{"id":20120,"date":"2012-04-13T00:00:00","date_gmt":"2012-04-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/gaza-nella-morsa-del-settarismo\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:08","slug":"gaza-nella-morsa-del-settarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/04\/gaza-nella-morsa-del-settarismo\/","title":{"rendered":"Gaza nella morsa del settarismo"},"content":{"rendered":"<p>Da due mesi la Striscia di Gaza \u00e8 alle prese con una profonda crisi energetica. In seguito ad un aumento di controlli da parte delle autorit\u00e0 egiziane, dal febbraio scorso gli approvvigionamenti di carburante, che in passato giungevano a Gaza attraverso la rete di tunnel sotto il confine con l\u2019Egitto, si sono interrotti. Per il milione e mezzo e oltre di palestinesi residenti nella Striscia, la mancanza di carburante, e quindi di elettricit\u00e0, sta avendo ripercussioni pesantissime.<\/p>\n<p><b>Contrabbando <\/b><br \/>Ancora una volta la popolazione di Gaza \u00e8 rimasta ostaggio della spaccatura ideologica che da cinque anni contrappone Fatah, il partito laico-nazionalista capeggiato da Mahmoud Abbas, presidente dell\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese (Anp), al partito di resistenza islamico Hamas, al potere a Gaza dal giugno 2007.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/power_deficit_gaza.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Da settimane le due fazioni palestinesi si scambiano durissime accuse, ritardando i negoziati,con la mediazione egiziana, per il ripristino delle forniture energetiche. Tutte le parti interessate, inclusi gli egiziani, stanno usando la questione energetica come strumento di pressione politica, mentre i residenti di Gaza da settimane subiscono interruzioni di elettricit\u00e0 che durano dalle sei alle diciotto ore al giorno. <\/p>\n<p>All\u2019origine della crisi vi \u00e8 la decisione, assunta da Hamas pi\u00f9 di un anno fa, di porre fine alle importazioni di carburante che attraverso i valichi di frontiera controllati da Israele, arrivava all\u2019unica centrale elettrica della Striscia, che copre il 60% del fabbisogno energetico di Gaza. Il partito islamista, che giudicava troppo costosa l\u2019operazione, ha preferito aumentare la propria dipendenza dal carburante contrabbandato dall\u2019Egitto attraverso i tunnel sotterranei. <\/p>\n<p>Acquistando carburante a basso costo in Egitto e rivendendolo a Gaza a prezzo maggiorato, Hamas realizza ottimi margini, che si aggiungono alle entrate provenienti dalle tasse imposte su ogni merce che passa attraverso i tunnel sotterranei tra Egitto e Gaza. Il governo di transizione egiziano, vicino all\u2019esercito e composto da personaggi legati al regime di Mubarak, accusa Hamas di sciacallaggio.<\/p>\n<p><b>Pressioni e riconciliazione <\/b><br \/>L\u2019Egitto ha dato la propria disponibilit\u00e0 a rifornire Gaza di carburante, a patto che venga trasportato attraverso il valico di Karem Shalom al confine tra Gaza e Israele. Il carburante andrebbe acquistato dall\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese (Anp), che tradizionalmente copre gran parte dei costi energetici di Gaza attraverso i fondi della comunit\u00e0 internazionale. In questo caso il carburante verrebbe tassato dall\u2019Anp che quindi si aggiudicherebbe cospicui proventi. Hamas ha per\u00f2 rifiutato l\u2019offerta, chiedendo alle autorit\u00e0 egiziane di aprire una rotta diretta tra il Cairo e Gaza. <\/p>\n<p>Hamas accusa sia l\u2019Egitto che l\u2019Anp di collaborare con Israele per tenere sotto pressione le autorit\u00e0 di Gaza. Anche i Fratelli Musulmani d\u2019Egitto, reduci dalla vittoria nelle elezioni parlamentari, si erano detti favorevoli all\u2019apertura di una rotta di commercio tra l\u2019Egitto e Gaza. I Fratelli stanno cercando di convincere Hamas ad avvicinarsi alle posizioni, pi\u00f9 moderate, di Khaled Meshal, capo dell\u2019ala politica di Hamas residente all\u2019estero, che nel maggio 2011 e il febbraio scorso aveva firmato accordi di riconciliazione con Fatah.<\/p>\n<p>La strategia di Hamas a Gaza punta dunque sul sostegno dei Fratelli Musulmani egiziani per stabilire un precedente che porterebbe alla completa riapertura del valico di Rafah, l\u2019unico passaggio di confine tra la Striscia di Gaza e l\u2019Egitto. <\/p>\n<p>Nel maggio 2011 il nuovo governo di transizione egiziano aveva annunciato la riapertura del valico di Rafah al solo transito pedonale (e con sostanziali restrizioni), rifiutandosi per\u00f2 di estenderlo anche allo scambio di merci, per non sollevare Israele &#8211; questa la motivazione &#8211; dalle sue responsabilit\u00e0 di paese occupante.<\/p>\n<p><b>Senza fine <\/b><br \/>Di recente l\u2019Egitto ha annunciato l\u2019inizio dei lavori per la costruzione di un oleodotto che consentir\u00e0 il trasferimento di carburante direttamente dal Cairo a Gaza, ma nel frattempo Hamas dovr\u00e0 collaborare con l\u2019Anp per acquistarlo da Israele.<\/p>\n<p>A Gaza, intanto, la situazione sta peggiorando. La Croce rossa internazionale \u00e8 dovuta intervenire per fornire il carburante necessario al funzionamento degli ospedali, e il primo aprile tre bambini tra i quattro e i sei anni sono morti in un incendio causato dall\u2019uso di candele in casa. Come se non bastasse, secondo dati dell\u2019Onu, 80 milioni di litri di scarichi fognari parzialmente trattati finiscono nel Mediterraneo ogni giorno a causa della mancanza di carburante per gli impianti di purificazione.<\/p>\n<p>A Gaza, Hamas \u00e8 alle prese con crescenti contestazioni per la gestione della crisi. Secondo l\u2019Agenzia France Presse sono state arrestate pi\u00f9 di 100 persone con l\u2019accusa di aver attribuito a Hamas la responsabilit\u00e0 della crisi. In questo contesto si fa sempre pi\u00f9 remota la prospettiva di una riconciliazione tra le due fazioni palestinesi.<\/p>\n<p>Tutti gli occhi sono puntati sul Cairo, dove \u00e8 in atto un braccio di ferro tra i Fratelli Musulmani e le autorit\u00e0 militari. Hamas spera che una vittoria dei Fratelli Musulmani possa riavvicinare il Cairo a Gaza. L\u2019Anp, invece, vorrebbe ripristinare la propria influenza su Gaza attraverso un accordo di unit\u00e0 nazionale con Hamas che preveda la nomina di Mahmud Abbas (capo dell\u2019Anp) a presidente e primo ministro di un governo di transizione. <\/p>\n<p>L\u2019Egitto, da sempre principale mediatore tra le fazioni palestinesi, continua ad adoperarsi per un accordo, pur non nascondendo la delusione per l\u2019atteggiamento intransigente delle autorit\u00e0 di Gaza, che non appaiano interessate ad una reale riconciliazione con Fatah.<\/p>\n<p>Mentre Gaza sprofonda nel buio, non s\u2019intravedono spiragli per uscire da quest\u2019ennesima crisi politica palestinese. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da due mesi la Striscia di Gaza \u00e8 alle prese con una profonda crisi energetica. 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