{"id":20330,"date":"2012-05-09T00:00:00","date_gmt":"2012-05-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/leffetto-hollande-tra-roma-e-berlino\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:01","slug":"leffetto-hollande-tra-roma-e-berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/05\/leffetto-hollande-tra-roma-e-berlino\/","title":{"rendered":"L\u2019effetto Hollande tra Roma e Berlino"},"content":{"rendered":"<p>La vittoria del candidato socialista Fran\u00e7ois Hollande alle presidenziali francesi ha rilanciato un ampio dibattito in tutti i paesi dell\u2019Unione europea. Un cambiamento di rotta nella politica europea della Francia si ripercuoterebbe infatti non solo sui rapporti tra Parigi e Berlino, ma pi\u00f9 in generale sulla linea dell\u2019Ue nella risposta alla crisi dei debiti sovrani. <\/p>\n<p><b>Braccio di ferro<\/b><br \/>Davvero l\u2019ago della bilancia in Europa si \u00e8 spostato dal rigore e dalla disciplina fiscale alla crescita? Certamente, l\u2019esito delle presidenziali francesi, come anche quello delle elezioni greche, segnala che i cittadini europei rigettano un\u2019impostazione imperniata unicamente sul risanamento dei bilanci pubblici e che sta richiedendo loro dolorosi sacrifici. In Francia, in particolare, il presidente uscente Nicolas Sarkozy \u00e8 apparso subalterno alla cancelliera tedesca nell\u2019interpretare la linea del rigore. <\/p>\n<p>Hollande, al contrario, ha dato voce alla stanchezza di molti cittadini verso l\u2019austerit\u00e0 fiscale, cos\u00ec come alla volont\u00e0 di non dire addio alle conquiste sociali acquisite. La vittoria del candidato socialista contribuir\u00e0 certamente a determinare un riorientamento del dibattito europeo verso la crescita e lo sviluppo, anche se non \u00e8 chiaro in che misura Hollande sar\u00e0 in grado di mantenere gli ambiziosi impegni assunti durante la campagna elettorale. <\/p>\n<p>Non appare probabile, ad esempio, che Hollande chieda davvero la rinegoziazione del Trattato sulla stabilit\u00e0, il coordinamento e la <i>governance <\/i>nell\u2019Unione economica e monetaria (il c.d. Fiscal Compact) firmato il 2 marzo scorso da 25 paesi membri dell\u2019Ue. Gi\u00e0 tre paesi hanno ratificato l\u2019accordo, ma soprattutto un\u2019eventuale rinegoziazione sarebbe difficilmente accettabile per la Germania, che ha fortemente voluto che le regole sulla disciplina di bilancio (peraltro gi\u00e0 in vigore a livello di diritto secondario tramite emendamenti al Patto di stabilit\u00e0 contenuti in particolare nella c.d.. legislazione dei \u201cSix Packs\u201d approvata lo scorso anno) fossero inserite nella legislazione primaria, a livello di Trattato, in maniera da diminuire al minimo la flessibilit\u00e0 nel metterle in atto. <\/p>\n<p><b>Rodaggio<\/b><br \/>Il cosidetto motore franco-tedesco, che aveva trovato un equilibrio dinamico nella coppia Sarkozy-Merkel, necessiter\u00e0 di un periodo di aggiustamento prima di funzionare al meglio. Non solo i due leader hanno posizioni diverse sulla risposta alla crisi dei debiti sovrani, ma nemmeno si conoscono molto, avendo Hollande scarsa esperienza internazionale. Angela Merkel non ha fatto inoltre mistero della sua preferenza per Sarkozy, andando ben di l\u00e0 di quanto diplomazia e protocollo consiglierebbero. Dopo una incertezza iniziale, \u00e8 tuttavia probabile che i due riescano a trovare un\u2019intesa, nell\u2019interesse loro e dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Il rapporto Parigi-Berlino \u00e8 infatti troppo importante per soffrire delle lunghe crisi. Le migliori prove di funzionamento del motore franco-tedesco si sono per altro avute proprio quando i leader dei due paesi appartenevano a schieramenti politici contrapposti, come Giscard d\u2019Estaing e Schmidt, o Mitterrand e Kohl. La regola potrebbe essere confermata dalla coppia Merkel-Hollande. <\/p>\n<p>In Italia, la vittoria di Hollande ha suscitato reazioni positive non solo tra i partiti ed i leader del centro-sinistra, ma anche tra quelli del centro-destra. Bisogna mettere in conto che sia Berlusconi sia altri esponenti del suo partito non hanno mai perdonato a Sarkozy l\u2019atteggiamento irrisorio ed umiliante mostrato nel corso di una conferenza stampa nello scorso autunno, quando i leader di Francia e Germania si fecero sfuggire un sorriso sarcastico dopo una domanda relativa all\u2019affidabilit\u00e0 del governo italiano (e del presidente del Consiglio in particolare) rispetto agli impegni assunti al livello europeo. <\/p>\n<p>Tra le ragioni che spiegano il sostegno relativamente bipartisan che Hollande ha ottenuto in Italia vi \u00e8 la speranza che il futuro inquilino dell\u2019Eliseo rimetta al centro della politica europea la questione della crescita, e che la graduale ridefinizione del rapporto tra Parigi e Berlino apra spazi di manovra per Roma. Il governo italiano vede infatti nel futuro presidente francese un alleato per attribuire rinnovata importanza in sede europea al tema della crescita. <\/p>\n<p><b>Roma e Parigi<\/b><br \/>Dal punto di vista geopolitico la Francia appare infatti un partner pi\u00f9 naturale per il governo italiano rispetto ad altri, come la Gran Bretagna, i paesi nordici e quelli dell\u2019Europa orientale, con cui pure Roma ha sottoscritto il 20 febbraio scorso la \u201clettera sulla crescita\u201d che esorta l\u2019Ue a dare seguito ad una serie di misure destinate a rilanciare lo sviluppo nell\u2019Unione. <\/p>\n<p>Non bisogna tuttavia sottovalutare che le ricette che Hollande ha proposto in campagna elettorale sono ispirate al classico modello socialista, che prevede un forte ruolo dello Stato nella creazione di  nuovi posti di lavoro, il che, tra l\u2019altro sarebbe difficilmente compatibile con un contenimento della spesa pubblica.<\/p>\n<p>Il governo Monti, invece, propone delle misure di stampo liberista, che devono essere adottate non a livello nazionale, bens\u00ec europeo. Il completamento del mercato unico dei servizi, la creazione di un mercato unico dell\u2019energia o dell\u2019area europea della ricerca, sono certamente pi\u00f9 in sintonia con le classiche ricette proposte dalla Commissione europea e volte all\u2019abbattimento delle barriere regolamentari tra Stati membri. <\/p>\n<p>L\u2019intenzione di Hollande di rinegoziare il Fiscal Compact non va inoltre nella direzione recentemente indicata dal governo italiano, di una tempestiva ratifica parlamentare del Trattato da attuarsi in concomitanza con quella del parlamento tedesco. La rinegoziazione del Fiscal Compact sembra per\u00f2 pi\u00f9 un tema di propaganda elettorale che una realistica opzione politica. Dalle prime mosse del nuovo presidente francese si riuscir\u00e0 a capire qualcosa in pi\u00f9 sulle sue reali intenzioni. In tutta Europa, ma soprattutto di qua dalle Alpi, l\u2019attenzione rimarr\u00e0 molto alta.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Oss_Polinternazionale\/pi_a_0050.pdf \" target= \"blank\"><b><u> Il dibattito sulle prospettive dell\u2019Ue e dell\u2019Euro in Germania, Francia, Regno Unito e Spagna<\/u><\/b><\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vittoria del candidato socialista Fran\u00e7ois Hollande alle presidenziali francesi ha rilanciato un ampio dibattito in tutti i paesi dell\u2019Unione europea. Un cambiamento di rotta nella politica europea della Francia si ripercuoterebbe infatti non solo sui rapporti tra Parigi e Berlino, ma pi\u00f9 in generale sulla linea dell\u2019Ue nella risposta alla crisi dei debiti sovrani. 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