{"id":20160,"date":"2012-04-19T00:00:00","date_gmt":"2012-04-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-sfide-dellinternazionalizzazione-del-renminbi\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:07","slug":"le-sfide-dellinternazionalizzazione-del-renminbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/04\/le-sfide-dellinternazionalizzazione-del-renminbi\/","title":{"rendered":"Le sfide dell\u2019internazionalizzazione del renminbi"},"content":{"rendered":"<p>La Cina \u00e8 da tempo orientata verso l\u2019integrazione finanziaria e l\u2019internazionalizzazione del renminbi. In un contesto internazionale dominato dall\u2019incertezza, l\u2019accesso al mercato finanziario globale pu\u00f2 tuttavia rappresentare un obiettivo difficile e rischioso per un\u2019economia emergente quale quella cinese, la cui politica economica \u00e8 oggi ambiziosamente impegnata su numerosi altri fronti.<\/p>\n<p>Per questa ragione, pur senza rinunciare all\u2019obiettivo di perseguire lo status di valuta internazionale per il renminbi, le autorit\u00e0 cinesi si sono mosse sinora con cauto gradualismo, ricorrendo alla sperimentazione di nuovi regimi valutari in aree circoscritte.<\/p>\n<p><b>Convertibilit\u00e0<\/b><br \/>\nL\u2019obiettivo della convertibilit\u00e0 nel medio periodo \u00e8 formalmente inscritto nel XII Piano quinquennale per il 2011-2015. L\u2019interesse ad ampliare il grado di apertura finanziaria dell\u2019economia cinese \u00e8 tuttavia ben precedente. Gi\u00e0 nel 2002 le autorit\u00e0 avevano introdotto il <i>Qualified Foreign Institutional Investors<\/i>, un programma che consentiva agli investitori esteri la compravendita di titoli di borsa denominati in renminbi. \u00c8 seguito nel 2006 un programma denominato <i>Qualified Domestic Institutional Investor<\/i>, atto a fornire alle istituzioni finanziarie nazionali l\u2019opportunit\u00e0 di acquisire strumenti finanziari sui mercati esteri.<\/p>\n<p>Sempre nell\u2019ambito di una strategia di graduale ammorbidimento dei controlli ai flussi di capitale, si \u00e8 consentito l\u2019accesso degli investitori esteri privati e pubblici al mercato interbancario di titoli denominati in renminbi. Infine, sono stati rimossi i vincoli ai trasferimenti tra conti bancari individuali a Hong Kong, con positive ricadute sullo sviluppo del mercato finanziario locale.<\/p>\n<p>Di fronte a tali sviluppi \u00e8 legittimo domandarsi quali siano le implicazioni dello sviluppo del mercato <i>offshore <\/i>di Hong Kong per il vigente regime di controllo dei movimenti di capitale.<\/p>\n<p><b>Prigionieri del mercato<\/b><br \/>\nL\u2019esperienza europea degli anni sessanta e settanta insegna che lo sviluppo del mercato dell\u2019eurodollaro rappresent\u00f2 una fonte di problemi per le autorit\u00e0 monetarie dei paesi del Gruppo dei dieci, che raccoglieva le principali economie mondiali. L\u2019eurodollaro aveva la capacit\u00e0 di sfuggire al controllo delle autorit\u00e0 monetarie e frustrava le politiche creditizie nazionali perch\u00e9 le banche avevano l\u2019opportunit\u00e0 di attingere fondi all\u2019estero.<\/p>\n<p>I responsabili delle banche centrali ebbero l\u2019impressione di essere \u201cprigionieri del mercato\u201d. Il controllo sugli aggregati e sui tassi veniva indebolito dalla massa consistente di eurodollari sul mercato internazionale. Laddove permanevano controlli ai movimenti dei capitali, gli operatori erano in grado di eluderli.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 il rischio che le autorit\u00e0 monetarie cinesi possano trovarsi in futuro a fronteggiare una situazione analoga? Questa possibilit\u00e0 \u00e8 estremamente improbabile, come suggeriscono le seguenti considerazioni.<\/p>\n<p>Innanzi tutto, previsioni recenti suggeriscono che la dimensione dei depositi bancari off-shore denominati in renminbi in percentuale di quelli sul territorio nazionale cinese per il 2010-2020 sar\u00e0 notevolmente inferiore a quanto si realizz\u00f2 per la quota di depositi bancari in eurodollari in percentuale sul totale dei depositi sul territorio nazionale degli Stati Uniti nel 1963-1973. Il potenziale destabilizzante del mercato <i>offshore <\/i>di Hong Kong dovrebbe pertanto essere assai pi\u00f9 lieve di quanto avvenne nel caso del mercato dell\u2019eurodollaro negli anni sessanta.<\/p>\n<p>Inoltre, il sistema di controlli valutari e ai movimenti di capitale vigente oggi in Cina \u00e8 certamente pi\u00f9 stretto di quanto avvenisse sul mercato dell\u2019eurodollaro nell\u2019esperienza degli anni sessanta. Per esempio, le banche di Hong Kong possono offrire credito alla clientela in renminbi <i>offshore<\/i>, ma con stretti limiti ai ritmi di aumento. Esse sono altres\u00ec vincolate da accordi con le autorit\u00e0 nazionali cinesi nella formulazione dei tassi sui depositi applicati alla clientela. Si pu\u00f2 dire che mentre un eurodollaro rimane sempre un dollaro, un renminbi cinese \u00e8 differente da un renminbi <i>offshore<\/i>.<\/p>\n<p><b>Condizioni da realizzare <\/b><br \/>\nStudi recenti argomentano che i controlli ai movimenti di capitale in Cina sono ancora oggi pienamente funzionanti. Le autorit\u00e0 monetarie cinesi controllano con efficacia il processo di internazionalizzazione della loro moneta. Esse inoltre appaiono ben consapevoli dei rischi di una crescente esposizione ai flussi finanziari dall\u2019estero per il loro sistema bancario domestico.<\/p>\n<p>\u00c8 fuor di dubbio che i controlli ai movimenti di capitale limitano le scelte finanziarie dei risparmiatori cinesi, che non hanno alternative all\u2019investimento immobiliare. Essi rallentano altres\u00ec l\u2019obiettivo dell\u2019internazionalizzazione perch\u00e9 gli investitori esteri non hanno alcun incentivo a detenere una valuta che non pu\u00f2 essere reinvestita nel territorio di origine.<\/p>\n<p>Un felice conseguimento della convertibilit\u00e0 del conto capitale necessita per\u00f2 di condizioni che non sono tuttora realizzate: la costruzione di un settore finanziario solido e caratterizzato da una adeguata <i>governance <\/i>degli istituti bancari e finanziari; un valido strumentario legale, di vigilanza, di regolazione, e di gestione delle crisi, coadiuvato da meccanismi credibili di controllo della liquidit\u00e0; un regime di cambi pienamente flessibile. Va peraltro ricordato che lo stretto regime di controlli vigente ha tuttavia sino ad oggi protetto la Cina da episodi quali la crisi asiatica del 1997 e le turbolenze finanziarie internazionali degli ultimi anni.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque improbabile che le autorit\u00e0 cinesi deflettano nei prossimi anni da un gradualismo: questo ha sinora consentito una transizione sicura verso il nuovo equilibrio. Il rischio di destabilizzare gravemente un assetto bancario e finanziario tuttora fragile e scarsamente sviluppato \u00e8 troppo elevato, anche di fronte ai tangibili vantaggi che l\u2019apertura finanziaria della Cina potrebbe comportare.<\/p>\n<p><b>Prudenza e gradualismo<\/b><br \/>\n\u00c8 prevedibile che l\u2019internazionalizzazione del renminbi apporter\u00e0 nel lungo termine notevoli benefici all\u2019economia cinese. Tra questi, la possibilit\u00e0 di denominare le proprie attivit\u00e0 finanziarie e il proprio commercio estero in moneta nazionale, in tal modo riducendo le implicazioni destabilizzanti delle fluttuazioni del cambio con il dollaro sull\u2019economia interna. La prudenza e il gradualismo appaiono tuttavia la scelta pi\u00f9 opportuna, se si vuole evitare che siffatti benefici siano annullati dai costi e dai potenziali rischi di una transizione prematura.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cina \u00e8 da tempo orientata verso l\u2019integrazione finanziaria e l\u2019internazionalizzazione del renminbi. In un contesto internazionale dominato dall\u2019incertezza, l\u2019accesso al mercato finanziario globale pu\u00f2 tuttavia rappresentare un obiettivo difficile e rischioso per un\u2019economia emergente quale quella cinese, la cui politica economica \u00e8 oggi ambiziosamente impegnata su numerosi altri fronti. 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