{"id":20370,"date":"2012-05-14T00:00:00","date_gmt":"2012-05-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-merkel-perde-lue-ci-guadagna\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:00","slug":"la-merkel-perde-lue-ci-guadagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/05\/la-merkel-perde-lue-ci-guadagna\/","title":{"rendered":"La Merkel perde. L\u2019Ue ci guadagna?"},"content":{"rendered":"<p>Ride, nel Nord Reno Westfalia, Hannelore; e piange, in Germania, Angela. In Europa, s\u2019interrogano e sperano Fran\u00e7ois e un po\u2019 pure Mario e Mariano e Evangelos. Il voto del land tedesco pi\u00f9 popoloso, oltre 18 milioni di abitanti, infligge alla Cdu della cancelliera Angela Merkel la batosta pi\u00f9 severa mai rimediata da queste parti: indebolisce, cos\u00ec, quali che ne siano state le ragioni, la paladina del rigore nell\u2019Ue e d\u00e0 per contro forza, o almeno coraggio, a quanti ammoniscono che non di soli tagli vive l\u2019Unione e predicano politiche per la crescita. Oltre ad esaltare Hannelore Kraft, presidente uscente e, a questo punto, confermatissimo.<\/p>\n<p><b>Politica europea<\/b><br \/>L\u2019impatto nazionale ed europeo della sconfitta regionale della cancelliera resta, per\u00f2, da valutare.<\/p>\n<p>A Berlino, almeno nell\u2019immediato, potrebbe non cambiare nulla, anche se il ministro dell\u2019ambiente, Norbert Roettgen, si \u00e8 dimesso dalla guida della Cdu nel Land e ora rischia il posto anche a livello nazionale. A Bruxelles, pu\u00f2 darsi che la Merkel, sentendosi pi\u00f9 debole, si mostri pi\u00f9 morbida; ma pu\u00f2 anche darsi che, come la fiera ferita, appaia pi\u00f9 feroce nella difesa delle proprie convinzioni. Tanto per cominciare, la cancelliera fa sapere che la sconfitta non influir\u00e0 sulla sua politica europea.<\/p>\n<p>Del resto, i sondaggi dicono che la linea della fermezza della Merkel nei confronti dei partner europei spendaccioni e inaffidabili \u00e8 popolare in Germania: per il settimanale Stern, tre tedeschi su cinque sono contrari a misure che inneschino la crescita con nuovi debiti. Con buona pace, almeno per ora, del neopresidente francese Fran\u00e7ois Hollande e del premier italiano Mario Monti, che hanno in mente una ricetta fatta d\u2019investimenti pubblici senza impatto sui deficit nazionali.<\/p>\n<p>Il voto nel Nord Reno Westfalia \u00e8 ultimo grande test elettorale tedesco di quest\u2019anno: alle politiche. che saranno fra 16 mesi, nel settembre 2013, l\u2019attuale coalizione potrebbe, a questo punto, arrivare senza scossoni, perch\u00e9, se i cristiano-democratici della Cdu escono \u2018bastonati\u2019, i loro alleati liberali dell\u2019Fdp mostrano una certa tenuta dopo le recenti emorragie.<\/p>\n<p><b>Fare conoscenza<\/b><br \/>Certo, un risultato non negativo domenica sarebbe stato un buon viatico per la Merkel, specie in vista degli appuntamenti dei prossimi giorni: marted\u00ec 15, vede a  Berlino il presidente Hollande, appena insediatosi all\u2019Eliseo; poi andr\u00e0 ai Vertici del G8 e della Nato &#8211; entrambi a Chicago, cio\u00e8 a casa di quel Barack Obama che pure non le d\u00e0 tregua con la crescita; e il 23 sar\u00e0 a Bruxelles alla cena dei leader dell\u2019Ue. La parola d\u2019ordine dello staff della cancelliera \u00e8 smorzare le attese: l\u2019incontro con Hollande e la cena del 23 non preludono a decisioni, ma serviranno solo a fare conoscenza.<\/p>\n<p>La Merkel pensa di potere instaurare con Hollande, che ha le priorit\u00e0 della crescita e della Grecia, un rapporto di collaborazione \u201cstabile\u201d . Ma Alex Weber, capo della Bundesbank, richiama il presidente al rispetto del Patto di Bilancio. E, quanto alla Grecia, mette le cose in chiaro: se non taglia, Atene non avr\u00e0 gli aiuti dell\u2019Ue; e l\u2019uscita dall\u2019euro \u00e8 un problema pi\u00f9 per i greci che per i partner. Giudizi come macigni, mentre il presidente Karolos Papoulias, il leader del Pasok Evangelos Venizelos e pochi altri leader giocano la carta del governo d\u2019emergenza.<\/p>\n<p>Se Olli Rehn fosse un elettore del Nord Reno Westfalia, la cancelliera avrebbe un cruccio in meno: non passa giorno senza che il responsabile della Commissione europea per gli affari economici dia sostegno alla cancelliera e bacchetti quelli che, come il professor Monti, sono tentati dal finanziare la crescita facendo nuovi debiti: \u201cLa strada maestra &#8211; dice Rehn &#8211; sono riforme strutturali e riduzione del deficit\u201d, parole che sono musica per la Merkel. Ma Rehn \u00e8 un finlandese &#8211; e pure liberale, manco cristiano-democratico.<\/p>\n<p>E il suo parere, evidentemente, non ha molto influito sulla consultazione nel cuore della Germania, in un Land fortemente industriale (niente a che vedere con lo Schleswig Holstein piccolo e rurale andato alle urne il 6 maggio), da sempre un bastione della sinistra. I socialdemocratici dell\u2019Spd erano favoriti, ma il loro successo \u00e8 stato pi\u00f9 netto delle previsioni. Spd e Cdu, alla pari nei risultati 2010, si ritrovano distaccati di quasi 13 punti: i socialdemocratici poco sotto il 39%, i cristiano-democratici poco sopra il 26%. Tengono i Verdi (11,5%), vanno meglio del temuto i liberali (8,4%), vengono avanti i Pirati (7,6%) &#8211; per la quarta volta consecutiva, entrano in un parlamento regionale; male, invece, la sinistra della Linke, come se il testimone del voto di protesta e di rifiuto sia ormai passato dagli anziani ai giovani.<\/p>\n<p><b>Italia in bilico<\/b><br \/> E l\u2019Italia, in tutto questo? Proprio quando molti in Europa, e pure in America, s\u2019aspettano che Monti persuada la Merkel e faccia opera di mediazione tra il presidente francese e la cancelliera tedesca, ecco che beghe e trappole di Casa Nostra paiono spingere il Professore verso la casella di partenza. Sempre che non sia quella di fine corsa. E l\u2019Italia ripropone in filigrana un suo \u2018scenario greco\u2019, intriso marcio di calcoli della politica.<\/p>\n<p>La stampa anglosassone pi\u00f9 autorevole &#8211; e la meno sospetta di lassismo sul fronte del rigore, dal <i>Wall Street Journal <\/i>al <i>Financial Times<\/i> &#8211; presta al premier italiano l\u2019autorevolezza e l\u2019influenza per avvicinare al partito della crescita la Merkel, che ha per il Professore un\u2019attenzione speciale. Ma Monti ha pi\u00f9 difficolt\u00e0 a conquistare \u2018i cuori e le menti\u2019 dei politici italiani che quelli dei leader europei. E se l\u2019Italia fa marcia indietro, se i calcoli politici interni fanno deragliare l&#8217;azione di risanamento e quella di riforma, la credibilit\u00e0 internazionale di Monti e del paese subir\u00e0 un colpo forse irrimediabile.<\/p>\n<p>Nella casella dei delusi, accanto ad Angela la tedesca, e anche a Fran\u00e7ois il francese, che, da neofita del Club dei Grandi, ha bisogno d\u2019alleati e mediatori, ci sarebbe il presidente Usa Barack Obama. Adesso che s\u2019avvicinano i Vertici di Chicago e che le notizie dell\u2019economia americana sono positive, Obama risale un po\u2019 in cattedra e bistratta l\u2019Europa, che non ha seguito la strada americana dell\u2019immissione di denaro pubblico nell\u2019economia per stimolare la ripresa. Se l\u2019Ue fatica a uscire dalla crisi, rallenta pure la crescita degli Stati Uniti (e, quindi, non semplifica la vita a Obama, cio\u00e8 la sua rielezione il 6 novembre).<\/p>\n<p>Dunque, forza Mario sulla via della detrazione degli investimenti pubblici dai deficit nazionali: Hollande, Rajoy, le istituzioni comunitarie sono gi\u00e0 convinti; basta spiegarlo bene alla Merkel. E, invece, sul punto di diventare protagonista, o almeno ago della bilancia, l\u2019Italia \u2018batte in testa\u2019. E i numeri non sono buoni: inflazione ai massimi dal 2008, debito pubblico record, entrate tributarie in calo. La Commissione europea ha appena pubblicato le previsioni sull\u2019andamento delle economie dell\u2019Ue: la situazione italiana \u00e8 peggiore del previsto, la crescita resta negativa, la disoccupazione cresce ancora.<\/p>\n<p>Appena circola la voce che la Commissione suggerisca un\u2019altra manovra, dell\u2019ordine di 8 miliardi di euro, arriva la smentita di Rehn: \u201cL\u2019Italia \u00e8 sulla buona strada\u201d, dice, purch\u00e9 appunto, non scatti il gioco dell\u2019oca. E ci si ritrovi alla casella di partenza. O peggio in prigione, fermi un giro, quello decisivo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ride, nel Nord Reno Westfalia, Hannelore; e piange, in Germania, Angela. In Europa, s\u2019interrogano e sperano Fran\u00e7ois e un po\u2019 pure Mario e Mariano e Evangelos. 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