{"id":20380,"date":"2012-05-15T00:00:00","date_gmt":"2012-05-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tiro-alla-fune-sul-nucleare-iraniano\/"},"modified":"2017-11-03T15:30:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:30:00","slug":"tiro-alla-fune-sul-nucleare-iraniano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/05\/tiro-alla-fune-sul-nucleare-iraniano\/","title":{"rendered":"Tiro alla fune sul nucleare iraniano"},"content":{"rendered":"<p>Da quando, nel 2002, \u00e8 venuta a conoscenza del programma nucleare iraniano, la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 impegnata in un estenuante negoziato con Teheran per assicurarsi che tale programma sia e resti ad uso esclusivamente civile e non nasconda, come molti temono, finalit\u00e0 militari.<\/p>\n<p>Se da un lato l\u2019Iran continua a sostenere la natura pacifica delle sue attivit\u00e0 nucleari e la Guida Suprema Ali Khamenei ribadisce che le armi nucleari sono immorali e contrarie ai precetti islamici, l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea) nel suo ultimo rapporto si dice \u201csempre pi\u00f9 preoccupata\u201d per \u201cla possibile dimensione militare\u201d del programma nucleare della Repubblica islamica (1). Nel frattempo, lo scenario di un intervento armato da parte di Israele diviene ogni giorno pi\u00f9 realistico.<\/p>\n<p><b>Ritorno al dialogo<\/b><br \/>Dopo uno stallo durato quindici mesi, i paesi P5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu &#8211; Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti &#8211; pi\u00f9 la Germania) si sono nuovamente incontrati con la delegazione iraniana guidata da Said Jalili ad Istanbul lo scorso 14 aprile. Nessun accordo di sostanza \u00e8 stato raggiunto, se non l\u2019impegno a incontrarsi di nuovo a Baghdad il 23 maggio.<\/p>\n<p>Malgrado la mancanza di risultati concreti, l\u2019incontro di Istanbul ha tuttavia visto, cosa non scontata, il ritorno di Teheran al tavolo negoziale, senza precondizioni. Sotto la forte pressione internazionale, l\u2019Iran ha infatti abbandonato la precedente indisponibilit\u00e0 al dialogo prima di aver ottenuto la cancellazione delle sanzioni e l\u2019accettazione incondizionata del suo diritto all\u2019arricchimento dell\u2019uranio.<\/p>\n<p>A nome delle potenze P5+1, l\u2019Alto rappresentante dell\u2019Unione europea Catherine Ashton ha definito l\u2019incontro \u201ccostruttivo e utile\u201d, mentre la Casa Bianca ha parlato di \u201cun positivo primo passo, in un\u2019atmosfera costruttiva\u201d. Sebbene permangano molti dubbi riguardo l\u2019efficacia dei colloqui in corso e la buona fede delle parti coinvolte, la ripresa della trattativa e l\u2019inizio di un processo negoziale segnano un punto a favore di chi cerca  una soluzione diplomatica alla crisi.<\/p>\n<p>Nel frattempo, il programma nucleare iraniano continua ad avanzare. Nonostante le risoluzioni di condanna delle Nazioni Unite, le sanzioni internazionali, i sabotaggi informatici, le uccisioni mirate e problemi operativi di vario tipo, le centrifughe iraniane sono riuscite ad arricchire significative quantit\u00e0 di uranio, mentre procedono a ritmo serrato i lavori dell\u2019impianto di Fordow, sotterraneo e quindi tendenzialmente immune ad un attacco militare.<\/p>\n<p><b>Soglia <\/b><br \/>Il prolungamento dei tempi negoziali gioca a favore della Repubblica islamica che, lentamente ma inesorabilmente, sta procedendo verso la \u201csoglia nucleare\u201d, lo stadio oltre il quale il paese disporr\u00e0 di tutte le necessarie capacit\u00e0 &#8211; strumenti, infrastrutture, attrezzature, materiali e conoscenze &#8211;  per produrre un\u2019arma nucleare nel momento in cui dovesse deciderlo (2).<\/p>\n<p>Per scongiurare un tale esito e prevenire un\u2019azione di forza da parte israeliana (della cui efficacia \u00e8 ragionevole dubitare, ma delle cui drammatiche conseguenze per la sicurezza mediorientale ed internazionale si pu\u00f2 essere certi) (3), il prossimo round negoziale di Baghdad rappresenta un passaggio cruciale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo cui puntare \u00e8 in primo luogo la rottura dello stallo attuale, per allentare la tensione ed evitare che la situazione sfugga di mano. Perch\u00e9 ci\u00f2 accada, \u00e8 necessario che entrambe le parti rivedano le proprie strategie negoziali a favore di un approccio incrementale, pragmatico e lontano da posizioni massimaliste, che consenta di trovare un iniziale punto di convergenza su cui costruire un dialogo in grado di instradare i negoziati verso un accordo di compromesso praticabile, sostenibile e che consenta di salvare la faccia.<\/p>\n<p><b>Compromesso<\/b><br \/>Se questo \u00e8 l\u2019obiettivo, \u00e8 necessario che le potenze P5+1 abbandonino la pretesa che Teheran abdichi <i>in toto <\/i>al proprio diritto di arricchire l\u2019uranio. Sperare che l\u2019Iran possa accettare una simile umiliazione \u00e8 puro <i>wishful thinking<\/i>, che fa il gioco dei falchi che vogliono \u201crisolvere\u201d la questione con un\u2019azione di forza.<\/p>\n<p>Al contrario, un compromesso che permetta all\u2019Iran di arricchire l\u2019uranio fino al 4-5 per cento, un livello sufficiente per un uso civile del materiale, potrebbe rivelarsi un\u2019ipotesi verosimile. Certo, l\u2019esito sarebbe sub-ottimale e non definitivo, lasciando comunque intatto il potenziale iraniano di arricchimento dell\u2019uranio.<\/p>\n<p>Sarebbe per\u00f2 un concreto punto di partenza, scambiabile con l\u2019impegno iraniano a rinunciare all\u2019arricchimento dell\u2019uranio oltre il 20 per cento (la soglia oltre la quale il materiale fissile si avvicina molto pericolosamente ad un possibile utilizzo militare) che, al momento, rappresenta l\u2019elemento pi\u00f9 preoccupante del programma nucleare iraniano e potenziale <i>casus belli <\/i>da disinnescare per scongiurare uno scenario di guerra (4).<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un simile \u201cdo ut des\u201d possa essere raggiunto sono necessari sia incentivi che garanzie sul rispetto degli impegni presi. Da una parte, l\u2019Iran potrebbe essere persuaso della bont\u00e0 del compromesso dalla disponibilit\u00e0 delle potenze P5+1 ad ammorbidire le sanzioni che stanno duramente colpendo il paese, a partire dal differimento dell\u2019entrata in vigore dell\u2019embargo petrolifero europeo previsto per il primo di luglio. <\/p>\n<p>Dall\u2019altra, i paesi P5+1 dovrebbero ottenere dall\u2019Iran una totale trasparenza riguardo alle proprie attivit\u00e0 nucleari, con l\u2019assicurazione della pi\u00f9 completa apertura e cooperazione con l\u2019Aiea per verificare la correttezza degli obblighi concordati. Idealmente, l\u2019Iran dovrebbe applicare da subito in modo volontario le misure di controllo previste da Protocollo addizionale dell\u2019Aiea e procedere in tempi brevi alla sua ratifica (5).<\/p>\n<p><b>Evitare il conflitto <\/b><br \/>\u00c8 evidente che quanto immaginato presuppone un accordo al ribasso che per entrambe le parti non sar\u00e0 facile accettare. L\u2019esperienza fallimentare di quasi dieci anni di negoziati invita alla prudenza (6). Non \u00e8 per niente scontato che l\u2019Iran sia disponibile ad una simile intesa, pur nella necessit\u00e0 di alleviare la morsa delle sanzioni. Lo stesso Obama dovrebbe vincere le forti resistenze israeliane e quelle di molti membri del Congresso (come pure del candidato repubblicano alla presidenza Mitt Romney) in un difficile anno elettorale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, negli ultimi giorni si sono registrati alcuni positivi segnali di rilassamento nella tradizionale intransigenza sulla questione dell\u2019arricchimento dell\u2019uranio sia da parte statunitense che iraniana. Gary Samore, responsabile della Casa Bianca per la non-proliferazione, ha recentemente dichiarato, alludendo anche al tema dell\u2019arricchimento, che sar\u00e0 \u201coggetto di negoziato\u201d stabilire quali parti del programma iraniano possano continuare (7). Analogamente, per il ministro degli esteri iraniano Ali Akbar Salehi, \u201cl\u2019arricchimento \u00e8 un diritto dell\u2019Iran, ma possiamo negoziare a quali livelli lo possiamo arricchire\u201d(8).<\/p>\n<p>\u00c8 nell\u2019interesse di tutti che i colloqui di Baghdad del prossimo 23 maggio abbiano un esito positivo. Un ulteriore fallimento spalancherebbe le porte ad un drammatico scenario di guerra.<\/p>\n<p><font size=\"1\"> (1) Cfr.http:\/\/www.iaea.org\/Publications\/Documents\/Board\/2012\/gov2012-9.pdf.<br \/>(2)Esiste un diffuso consenso tra gli osservatori che l\u2019Iran non abbia ancora preso la decisione ultima di dotarsi di un arsenale nucleare, ma che piuttosto aspiri ad ottenere una &#8220;capacit\u00e0 nucleare&#8221; per raggiungere uno status di &#8220;potenza nucleare virtuale&#8221;. <br \/>(3) Sulle difficolt\u00e0 di una simile impresa militare si veda Elisabeth Bumiller, &#8220;Iran Raid Seen as a Huge Task for Israeli Jets&#8221;, <i>The New York Times<\/i>, February 19, 2012; per una dibattito pro e contro un attacco israeliano si veda la raccolta di opinioni proposta dalla rivista <i>Foreign Affairs<\/i> e disponibile all\u2019indirizzo web: http:\/\/www.foreignaffairs.com\/features\/collections\/the-iran-debate-to-strike-or-not-to-strike.<br \/>(4) L\u2019Iran ha sempre dichiarato che l\u2019arricchimento al 20 per cento dell\u2019uranio \u00e8 per fini esclusivamente civili ed in particolare per la produzione di isotopi medici nel reattore di Teheran (TRR). Parte dell\u2019accordo dovrebbe quindi prevedere la fornitura di uranio altamente arricchito per soddisfare queste necessit\u00e0. Nel caso di interruzione della fornitura, l\u2019Iran sarebbe autorizzato a riprendere l\u2019arricchimento.<br \/>(5) Ulteriori misure in grado di aumentare la fiducia reciproca potrebbero includere la sospensione per tutta la durata dei negoziati dell\u2019installazione di ulteriori centrifughe o una riduzione di quelle operative. La possibilit\u00e0 che Teheran possa accordare su base volontaria l\u2019accesso agli ispettori dell\u2019Aiea a siti militari come quello di Parchin \u00e8 al momento improbabile. Per una vasta e dettagliata rassegna di proposte concrete di negoziato si veda il rapporto elaborato da Pugwash, <i>Prospects for diplomacy with Iran<\/i>, Washington, DC, 23 February 2012, scaricabile all\u2019indirizzo web: http:\/\/www.pugwash.org\/.<br \/>(6) Sul punto si veda Paolo Foradori, <i>La lotta alla diffusione delle armi nucleari. La politica di non-proliferazione dell\u2019Unione Europea e il difficile negoziato con l\u2019Iran<\/i>, Quaderni di Scienza Politica, 2010, 2, pp. 331-355.<br \/>(7) <i>Los Angeles Times<\/i>, April 27, 2012. <br \/>(8)  Peter Crail, &#8220;P5+1 and Iran Hold \u2018Positive\u2019 Talks&#8221;, <i>Arms Control Today<\/i>, May 2012, disponbile all\u2019indirizzo web: http:\/\/www.armscontrol.org\/act\/2012_05\/P5_plus_one_and_Iran_Hold_Positive_Talks.<\/p>\n<p><\/font>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando, nel 2002, \u00e8 venuta a conoscenza del programma nucleare iraniano, la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 impegnata in un estenuante negoziato con Teheran per assicurarsi che tale programma sia e resti ad uso esclusivamente civile e non nasconda, come molti temono, finalit\u00e0 militari. 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