{"id":20260,"date":"2012-04-30T00:00:00","date_gmt":"2012-04-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/una-visione-per-lafrica\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:04","slug":"una-visione-per-lafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/04\/una-visione-per-lafrica\/","title":{"rendered":"Una visione per l\u2019Africa"},"content":{"rendered":"<p><i>\u201cCecil Rhodes voleva costruire la <br \/>strada CapeTown-Cairo per <br \/>interessi coloniali, ma noi possiamo farlo per i nostri interessi\u201d<\/i><br \/>Jakaya Kikwete, Presidente della Tanzania (2012)<\/p>\n<p>\u00c8 alle carenze della rete infrastrutturale che va in gran parte attribuito il limitato sviluppo economico e sociale del continente africano. L\u2019inadeguatezza della rete dei trasporti ha impedito, in particolare, ad alcuni paesi di diventare competitivi, rallentandone la crescita. Di questo soffrono soprattutto i paesi africani che non hanno sbocco sul mare.<\/p>\n<p><b>Collegamenti<\/b><br \/>Eppure esiste un progetto, una vera e propria nuova \u201cvisione\u201d, che intende portare l\u2019Africa allo sviluppo attraverso le strade: il progetto <i>Trans-Africa Highways<\/i>. La cattiva condizione delle poche strade, e la conseguente inefficienza della rete logistica, annoverano i paesi africani tra i pi\u00f9 cari del mondo per i costi di spedizione. Secondo alcune stime (1), i costi africani sono in media quattro volte pi\u00f9 alti di quelli dei paesi sviluppati, e per chi non ha accesso diretto al mare il costo del trasporto incide fino al 77% sul valore totale della merce. Insieme all\u2019energia, quindi, i trasporti costituiscono la vera strettoia sulla strada dello sviluppo africano.<\/p>\n<p>Attualmente il 90% dei passeggeri e delle merci vengono trasportati su strada &#8211; la rete ferroviaria \u00e8 tra le meno estese del mondo &#8211; e per le comunit\u00e0 agricole e i piccoli villaggi, la strada, spesso non asfaltata, \u00e8 l\u2019unico collegamento con il resto del continente e con i mercati. Le reti delle strade rurali africane sono nel complesso giudicate sufficienti per la loro estensione, ma la manutenzione \u00e8 scarsa e saltuaria (2).<\/p>\n<p> Il trasporto continentale, soprattutto delle materie prime verso le aree industriali, \u00e8 sotto-dimensionato. Questo \u00e8 il principale motivo dell\u2019appello dell\u2019Africa perch\u00e9 trasporti e infrastrutture vengano adeguati a standard internazionali o quantomeno resi funzionali. In realt\u00e0 \u00e8 ormai consolidata una visione pan-africana che auspica che i paesi del continente gestiscano le reti stradali sul proprio territorio sulla base della sovranit\u00e0 nazionale e della crescente competenza nella capacit\u00e0 gestionale. La Comunit\u00e0 economica regionale (Rec) potrebbe giocare un ruolo gestendo le questioni sub-regionali e cercando di affrontare problemi come lo standard tecnico e altro.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/Map_of_Trans-African_Highways2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Questione politica <\/b><br \/>\u00c8 da questa visione del continente che nasce un progetto che di fatto pu\u00f2 esserne considerato l\u2019emblema: la rete delle <i>Trans-Africa Highways <\/i>(Tah). Il concetto delle Tah potrebbe essere definito una rappresentazione plastica di un continente africano impegnato a indirizzare le risorse naturali e umane verso crescita sostenibile, sviluppo e cooperazione regionale.<\/p>\n<p>Il progetto  prevede un sistema di strade che unisce sud e nord e est e ovest dell\u2019Africa. Prevede nove corridoi principali per un totale di quasi sessantamila chilometri, un quarto dei quali per colmare i collegamenti mancanti tra le strade gi\u00e0 esistenti. Una volta ultimato, il progetto costituir\u00e0 probabilmente il miglior sistema per l\u2019integrazione regionale africana, perch\u00e9 collegher\u00e0 quasi tutte le nazioni africane. I collegamenti interni, invece, dovranno essere gestiti a livello locale, per garantire una migliore funzionalit\u00e0 sul territorio.<\/p>\n<p>La dimensione locale \u00e8 diventata una questione politica, perch\u00e9 le reti stradali venivano considerate dai governi attraversati dalle Tah come questioni esclusivamente nazionali, con gravi conseguenze per la funzionalit\u00e0 dei collegamenti. L\u2019isolamento, ha affermato nel gennaio 2012 il presidente del Sud Africa Jacob Zuma, deve essere superato: \u201cil collo di bottiglia alle frontiere \u00e8 il problema pi\u00f9 serio del continente\u201d. Se non si supereranno i problemi nazionali, infatti, sar\u00e0 anche difficile assicurare i finanziamenti necessari per migliorare e completare la rete Tah.<\/p>\n<p>Gli ostacoli finanziari e politici, tuttavia, non sono gli unici: l\u2019assenza di manodopera qualificata \u00e8 particolarmente sentita in alcuni paesi. Gli studi di fattibilit\u00e0 fino ad ora condotti son privi di qualsiasi valutazione di impatto ambientale. Anche il problema dei porti \u00e8 serio: naturali vie di sbocco per i trasporti intercontinentali, attualmente presentano una serie di carenze che verrebbero moltiplicate dall\u2019accelerazione dei commerci indotta dalla Tah.<\/p>\n<p>Meles Zenawi, primo ministro etiope, ha affermato nel 2012 che: \u201cil processo di <i>capacity building <\/i>\u00e8 in atto in tutta l\u2019Africa, e vede molti partner coinvolti, incluse Cina ed India\u201d. La Cina, in particolare, sta determinando il futuro del continente con i suoi investimenti.<\/p>\n<p><b>Sviluppo e integrazione<\/b><br \/>Il costo per il completamento della rete Tah \u00e8 stato valutato in 47 miliardi di dollari in quindici anni, e porter\u00e0 a benefici per 250 miliardi di dollari, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 di impiego per anni per circa 14 milioni di persone. La Commissione europea \u00e8 un partner impegnato da anni nel miglioramento delle infrastrutture africane, e oggi dispone di progetti approvati e in corso di realizzazione per tre miliardi di euro.<\/p>\n<p>Segmenti del progetto Tah sono in via di attuazione. In Tunisia \u00e8 in atto la saturazione della principale arteria del paese, la Rn1, il cui completamento \u00e8 previsto per il 2015. Ancora, l\u2019<i>African Development Bank<\/i> (Afdb) il 21 giugno del 2011 ha approvato un prestito di 137,34 milioni di euro per finanziare la costruzione di una autostrada che collega Gabes a Ras Jedir. Si tratta di 195 chilometri di strada a due carreggiate e doppia corsia diretta al confine con la Libia.<\/p>\n<p>Contribuiscono altri partner come la <i>Japan International Cooperation <\/i>con 136,47 milioni di euro, e il governo Tunisino con 181 milioni di euro. \u00c8 prevista l\u2019assunzione di duemila lavoratori a tempo determinato per la costruzione, e altri centosessanta a tempo indeterminato per la manutenzione. Il dato pi\u00f9 interessante \u00e8 che almeno 30.000 posti di lavoro verrebbero creati nel solo campo dei servizi e del turismo, una volta completata l\u2019arteria, un segmento della prevista <i>Trans African Highway <\/i> n. 1 (Cairo-Dakar).<\/p>\n<p>L\u2019Africa dimostra di sapere ormai che un sistema di trasporti migliore \u00e8 strumento fondamentale per lo sviluppo, l\u2019integrazione regionale, i rapporti con il resto del mondo.<\/p>\n<p>Da tutto questo processo restano per\u00f2 esclusi diversi paesi: Burundi, Eritrea, Somalia, Guinea Equatoriale, Lesotho, Malawi, Rwanda, Swaziland e Sud Sudan. Tra questi, la maggior parte \u00e8 isolata, afflitta dalle condizioni di vita pi\u00f9 difficili e dai conflitti pi\u00f9 dannosi.<\/p>\n<p><font size=\"1\"> (1) \u201cThe AU\/NEPAD African Action Plan 2010\/2015\u201d,  http:\/\/www.oecd.org\/dataoecd\/27\/32\/44326734.pdf.<br \/>(2) Wait, M. \u201cTrade corridors key focus area for sub-Saharan African governments\u201d in <i>Engineering news online<\/i>, 24\/02\/2012 http:\/\/www.engineeringnews.co.za\/article\/trade-corridors-key-focus-area-for-sub-saharan-african-governments-2012-02-24.<\/font><\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCecil Rhodes voleva costruire la strada CapeTown-Cairo per interessi coloniali, ma noi possiamo farlo per i nostri interessi\u201dJakaya Kikwete, Presidente della Tanzania (2012) \u00c8 alle carenze della rete infrastrutturale che va in gran parte attribuito il limitato sviluppo economico e sociale del continente africano. 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