{"id":20090,"date":"2012-04-07T00:00:00","date_gmt":"2012-04-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/pareggio-di-bilancio-nella-costituzione\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:09","slug":"pareggio-di-bilancio-nella-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/04\/pareggio-di-bilancio-nella-costituzione\/","title":{"rendered":"Pareggio di bilancio nella Costituzione"},"content":{"rendered":"<p>Dopo una gestazione di sette mesi, il Parlamento italiano sta completando in questi giorni l\u2019<i>iter <\/i>di approvazione della riforma che introduce in Costituzione il principio del pareggio di bilancio. La decisione di riformare la Costituzione era stata assunta dal governo Berlusconi dopo l\u2019approvazione, nel corso del Consiglio europeo del 24-25 marzo 2011, del Patto <i>euro plus<\/i>. Quest\u2019ultimo in realt\u00e0 non parla di pareggio di bilancio, limitandosi a porre a carico degli Stati sottoscrittori &#8211; tutti quelli dell\u2019area dell\u2019euro pi\u00f9 altri sei paesi dell\u2019Unione &#8211; l\u2019obbligo di introdurre, a livello delle Costituzioni nazionali o di una legge quadro nazionale, le regole del Patto di stabilit\u00e0 e crescita.<\/p>\n<p><b>Appuntamento 2013<\/b><br \/>La scelta del governo Berlusconi di attuare, tra i primi e nel modo pi\u00f9 rigoroso, il Patto <i>euro plus<\/i>, ha coinciso con l\u2019acuirsi della crisi economica e finanziaria. Il 5 agosto 2011 il governo riceveva una lettera dei Governatori della Banca d\u2019Italia e della Banca centrale europea in cui si giudicava essenziale l\u2019adozione di una serie di misure, tra le quali il conseguimento del pareggio di bilancio entro il 2013 e non pi\u00f9 entro il 2014. In pari data l\u2019esecutivo formalizzava la volont\u00e0 di presentare una proposta di legge costituzionale in materia di pareggio di bilancio e di anticipare il pareggio di bilancio al 2013. <\/p>\n<p>Dopo l\u2019avvicendamento tra il governo Berlusconi e il governo tecnico guidato da Mario Monti, le Commissioni affari costituzionali e bilancio, in sintonia con l\u2019evoluzione della strategia di risanamento fiscale in ambito europeo, hanno ampliato l\u2019ambito della riforma, rivolgendo l\u2019attenzione agli istituti in grado di assicurare effettivit\u00e0 al principio del pareggio di bilancio.<\/p>\n<p>La riforma \u00e8 stata giudicata da alcuni troppo rigorosa (il pareggio del bilancio precluderebbe gli investimenti e ci condannerebbe alla recessione), da altri eccessivamente flessibile (il pareggio non sarebbe sufficientemente garantito poich\u00e9 l\u2019articolato fa riferimento all\u2019equilibrio tra le entrate e le spese e non al pareggio in termini nominali). <\/p>\n<p>La scelta dell\u2019equilibrio \u00e8 in linea, in realt\u00e0, con la disciplina del Patto di stabilit\u00e0 e crescita che si basa sul calcolo dei saldi di bilancio (il differenziale tra entrate e spese) in termini strutturali, e quindi depurato dagli effetti negativi del ciclo economico, consentendo in questo modo implicitamente, nelle fasi economiche avverse, un limitato ricorso all\u2019indebitamento.<\/p>\n<p><b>Deroghe<\/b><br \/>Proprio perch\u00e9 incentrata sulla nozione di equilibrio, la riforma impone di tenere conto, nella gestione del bilancio, delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il che, in termini concreti, pone un limite all\u2019utilizzo di eventuali \u201ctesoretti\u201d (aumenti di entrate legate alla crescita del Pil), vincolandoli prioritariamente ad assicurare la riduzione del debito pubblico. In tal modo il pareggio, che \u00e8 fondamentalmente una regole per azzerare in via permanente i deficit di bilancio, diviene anche un efficace strumento per ridurre la zavorra del debito pubblico.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, poich\u00e9 l\u2019equilibrio va perseguito \u201cin coerenza con l\u2019ordinamento dell\u2019Unione europea\u201d, sar\u00e0 possibile attuare la riforma tenendo conto di eventuali deroghe, stabilite a livello europeo, al principio del pareggio di bilancio per finanziare, ad esempio, le grandi reti transeuropee. La stessa rigorosa riforma costituzionale tedesca, di analogo oggetto, approvata nel 2009, richiede che il bilancio statale sia \u201cdi norma\u201d in pareggio.<\/p>\n<p>Come accennato, in una seconda fase, la Camera ha ritenuto di ampliare l\u2019ambito del provvedimento prevedendo, in particolare, l\u2019introduzione di un meccanismo di correzione che impone l\u2019immediato accertamento degli scostamenti negativi rispetto alle previsioni di finanza pubblica e la loro compensazione finanziaria non appena superino una determinata percentuale rispetto al Prodotto interno lordi (Pil). Tale limite potr\u00e0 essere oltrepassato solo nell\u2019eventualit\u00e0 di gravi recessioni economiche, crisi finanziarie e gravi calamit\u00e0 naturali (i c.d. eventi eccezionali). In questo caso, peraltro, il ricorso all\u2019indebitamento dovr\u00e0 essere espressamente autorizzato dalle Camere e accompagnato dalla definizione di uno specifico piano di rientro.<\/p>\n<p><b>Nuova stagione <\/b><br \/>Altra scelta qualificante \u00e8 stata quella di affidare ad un organismo indipendente, da istituire presso le Camere, compiti di analisi e di verifica degli andamenti di finanza pubblica, nonch\u00e9 di valutazione dell\u2019osservanza delle regole di bilancio da parte di governo e parlamento.<\/p>\n<p>In tal modo il testo della riforma costituzionale, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 30 novembre 2011, \u00e8 risultato attuativo di principi in materia di riforma delle procedure di bilancio contenuti in atti europei adottati solo successivamente o ancora in itinere. <\/p>\n<p>Nel disciplinare il meccanismo di correzione dei conti pubblici e l\u2019organismo indipendente in materia di finanza pubblica, il provvedimento recepisce in particolare le indicazioni contenute nel Trattato sulla stabilit\u00e0, il coordinamento e la <i>governance<\/i> nell\u2019Unione economica e monetaria (c.d. <i>Fiscal compact<\/i>), sottoscritto da 25 Stati dell\u2019Ue (non hanno aderito Regno Unito e Repubblica Ceca) solo il 1\u00b0 marzo 2012. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda il predetto organismo, la riforma adegua l\u2019ordinamento italiano alla proposta di regolamento recante disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei progetti di bilancio e per assicurare la correzione dei disavanzi eccessivi degli Stati membri dell\u2019eurozona (COM(2011)821), che prevede tra l\u2019altro l\u2019istituzione di enti di controllo del bilancio indipendenti ai quali affidare l\u2019elaborazione delle previsioni di finanza pubblica. <\/p>\n<p>L\u2019individuazione di organismi tecnici indipendenti, promossa da Ue ed Ocse, \u00e8 funzionale all\u2019obiettivo di definire standard condivisi per assicurare la trasparenza e la corretta gestione dei conti pubblici. Una scelta in linea con le esigenze di mercati sempre pi\u00f9 globalizzati e, conseguentemente, estremamente attenti alle vicende delle finanze pubbliche dei singoli paesi.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo fondamentale della riforma costituzionale \u00e8, sul piano della politica europea ed estera, convincere i nostri partner che il risanamento finanziario \u00e8 stato correttamente impostato e che l\u2019Italia pu\u00f2 ormai dedicarsi integralmente agli altri capitoli di una pi\u00f9 ampia strategia finalizzata alla crescita economica e all\u2019incremento dell\u2019occupazione. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo una gestazione di sette mesi, il Parlamento italiano sta completando in questi giorni l\u2019iter di approvazione della riforma che introduce in Costituzione il principio del pareggio di bilancio. 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