{"id":20190,"date":"2012-04-23T00:00:00","date_gmt":"2012-04-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-cittadini-europei-prendono-liniziativa\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:05","slug":"i-cittadini-europei-prendono-liniziativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/04\/i-cittadini-europei-prendono-liniziativa\/","title":{"rendered":"I cittadini europei prendono l\u2019Iniziativa"},"content":{"rendered":"<p>Una delle novit\u00e0 pi\u00f9 interessanti introdotte dal Trattato di Lisbona ha mosso i primi passi: il primo aprile ha preso il via l\u2019Iniziativa dei cittadini europei (Ice). Forti sono le aspettative che essa ha innescato e molti gli attori che si sono messi in moto per lanciarne una.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 contenuta nella Costituzione europea del 2004 che fu bocciata dai referendum francese e olandese, l\u2019Ice consente a un milione di cittadini europei, di almeno sette Stati membri, di \u201cprendere l\u2019iniziativa d\u2019invitare la Commissione europea, nell\u2019ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell\u2019Unione ai fini dell&#8217;attuazione dei trattati\u201d (art. 11.4 del Trattato sull\u2019Ue).<\/p>\n<p>Le \u201cregole del gioco\u201d sono state fissate dal regolamento Ue adottato il 16 febbraio 2011, che ha anche indicato nel primo aprile 2012 la data di avvio delle procedure per il lancio di un\u2019Ice.<\/p>\n<p><b>Limiti e potenzialit\u00e0<\/b><br \/>Ogni Ice dovr\u00e0 essere promossa da un comitato di cittadini composto da (almeno) sette persone residenti in (almeno) sette paesi diversi dell\u2019Unione. La raccolta delle \u201cdichiarazioni di sostegno\u201d (ovvero delle firme) potr\u00e0 avvenire in forma cartacea e\/o <i>on line<\/i>, con un numero minimo di firme per ciascun paese coinvolto, e dovr\u00e0 essere completata entro dodici mesi dal lancio della \u201cIniziativa\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di un\u2019Ice pu\u00f2 essere soltanto quello di chiedere alla Commissione europea di agire nell\u2019ambito delle politiche di sua competenza, definite dai Trattati vigenti. Essa pu\u00f2 essere dunque utilizzata solo per sollecitare specifiche proposte legislative, non per appelli generici a una cambiamento delle politiche dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>La Commissione europea interverr\u00e0 in due fasi: esaminer\u00e0 le richieste di Ice ed entro due mesi verificher\u00e0 che non siano al di fuori delle sue competenze o in contrasto con i principi dell\u2019Unione. In caso di successo nella raccolta di firme, la Commissione formuler\u00e0, entro tre mesi, una risposta ufficiale, che potr\u00e0 prevedere la decisione di non intraprendere alcuna azione, di compiere ulteriori approfondimenti o di avviare la procedura legislativa. La Commissione ha attivato un <a href= \"http:\/\/ec.europa.eu\/citizens-initiative\" target= \"blank\"><b><u> sito ad hoc per l\u2019Ice<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Quale sar\u00e0, tuttavia, l\u2019impatto di questo nuovo strumento sulla costruzione di uno spazio pubblico europeo? E quale ruolo potr\u00e0 giocare l\u2019Ice rispetto all\u2019attuale agenda politico-istituzionale europea?<\/p>\n<p><b>Spazio pubblico europeo<\/b><br \/>Chi avvia un\u2019Ice si propone di invitare l\u2019Unione europea, attraverso la Commissione, a \u201cfare\u201d, o a \u201cnon fare\u201d, o a \u201cfare diversamente\u201d: intende cio\u00e8 o promuovere nuovi strumenti e azioni, o contrastare o modificare strumenti e azioni gi\u00e0 in essere. L\u2019Ice diventa cos\u00ec veicolo di democrazia partecipativa, complementare &#8211; e subordinata &#8211; a quella rappresentativa.<\/p>\n<p>Si creano nuovi canali per un potenziale rafforzamento del dialogo fra cittadini e istituzioni comunitarie: gli organizzatori di un\u2019Ice avranno la possibilit\u00e0 di presentarla in un\u2019audizione pubblica al Parlamento europeo. Con conseguenti possibili dinamiche cooperative o \u201ccompetitive\u201d fra Commissione e Parlamento europeo.<\/p>\n<p>La scala su cui ci si deve muovere favorir\u00e0 la costruzione di alleanze sociali transnazionali, fra soggetti e ambiti diversi. Nell\u2019era di internet e dei <i>social network<\/i> le reti saranno un veicolo fondamentale per il successo di un\u2019Ice. Un ruolo importante sono destinati ad averlo anche i media \u201ctradizionali\u201d, nel far conoscere e nell\u2019appoggiare (o contrastare) un\u2019Ice &#8211; sia in fase di raccolta delle adesioni sia dopo che essa abbia superato la soglia del milione di firme in sette paesi.<\/p>\n<p>Si \u00e8 talvolta sostenuto, in concomitanza con eventi internazionali o manifestazioni eclatanti, che il giorno X \u201cera nato il popolo europeo\u201d. Ma la costruzione di un <i>demos <\/i>europeo \u00e8 un processo, fatto di tanti tasselli, in corso da tempo e attraverso molti canali, individuali e collettivi. L\u2019Ice promette di essere uno di questi tasselli e canali, e certo non dei minori.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che un\u2019Ice potr\u00e0 essere (legittimamente) attivata da portatori di rilevanti interessi economici particolaristici. Per questo \u00e8 importante che le norme Ue impongano la massima trasparenza nelle fonti di finanziamento. La campagna elettorale di Barack Obama, negli Usa, ha peraltro insegnato come anche soggetti inizialmente \u201cpoveri\u201d possono superare il vincolo delle risorse, in presenza di un consenso sociale diffuso.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, con una soglia di un milione di firme in uno spazio con 500 milioni di abitanti (dei quali quasi 390 milioni elettori), \u00e8 possibile che un\u2019Iniziativa sia espressione di minoranze con preferenze \u201cintense\u201d, non in sintonia con le preferenze \u201cdiffuse\u201d della maggioranza degli europei. Anche per questo \u00e8 fondamentale che il processo dell\u2019Ice sia incanalato nell\u2019alveo della democrazia rappresentativa.<\/p>\n<p><b>Riforme istituzionali<\/b><br \/>Alla conclusione dell\u2019estenuante iter per la ratifica del Trattato di Lisbona, dopo il cocente insuccesso della Costituzione europea, suonava di comune buon senso l\u2019affermazione che \u201cper almeno una generazione\u201d non si sarebbe pi\u00f9 messo mano ai Trattati.<\/p>\n<p>Ma la crisi economica e finanziaria internazionale incalza. E obbliga tutti a fare i conti con la consapevolezza che un\u2019Unione non \u00e8 tale se non si d\u00e0 un assetto federale, che il metodo intergovernativo tampona le falle ma non risolve i problemi istituzionali dell\u2019Ue, che quello dell\u2019euro(-zona) \u00e8 un cantiere ancora aperto, in cui il rigore deve andare di pari passo con lo sviluppo.<\/p>\n<p>Il Fiscal Compact e il Trattato sul Meccanismo europeo di stabilit\u00e0, pur con tutti i loro limiti, sono gi\u00e0 pezzi della costruzione di un nuovo assetto istituzionale. Si moltiplicano le prese di posizione autorevoli sulla necessit\u00e0 di andare oltre i Trattati esistenti, anche nel governo tedesco, a partire dalla cancelliera Merkel e dal ministro degli esteri Westerwelle, cui si affiancano le recenti proposte \u201cfederaliste\u201d di Jacques Delors. \u00c8 auspicabile che il governo italiano voglia e sappia essere alla testa di questo processo europeo.<\/p>\n<p>L\u2019Ice pu\u00f2 avere un ruolo di stimolo affinch\u00e9 le istituzioni comunitarie affrontino i problemi dello sviluppo economico europeo, nel quadro dei Trattati esistenti, anzitutto in sede di definizione di risorse e obiettivi del bilancio comunitario. \u00c8 sia un auspicio sia una previsione che molti temi oggetto di un\u2019Ice potranno orientare l\u2019agenda su cui si dovranno confrontare le forze politiche alle elezioni europee del 2014, finalmente guidate da un loro candidato alla presidenza della Commissione europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle novit\u00e0 pi\u00f9 interessanti introdotte dal Trattato di Lisbona ha mosso i primi passi: il primo aprile ha preso il via l\u2019Iniziativa dei cittadini europei (Ice). 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