{"id":20010,"date":"2012-03-27T00:00:00","date_gmt":"2012-03-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/india-e-pirateria-dopo-il-caso-lexie\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:11","slug":"india-e-pirateria-dopo-il-caso-lexie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/03\/india-e-pirateria-dopo-il-caso-lexie\/","title":{"rendered":"India e pirateria dopo il caso Lexie"},"content":{"rendered":"<p>Sullo sfondo del caso del mercantile italiano <i>Enrica Lexie <\/i>e delle connesse questioni di riserva di giurisdizione nazionale e di immunit\u00e0 dei nostri militari che l\u2019Italia porta avanti con pacata fermezza, si intravedono le mosse dell\u2019India per sottoporre al proprio controllo il transito in zone extraterritoriali a rischio pirateria di mercantili stranieri con armati a bordo. Ben prima dell\u2019episodio del mercantile italiano l\u2019India aveva infatti intrapreso azioni per far arretrare verso ovest la zona a rischio pirateria che nell\u2019Oceano Indiano giunge sino al limite delle sue acque territoriali.<\/p>\n<p>In quest\u2019area, a 22.5 miglia (mg.) dalla costa, si trovava la Lexie il 15 febbraio 2012. Ed in questa stessa area il medesimo giorno \u00e8 stato depredato, stando all\u2019<i>International Maritime Bureau <\/i>(Imb), un altro mercantile all\u2019ancora. Quali gli scopi dell\u2019iniziativa dell\u2019India che tende ad escludere dall\u2019area a rischio la sua Zona economica esclusiva (Zee) che si estende sino a 200 mg. dalla costa? Perch\u00e9 l\u2019India si muove autonomamente sulla scena marittima ?<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/zona_pirati2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><i><font size=\"1\">Area a rischio pirateria (Fonte Nato)<\/font><\/i><\/p>\n<p><b>Rischio pirateria<\/b><br \/>La superficie delle aree al largo delle coste della Somalia infestate dai pirati si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 vasta, a partire da quando, nel 2008, le Nazioni Unite hanno certificato la gravit\u00e0 della situazione del Corno d\u2019Africa. Le statistiche della pirateria dell\u2019Organizzazione marittima internazionale (Imo) e dell\u2019Imb indicano un continuo espandersi della minaccia nell\u2019Oceano Indiano verso le Seychelles e le coste sud occidentali dell\u2019India.<\/p>\n<p>Sta di fatto che lo scorso anno l\u2018<i>International Transport Workers Federation<\/i> (Itf)  ha definito una zona ad alto rischio pirateria che dalle coste somale arriva ad est sino al meridiano 76 e verso sud al parallelo 16, all\u2019interno della quale: <br \/>1) i mercantili sono invitati ad adottare le misure di autoprotezione raccomandate dall\u2019Imo (<i>Best Practice<\/i>) tra cui la registrazione ed il riporto al Centro di controllo marittimo della Missione navale dell\u2019Unione europea ed a quello britannico operante in Bahrein; <br \/>2) i marittimi imbarcati percepiscono un raddoppio delle indennit\u00e0 giornaliere; <br \/>3) gli armatori pagano premi di assicurazione maggiorati nella misura stabilita dai Lloyd\u2019s per i \u201cWar Risk\u201d.<\/p>\n<p>Lo status giuridico delle acque di questa zona \u00e8 vario, nel senso che comprende sia aree di alto mare sia di Zee. Le <i>Best Practice <\/i>raccomandate all\u2019armatoria privata riguardano tutti i mercantili, compresi quelli che imbarcano guardie private e nuclei militari; in proposito l\u2019Imo prevede difatti che \u201cthe provision of Military Vessel Protection Detachments (VPDs) deployed to protect vulnerable shipping is the recommended option when considering armed guards\u201d.<\/p>\n<p><b>Libert\u00e0 di navigazione<\/b><br \/>\u00c8 noto che la pirateria costituisce una minaccia alla libert\u00e0 di navigazione la quale vale non solo negli spazi aperti a tutte le nazioni come l\u2019alto mare ma anche nella Zee il cui status \u00e8 quello delle acque internazionali. Mentre nell\u2019alto mare la libert\u00e0 degli Stati incontra l\u2019unico limite nel pari diritto degli altri Stati, nella Zee la navigazione internazionale \u00e8 condizionata dall\u2019obbligo di rispettare i diritti funzionali dello Stato costiero, tra cui vi \u00e8 quello di pesca.<\/p>\n<p>Ciononostante non \u00e8 corretto qualificare come transito inoffensivo il passaggio nella Zee straniera, poich\u00e9 questa nozione si riferisce al solo transito nelle acque territoriali e non ad aree in cui vige libert\u00e0 di navigazione. \u00c8 vero invece che la pesca illegale \u00e8 vietata nella Zee e legittima l\u2019adozione di misure di polizia verso i contravventori da parte dello Stato costiero che pu\u00f2 adoprare la forza in modo minimo e proporzionale. Secondo l\u2019Unclos, la forza pu\u00f2 anche essere usata nella Zee da navi da guerra di altri paesi o da mercantili con guardie armate o Vpd per contrastare la pirateria: il fondamento del diritto sta anch\u2019esso nel principio della libert\u00e0 di navigazione.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/india_zee.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><i><font size=\"1\">La Zee dell\u2019India (Fonte Indian Nio)<\/font><\/i><\/p>\n<p><b>Zee indiana<\/b><br \/>A prescindere dalla giusta rivendicazione del diritto di vietare la pesca illegale nella propria Zee, I\u2019India sembra pretendere anche il controllo sulla navigazione. Il problema starebbe nel fatto che i numerosi pescatori che affollano le zone costiere del Kerala usano avvicinare minacciosamente i mercantili in transito temendo il taglio delle lunghe reti derivanti: perci\u00f2 corrono il rischio di essere scambiati per pirati. Questo tra l\u2019altro \u00e8 stato adombrato da fonti della Guardia costiera indiana poco ore dopo il caso Lexie.<\/p>\n<p>Ad evitare simili errori e per proteggere la vita dei propri pescatori da atti di violenza di personale armato imbarcato per la protezione dei mercantili, l\u2019India richiede che gli stessi mercantili comunichino i loro dati durante il transito nella Zee. In parallelo l\u2019India ha intrapreso azioni perch\u00e9 la sua Zee sia depennata dalle zone a rischio pirateria in modo da allontanare il traffico marittimo dalle sue coste. Nulla risulta invece sull\u2019adozione di misure per informare i pescatori del pericolo di incidenti tipo Lexie, per renderne riconoscibile la presenza o per raccomandare ai mercantili di evitare le zone in cui pi\u00f9 intensa \u00e8 la pesca.<\/p>\n<p><b>Interessi strategici<\/b><br \/>Apparentemente la pretesa indiana pu\u00f2 apparire legittima e fondata, ma guardandola dal punto di vista della libert\u00e0 di navigazione e della tutela della confidenzialit\u00e0 dei dati commerciali e della sicurezza dei mercantili, numerosi sono i dubbi che possono sorgere. A cominciare da quello che alla base vi sia l\u2019interesse strategico ad assoggettare <i>de facto <\/i>la Zee ad un regime di sovranit\u00e0 nel cui ambito la Guardia costiera indiana possa adottare misure di <i>enforcement <\/i>verso i mercantili stranieri.<\/p>\n<p>Non a caso fonti indiane, sulla scia del dibattito processuale in corso presso l\u2019Alta Corte del Kerala, reclamano strumentalmente l\u2019applicazione della Convenzione di Roma del 1988 sul terrorismo marittimo nei confronti di chi sia sospetto di aver commesso in alto mare e nella Zee atti di violenza di qualsiasi genere (quindi anche colposi o protetti da immunit\u00e0 funzionale) verso cittadini indiani. <\/p>\n<p>Da non dimenticare, peraltro, per comprendere quanto sia sensibile il tema della libert\u00e0 di navigazione nella Zee, che quando l\u2019Australia nel 2004 istitu\u00ec, ai fini della sicurezza marittima, una Zona di identificazione marittima simile a quella immaginata dall\u2019India, fu costretta a ritirare l\u2019iniziativa perch\u00e9 non approvata dall\u2019Imo. Del resto sia l\u2019Italia che la Germania, nel ratificare l\u2019Unclos, hanno depositato dichiarazioni volte a contrastare l\u2019allargamento della giurisdizione (fenomeno della \u201ccreeping jurisdiction\u201d) nelle Zee al di l\u00e0 delle materie stabilite dall\u2019Unclos.<\/p>\n<p><b>Maggiore apertura<\/b><br \/>Potenza economica emergente e grande paese animato da forte spirito nazionale, l\u2019India sembra procedere risolutamente per la sua strada, convinta di essere nel giusto. L\u2019approccio seguito per il caso Lexie ce lo conferma. Ma l\u2019adozione di iniziative marittime richiede il consenso della comunit\u00e0 internazionale soprattutto quando pu\u00f2 intaccare legittimi interessi commerciali e consolidati principi di diritto internazionale.<\/p>\n<p>Certo, tra la vita dei pescatori e la libert\u00e0 di navigazione, la bilancia pende dalla parte dei primi. Ma anche la vita dei marittimi \u00e8 messa a repentaglio dalla pirateria. Dunque \u00e8 auspicabile che l\u2019India allarghi il suo orizzonte diplomatico coordinandosi meglio con gli altri paesi impegnati nel contrasto alla pirateria del Corno d\u2019Africa. In questo modo fugher\u00e0 qualsiasi sospetto di voler \u201cdemilitarizzare\u201d e \u201cterritorializzare\u201d la propria Zee.  <\/p>\n<p> .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sullo sfondo del caso del mercantile italiano Enrica Lexie e delle connesse questioni di riserva di giurisdizione nazionale e di immunit\u00e0 dei nostri militari che l\u2019Italia porta avanti con pacata fermezza, si intravedono le mosse dell\u2019India per sottoporre al proprio controllo il transito in zone extraterritoriali a rischio pirateria di mercantili stranieri con armati a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[144,84,92,96,106],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20010"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20010"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63572,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20010\/revisions\/63572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}