{"id":19910,"date":"2012-03-14T00:00:00","date_gmt":"2012-03-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/poteri-speciali-per-la-tutela-degli-interessi-nazionali\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:13","slug":"poteri-speciali-per-la-tutela-degli-interessi-nazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/03\/poteri-speciali-per-la-tutela-degli-interessi-nazionali\/","title":{"rendered":"&#8216;Poteri speciali&#8217; per la tutela degli interessi nazionali"},"content":{"rendered":"<p>Il governo ha recentemente approvato una normativa fortemente innovativa sul controllo delle attivit\u00e0 strategiche in Italia. Si viene cos\u00ec a colmare un vuoto e un ritardo rispetto agli altri grandi paesi europei, evitando che il paese continui ad essere un supermarket dove chiunque pu\u00f2 entrare e comperare ci\u00f2 che vuole. D\u2019ora in poi gli acquisti, laddove coinvolgano attivit\u00e0 strategiche, saranno monitorati e sottoposti ad una valutazione di compatibilit\u00e0 con gli interessi nazionali.<\/p>\n<p>Con questo provvedimento si \u00e8 cercato di trovare un punto di equilibrio fra la tutela di tali interessi e il mantenimento di un mercato aperto che favorisca l\u2019internazionalizzazione e, quindi, il rafforzamento delle imprese.<\/p>\n<p><b>Attivit\u00e0 strategiche <\/b><br \/>Fra gli elementi nuovi vi \u00e8, innanzi tutto, una differenziazione fra i settori della difesa e della sicurezza e gli altri settori ritenuti strategicamente rilevanti: energia, trasporti e comunicazioni. I primi due sono, infatti, particolarmente \u201csensibili\u201d, ma la novit\u00e0 \u00e8 che sono stati \u201caccorpati\u201d, riconoscendo il loro legame strutturale. Questo \u00e8 ormai accettato in molti altri campi, come la normativa sugli acquisti o il supporto alla ricerca. Lo \u00e8 anche in campo economico e industriale, dove si aggiunge l\u2019aerospazio, dal momento che molte sue attivit\u00e0 sono orientate e legate a difesa e sicurezza.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 strategiche nel campo della difesa e sicurezza saranno d\u2019ora in poi monitorate al fine di assicurare il mantenimento delle nostre capacit\u00e0 tecnologiche e industriali al servizio delle Forze armate e di polizia e di quelle dei nostri partner ed alleati. Non si possono, infatti, rischiare conseguenze negative nel campo della sicurezza degli approvvigionamenti, della sicurezza delle informazioni, dei trasferimenti tecnologici, del proseguimento delle ricerche, del supporto logistico, ecc.<\/p>\n<p>La nuova normativa ruota attorno all\u2019identificazione delle attivit\u00e0 strategiche, e in particolare di quelle \u201cchiave\u201d: saranno i ministeri della difesa e dell\u2019interno a definirle di concerto con le altre amministrazioni interessate (esteri, sviluppo economico ed economia e finanze). Tutte le attivit\u00e0 cos\u00ec identificate rientreranno nell\u2019area del monitoraggio che potr\u00e0, quindi, essere ampia. Ma la soglia di attenzione dovr\u00e0 essere particolarmente alta soprattutto per quelle \u201cchiave\u201d, per le quali si potr\u00e0 arrivare ai livelli di massima tutela.<\/p>\n<p>Questo approccio flessibile consentir\u00e0, inoltre, di aggiornare l\u2019area di applicazione del monitoraggio per tener conto dell\u2019evoluzione tecnologica e industriale, oltre che del quadro geo-strategico, e di far tesoro dell\u2019esperienza che via via potr\u00e0 essere accumulata su un terreno ancora inesplorato non solo in Italia, ma anche in Europa (a parte qualche singola e parziale esperienza che, per\u00f2, \u00e8 legata ad uno scenario nel frattempo radicalmente mutato).<\/p>\n<p><b>Libera circolazione<\/b><br \/>Il previsto controllo non \u00e8 n\u00e9 anti-europeo, n\u00e9 anti-straniero, tanto \u00e8 vero che riguarder\u00e0 anche gli investimenti italiani. L\u2019attenzione non \u00e8, infatti, rivolta tanto a chi investe, quanto all\u2019oggetto dell\u2019investimento. In questo modo si \u00e8 offerta una soluzione originale al problema della compatibilit\u00e0 della normativa col principio della libera circolazione dei capitali, elemento portante della costruzione di un mercato comune europeo.<\/p>\n<p>Altra novit\u00e0 \u00e8 l\u2019aver graduato il possibile intervento dello Stato. Quest\u2019ultimo, infatti, non \u00e8 solo titolato ad autorizzare o meno l\u2019acquisizione, ma pu\u00f2 anche fissare apposite regole di comportamento per l\u2019investitore e per l\u2019impresa.<\/p>\n<p>Insieme, lo Stato ha anche il potere di revocare eventuali decisioni assunte dalla societ\u00e0 interessata che dovessero risultare dannose per gli interessi nazionali, come, ad esempio, quelle che fossero prese in contrasto con gli impegni assunti al momento dell\u2019investimento.<\/p>\n<p>Lo Stato italiano avr\u00e0, quindi, pi\u00f9 armi di difesa e sar\u00e0, di conseguenza, pi\u00f9 credibile. Avere solo il potere di opposizione sarebbe, invece, come possedere solo la bomba atomica per difendersi: il potere deterrente sarebbe di fatto nullo perch\u00e9 non si potrebbe mai attuare alcuna \u201cescalation\u201d e, alla fine, sarebbe probabilmente troppo tardi per poterla utilizzare.<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei casi, soprattutto quando fossero coinvolti investitori \u201caffidabili\u201d localizzati in paesi altrettanto \u201caffidabili\u201d, sar\u00e0 difficile opporsi all\u2019acquisizione, ma si potranno applicare le \u201cmisure speciali\u201d previste dalla nuova normativa e tutelare adeguatamente gli interessi nazionali. <\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile perch\u00e9 l\u2019approccio giuridico-amministrativo italiano \u00e8, in generale, molto formalista e legato a modelli precostituiti. In questo caso, invece, bisogner\u00e0 sviluppare una capacit\u00e0 di analisi e di definizione di regole tagliate per lo specifico caso e mettersi in condizioni di farlo nel giro di alcune settimane per non provocare effetti negativi sul mercato.<\/p>\n<p>Limitarsi ad approvare o respingere un\u2019acquisizione sarebbe molto pi\u00f9 semplice, ma la crescente complessit\u00e0 del mercato non lo consente pi\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019Italia propone, cos\u00ec, una soluzione che potrebbe diventare un modello di riferimento per tutta l\u2019Unione europea. \u00c8, infatti, evidente che il processo di concentrazione industriale con la formazione di societ\u00e0 transnazionali richiede una progressiva omogeneizzazione delle regole a livello europeo. Man mano che il mercato europeo si integrer\u00e0, \u00e8 su questa frontiera che bisogner\u00e0 lavorare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo ha recentemente approvato una normativa fortemente innovativa sul controllo delle attivit\u00e0 strategiche in Italia. Si viene cos\u00ec a colmare un vuoto e un ritardo rispetto agli altri grandi paesi europei, evitando che il paese continui ad essere un supermarket dove chiunque pu\u00f2 entrare e comperare ci\u00f2 che vuole. 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