{"id":2010,"date":"2006-10-04T00:00:00","date_gmt":"2006-10-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/per-abe-limpegnativa-eredita-di-koizumi\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:17","slug":"per-abe-limpegnativa-eredita-di-koizumi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/10\/per-abe-limpegnativa-eredita-di-koizumi\/","title":{"rendered":"Per Abe, l\u2019impegnativa eredit\u00e0 di Koizumi"},"content":{"rendered":"<p>La vignetta, pubblicata sull\u2019\u201cInternational Herald Tribune\u201d, di Shinzo Abe che si affaccia all\u2019ufficio del Primo ministro e lo trova ingombro di \u201cmemorabilia\u201d di Elvis Presley, rende bene lo shock culturale, prima ancora che politico, che per il Giappone ha rappresentato Junichiro Koizumi. L\u2019ex primo ministro sar\u00e0 infatti ricordato a lungo come l\u2019unico capace di reggere per cinque anni, combattivo nel piegare le potenti fazioni del proprio partito, efficace nel fare uscire il Giappone dal \u201cdecennio perduto\u201d riassicurare slancio all\u2019economia e restituire fiducia all\u2019intero sistema. <\/p>\n<p>Koizumi esce perci\u00f2 di scena all\u2019apice della popolarit\u00e0, alla quale hanno contribuito lo stile personale, gli innocui cedimenti ad alcune icone della cultura occidentale (Presley, certo, ma anche Giuseppe Verdi) e le visite, assai meno \u201cpolitically correct\u201d, al tempio Yasukuni: queste lasciano in eredit\u00e0 un diffuso malessere con la Cina e coi Paesi circostanti, ma anche un convinto sostegno dell\u2019opinione pubblica domestica. E riassumono l\u2019impegno di Koizumi per una politica internazionale del suo Paese pi\u00f9 attiva e presente; un impegno dimostrato con l\u2019invio di truppe giapponesi in Afghanistan e Iraq.<\/p>\n<p><b>Reazioni ambivalenti<\/b><br \/>Si \u00e8 trattato di un\u2019autentica svolta a 180 gradi rispetto alla sacralit\u00e0 di quell\u2019articolo 9 della Costituzione che vieta la presenza militare all\u2019estero e la cui modifica \u00e8 ormai al centro dell\u2019agenda politica. Una svolta che l\u2019opinione pubblica ha accolto con sentimenti contrastanti, tra l\u2019ostilit\u00e0 di fondo all\u2019impegno iracheno (sia pure limitato a compiti strettamente umanitari) e l\u2019esigenza di stare a fianco degli Usa, che oggi assicurano l\u2019unico, sicuro baluardo contro le minacce, anche nucleari, della Corea del nord.<\/p>\n<p>Sta qui una delle eredit\u00e0 pi\u00f9 difficili di Koizumi, che lascia un Paese pi\u00f9 sicuro di s\u00e9, non solo dal punto di vista economico, ma anche pi\u00f9 isolato, con rapporti difficili con Pechino, Seoul e molte altre capitali del Sud-est: rapporti indeboliti in questi anni dalla posizione assunta dal Giappone sulle proprie responsabilit\u00e0 nella seconda guerra mondiale, di cui le visite di Koizumi al tempio e le polemiche sui libri di testo che noi definiremmo \u201crevisionisti\u201d sono state un segnale eloquente, accompagnato dal consenso di fondo dell\u2019opinione pubblica giapponese, anche di quella pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p>Gli imprenditori giapponesi, di nuovo al culmine della fiducia, guardano al mercato cinese con grande interesse, ricambiati da Pechino che ha bisogno della tecnologia nipponica, ma le difficili relazioni diplomatiche fra i due Paesi complicano il quadro. Perci\u00f2 il primo compito di Abe \u00e8 proprio quello di ricostituire la trama del rapporto con Pechino che potrebbe avviarsi da un primo, auspicato incontro diretto che, finora, la politica di Koizumi non ha reso possibile.<\/p>\n<p><b>\u201cNeet\u201d e \u201cfreeter\u201d<\/b><br \/>La situazione economico-sociale \u00e8 il secondo banco di prova per Abe che deve non solo consolidare l\u2019indubbia ripresa degli ultimi anni, ma affrontare due sfide epocali: il drammatico invecchiamento del Paese, che nel 2050 sar\u00e0 composto per oltre il 40% da ultra-sessanticinquenni; e il diverso atteggiamento dei giovani (quelli che rimangono) nei confronti del lavoro, radicalmente diverso da quello fedele e disciplinato dei loro genitori. Sociologi e politologi di tutto il mondo studiano perci\u00f2 in questi mesi la nuova categoria impersonata dal giovane giapponese, quella dei \u201cneet\u201d, <i>no employment, no education, no training<\/i>, nella quale si riassume l\u2019obiettivo di vita di giovani che rifiutano la logica del posto a vita, cercano lavori saltuari, non si appagano delle condizioni di vita, spesso spartane, nelle quali sono cresciuti; sono i giovani \u201cfreeter\u201d &#8211; un\u2019altra definzione che li riguarda &#8211; ansiosi di coniugare l\u2019<i>arbeit <\/i>con la condizione <i>free<\/i>.<\/p>\n<p>L\u2019impegnativa eredit\u00e0 di Koizumi porr\u00e0 Abe in difficolt\u00e0 gi\u00e0 l\u2019anno prossimo quando si voter\u00e0 per la Camera alta, per la quale non \u00e8 esclusa una sconfitta del partito liberaldemocratico. Si aprirebbero cos\u00ec gravi incognite per la tenuta stessa del Governo al quale non basta sperare nelle divisioni dell\u2019opposizione, incapace di formare una piattaforma comune tra partiti, quali il comunista, il socialista e il democratico, in forte concorrenza elettorale reciproca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vignetta, pubblicata sull\u2019\u201cInternational Herald Tribune\u201d, di Shinzo Abe che si affaccia all\u2019ufficio del Primo ministro e lo trova ingombro di \u201cmemorabilia\u201d di Elvis Presley, rende bene lo shock culturale, prima ancora che politico, che per il Giappone ha rappresentato Junichiro Koizumi. 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