{"id":20080,"date":"2012-04-05T00:00:00","date_gmt":"2012-04-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/seoul-rilancia-la-sicurezza-nucleare\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:09","slug":"seoul-rilancia-la-sicurezza-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/04\/seoul-rilancia-la-sicurezza-nucleare\/","title":{"rendered":"Seoul rilancia la sicurezza nucleare"},"content":{"rendered":"<p> il 26 e 27 marzo si \u00e8 svolto a Seoul, in Corea del Sud, il vertice sulla sicurezza nucleare alla presenza di 53 capi di stato e di governo dei paesi maggiormente impegnati in questo campo. Pur avendo recentemente voltato le spalle all\u2019energia nucleare per la seconda volta, l\u2019Italia era rappresentata dal presidente del Consiglio. Quello di Seoul \u00e8 stato il primo di una serie di appuntamenti che, dopo un anno di pausa, segnano la ripresa della cooperazione internazionale in campo nucleare.<\/p>\n<p><b>Opzione zero<\/b><br \/>Per comprenderne appieno il significato, occorre rifarsi all\u2019ormai storico discorso di Praga del presidente Usa Barack Obama del 2009, con il quale lanci\u00f2 l\u2019ambizioso programma di disarmo e cooperazione volto a creare un mondo \u201cprivo di armi nucleari\u201d. Tra gli elementi salienti del programma americano figurava un piano per rafforzare la sicurezza dei materiali nucleari onde impedire che gruppi terroristici &#8211; i cosiddetti \u201cattori non statuali\u201d- si potessero impossessare dell\u2019arma nucleare.<\/p>\n<p>Anche se episodi di tale genere non si sono sinora verificati, nessuno dubita della necessit\u00e0 di sventare preventivamente questa possibile minaccia. Frequenti sono stati invece i casi di proliferazione clandestina da parte di \u201cattori statuali\u201d. Non si pu\u00f2 dimenticare che A.Q. Kahn, padre del programma nucleare pakistano, ord\u00ec, a partire dagli anni settanta, una rete di traffici clandestini rivelatisi determinanti per lo sviluppo del programma nucleare sia del suo paese che di quelli della Corea del Nord, Iran, Iraq e Libia.<\/p>\n<p>Per realizzare il suo progetto Obama riun\u00ec nel 2010, in un primo incontro a Washington, i leader di 43 paesi per approvare un \u201cPiano di lavoro\u201d che costituisce il principale termine di riferimento cui si ispira ora questa iniziativa. Si tratta dell\u2019applicazione concreta di  norme internazionali sulla soppressione del terrorismo nucleare, della protezione fisica del materiale fissile, del contrasto ai traffici clandestini, della diffusione di un\u2019indispensabile cultura della sicurezza nucleare.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo concreto \u00e8 soprattutto la messa in sicurezza, nel giro di quattro anni, del materiale nucleare (principalmente uranio altamente arricchito e plutonio) disseminato negli ultimi decenni principalmente per alimentare piccoli reattori di ricerca. La poderosa azione americana di  recupero, sviluppata in collaborazione con la Russia, ha gi\u00e0 dato buoni risultati. Ma non sono mancate le difficolt\u00e0: si ricorder\u00e0 il rifiuto della Bielorussia di disfarsi del materiale fissile in suo possesso come riportato su <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1846\" target= \"blank\"><b><u> AffarInternazionali<\/u><\/b><\/a> del 6 settembre 2011.<\/p>\n<p><b>Valore aggiunto<\/b><br \/> Trattandosi di un progetto di ampio respiro, non si poteva pensare che l\u2019iniziativa lanciata a Washington si potesse esaurire con un solo incontro. Il vertice ora celebrato nella capitale coreana ne \u00e8 stato il logico proseguimento. A Seoul si \u00e8 posto l\u2019accento sulla necessit\u00e0 di minimizzare l\u2019uso dell\u2019uranio altamente arricchito e del plutonio, ingredienti essenziali per costruire la bomba atomica, nelle applicazioni civili dell\u2019energia nucleare. In concomitanza con il primo anniversario della catastrofe di Fukushima &#8211; e a poche centinaia di chilometri dal luogo dell\u2019evento- non si poteva non affrontare la necessit\u00e0 di rafforzare la connessione tra i concetti di <i>security<\/i> e <i>safety <\/i>in campo nucleare.<\/p>\n<p>Coinvolgere i massimi dirigenti mondiali su una materia sinora appannaggio di ermetici \u201ciniziati\u201d e riunire attorno allo stesso tavolo paesi che sul nucleare mantengono posizioni divergenti, costituisce il principale valore aggiunto dell\u2019iniziativa. Sia a Washington che a Seoul il gruppo era infatti assai eterogeneo. Le potenze nucleari riconosciute dal Trattato di non proliferazione (Tnp) sedevano assieme a paesi che all\u2019arma nucleare hanno rinunciato. Paesi \u201callineati\u201d, come i membri della Nato, si trovavano accanto ai \u201cnon allineati\u201d.<\/p>\n<p>Particolarmente significativa la presenza dell\u2019India, Pakistan e Israele che non sono possessori legittimi dell\u2019arma nucleare ai sensi del Tnp: un probabile segno che alcuni assiomi del Tnp si vanno affievolendo. Assenti invece l\u2019Iran e la Corea del Nord perch\u00e9 non in ottemperanza con recenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu.<\/p>\n<p>La questione nucleare nord-coreana non figurava nell\u2019 agenda n\u00e9 \u00e8 stata menzionata nel documento conclusivo. \u00c8 stata tuttavia affrontata nei numerosi incontri bilaterali ai margini dell\u2019incontro. La presenza di Pyongyang si \u00e8 comunque fatta sentire attraverso l\u2019annuncio, in concomitanza con la celebrazione del vertice, di un imminente lancio satellitare nord- coreano interpretato da Seoul e Tokyo come una minaccia.<\/p>\n<p><b>Corea all\u2019avanguardia<\/b><br \/> La Repubblica di Corea, dopo aver ospitato il Vertice G20 nel 2010, si conferma come un attore internazionale di primo piano, capace non soltanto di organizzare eventi al massimo livello ma anche di incidere, con crescente autorit\u00e0, su temi di portata mondiale quale quello della diffusione delle armi di distruzione di massa. Non \u00e8 da tutti assumersi tali responsabilit\u00e0. Giocano a favore di questo nuovo protagonista il suo forte coinvolgimento nel campo dell\u2019energia nucleare. Con ventuno centrali nucleari in funzione e sette in costruzione, la Corea del Sud \u00e8 ormai ai primissimi posti in fatto di potenza installata. Una premessa essenziale per il formidabile sviluppo del potenziale industriale raggiunto dal paese. Il prossimo vertice sulla sicurezza nucleare si terr\u00e0 nei Paesi Bassi nel 2014.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>il 26 e 27 marzo si \u00e8 svolto a Seoul, in Corea del Sud, il vertice sulla sicurezza nucleare alla presenza di 53 capi di stato e di governo dei paesi maggiormente impegnati in questo campo. Pur avendo recentemente voltato le spalle all\u2019energia nucleare per la seconda volta, l\u2019Italia era rappresentata dal presidente del Consiglio. 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