{"id":20240,"date":"2012-04-27T00:00:00","date_gmt":"2012-04-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/corsa-a-ostacoli-per-le-presidenziali-egiziane\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:04","slug":"corsa-a-ostacoli-per-le-presidenziali-egiziane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/04\/corsa-a-ostacoli-per-le-presidenziali-egiziane\/","title":{"rendered":"Corsa a ostacoli per le presidenziali egiziane"},"content":{"rendered":"<p>Si stringe il cerchio dei candidati alle presidenziali egiziane e continua a scaldarsi il clima di una campagna elettorale che si era accesa ancor prima di cominciare. A ravvivare il dibattito erano state le candidature dell\u2019ultima ora del magnate islamista Khairat el Shater e dell\u2019ex capo dei servizi segreti egiziani Omar Suleiman. <\/p>\n<p><b>Ultimo minuto<\/b><br \/>Anche se gli <i>Ikhwan<\/i>, Fratelli Musulmani,  avevano a lungo ripetuto che non avrebbero presentato un loro candidato, il 31 marzo hanno tradito la promessa indicando Shater. \u201cAbbiamo deciso di correre per la presidenza perch\u00e9 notiamo che qualcuno sta tentando di interrompere il corso della rivoluzione\u201d aveva spiegato Mahmoud Hussein, un dirigente degli <i>Ikhwan<\/i>, proprio prima che, a pochi minuti dalla scadenza fissata dalla commissione elettorale, anche Suleiman decidesse di aggiungere il suo nome alla rosa dei candidati. <\/p>\n<p>Dopo diciotto anni di servizio al fianco di Mubarak, Suleiman era stato nominato vicepresidente proprio pochi giorni prima che lui stesso annunciasse le dimissioni del <i>ra\u00eds<\/i>. \u00c8 per questo che quanti lo considerano un residuato del vecchio regime hanno criticato la sua candidatura. Ciononostante, Suleiman gode dell\u2019appoggio degli ambienti militari e di quei settori liberali timorosi di un rafforzamento islamista.<\/p>\n<p>A mobilitarsi contro il possibile ritorno al passato rappresentato da Suleiman \u00e8 stato <i>in primis<\/i> il Parlamento egiziano &#8211; a maggioranza islamista &#8211; che il 12 aprile ha approvato una legge che priva i funzionari del regime dell\u2019ex presidente Mubarak dei diritti politici. A presentare la proposta \u00e8 stato Essam Sultan, un deputato del <i>Wasat<\/i> &#8211; partito islamista di centro nato da una costola della Fratellanza &#8211; che ha chiesto di impedire a tutti coloro che nell\u2019ultimo decennio hanno rivestito posizioni politiche di prestigio nell\u2019amministrazione Mubarak di esercitare i medesimi incarichi per i prossimi dieci anni.<\/p>\n<p><b>Setaccio <\/b><br \/>Approvando questa legge, il Parlamento ha anche mandato un messaggio chiaro alla giunta militare, da molti accusata di non voler abbandonare i posti di comando. Ciononostante, spetta proprio al Consiglio Supremo delle Forze Armate approvare definitivamente questa norma che contraddice in parte l\u2019art. 26 della dichiarazione costituzionale emanata nel marzo 2011. Pur non fissando condizioni e requisiti particolari per quanti vogliono candidarsi alla presidenza, questo testo ha dichiarato ineleggibili coloro che hanno genitori o coniugi di altra nazionalit\u00e0. <\/p>\n<p>A estromettere l\u2019ex vice presidente dai giochi non \u00e8 stata per\u00f2 questa legge, ma la decisione presa dalla Commissione elettorale che, dopo aver riscontrato irregolarit\u00e0 nei requisiti, il 14 aprile ha escluso dalla corsa presidenziale dieci dei ventitre candidati. <\/p>\n<p>Tra di essi Suleiman &#8211; scartato a causa della mancanza di una manciata di firme a sostegno della sua candidatura &#8211; Shater &#8211; estromesso perch\u00e9 uscito dal carcere nel marzo 2011, mentre la candidatura sarebbe possibile solo dopo sei anni dalla scarcerazione &#8211; e l\u2019avvocato salafita Hazem Abu Ismail &#8211; islamista su posizioni pi\u00f9 estremiste che \u00e8 stato escluso a causa del passaporto americano, e quindi la doppia cittadinanza, della madre. Tra i non ammessi anche Ayman Nour, liberale che nel 2005 era stato il primo a sfidare Mubarak alle presidenziali, pagando con il carcere il suo parziale successo.<\/p>\n<p>L\u2019uscita di scena di questi nomi semplifica quindi la corsa alla presidenza,  considerando che anche i candidati di sinistra sono deboli e divisi. Secondo Fahmy Howeidy, opinionista del quotidiano indipendente <i>Al-Shorouq<\/i>, \u201cla campagna elettorale ha rimesso al centro i candidati pi\u00f9 moderati\u201c ed avr\u00e0 per protagonisti soprattutto tre uomini: Amr Moussa &#8211; ex segretario generale della Lega araba e gi\u00e0 ministro degli esteri fino al 2001 &#8211; Abdel Moneim Aboul Fothou &#8211; ex membro dell\u2019ala moderata degli <i>Ikhwan<\/i> &#8211; e Mohammed Mursi, presidente del partito della Fratellanza che ha preso il posto di Shater. <\/p>\n<p><b>Tra islamisti e militari<\/b><br \/>Anche se \u00e8 un personaggio che gode di una certa credibilit\u00e0 tra gli islamisti, attualmente Mursi risulta pi\u00f9 debole di Shater, anche a causa della scarsa campagna elettorale portata avanti fino ad ora. Presentandosi come il candidato dei rivoluzionari e popolare tra le classi alte della societ\u00e0 egiziana, Aboul Fothou potrebbe raccogliere anche i voti degli islamisti giovani e moderati e di coloro che sono stanchi della dirigenza verticistica della Fratellanza. <\/p>\n<p>Ciononostante, secondo i sondaggi del momento, \u00e8 Amr Moussa l\u2019uomo che ha maggiori possibilit\u00e0, almeno il 30%, di vincere le elezioni. Secondo il politologo Moustafa Kamel al-Sayed, gli egiziani cercano un presidente che abbia gi\u00e0 avuto esperienze di governo, che sia conosciuto e che abbia una visione moderata. Oltre ad essere pi\u00f9 celebre nei ceti popolari rispetto ad Abdel Fothou, Moussa, \u201cnon \u00e8 un nemico degli islamisti e neanche un avversario dei militari. Per questo riuscirebbe a negoziare con entrambi, che ora guidano il paese\u201d chiosa al-Sayed. Al contrario, Abdel Fothouh, oltre ad avere una relazione problematica con la Fratellanza Musulmana, ha pi\u00f9 volte criticato la condotta della giunta militare.<\/p>\n<p>La campagna elettorale egiziana sar\u00e0 infine influenzata dal dibattito sulla formazione dell\u2019Assemblea costituente e sulla stesura del nuovo testo che stenta a decollare. I lavori dalla Costituente sono stati infatti interrotti da una sentenza che ha dichiarato inadeguata la lista dei redattori presentata dalla maggioranza parlamentare. Vedendo le difficolt\u00e0 delle forze politiche in campo nel risolvere questo impasse, l\u2019esercito ha anche minacciato di posticipare le elezioni presidenziali qualora non si trovasse rapidamente un accordo per procedere alla stesura della nuova Costituzione.<\/p>\n<p>La corsa alla presidenza si intreccia quindi con questioni che ripropongono dilemmi di un Egitto storicamente molto condizionato da militari e islamisti. Quanti non si fidano dei generali e insistono sull\u2019urgenza di una transizione a un regime civile, potrebbero arrivare a boicottare delle elezioni svolte mentre l\u2019esercito \u00e8 ancora al potere. Non \u00e8 da escludere che il confronto tra queste due anime torni quindi ad accendersi. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si stringe il cerchio dei candidati alle presidenziali egiziane e continua a scaldarsi il clima di una campagna elettorale che si era accesa ancor prima di cominciare. A ravvivare il dibattito erano state le candidature dell\u2019ultima ora del magnate islamista Khairat el Shater e dell\u2019ex capo dei servizi segreti egiziani Omar Suleiman. 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