{"id":20210,"date":"2012-04-24T00:00:00","date_gmt":"2012-04-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/leuropa-nel-limbo-francese\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:05","slug":"leuropa-nel-limbo-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/04\/leuropa-nel-limbo-francese\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa nel limbo francese"},"content":{"rendered":"<p>Che l\u2019Europa sarebbe rimasta altre due settimane nel limbo francese, fino al ballottaggio del 6 maggio, era scontato: nessun candidato alle presidenziali poteva farcela al primo turno. <\/p>\n<p>Ma dalle urne esce una partita particolarmente incerta: vantaggio a Francois Hollande, candidato socialista, che chiude in testa il primo turno col 28,6% delle preferenze; ma il presidente uscente Nicolas Sarkozy \u00e8 l\u00ec a ridosso, con il 27,1%. E la destra, con l\u2019exploit di Marine Le Pen, che supera il 18%, mette insieme oltre il 45% dei voti, pi\u00f9 della sinistra, dove Jean-Luc Melenchon resta al di sotto delle attese suscitate dalla sua campagna (11,1%). <\/p>\n<p>L\u2019ago della bilancia appare il centro che sostiene Francois Bayrou: 9,1% di suffragi e la possibilit\u00e0 d\u2019orientare il risultato finale. Quanto ai Verdi, che con Eva Joly ottengono il 2,3%, hanno gi\u00e0 scelto Hollande.<\/p>\n<p><b>Limbo europeo<\/b><br \/>Certo, la somma dei voti degli schieramenti non \u00e8 l\u2019unico criterio valido per valutare le possibilit\u00e0 dell\u2019uno o dell\u2019altro degli ormai due contendenti. Perch\u00e9, ad esempio, non \u00e8 affatto detto che i voti \u2018lepennisti\u2019 vadano tutti a Sarkozy; ed \u00e8 molto probabile che i sostenitori di Bayrou si dividano tra Sarkozy e Hollande, anche se il loro \u2018campione\u2019 dovesse fare una scelta di campo. Un dato, per\u00f2, emerge con chiarezza: i francesi hanno sconfitto l\u2019astensionismo, perch\u00e9 l\u2019affluenza alle urne supera l\u201980%.<\/p>\n<p>Contro Sarkozy, c\u2019\u00e8 la crisi che finora, in Europa, \u00e8 stata moloch implacabile coi governi al potere: tutti bocciati, indipendentemente dal loro orientamento, o alle urne o senza neppure arrivare al voto &#8211; \u00e8 successo in Italia e in Grecia. E c\u2019\u00e8 pure la statistica: Sark\u00f2 \u00e8 il primo presidente francese in carica a non uscire in testa dal primo turno. Anche il centrista Valerie Giscard d\u2019Estaing, nel 1981, quando venne poi battuto da Fran\u00e7ois Mitterrand, era davanti prima del ballottaggio. <\/p>\n<p>Nell\u2019imminenza del primo turno, Elisabeth Guigou, ministro agli affari europei, della giustizia, agli affari sociali quand\u2019era presidente Fran\u00e7ois Mitterrand e poi nei \u2018governi della coabitazione\u2019 di Lionel Jospin, non aveva dubbi: Hollande vincer\u00e0 perch\u00e9 la crisi affossa alle urne chi \u00e8 al potere. <\/p>\n<p>Ma contro il socialista c\u2019\u00e8 la tradizione di una sinistra abituata (in Francia, come altrove) a farsi spesso male da sola con le sue divisioni. I sondaggi, per ora, danno Hollande vincitore al ballottaggio e con un margine piuttosto netto &#8211; l\u2019Ipsos gli attribuisce il 54% dei suffragi. Ma due settimane d\u2019ulteriore campagna possono ancora incidere, specie perch\u00e9 gli indecisi sfiorano un quinto dell\u2019elettorato: il 18%, un serbatoio che pu\u00f2 cambiare l\u2019esito della corsa.<\/p>\n<p>Hollande s\u2019aspetta che Sarkozy \u201cfaccia leva sulla paura\u201d per mobilitare l\u2019elettorato di destra: paura della crisi, ma anche della violenza e dello straniero. Per\u00f2, intorno alla Francia, c\u2019\u00e8 un\u2019Europa, quella della Merkel e di Rajoy, di Cameron e di Monti, che teme, a sua volta, che Hollande faccia saltare gli equilibri nell\u2019Unione e ponga una sorta di alternativa tra rigore e crescita, invece dell\u2019approccio in successione &#8211; prima il rigore, poi la crescita &#8211; che \u00e8 stata la linea Merkel-Sarkozy (salvo che alla seconda fase non si \u00e8 ancora passati). Infatti, c\u2019\u00e8 chi, anche in Italia, vede nel successo di Hollande un segnale di stop all\u2019Europa delle banche e della finanza. E il candidato socialista dice che con lui \u201csi volta pagina\u201d: in Francia e in Europa.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 forse vero, se il coraggio, una dote che il funzionario di partito Hollande non ha mai mostrato di possedere in grandi quantit\u00e0, dovesse prevalere sulla prudenza e sulla tendenza al compromesso. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 l\u2019impressione che la pagina dell\u2019Europa sia, per il momento, un foglio pieno di scarabocchi, dove, accanto alle colonne del rigore, della crescita e del \u2018cantiere istituzionale\u2019 per accelerare l\u2019integrazione, ve n\u2019\u00e8 una quarta: quella della protesta indistinta di chi non tira pi\u00f9 avanti e dell\u2019opposizione a 360 gradi, che accomuna nel no xenofobi ed euro-scettici e che talora mescola, come accade in Olanda, i temi dell\u2019estrema destra qualunquista e &#8216;sociale&#8217; a quelli della sinistra pi\u00f9 radicale e antagonista.<\/p>\n<p><b>Asse franco-tedesco<\/b><br \/>Una volta eletto, dice la Guigou, Hollande far\u00e0 la prima visita alla Merkel, \u201cperch\u00e9 il tandem franco-tedesco \u00e8 importante e perch\u00e9 ci sono cose che vanno chiarite\u201d. Ma il rapporto con la Germania non sar\u00e0 esclusivo e sar\u00e0 piuttosto ispirato alla relazione tra Mitterrand e il cancelliere Kohl, al desiderio di orientare le scelte dei partner senza imporsi loro. \u201cE l\u2019intesa franco-italiana sar\u00e0 forte, in Europa come pure nel Mediterraneo\u201d.<\/p>\n<p>Fatto il Patto di Bilancio, i cantieri in corso sono stati provvisoriamente chiusi. Ma qualcosa si prepara a Bruxelles (e potrebbe essere qualcosa di grosso), per il dopo 6 maggio. La cancelliera tedesca, profittando dell\u2019eclissi dell\u2019 \u2018amichetto\u2019 suo francese, e fors\u2019anche per attenuare l\u2019immagine da strangolatrice delle economie pi\u00f9 dissestate, s\u2019\u00e8 portata avanti con proposte sorprendenti d\u2019avanzamento istituzionale dell\u2019integrazione, come l\u2019elezione a suffragio universale del presidente della Commissione europea.<\/p>\n<p>E lo stesso Sarkozy aveva gi\u00e0 messo in tavola le sue idee di sovranit\u00e0 condivisa tra poteri legislativi Ue e nazionali, mentre i federalisti italiani e tedeschi hanno lanciato un appello per l\u2019Unione politica che \u00e8 stato sottoscritto pure da Jacques Delors, l\u2019artefice dell\u2019ultimo grande balzo in avanti istituzionale dell\u2019Unione tra gli Anni Ottanta e Novanta. <\/p>\n<p>In Italia, il governo \u00e8 ancora troppo impegnato a evitare il naufragio del paese per concentrarsi sul rilancio dell\u2019Europa, ma Mario Monti ha gi\u00e0 dimostrato, con la lettera sul completamento del mercato unico, di sapere coagulare, intorno alle sue convinzioni liberiste e mercantiliste, molti leader, anche fra i meno inclini all\u2019integrazione come il premier britannico David Cameron.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la cosa che ha meglio impressionato Hollande. Ancora la Guigou: \u201cSul piano europeo, Monti ha fatto proposte precise che condividiamo sui <i>project bonds <\/i>e sulla tassa sulle transazioni finanziarie, mentre la lettera per il completamento del mercato interno era interessante, ma discutibile per l\u2019impostazione troppo liberista senza riferimenti all\u2019armonizzazione fiscale e agli aspetti sociali\u2026 Questo, per\u00f2, non vuol dire che la Francia di Hollande sarebbe contro l\u2019approfondimento del mercato unico\u201d.<\/p>\n<p>Certo, l\u2019impressione \u00e8 che i Grandi dell\u2019Unione preferiscano avere a che fare, dopo il 6 maggio, con chi gi\u00e0 conoscono bene, Sarkozy, piuttosto che con l\u2019oggetto relativamente misterioso Hollande: con il primo, il discorso potrebbe ripartire da dove era arrivato al Vertice europeo del primo marzo; con il secondo, si rischia un ritorno alla casella di partenza stile gioco dell\u2019oca, perch\u00e9 il socialista vuole rinegoziare il Patto di Bilancio. \u201cHollande &#8211; dice la Guigou &#8211; affronta il problema europeo dal punto di vista della crescita e ha avuto il merito di metterlo al centro della campagna elettorale \u2026 Se non c\u2019\u00e8 crescita, il Patto di Bilancio non sar\u00e0 rispettato, non potr\u00e0 mai essere applicato\u201d.<\/p>\n<p><b>Occhio per occhio<\/b><br \/>A denunciare un complotto \u2018anti-Hollande\u2019 dei leader europei, era stato, il mese scorso, il settimanale tedesco <i>Der Spiegel<\/i>: i capi di Stato o di governo conservatori dei paesi Ue avrebbero convenuto di non ricevere, durante la campagna elettorale, il candidato socialista.<\/p>\n<p>Imbarazzati dalle polemiche suscitate dall\u2019ipotesi dell\u2019esistenza di un fronte europeo per le elezioni presidenziali in Francia, i leader chiamati in causa avevano tutti smentito di essersi coalizzati, seppur tacitamente, per boicottare colui che potrebbe divenire il 6 maggio il loro interlocutore nei Consigli europei. E le fonti di Palazzo Chigi avevano bollato come \u201cuna fantasia totale\u201d l\u2019articolo tedesco. Di fatto, per\u00f2, Hollande non l\u2019ha ricevuto nessuno.<\/p>\n<p>E nessuno dei presunti \u2018carbonari\u2019 ha negato le proprie affinit\u00e0 col presidente francese in esercizio, a caccia di un rinnovo del mandato. Il britannico Cameron ha augurato \u201cbuona fortuna\u201d all\u2019inquilino dell\u2019Eliseo, gi\u00e0 dimentico dello screzio al Vertice europeo del 30 gennaio, quando i due s\u2019erano incrociati a riunione conclusa e il francese non aveva stretto la mano tesagli dall\u2019inglese. Cameron ha pure spiegato che \u201cnon \u00e8 consuetudine vedere i candidati durante la campagna\u201d (ma il suo predecessore Tony Blair, un laburista, per quanto anomalo, ricevette Sarkozy prima delle elezioni del 2007).<\/p>\n<p>I portavoce della Merkel, che ha pubblicamente appoggiato Sarkozy e s\u2019\u00e8 rifiutata d\u2019incontrare Hollande, hanno ricordato che il candidato socialista era stato in Germania nel 2011 ed aveva dato il proprio sostegno all\u2019opposizione social-democratica, auspicando \u201cun nuovo governo\u201d dopo il voto tedesco del 2013: insomma, occhio per occhio, dente per dente. <\/p>\n<p>Quanto al capo del governo spagnolo Mariano Rajoy, una sua dichiarazione \u00e8 stata d\u2019un candore disarmante: \u201cTutti sanno chi io voglia che vinca le elezioni in Francia, perch\u00e9 io e lui militiamo nello stesso partito\u201d, quel Partito popolare europeo dove, con Sarkozy e Rajoy, c\u2019\u00e8 pure la Merkel. Monti no, anche perch\u00e9 lui, finora, in un partito non ci sta.<\/p>\n<p><b>Vaso di pandora <\/b><br \/>A scandalizzare, o almeno a preoccupare, i Grandi europei, \u00e8 proprio l\u2019intenzione manifesta di Hollande di rinegoziare, se eletto, il Patto di Bilancio appena concluso e in corso di ratifica, per integrarlo con misure che favoriscano la crescita: il Patto \u00e8 considerato una pietra angolare del salvataggio della zona euro e ridiscuterne potrebbe equivalere a riaprire il vaso di Pandora. \u201cMa come &#8211; debbono essersi detti la Merkel e Monti, abbiamo fatto tanta fatica per arrivarci e quello vuole subito smontarcelo?\u201d. Se la molla fosse solo questa, per\u00f2, Rajoy, che ha gi\u00e0 detto che quel Patto la sua Spagna non potr\u00e0 rispettarlo, e Cameron, che se n\u2019\u00e8 addirittura tenuto fuori, non sarebbero della \u2018combine\u2019 anti-Hollande. Negata, del resto, e non poteva essere diversamente, dallo stesso Sarkozy: \u201cMai parlato del mio avversario con i leader europei\u201d, il complotto non esiste.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 pure il fattore continuit\u00e0, per cui &#8211; come ha spiegato all\u2019Afp il ricercatore britannico Maurice Fraser, Chatam House &#8211; \u201cil presidente in carica beneficia sempre, nell\u2019opinione generale, di un vantaggio di credibilit\u00e0, perch\u00e9 ha dalla sua l\u2019esperienza\u201d e, forse, soprattutto il fatto di essere ormai noto ai partner: \u201cMeglio il diavolo che gi\u00e0 conosci\u201d, recita un detto anglosassone. Un fattore, questo, che pu\u00f2 giustificare un\u2019inclinazione \u2018pro Sarkozy\u2019 dell\u2019Amministrazione americana di Barack Obama, che in quanto democratico dovrebbe non essere ostile a Hollande. <\/p>\n<p>Il candidato socialista, dal canto suo, fa spallucce: il presidente lo scelgono i cittadini francesi, mica i leader stranieri; e, una volta che un presidente \u00e8 eletto, i suoi nuovi \u2018pari\u2019 s\u2019affrettano a mandare messaggi di congratulazioni e a organizzare la collaborazione. Come testimonia, sempre in una dichiarazione all\u2019Afp, il ricercatore tedesco Hentik Uterwedde, dell\u2019Istituto di Ludwigsburg: \u201cL\u2019influenza della Merkel sulla scelta dei francesi \u00e8 vicina a zero\u201d: dopo il voto, la Merkel e Hollande, se sar\u00e0 lui in vincitore, \u201csi affretteranno a collaborare\u201d.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, conta di pi\u00f9, rispetto alle dichiarazioni di voto di Angela e Mario, David e Mariano, quella di Jacques, soprattutto se si tratta dell&#8217;ex presidente francese Chirac: lui e la sua famiglia voteranno Hollande, afferma il quotidiano <i>Le Parisien<\/i>.&#8221;Voter\u00f2 Hollande&#8221;, avrebbe detto e ripetuto Chirac, davanti alle telecamere nella Correze, il dipartimento di cui \u00e8 originario, nel centro della Francia. Claude, la figlia, avrebbe persino pranzato con la giornalista Valerie Trierweiler, la compagna del candidato socialista. E diversi collaboratori dell\u2019ex presidente erano al comizio di Hollande domenica a Vincennes. Del clan Chirac, solo la moglie, Bernadette, continuerebbe a preferire Sarkozy.<\/p>\n<p>Se la freddezza verso Hollande di popolari e conservatori non pu\u00f2 stupire, ci si pu\u00f2 piuttosto interrogare sul sostegno relativamente tiepido dei socialisti europei. Massimo D\u2019Alema, che a met\u00e0 marzo a Parigi partecipava a un meeting pro Hollande, ebbe un moto di nervosismo, quando un gruppo di deputati italiani del Pd gli chiesero di non sostenere Hollande, la cui storia di funzionario di partito senza carisma \u00e8 difficilmente cancellabile dalla memoria, ma piuttosto il centrista Fran\u00e7ois Bayrou: \u201c\u00c8 una scelta che non tocca ai democratici italiani\u201d, aveva ribattuto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Hollande appaia \u201cun candidato senza sapore\u201d, lo spiega Olivier Passeri, nel lead del suo articolo sull\u2019ultimo numero della newsletter Gazebos: \u201cIl campione della \u2018sinistra morbida\u2019, secondo Martine Aubry, che ironia della sorte potrebbe essere il suo primo ministro &#8211; dopo essere stata sua rivale nelle primarie, ndr, ha molto da fare per compattare tutte le sinistre che si sono espresse \u2026 nella campagna elettorale. La \u201csinistra dura\u201d appunto della Aubry, quella deglobalizzatrice di Arnaud Montebourg ma soprattutto quella rivoluzionaria e perentoria di Jean-Luc M\u00e9lenchon. Davanti a questo grattacapo Hollande ha scelto: essere il pi\u00f9 vago possibile e promettere anche quando sa che il principio di realt\u00e0 lo raggiunger\u00e0 subito dopo la corsa per l\u2019Eliseo. A questo gioco, le contraddizioni diventano numerose\u201d. E gli entusiasmi s\u2019appannano.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che l\u2019Europa sarebbe rimasta altre due settimane nel limbo francese, fino al ballottaggio del 6 maggio, era scontato: nessun candidato alle presidenziali poteva farcela al primo turno. 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