{"id":20420,"date":"2012-05-22T00:00:00","date_gmt":"2012-05-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/litalia-nella-silenziosa-rivoluzione-della-nato\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:59","slug":"litalia-nella-silenziosa-rivoluzione-della-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/05\/litalia-nella-silenziosa-rivoluzione-della-nato\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia nella silenziosa rivoluzione della Nato"},"content":{"rendered":"<p>A Chicago, la citt\u00e0 di Barack Obama, si \u00e8 appena concluso il 25\u00b0 Vertice dei Capi di Stato, di governo e dei ministri degli esteri e della difesa dei 28 paesi della Nato. L\u2019obiettivo principale era quello di dare un seguito e fare il punto sulle decisioni prese durante il Vertice di Lisbona del novembre 2010, dare impulso ai concetti-chiave della dottrina dell\u2019Alleanza e riaffermare il legame transatlantico. Obiettivo conseguito senza traumi e in assenza di emozioni, considerato che in questi summit ogni cosa \u00e8 predisposta con cura e con molti mesi di anticipo e che solo raramente &#8211; considerata la condizione di unanimit\u00e0 che deve sostenere ciascuna decisione &#8211; c\u2019\u00e8 reale discussione su temi che non siano stati precedentemente concordati. <\/p>\n<p>Gli unici elementi di novit\u00e0, il primo gi\u00e0 noto sin dalla fine di aprile, sono stati la mancata edizione del vertice Nato-Russia, dichiaratamente rinunciataria per non affrontare i soliti nodi &#8211; allargamento a Est e scudo difensivo &#8211; che da tre o quattro anni rendono piuttosto freddo il rapporto, la presenza del presidente pachistano Zardari e l\u2019annuncio del ritiro dei francesi dall\u2019Afghanistan con buon anticipo rispetto al 2014. Secondo gli esperti, l\u2019assenza dei russi, che hanno inviato solamente un funzionario degli esteri di livello non elevato, non cambier\u00e0 di molto la valenza dei due problemi &#8211; estensione a est e scudo &#8211; n\u00e9 il percorso per affrontarli. <\/p>\n<p>Cosa che, in un certo senso, rinverdisce il lustro dell\u2019Italia attraverso il ricordo dello spirito costruttivo del summit di Pratica di Mare, che aveva consentito il riavvicinamento &#8211; almeno su alcuni temi &#8211; tra Russia ed Alleanza atlantica. \u00c8 degno di nota che, pur in assenza di vere e proprie nuove decisioni, la partecipazione di 60 paesi abbia reso questo vertice il pi\u00f9 affollato degli ultimi anni.<\/p>\n<p><b>Nuovo assetto<\/b><br \/>L\u2019agenda, a parte alcune sfumature ed appendici, \u00e8 stata quella gi\u00e0 preannunciata dal Segretario generale Anders Fogh Rasmussen il 30 settembre dell\u2019anno scorso, in occasione di un suo intervento all\u2019<i>European Policy Center <\/i>di Bruxelles. Ogni presentazione e discussione \u00e8 stata quindi focalizzata su tre temi generali, all\u2019interno dei quali hanno trovato spazio argomentazioni pi\u00f9 specifiche. Cos\u00ec, l\u2019argomento Afghanistan conteneva, oltre a un punto di situazione &#8211; che la Nato deve necessariamente valutare in chiave ottimistica &#8211; l\u2019 impegno ad assistere il paese durante la transizione e ben oltre il 2014. <\/p>\n<p>Il punto di agenda che prevedeva una valutazione della capacit\u00e0 dell\u2019Alleanza di continuare ad assicurare la difesa della popolazione e del territorio e, nel contempo, affrontare le sfide poste dal 21\u00b0 secolo (difesa cibernetica), ha visto la trattazione del concetto di <i>smart defence<\/i>, tanto caro a Rasmussen e agli Usa. Anche il terzo tema, ovvero il rafforzamento a livello globale del network di partner della Nato, ha fatto da contenitore ad altri tipi di considerazioni, con l\u2019esortazione a considerare questo \u201callargamento\u201d non pi\u00f9 alla stregua di un lusso, ma di una necessit\u00e0 in termini strategici. <\/p>\n<p>La Nato, infatti, deve progressivamente trasformarsi da organizzazione regionale in strumento globale. Mentre il primo ed il terzo tema sono autoesplicativi, e quindi intuitivi, assai di meno lo \u00e8 il concetto di <i>smart defence<\/i>, per il quale vorrei rimandare il lettore alla chiara illustrazione che ne ha fatto su queste pagine Alessandro Marrone, in un <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2028\" target= \"blank\"><b><u> articolo del 7 maggio<\/u><\/b><\/a> scorso. Tema importante in presenza di crisi e scarsit\u00e0 di risorse, sul quale tutti si sono genericamente impegnati &#8211; e non potevano farne a meno &#8211; ma che non mancher\u00e0 di incontrare forti resistenze a livello di industrie nazionali al momento di una sua applicazione letterale. <\/p>\n<p>Non si tratta pi\u00f9, infatti, di standardizzazione degli armamenti, di razionalizzazione della spesa, di <i>pooling <\/i>degli assetti, di rinuncia a certi compiti (ad esempio la difesa aerea, coma hanno gi\u00e0 fatto Slovenia e Croazia) affidandoli ad altri. A questo siamo ormai abituati, e in una certa misura gi\u00e0 cerchiamo di farlo. Questa volta verremo proprio spinti a decidere, in ambito Nato, \u201cchi fa che cosa\u201d anche a livello industriale. Si tratta di un ulteriore passo avanti nel concetto di \u201cspecializzazione\u201d, che certamente &#8211; nonostante le positive affermazioni di principio &#8211; creer\u00e0, anche qui da noi, malumori, resistenze ed ostacoli. <\/p>\n<p>In parole povere, \u00e8 come dire che saremo chiamati a sconvolgere e ricompattare in Europa l\u2019attuale assetto di tutta l\u2019industria nazionale della difesa. Questa, per intenderci, \u00e8 la reale portata del provvedimento, e chi non ha voluto o saputo investire dotandosi per tempo di un sistema forte \u00e8 destinato a soccombere.<\/p>\n<p><b>Italia in pista<\/b><br \/>Su tutti i principali argomenti l\u2019Italia questa volta si \u00e8 presentata con una posizione precisa, che i ministri degli esteri e della difesa avevano gi\u00e0 anticipato alle relative Commissioni parlamentari, riunite lo scorso 15 maggio. In questa sede, Terzi ha spiegato come l\u2019Italia, per suo conto, si impegner\u00e0 a mantenere vivo e proficuo l\u2019indispensabile rapporto tra Nato e Russia, adoperandosi per il conseguimento di questo obiettivo non solo all\u2019interno dell\u2019Alleanza, ma anche dei confronti della leadership russa. <\/p>\n<p>Sulla difesa missilistica, Terzi ha testualmente affermato che \u201c\u2026 c\u2019\u00e8 certamente un lavoro da fare perch\u00e9 il sistema, cos\u00ec com\u2019era stato impostato inizialmente, dava ragioni di disturbo a Mosca\u201d. Ha poi soggiunto che su questo tema abbiamo gi\u00e0 speso molte parole, ma \u201c\u2026 pur non potendo predire il futuro, continueremo a fornire la nostra presenza\u201d. Sempre sul tema, Di Paola ha aggiunto che \u201c\u2026 se si riuscir\u00e0 a trovare un\u2019intesa con la Russia sulla difesa missilistica, ci\u00f2 comporter\u00e0 un salto strategico di qualit\u00e0 nelle relazioni Nato-Russia\u201d, la quale, pur assente, ha rappresentato durante l\u2019intero summit il convitato di pietra. <\/p>\n<p>Circa la <i>smart defence<\/i>, pur nella consapevolezza delle conseguenze \u00e8 difficile esimersi dal condividere qualcosa di cosi razionale. Sulla permanenza della collaborazione con l\u2019Afghanistan post-2014 la posizione italiana, ribadita anche dal presidente della Repubblica, \u00e8 chiara: non lasceremo il lavoro a met\u00e0, abbandonando il paese al suo destino. Tra l\u2019altro, \u00e8 stato ricordato che il presidente del Consiglio Mario Monti gi\u00e0 a fine gennaio aveva firmato con il presidente Karzai, primo in Europa e secondo solo ad Obama, un accordo per una collaborazione futura. Successivamente, un accordo simile \u00e8 stato firmato anche da India, Francia, Germania e Regno Unito. <\/p>\n<p>Sono vertici, questi, che non possono certo concludersi in un clima di esultanza, ben sapendo che il concetto di unanimit\u00e0 obbliga talvolta ad impegnarsi su qualcosa che non si \u00e8 del tutto certi di poter mantenere. Ma cos\u00ec \u00e8 la politica. Come impressione generale, sembra confermata l\u2019indicazione di un progressivo disimpegno, dopo l\u2019Afghanistan, dagli interventi in aree lontane. Lento disimpegno anche degli Stati Uniti, i quali, preoccupati del futuro di Asia-Pacifico, spingono la Nato ad essere sempre pi\u00f9 europea, prendendosi in carico il vicino Oriente ed il \u201cMediterraneo allargato\u201d.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Chicago, la citt\u00e0 di Barack Obama, si \u00e8 appena concluso il 25\u00b0 Vertice dei Capi di Stato, di governo e dei ministri degli esteri e della difesa dei 28 paesi della Nato. 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