{"id":20200,"date":"2012-04-23T00:00:00","date_gmt":"2012-04-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italia-in-bilico\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:06","slug":"italia-in-bilico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/04\/italia-in-bilico\/","title":{"rendered":"Italia in bilico"},"content":{"rendered":"<p>Il 2011 potr\u00e0 un giorno essere ricordato come \u201cl\u2018anno della svolta\u201d della politica estera dell\u2019Italia, protagonista di una delle stagioni pi\u00f9 difficili della sua storia, stretta tra il progressivo deterioramento del quadro politico interno e il parallelo crollo della credibilit\u00e0 a livello internazionale. <\/p>\n<p>A raccontarne gli sviluppi e i momenti salienti \u00e8 l&#8217;edizione 2012 dell&#8217;annuario \u201c<a href= \"http:\/\/www.iai.it\/content.asp?langid=1&#038;contentid=743\" target= \"blank\"><b><u>La politica estera dell\u2019Italia<\/u><\/b><\/a>\u201d, frutto di una collaborazione ormai pluriennale tra lo IAI, l\u2019Ispi e la casa editrice Il Mulino. Severo il giudizio: \u201cLa china da risalire non \u00e8 delle pi\u00f9 agevoli\u201d e, per fronteggiare la competizione internazionale e recuperare prestigio, occorrono \u201cstrategie condivise\u201d e \u201cuno sforzo collettivo che coinvolga tutte le istituzioni\u201d. <\/p>\n<p><b>Vie d\u2019uscita<\/b><br \/>Il rapporto redatto dagli esperti dei due \u2018think tank\u2019 analizza le tappe pi\u00f9 significative di questo travagliato percorso e ne approfondisce i fattori di complicazione (incertezza del contesto europeo, emergenza immigrazione, crisi della leadership, dipendenza energetica), ricercandone le vie d\u2019uscita possibili. Ne filtrano i segnali di luce degli sviluppi positivi lasciati intravvedere dalle prime mosse diplomatiche ed europee del governo Monti, anche se poi il 2012 \u00e8 stato foriero di difficolt\u00e0 in scacchieri dove la politica estera dell\u2019Italia \u00e8 tradizionalmente debole o assente, come l\u2019Africa o l\u2019India. <\/p>\n<p>Il tramonto di un approccio personalistico alla politica estera appare un fatto compiuto: quell\u2019approccio era caratteristico del governo Berlusconi, quando il presidente del Consiglio riteneva di potere ovviare, grazie all\u2019empatia con alcuni leader, non necessariamente i pi\u00f9 rispettati e rispettabili sulla scena mondiale, alle carenze strutturali del sistema Italia e alle difficolt\u00e0 dell&#8217;Italia d\u2019inserirsi, ad esempio, nella gestione internazionale delle crisi nel mondo arabo. <\/p>\n<p>Ma i risultati della svolta sono ancora tutti da verificare: all\u2019accresciuta credibilit\u00e0 deve corrispondere una maggiore affidabilit\u00e0 e una accresciuta efficienza. Il racconto dell\u2019annuario si ferma, per sua natura, al 31 dicembre 2011, ma il volume, che sar\u00e0 in libreria a fine maggio e di cui \u00e8 ora disponibile il rapporto introduttivo, contiene molti spunti prospettici.<\/p>\n<p><b>Dimensione europea<\/b><br \/>Ci\u00f2 che fino all\u2019avvicendamento al governo tra Berlusconi e Monti sembra avere maggiormente danneggiato, nell\u2019analisi di IAI e Ispi, l\u2019Italia sul piano internazionale, \u00e8 stato l\u2019atteggiamento sbagliato verso l\u2019Unione europea e, in particolare, la mancanza di una strategia coerente per promuovere e a consolidare il ruolo del paese nell\u2019Ue: \u201cNel 2011 i rapporti con l\u2019Ue hanno vissuto una grave crisi, che solo verso la fine dell\u2019anno, grazie ad una serie di iniziative interne ed internazionali intraprese dal governo Monti, \u00e8 sembrata in via di superamento\u201d.<\/p>\n<p>Il deficit di attenzione verso la dimensione europea, che ha caratterizzato anche altri paesi Ue, \u00e8 stato, inoltre, in netto contrasto con un \u201corientamento consolidato della politica estera del paese\u201d, generando una nociva discontinuit\u00e0 sia a livello continentale che internazionale. La percezione dell\u2019isolamento a livello europeo, ad esempio, ha avuto un impatto nei rapporti con gli Stati Uniti, creando problemi e difficolt\u00e0. L\u2019affidarsi alla capacit\u00e0 di leadership americana era stata, tra l\u2019altro, per vari anni, un\u2019ancora di salvezza per l\u2019Italia, che ora, per\u00f2, deve fare i conti con un mutato atteggiamento americano nello scenario internazionale.<\/p>\n<p>Un altro punto debole della politica estera dell\u2019Italia nel 2011 \u00e8 stata la sorpresa con cui sono stati accolti e affrontati la Primavera araba e il domino dei satrapi nel Nord Africa, anche e soprattutto in un paese come la Libia al cui regime il governo di Roma era legato in modo speciale (ed eccessivo). L\u2019Italia, in questo caso, per\u00f2, sullo stesso piano dell\u2019intero Occidente, ha cercato di fronteggiare l\u2019inattesa situazione con una \u201cretorica della democratizzazione\u201d esasperata, confidando in un ruolo di mediazione risolutore, non legittimato, per\u00f2, come magari in passato, da una effettiva autorevolezza politica ed economica se non morale. <\/p>\n<p><b>Lungo respiro<\/b><br \/>Quella tra IAI e Ispi \u00e8 una collaborazione che funziona, anche per la buona sintonia tra i due Istituti su come guardare all&#8217;azione di politica estera dell&#8217;Italia, tenendo, cio\u00e8, presente un interesse nazionale lungimirante, non di corto respiro, e i contesti istituzionali internazionali di cui l&#8217;Italia \u00e8 parte. Quest&#8217;anno, a differenza dei precedenti, l\u2019annuario di sofferma su un numero di argomenti selezionato, privilegiandone l\u2019approfondimento sulla completezza: l&#8217;Italia nella crisi finanziaria e la denazionalizzazione della politica economica; l&#8217;Italia di fronte alla &#8220;primavera araba&#8221;; l&#8217;Italia e la crisi libica; l&#8217;Italia e l&#8217;Ue; la politica dell&#8217;immigrazione; la questione energetica e sicurezza degli approvvigionamenti.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2011 potr\u00e0 un giorno essere ricordato come \u201cl\u2018anno della svolta\u201d della politica estera dell\u2019Italia, protagonista di una delle stagioni pi\u00f9 difficili della sua storia, stretta tra il progressivo deterioramento del quadro politico interno e il parallelo crollo della credibilit\u00e0 a livello internazionale. 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