{"id":20270,"date":"2012-05-03T00:00:00","date_gmt":"2012-05-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/finmeccanica-e-interesse-nazionale\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:03","slug":"finmeccanica-e-interesse-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/05\/finmeccanica-e-interesse-nazionale\/","title":{"rendered":"Finmeccanica e interesse nazionale"},"content":{"rendered":"<p>Le recenti inchieste giudiziarie hanno portato Finmeccanica al centro di una bufera politica e mediatica nazionale ed internazionale, che si aggiunge a quelle che l\u2019hanno ripetutamente coinvolta nell\u2019ultimo biennio. Non si pu\u00f2 dire quando ne verr\u00e0 fuori, ma l\u2019auspicio \u00e8 che ci\u00f2 avvenga in tempi rapidi. \u00c8 in gioco la credibilit\u00e0 di uno dei pochi grandi gruppi industriali ancora presenti in Italia. Operante, per di pi\u00f9, in un settore delicato come quello dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>Le indagini proseguono ormai da tempo e un fiume di informazioni inonda media e dibattiti radio-televisivi. Come una catena senza fine, le notizie spostano l\u2019attenzione su vicende sempre nuove, lasciando tutte le altre sospese sullo sfondo. Episodi molto diversi tra loro vengono dunque caoticamente ricondotti all\u2019interno di un\u2019unica strategia di illegalit\u00e0 che, se provata, farebbe pensare che nell\u2019ultimo quinquennio Finmeccanica e alcune sue importanti controllate sarebbero state ampiamente contaminate, con responsabilit\u00e0 articolate e diffuse.<\/p>\n<p>Alcuni aspetti meritano, per\u00f2, qualche riflessione e dovrebbero portare ad una forte cautela nel valutare quanto sarebbe avvenuto.<\/p>\n<p><b>Stato e industria<\/b><br \/>Il legame fra mondo politico e imprese partecipate dal ministero dell\u2019Economia \u00e8, per definizione, strutturale. Se l\u2019azionista di riferimento \u00e8 lo Stato, come nel caso di Finmeccanica, \u00e8 evidentemente il governo a scegliere i vertici aziendali. I rapporti sono peraltro inevitabili e continui in un settore in cui lo Stato rappresenta il cliente principale, finanzia la ricerca tecnologica, esercita il controllo sulla produzione, sulla sicurezza delle informazioni e sulle esportazioni.<\/p>\n<p>Anche i vertici delle imprese private, italiane ed estere, hanno inevitabilmente rapporti con quelli politici, istituzionali e delle varie amministrazioni. Il problema \u00e8 sempre stato presente, ma \u00e8 esploso nell\u2019ultimo decennio quando il mondo politico ha inserito nei vari Consigli di amministrazione, fra gli altri, alcuni personaggi impresentabili sul piano professionale e, in qualche pi\u00f9 raro caso, anche etico.<\/p>\n<p>Il primo nodo da sciogliere resta, quindi, quello della presenza dello Stato nell\u2019economia. In altri momenti e con altri personaggi si sarebbe potuto cercare di cambiare impostazione, con uno Stato-azionista che si limiti a controllare il buon funzionamento delle imprese, scegliendo i manager esclusivamente sulla base delle loro capacit\u00e0 professionali, e a tutelare, quando e se necessario, gli interessi nazionali. Ma dopo un decennio di esperienze negative questo rischia di essere solo un miraggio. Meglio essere realisti e prendere atto che il \u201ccontrollo\u201d rischia di essere di ben altra natura. L\u2019unica soluzione credibile, dunque, \u00e8 far uscire lo Stato dal sistema industriale.<\/p>\n<p><b>Nuovi strumenti<\/b><br \/>Si tratta per\u00f2 di un processo lento, che presuppone la messa a punto di alcuni strumenti. Il primo \u00e8 rappresentato dalla nuova normativa sui poteri speciali, il cui esame \u00e8 quasi concluso in Parlamento: lo Stato potr\u00e0 tutelare gli interessi nazionali senza doversi opporre a cambi di propriet\u00e0 (a parte casi eccezionali) o dover essere azionista, limitandosi a fissare specifiche regole per le imprese strategiche e per gli investitori coinvolti.<\/p>\n<p>Il secondo strumento \u00e8 lo sviluppo del mercato azionario: se non crescer\u00e0 sia a livello di azionariato diffuso sia organizzato (fondi pensioni, di investimento, assicurativi e istituzionali) sar\u00e0 molto difficile sviluppare le <i>public companies <\/i>che possono rappresentare una delle soluzioni per la completa privatizzazione.<\/p>\n<p>Il terzo \u00e8 rappresentato, nel campo della difesa europea, dal processo di concentrazione e razionalizzazione dell\u2019industria e di integrazione del mercato. Industrie europee sempre pi\u00f9 transnazionali che operino in un mercato europeo pi\u00f9 aperto, basato sulle stesse regole e sulla trasparenza, sono i migliori presupposti per restituire a ciascuno il proprio compito: alle imprese quello di creare valore per gli azionisti e rispondere alle esigenze dei clienti; agli Stati quello di fissare e far rispettare le regole del mercato, garantire i finanziamenti alla ricerca tecnologica e al <i>procurement <\/i>delle Forze armate, fissare gli obiettivi della politica di sicurezza e difesa.<\/p>\n<p><b>Esportazioni<\/b><br \/>Le esportazioni militari sono sottoposte a quello che \u00e8 ritenuto un ferreo controllo, basato sulla legge 185 del 1990. I difensori di questa normativa da anni ne rifiutano ogni aggiornamento, sostenendo che \u00e8 la migliore del mondo sia a livello di procedure (doppia autorizzazione, prima alle trattative poi all\u2019esportazione; documentazione dell\u2019arrivo a destinazione; controllo delle operazioni bancarie) sia a livello di trasparenza (relazione annuale al Parlamento con i dettagli di tutte le operazioni, un tomo da migliaia di pagine). <\/p>\n<p>Le imprese, al contrario, contestano da sempre la pesantezza e lunghezza delle procedure, soprattutto nei confronti di quelle destinazioni e forniture che non sollevano preoccupazioni politiche o militari.<\/p>\n<p>La stessa legge impone l\u2019obbligo di dichiarare, al momento della richiesta di autorizzazione ad esportare, l\u2019entit\u00e0 di eventuali compensi per intermediazione, prevedendo, per tutte le informazioni false, pesantissime sanzioni penali e pecuniarie per i legali rappresentanti e per le imprese stesse.<\/p>\n<p>Colpisce, quindi, che in due delle pi\u00f9 importanti commesse estere degli ultimi anni venga ipotizzato il pagamento di commissioni abnormi, dietro cui si nasconderebbe la creazione di fondi esteri destinati ad attivit\u00e0 di corruzione e di finanziamento illegale a partiti italiani. Il tutto, ovviamente, senza che questo sia emerso dai controlli sulle esportazioni. Se questo fosse vero, bisognerebbe ripensare radicalmente l\u2019impostazione dei controlli, perch\u00e9 significherebbe che cos\u00ec come sono non servono a niente. Per altro, non \u00e8 chiaro perch\u00e9 le imprese coinvolte, che esportano anche prodotti civili, non sottoposti a tali controlli e sanzioni, avrebbero dovuto correre rischi cos\u00ec elevati svolgendo operazioni illegali nel campo delle esportazioni militari.<\/p>\n<p><b>Controllo finanziario<\/b><br \/>Ad essere coinvolte nelle indagini sulle commesse estere sono stati i vertici di Finmeccanica e di due societ\u00e0 controllate al 100% da Finmeccanica. Come tutti i grandi gruppi industriali, anche in questo caso viene esercitato dalla capogruppo uno stretto controllo finanziario e operativo sulle controllate attraverso suoi funzionari e dirigenti. L\u2019attivit\u00e0 finanziaria \u00e8 una di quelle pi\u00f9 integrate a livello di gruppo perch\u00e9 rappresenta una delle sue funzioni strategiche.<\/p>\n<p>Difficile immaginare che possa sfuggire qualche operazione che vada al di l\u00e0 di una limitata sovrafatturazione o di una assegnazione \u201cguidata\u201d di qualche subfornitura non competitiva. In ogni caso, se questo fosse avvenuto significherebbe che chi doveva controllare non ha saputo o voluto controllare i dati ufficializzati nelle contabilit\u00e0 e nei bilanci di controllate e capogruppo. L\u2019azionista di riferimento avrebbe dovuto e dovrebbe, quindi, assumersi le sue responsabilit\u00e0, visto che il ministero dell\u2019Economia controlla la maggioranza del Consiglio di amministrazione di Finmeccanica.<\/p>\n<p><b>Credibilit\u00e0 <\/b><br \/>Il mercato internazionale della sicurezza e difesa \u00e8 difficile e delicato. Anche quando le esportazioni avvengono sul terreno commerciale, \u00e8 inevitabile il coinvolgimento dell\u2019intero paese perch\u00e9 sono governo, Forze armate e diplomazia a supportare le imprese nazionali. Se, come nel caso italiano, le aziende che effettuano la maggior parte delle esportazioni hanno lo Stato come azionista di riferimento, il livello di coinvolgimento \u00e8 ancora maggiore. Ci vuole, quindi, molta cautela nel maneggiare questa materia.<\/p>\n<p>Prima di fornire carburante a una campagna mediatica che rischia di danneggiare pesantemente l\u2019industria italiana, dovrebbero essere individuati e verificati solidi elementi di prova. A rischio non sono tanto le commesse gi\u00e0 acquisite, ma quelle future nei paesi coinvolti e in tutto il mercato internazionale. L\u2019affidabilit\u00e0 richiesta in questo settore da ogni cliente \u00e8 \u201cpolitica\u201d, prima ancora che tecnica ed industriale. Il sostegno promozionale di governo e amministrazioni rischierebbe di essere ben poco efficace se si radicasse il sospetto che, dietro le esportazioni italiane, si sono nascosti episodi inaccettabili di corruzione ed illegalit\u00e0.<\/p>\n<p>Per tutte queste ragioni l\u2019auspicio non pu\u00f2 che essere quello di poter chiudere questa vicenda al pi\u00f9 presto. Finmeccanica \u00e8 un asset che deve essere tutelato nell\u2019interesse sia dei suoi dipendenti e dirigenti che, con poche eccezioni, hanno dimostrato in questi anni grande impegno e professionalit\u00e0, sia dei suoi azionisti. Ma soprattutto nell\u2019interesse dell\u2019Italia, al cui nome Finmeccanica \u00e8 associata in tutto il mondo.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le recenti inchieste giudiziarie hanno portato Finmeccanica al centro di una bufera politica e mediatica nazionale ed internazionale, che si aggiunge a quelle che l\u2019hanno ripetutamente coinvolta nell\u2019ultimo biennio. 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