{"id":20430,"date":"2012-05-23T00:00:00","date_gmt":"2012-05-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-cerchio-di-fuoco-della-presidenza-cipriota-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:58","slug":"il-cerchio-di-fuoco-della-presidenza-cipriota-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/05\/il-cerchio-di-fuoco-della-presidenza-cipriota-dellue\/","title":{"rendered":"Il cerchio di fuoco della presidenza cipriota dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Alla vigilia del passaggio alla Repubblica di Cipro della presidenza a rotazione dell\u2019Ue, il primo luglio, il commissario all\u2019allargamento Stefan Fule ha annunciato il varo di <i>un\u2019agenda positiva <\/i>per la ripresa dei negoziati di adesione della Turchia, ormai da lungo tempo congelati. Malgrado il sostegno da parte del ministro turco per l\u2019Europa, Egem Bagis, la dichiarazione appare pi\u00f9 un <i>wishful thinking <\/i>che una seria e concreta iniziativa, almeno per due motivi. <\/p>\n<p>La Turchia sembra giocare ormai la carta europea pi\u00f9 per questioni di prestigio che di reale interesse e, in secondo luogo, Ankara aspetta al varco la presidenza cipriota per scatenare una guerra diplomatica e di interdizione nei confronti dell\u2019Ue. Non sar\u00e0 quindi una presidenza agevole quella che aspetta Nicosia.<\/p>\n<p><b>Sfida politica<\/b><br \/>In genere un piccolo paese, per di pi\u00f9 periferico e mal collegato con le altre capitali, ha grandi difficolt\u00e0 a gestire i complessi meccanismi di una presidenza di turno, a cominciare dalla scarsit\u00e0 di personale da impegnare in questo delicato compito. Certamente ad alleviare il peso subentreranno le strutture della Commissione e del Consiglio di Bruxelles, che oltretutto potranno cos\u00ec orientare in senso pi\u00f9 comunitario le scelte della presidenza, cosa meno facile da ottenere con i paesi pi\u00f9 grandi. <\/p>\n<p>Inoltre la fine della rotazione semestrale alla presidenza del Consiglio europeo, spettante ora ad un presidente \u201cpermanente\u201d, e del Consiglio Affari Esteri, affidato alla regia dell\u2019Alto rappresentante, libera la presidenza di turno da non poche responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma la questione turca prescinde da questi aspetti routinari: si tratta di una sfida politica diretta non solo a Cipro ma all\u2019intera Ue. \u00c8 ben vero che Ankara, gi\u00e0 un paio di mesi fa, nell\u2019annunciare la sua intenzione di congelare i rapporti con l\u2019Ue nel prossimo semestre, ha fatto una distinzione fra presidenza di turno, con cui non dialogher\u00e0, e Commissione ed Alto rappresentante, con cui continuer\u00e0 a mantenere normali rapporti. <\/p>\n<p>La minaccia del premier turco Erdo&#287;an riguarda ovviamente la questione di Cipro Nord e della divisione dell\u2019isola, provocata dall\u2019invasione dei militari turchi nel lontano 1974: l\u2019ultimatum per l\u2019accoglimento della proposta di soluzione delle Nazioni Unite da parte greco-cipriota \u00e8 stato fissato da Ankara per il 30 giugno, il giorno prima del passaggio a Cipro della presidenza Ue. Non ci sono ovviamente speranze che, dopo tanti anni di estenuanti negoziati, il miracolo si avveri in cos\u00ec poco tempo.<\/p>\n<p><b>Risorse energetiche<\/b><br \/>Nella seconda parte dell\u2019anno, quindi, ci saranno parecchie complicazioni nei rapporti  fra Ankara e Bruxelles, anche perch\u00e9 \u00e8 difficile che la presidenza di turno non entri ufficialmente in tutte o quasi le azioni esterne dell\u2019Ue, dai futuri negoziati per l\u2019allargamento alle azioni nel campo della politica estera e di sicurezza. Un assaggio si \u00e8 avuto nell\u2019aprile scorso alla riunione ad Istanbul degli Amici della Siria. Di fronte al mancato invito a Nicosia a parteciparvi, l\u2019Alto rappresentante dell\u2019Ue, Catherine Ashton, non ha potuto rappresentare l\u2019Unione, come le \u00e8 prescritto dal Trattato di Lisbona.<\/p>\n<p>Ma a parte questi delicati temi di politica estera, sullo sfondo si delinea uno scontro ben pi\u00f9 grave attorno all\u2019isola di Cipro, una specie di guerra per il controllo delle risorse energetiche. Come \u00e8 noto nel Mediterraneo orientale, ed in particolare fra Cipro Sud e coste di Israele e del Libano, si \u00e8 scoperto un enorme giacimento di gas e petrolio. Per di pi\u00f9, una societ\u00e0 mista israelo-americana ha cominciato i primi sondaggi sollevando immediatamente le proteste di Ankara, che ritiene quel mare di competenza dell\u2019intera isola e non solo di Nicosia.<\/p>\n<p>Per ritorsione, a parte minacciare l\u2019invio di navi da guerra, il governo Erdo&#287;an ha dato incarico alla compagnia nazionale Tpao di avviare attivit\u00e0 di perforazione offshore anche a Nord di Cipro, nell\u2019area di Gazi Magusa. Una gara contro il tempo nello sfruttamento della piattaforma continentale che riguarda tutta Cipro. Di fronte all\u2019aggressivit\u00e0 di entrambe le parti, l\u2019Ue si trover\u00e0 nella scomoda posizione di dover difendere un proprio paese membro cercando di non deteriorare ulteriormente le relazioni con Ankara. <\/p>\n<p>Un semestre passa in fretta, oltretutto con il \u201cgenerale agosto\u201d di mezzo, ma se non ben gestita la \u201ccrisi di Cipro\u201d rischia di peggiorare le prospettive future di una soluzione negoziata nell\u2019isola e di aggravare lo stato dei rapporti fra Ankara e Bruxelles, nel momento in cui assumono un carattere sempre pi\u00f9 strategico per entrambe le parti.<\/p>\n<p><b>Scelta di fondo<\/b><br \/>Non vorremmo davvero che si verificasse la profezia di Jacques Delors, che all\u2019indomani della firma del trattato di adesione nel 2003 ad Atene con dieci nuovi partner, fra cui Cipro, defin\u00ec l\u2019inclusione di quest\u2019ultimo un grave errore, una specie di bomba ad orologeria, che prima o poi sarebbe inevitabilmente deflagrata. <\/p>\n<p>Certamente in tutti questi anni si \u00e8 fatto ben poco e soprattutto non si \u00e8 mai vista una chiara strategia dell\u2019Ue per giocare la carta dell\u2019adesione di Nicosia in parallelo con un\u2019apertura di credito ad Ankara, per arrivare alla riunificazione dell\u2019isola. L\u2019Ue non ha mai avuto la forza di considerare la questione di Cipro come sua responsabilit\u00e0 primaria, ma ha lasciato l\u2019intero peso del negoziato all\u2019Onu. Le conseguenze di questo errore rischiano di esplodere tutte insieme nelle prossime settimane. <\/p>\n<p>.         <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla vigilia del passaggio alla Repubblica di Cipro della presidenza a rotazione dell\u2019Ue, il primo luglio, il commissario all\u2019allargamento Stefan Fule ha annunciato il varo di un\u2019agenda positiva per la ripresa dei negoziati di adesione della Turchia, ormai da lungo tempo congelati. 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