto meno, a definire una nuova dottrina sull\u2019uso dell\u2019arma nucleare estendendo all\u2019intera Alleanza il nuovo approccio  americano che prevede  il non impiego dell\u2019arma nucleare contro i paesi che vi hanno rinunciato e che considera la deterrenza come lo scopo fondamentale dell\u2019arma atomica.<\/p>\n<p>Proseguiranno anche quest\u2019anno i tentativi di negoziare un accordo nucleare  in seno alla Conferenza del disarmo (Cd) di Ginevra. Quest\u2019ultima ha un trascorso glorioso: a Ginevra sono stati conclusi i principali trattati multilaterali di disarmo  in vigore. Oggi non si riesce neppure a convenire sul  tema  da negoziare.<\/p>\n<p><b>Nuove sfide<\/b><br \/>Lo stallo  a Ginevra \u00e8 sintomatico di un disagio generale  derivante da un quadro  profondamente mutato. In  passato la tecnologia nucleare era appannaggio di un gruppo ristretto di grandi paesi industrializzati. Oggi anche il mondo in via di sviluppo e  non allineato ha iniziato ad appropriarsene: l\u2019India, il Pakistan e la Corea del Nord hanno dichiarato il possesso dell\u2019arma atomica. Mentre prende quota tra i paesi industrializzati, sotto la spinta del presidente Obama, l\u2019obiettivo di un mondo privo di armi nucleari, lo strumento nucleare &#8211; civile e militare &#8211; diviene uno \u201cstatus symbol\u201d per alcuni paesi emergenti.<\/p>\n<p>Mentre in occidente si promuove la riduzione del ruolo dell\u2019arma atomica nella strategia di sicurezza e si rinuncia in alcuni casi all\u2019energia nucleare, i paesi emergenti non resistono all\u2019incanto dell\u2019atomo. Nessuno di essi ha rinunciato ai propri piani nucleari a seguito della tragedia di Fukushima. <\/p>\n<p>E non si tratta solo dell\u2019Iran. Il Tnp, che \u00e8 stato il principale argine alla diffusione dell\u2019 arma nucleare,  si \u00e8 notevolmente indebolito con l\u2019entrata in scena di nuovi protagonisti e non \u00e8 detto che la deterrenza, che ha funzionato in un mondo bipolare, riesca ad evitare i conflitti in uno scenario disomogeneo in cui \u00e8 aumentato il numero  degli attori nucleari. Riaffiora l\u2019incubo del Presidente Kennedy di un mondo con svariate diecine di paesi con capacit\u00e0 nucleari e  l\u2019esigenza di assoggettare a vincoli  pi\u00f9 stringenti anche i \u201cnuovi ricchi\u201d dell\u2019atomo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco \u00e8 avvenuto nel campo del disarmo e della non proliferazione nel corso del 2011, se si esclude l\u2019entrata in vigore del nuovo trattato strategico Start tra russi e americani. 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