{"id":20020,"date":"2012-03-28T00:00:00","date_gmt":"2012-03-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/resa-dei-conti-tra-ungheria-e-ue\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:11","slug":"resa-dei-conti-tra-ungheria-e-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/03\/resa-dei-conti-tra-ungheria-e-ue\/","title":{"rendered":"Resa dei conti tra Ungheria e Ue"},"content":{"rendered":"<p>Sembrano lontani i tempi in cui Budapest rincorreva l\u2019Unione europea (Ue) e si distingueva, rispetto ai suoi vicini, per la velocit\u00e0 con la quale riusciva a concludere i negoziati di adesione. Da quando il secondo governo di centrodestra di Viktor Orb\u00e1n \u00e8 tornato alla guida del paese, le relazioni con Bruxelles hanno conosciuto un graduale inasprimento, fino all\u2019attuale conflitto culminato nella decisione della Commissione europea (gennaio 2012) di aprire tre procedure di infrazione contro il paese.<\/p>\n<p><b>Tempo scaduto<\/b><br \/>L\u2019Ungheria rischia dunque il deferimento alla Corte di giustizia Ue e, potenzialmente, pesanti sanzioni pecuniarie, se entro l\u2019inizio di aprile non proceder\u00e0 alle modifiche richieste. Da queste dipende, inoltre, anche l\u2019avvio dei negoziati con il Fondo monetario internazionale e l\u2019Unione europea per una nuova linea di credito \u201cstand-by\u201d (di cui il paese ha estremo bisogno per poter affrontare la recessione in corso). Non bastasse, sulla base della recente decisione presa dall\u2019Ecofin questo marzo, l\u2019Ungheria rischia anche una possibile sospensione dei Fondi di coesione a partire dal 2013.<\/p>\n<p>La controversia risale allo scorso dicembre, quando la Commissione ha messo in dubbio la conformit\u00e0 delle norme costituzionali (allora al vaglio del Parlamento) riguardanti la riforma della Banca centrale, l\u2019organizzazione del sistema giudiziario, e la ristrutturazione dell\u2019autorit\u00e0 nazionale garante dei dati personali al diritto dell\u2019Unione, chiedendo alle autorit\u00e0 ungheresi di rallentarne l\u2019iter parlamentare, al fine di poter prima ottenere maggiori chiarimenti.<\/p>\n<p>L\u2019esecutivo magiaro aveva tuttavia ribadito la necessit\u00e0 di procedere alla loro approvazione entro fine anno: le misure erano infatti ritenute fondamentali nella nuova Costituzione che sarebbe entrata in vigore a breve. Nonostante gli emendamenti apportati, Bruxelles ha comunque dichiarato le nuove norme non in linea con \u201cla lettera e lo spirito del diritto dell\u2019Ue\u201d, ed ha cos\u00ec deciso di aprire tre procedure di infrazione.<\/p>\n<p>Allo scadere della prima fase delle procedure di infrazione (met\u00e0 febbraio 2012), il governo ha inviato le proprie osservazioni alla Commissione mostrando maggiore flessibilit\u00e0, in particolare per la revisione di alcuni aspetti della legge di riforma della Banca centrale. Ma le risposte non sono state ritenute sufficienti e ai primi di marzo la Commissione ha deciso di passare al secondo stadio, chiedendo ulteriori chiarimenti e prove concrete in termini di emendamenti alle leggi contestate. Un nuovo termine di un mese \u00e8 stato fissato (inizio aprile), ribadendo che l\u2019avvio dei negoziati con il Fondo dipender\u00e0 dalla risoluzione di questi problemi.<\/p>\n<p><b>Braccio di ferro<\/b><br \/>In una congiuntura economica ed internazionale cos\u00ec difficile, la maggioranza di governo \u00e8 molto sensibile alla minaccia di sanzioni da parte dell\u2019Unione europea e dal possibile rinvio dei negoziati con il Fondo. Nonostante la disponibilit\u00e0 al dialogo, non sono per\u00f2 mancate negli ultimi tempi accuse agli \u201ceurocrati\u201d dell\u2019Unione per il presunto utilizzo di \u201cdoppi standard\u201d nei confronti dei paesi membri che il premier Orb\u00e1n ha anche recentemente definito \u201cinaccettabile\u201d. <br \/><brL\u2019opinione pubblica ungherese continua invece a mostrarsi abbastanza divisa. Il partito al governo Fidesz, sebbene in calo rispetto ai risultati del 2010, \u00e8 ancora primo, e secondo gli ultimi sondaggi si attesterebbe intorno al 25%, con uno stacco di circa dieci punti rispetto ai socialisti, o al partito di estrema destra Jobbik.\n\nPreoccupa, invece, l\u2019avanzata del partito Jobbik, che in questo momento di estrema difficolt\u00e0 cavalca abilmente l\u2019onda del malcontento popolare, riscuotendo un buon successo soprattutto tra i giovani. Il principale rivale della Fidesz, il partito socialista all\u2019opposizione Mszp, non riesce invece a sfruttare politicamente le difficolt\u00e0 del governo, prigioniero di divisioni interne e penalizzato dall\u2019assenza di un leader carismatico in grado di proporre una valida alternativa politica.\n\n\u00c8 in crescita invece l\u2019attivismo della societ\u00e0 civile. Sono nati nuovi gruppi, come il Movimento di solidariet\u00e0 ungherese o il gruppo Facebook \u201cun milione per la libert\u00e0 di stampa\u201d, tra i principali promotori delle manifestazioni anti-governative, di cui l\u2019ultima, che si \u00e8 tenuta il 15 marzo, \u00e8 stata ufficialmente sponsorizzata anche da un gruppo di intellettuali francesi di spicco sul quotidiano francese \u201cLib\u00e9ration\u201d. Anche i sostenitori del governo, del resto, non hanno mancato in questi ultimi mesi di far sentire la propria voce, con l\u2019organizzazione di \u201cmarce della pace\u201d in suo supporto.\n\n<b>Rimpasto<\/b><br \/>Le decisioni di aprile della Commissione avranno un peso non irrilevante, in particolar modo sulle finanze dello Stato, dinanzi all\u2019urgente necessit\u00e0 di avviare quanto prima i negoziati per una nuova linea di credito internazionale. Da queste dipender\u00e0, molto probabilmente, anche il destino dell\u2019attuale esecutivo. Non si esclude un possibile rimpasto della squadra di governo o, addirittura, la possibile sostituzione del premier Orb\u00e1n con una figura pi\u00f9 aperta alle esigenze delle istituzioni internazionali creditrici, in caso di accordo con il Fondo.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, l&#8217;Ungheria sconta ancora il peso di un passato che continua a dividere, con una societ\u00e0 ed una classe politica ancora lontane dalla riconciliazione, una transizione molto impegnativa &#8211; soprattutto con la crisi attuale &#8211; e ancora non del tutto compiuta, ed un processo di integrazione europea con tempistiche finora molto ambiziose. Da questo punto di vista, ci si augura che l&#8217;appartenenza al comune progetto europeo aiuti il Paese a superare le difficolt\u00e0 attuali e possa tradursi anche in uno strumento riconciliatore dei propri conflitti interni.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembrano lontani i tempi in cui Budapest rincorreva l\u2019Unione europea (Ue) e si distingueva, rispetto ai suoi vicini, per la velocit\u00e0 con la quale riusciva a concludere i negoziati di adesione. 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