{"id":20450,"date":"2012-05-24T00:00:00","date_gmt":"2012-05-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italia-in-prima-linea-sulla-non-proliferazione\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:58","slug":"italia-in-prima-linea-sulla-non-proliferazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/05\/italia-in-prima-linea-sulla-non-proliferazione\/","title":{"rendered":"Italia in prima linea sulla non-proliferazione"},"content":{"rendered":"<p>Pochi giorni prima del vertice Nato di Chicago, la Camera ha approvato con voto unanime una mozione che impegna il governo italiano ad una posizione chiara e molto avanzata sul disarmo e la non-proliferazione nucleare. Il tema \u00e8 infatti al centro della <i>Defence and Deterrence Posture Review<\/i> (Ddpr) che il vertice Nato ha approvato, con decisione consensuale e resa pubblica, dopo che il summit di Lisbona del 2010 aveva lasciato aperto il nodo della ridefinizione degli assetti convenzionali, nucleari e missilistici necessari all&#8217;Alleanza per far fronte alla sua missione strategica. <\/p>\n<p><b>Armi nucleari in Europa<\/b><br \/>Il vertice di Chicago aveva in realt\u00e0 un&#8217;altra priorit\u00e0: ridisegnare il profilo dell&#8217;alleanza in un contesto globale estremamente complesso e fluido, e farlo in un anno elettorale per Stati Uniti e Francia (dove sono alle spalle le presidenziali, ma non le legislative). Questo ha certamente portato a focalizzare l&#8217;attenzione su alcuni passaggi simbolici, che aiutassero a cogliere il senso della strada intrapresa: una Nato sempre pi\u00f9 network per la sicurezza globale, sempre meno alleanza esclusivamente militare, sempre pi\u00f9 integrata e sostenibile in tempi di crisi economica. <\/p>\n<p>Cos\u00ec, da un&#8217;agenda molto densa sono emersi alcuni punti pi\u00f9 di altri: la strategia di transizione in Afghanistan da qui al 2014 e nella fase successiva, ancor pi\u00f9 delicata; il rilancio di un sistema di partnership sempre pi\u00f9 articolato, strategico e globale; l&#8217;avvio di 20 progetti di &#8220;smart defence&#8221; chiamati a razionalizzare gli strumenti alla luce sia delle priorit\u00e0 strategiche, sia delle esigenze di bilancio; l&#8217;avvio dello scudo missilistico e la necessit\u00e0 di stemperare le conseguenti tensioni con la Russia, che hanno reso impraticabile il Consiglio Nato-Russia proprio a dieci anni dalla sua nascita a Pratica di Mare. <\/p>\n<p>Il passaggio del vertice che pi\u00f9 \u00e8 rimasto in ombra \u00e8 quello relativo alla Ddpr. Forse perch\u00e9 se \u00e8 vero che gi\u00e0 la sua approvazione \u00e8 un successo, \u00e8 altrettanto vero che sul versante sensibile delle armi nucleari non ci sono sostanziali passi avanti. Non sulla \u201cdeclaratory policy\u201d; non sulle misure di trasparenza (sarebbe ora di superare la \u201csecrecy policy\u201d del &#8220;neither confirm nor deny&#8221; che vincola ad una antistorica opacit\u00e0); non sulla presenza delle armi nucleari tattiche in Europa, se non un vago cenno di apertura per il futuro, in un quadro di reciprocit\u00e0 con la Russia che sarebbe irrealistico negare, ma che rischia di condannare l&#8217;Alleanza a mantenere un arsenale costoso, del tutto inutile dal punto di vista militare, e anche pericoloso se si considera il rischio di incidenti, errori o atti terroristici. <\/p>\n<p><b>Finestra di opportunit\u00e0<\/b><br \/>Un documento che indica quindi il mantenimento dello status quo, ma non chiude la porta ad ulteriori revisioni. Era difficile che un vertice &#8220;elettorale&#8221; ci consegnasse qualcosa di pi\u00f9: troppo forte per l&#8217;Obama premio nobel per la pace il rischio di venir additato come un &#8220;commander in chief&#8221; debole, soprattutto di fronte a una Russia che diserta il summit e mostra il volto nervoso di Putin. Il fatto positivo \u00e8 che la finestra di opportunit\u00e0 aperta nel 2009 col discorso di Praga non si sia chiusa, e che ci siano margini per un lavoro futuro. <\/p>\n<p>Di questo scenario eravamo consapevoli quando abbiamo deciso di impegnare il governo ad un complesso di posizioni molto avanzate in materia di disarmo e non-proliferazione nucleare. Il fatto che la posizione dell&#8217;Italia sia delineata da un atto parlamentare approvato unanimemente e con il favore del governo, rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 per giocare un ruolo pi\u00f9 determinante sul dossier. L&#8217;Italia ha infatti una credibilit\u00e0 consolidata sia rispetto al Trattato di non proliferazione (Tnp) sia sulla &#8220;safety and security&#8221; nucleare. <\/p>\n<p>Il versante su cui invece ha avuto un profilo pi\u00f9 basso, a tratti silenzioso, \u00e8 stato quello della &#8220;posture&#8221; nucleare della Nato, in particolare sulla presenza di armi nucleari tattiche americane su territorio europeo (ed italiano), su cui abbiamo scontato un residuo di mentalit\u00e0 da guerra fredda. Per superare questa condizione \u00e8 utile che questo &#8220;anno sabbatico&#8221; che le scadenze elettorali internazionali determinano, sia usato per far maturare una posizione chiara, condivisa (tra parti politiche e tra diversi livelli istituzionali competenti) e trasparente, che consenta all&#8217;Italia di giocare pienamente il suo ruolo nell&#8217;ambito dell&#8217;Alleanza, senza fughe solitarie in avanti n\u00e9 atti unilaterali, ma anche senza inutili timidezze. <\/p>\n<p><b>Priorit\u00e0 dell\u2019Italia<\/b><br \/>L&#8217;impegno dell&#8217;Italia \u00e8 oggi volto ad ottenere, in via consensuale in sede Nato: una \u201cdeclaratory policy\u201d che indichi come scopo fondamentale delle sue armi nucleari la deterrenza dell&#8217;uso di armi nucleari da parte di altri, in linea con Usa e Gran Bretagna; misure di trasparenza rafforzate; un\u2019ulteriore riduzione del numero di armi nucleari tattiche in Europa, per arrivare alla loro eliminazione in tempi certi e rapidi (in particolare, la mozione impegna il governo a sostenere piani concreti, come quello proposto recentemente da Sam Nunn, o la proposta di 45 leader europei promossa dallo <i>European Leadership Network<\/i>); il rilancio delle attivit\u00e0 del Consiglio Nato-Russia. <\/p>\n<p>La mozione impegna inoltre il governo a lavorare per la realizzazione degli impegni presi alla Conferenza di revisione del Tnp nel 2010: l&#8217;attuazione del sistema delle \u201cgaranzie negative di sicurezza\u201d, l&#8217;entrata in vigore del Trattato per la messa al bando delle sperimentazioni, l&#8217;avvio di negoziati per la messa al bando della produzione di materiale fissile (Fmct), la realizzazione di una Zona priva di armi di distruzione di massa e dei rispettivi vettori in Medio Oriente, l&#8217;adozione universale del protocollo aggiuntivo dell&#8217;Aiea, con l&#8217;obiettivo di consolidare le capacit\u00e0 ispettive dell&#8217;agenzia. <\/p>\n<p>Con questo profilo, e con una maggiore consapevolezza di s\u00e9, l\u2019Italia pu\u00f2 aiutare l\u2019Alleanza a compiere scelte coraggiose e lungimiranti per il disarmo e la non-proliferazione nucleare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi giorni prima del vertice Nato di Chicago, la Camera ha approvato con voto unanime una mozione che impegna il governo italiano ad una posizione chiara e molto avanzata sul disarmo e la non-proliferazione nucleare. 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