{"id":19940,"date":"2012-03-20T00:00:00","date_gmt":"2012-03-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lo-strano-caso-dei-maro-italiani-in-india\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:13","slug":"lo-strano-caso-dei-maro-italiani-in-india","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/03\/lo-strano-caso-dei-maro-italiani-in-india\/","title":{"rendered":"Lo strano caso dei Mar\u00f2 italiani in India"},"content":{"rendered":"<p>Sulla vicenda dei nostri due fucilieri di Marina catturati e detenuti dalle autorit\u00e0 indiane del Kerala, in India, ritengo ci siano alcuni aspetti da approfondire, sia dal punto di vista giuridico che da quello pi\u00f9 squisitamente politico. Aspetti che non hanno certo un carattere puramente accademico, ma che devono, a mio parere, essere tenuti in debita considerazione per calibrare le azioni da porre in essere per risolvere positivamente la questione.<\/p>\n<p><b>Dubbia immunit\u00e0 <\/b><br \/>Diamo per scontato l\u2019argomento, assolutamente inattaccabile, che l\u2019evento \u00e8 accaduto al di fuori della fascia delle dodici miglia che l\u2019India, come la stragrande maggioranza dei paesi del mondo, riconosce come \u2018acque territoriali\u2019 e che pertanto, a tutti gli effetti, la nave battente bandiera italiana era in quel momento in \u2018territorio nazionale\u2019. Un altro degli argomenti utilizzati per affermare la giurisdizione italiana sull\u2019evento \u00e8 stato che i due militari, in quanto agenti dello stato italiano nell\u2019effettuazione di una missione &#8211; peraltro autorizzata in termini generali dalle Nazioni Unite &#8211; sono sottratti a qualsiasi giurisdizione che non sia quella dello Stato di bandiera. <\/p>\n<p>Qui nascono le prime perplessit\u00e0. Anche se tale principio pu\u00f2, infatti, essere sostenuto in astratto, la prassi vigente, almeno dalla fine del secondo conflitto mondiale, dice esattamente il contrario. Al punto che per garantire il \u2018diritto di bandiera\u2019 nell\u2019ambito stesso dell\u2019Alleanza Atlantica, \u00e8 stato necessario sottoscrivere uno specifico accordo, la Convenzione di Londra del 1951, dove \u00e8 definito nei dettagli lo \u2018Stato delle Forze\u2019. <\/p>\n<p>\u00c8 altres\u00ec da notare che, in forza di tale accordo, il diritto di bandiera pu\u00f2 essere fatto valere solo per le attivit\u00e0 militari compiute nello specifico quadro della Nato, tant\u2019\u00e8 che nel caso Cermis (quando, nel febbraio 1998, un aereo militare statunitense determin\u00f2 la morte di 20 persone tranciando i cavi di una funivia in Val di Fiemme, <i>ndr<\/i>.) uno degli argomenti sostenuti da chi voleva affermare la giurisdizione italiana era che il volo tragicamente conclusosi non era stato effettuato nell\u2019ambito di un programma addestrativo dell\u2019Alleanza, bens\u00ec rispondesse ad esigenze nazionali Usa, il che avrebbe fatto venir meno la copertura giuridica garantita dallo <i>Status of Forces Agreement<\/i>.<\/p>\n<p>Anche nell\u2019avvio di tutte le operazioni di pace condotte negli anni novanta ed in seguito, il principio della necessit\u00e0 di uno specifico accordo a garanzia degli operatori militari, o assimilati, \u00e8 sempre stato dato per scontato: gli accordi di Kumanovo, che hanno consentito l\u2019ingresso delle truppe Nato in Kosovo nel 1999, lo prevedevano in modo esplicito, ed ancora, esempio recentissimo, la Nato ha chiuso la missione di addestramento in Iraq (<i>Nato Training Mission \u2013 Iraq<\/i>), proprio perch\u00e9 non \u00e8 stato possibile raggiungere con le autorit\u00e0 irachene un soddisfacente accordo sullo stato delle forze, che sottraesse i militari dei paesi dell\u2019Alleanza all\u2019autorit\u00e0 giuridica dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p>Ebbene, non esiste ancora tra India e Italia, o tra India e la Nato, n\u00e9 mi risulta che sia in corso di negoziazione, un accordo di questo genere. Pertanto appare sostanzialmente privo di fondamento sostenere un principio giuridico che, sebbene non del tutto infondato in astratto, non ha mai trovato, almeno negli ultimi decenni, pratico riconoscimento ed attuazione, anzi al contrario, \u00e8 di fatto negato nella prassi.<\/p>\n<p><b>Profilo costituzionale<\/b><br \/>Una seconda considerazione ha a che fare con aspetti costituzionali. Un primo dato \u00e8 che in India vige ancora la pena di morte, che invece \u00e8 rigettata in modo inequivocabile dal nostro ordinamento giuridico e addirittura dalla nostra Costituzione.<\/p>\n<p>La stessa Corte Costituzionale, con una sentenza del 1996, si espresse con grande determinazione sul \u2018caso Venezia\u2019. Venezia era un cittadino italiano, accusato di omicidio di primo grado da una corte della Florida, che ne aveva chiesto l\u2019estradizione; la questione fu oggetto di ampio dibattito a tutti i livelli, anche parlamentare, e venne alla fine sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale, che si espresse negando la possibilit\u00e0 che venisse concessa l\u2019estradizione verso un paese dove vigeva la pena di morte, in quanto in contrasto con i nostri principi costituzionali.<\/p>\n<p>Il caso ha creato un precedente che ha informato tutti i comportamenti delle istituzioni italiane: in campo militare, ad esempio, i nostri contingenti impegnati nelle varie missioni internazionali, in paesi dove la pena di morte non \u00e8 stata formalmente abolita, sono molto attenti nella gestione degli eventuali prigionieri catturati: a tal riguardo, le pattuglie sono rigorosamente miste e gli eventuali arresti sono effettuati non dal nostro personale, ma da personale locale, in modo che la consegna alle autorit\u00e0 giudiziarie avvenga senza che ci sia formalmente un coinvolgimento dei nostri soldati.<\/p>\n<p>In una recentissima intervista, i due fucilieri attualmente trattenuti in Kerala, ad una precisa domanda su chi avesse ordinato loro di scendere, hanno risposto: \u201cSiamo scesi dalla nave perch\u00e9 ci \u00e8 stato detto di farlo\u201d, e al giornalista che insisteva per sapere chi fosse stato, la risposta \u00e8 stata \u201cNon rispondo\u201d. Ora se questo qualcuno \u00e8 un\u2019autorit\u00e0 nazionale, questa si \u00e8 resa responsabile di una grave violazione dei nostri principi costituzionali, che dovr\u00e0 essere adeguatamente valutata.<\/p>\n<p><b>Prudenza e chiarezza<\/b><br \/>Un terzo aspetto ha carattere squisitamente politico: il ministro degli esteri Giulio Terzi ha dichiarato in sede parlamentare che l\u2019ingresso del mercantile nelle acque territoriali indiane \u00e8 stato ottenuto con \u201cun sotterfugio della polizia locale\u201d e il ministro della difesa Giampaolo Di Paola ha affermato, di fronte al Copasir, che le autorit\u00e0 indiane hanno attirato il mercantile Enrica Lexie nelle loro acque territoriali e nel porto di Kochi con l\u2019inganno.<\/p>\n<p>Passi se queste considerazioni vengono fatte da addetti ai lavori in ambito giornalistico. Ma quando sono due esponenti del governo ad esprimersi in questo modo in ambiente istituzionale parlamentare, non si pu\u00f2 che essere d\u2019accordo con l\u2019ex ministro della difesa Arturo Parisi, che cos\u00ec reagisce: \u201cNon si pu\u00f2, come ha fatto il ministro, riconoscere e denunciare l\u2019arresto dei nostri fucilieri di marina come un vero e proprio sequestro di Stato operato grazie ad un raggiro, senza che da questo ne derivino atti conseguenti\u201d, che devono andare bene al di l\u00e0 di una convocazione dell\u2019ambasciatore del paese in questione.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro a tutti che in questa fase occorre agire con la massima prudenza e calibrare con attenzione parole ed atti. Ma \u00e8 anche altrettanto chiaro che l\u2019efficacia di quanto sar\u00e0 possibile porre in atto dipender\u00e0 dalla chiarezza delle proprie argomentazioni, da basare su un solido quadro sia giuridico che politico.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla vicenda dei nostri due fucilieri di Marina catturati e detenuti dalle autorit\u00e0 indiane del Kerala, in India, ritengo ci siano alcuni aspetti da approfondire, sia dal punto di vista giuridico che da quello pi\u00f9 squisitamente politico. 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