{"id":20500,"date":"2012-05-30T00:00:00","date_gmt":"2012-05-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-possibile-asse-militari-islamisti-oscura-legitto\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:57","slug":"il-possibile-asse-militari-islamisti-oscura-legitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/05\/il-possibile-asse-militari-islamisti-oscura-legitto\/","title":{"rendered":"Il possibile asse militari-islamisti oscura l\u2019Egitto"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019indomani del primo turno delle prime elezioni presidenziali dopo la caduta di Hosni Mubarak, l\u2019Egitto si trova davanti a quello che l\u2019intellettuale Hani Shukrallah ha definito uno \u201cscenario da incubo\u201d. Ad andare al ballottaggio del 16 e 17 giugno saranno infatti Mohammed Mursi, presidente del partito della Fratellanza musulmana che ha ottenuto il 24,8% dei voti, e Ahmed Shafiq, premier dell\u2019ultimo governo Mubarak cha ha incassato il 23,5 % delle preferenze. <\/p>\n<p>\u201cSar\u00e0 come scegliere tra un ritorno a un passato conosciuto e un salto nel dubbio in un passato ancora pi\u00f9 remoto\u201d commenta Nawal el Saadawi, intellettuale e pilastro del femminismo egiziano che ha deciso di boicottare le elezioni visto che queste si sono svolte mentre i militari sono ancora al potere. <\/p>\n<p><b>Sorpresa <\/b><br \/>Dopo decenni in cui andavano alle urne conoscendo in anticipo il nome del vincitore, alla vigilia dell\u2019apertura dei seggi l\u2019Egitto si \u00e8 trovato immerso in un clima di incertezza senza precedenti, e i risultati hanno infine contraddetto tutti i sondaggi pre-elettorali. Ad imporsi sono stati infatti due candidati pi\u00f9 estremisti rispetto ai favoriti. Mursi e Shafiq hanno infatti scalzato i due centristi, Amr Moussa, ex segretario generale della Lega araba gi\u00e0 ministro degli esteri durante Mubarak, e Abdel Moneim Abu el Fotouh, islamista riformista che dopo aver deciso di scendere in campo \u00e8 stato espulso dalla Fratellanza.<\/p>\n<p>Mursi, candidato privo di un particolare appeal sugli elettori, \u00e8 stato l\u2019unico che ha potuto contare sulla macchina elettorale dei Fratelli musulmani, gi\u00e0 rodata con successo in occasione delle parlamentari dello scorso novembre. Shafiq, che secondo la legge che vieta ai membri del vecchio regime di correre per la presidenza non avrebbe neanche dovuto competere, ha infine convinto quanti vogliono che il paese si rimetta in cammino in modo ordinato. In aggiunta, Shafiq ha raccolto i voti di buona parte dell\u2019elettorato cristiano che, temendo una deriva islamista, lo ha considerato l\u2019uomo in grado di contenere l\u2019ascesa della Fratellanza.<\/p>\n<p>La vera sorpresa \u00e8 il terzo posto di Hamdeen Sabbahi, il socialista che ha ottenuto il 22% dei voti. Presentandosi come il Nasser del XX secolo, Sabbahi \u00e8 riuscito a raccogliere i voti non solo dello zoccolo duro della rivoluzione, di intellettuali e artisti, ma anche di elettori appartenenti a classi meno abbienti che lo hanno considerato l\u2019unico in grado di tenere unito il paese. Sabbahi, che per poco non ha scalzato Shafiq, si \u00e8 imposto soprattutto nei grandi centri urbani, confermando quanto questo elettorato sia diverso da quello delle zone rurali.<\/p>\n<p><b>Piazza Tahrir<\/b><br \/>Se ai suoi voti si sommano quelli di Abu el Fotouh, altro candidato che ha raccolto preferenze dalle istanze pi\u00f9 rivoluzionarie, si nota che il 40% degli elettori ha in realt\u00e0 votato per un candidato che ha legami con piazza Tahrir e che non \u00e8 un membro n\u00e9 del vecchio regime n\u00e9 della confraternita islamista. La Fratellanza ha infatti perso voti rispetto alle elezioni parlamentari. \u201cLe forze rivoluzionarie non sono state in grado di organizzarsi e quindi non hanno finalizzato,ma questo non vuol dire che Tahrir abbia perso\u201d dice Amr Ezzat, ricercatore e editorialista del quotidiano <i>Al-Masry al Youm<\/i>. <\/p>\n<p>A sorprendere sono stati anche la scarsa affluenza ai seggi (46%) e il comportamento di alcune categorie di elettori che una volta arrivate alle urne non hanno rispettato le loro precedenti dichiarazioni di voto. Privati del loro candidato, i salafiti avevano infatti sostenuto pubblicamente Abu el Fotouh, ma la sua sconfitta in zone come Alessandria, dove vi \u00e8 un\u2019alta concentrazione di salafiti, rivela che nel segreto dell\u2019urna hanno prevalso scelte diverse.<\/p>\n<p>Lo scenario che si \u00e8 delineato lascia con il fiato sospeso buona parte dell\u2019elettorato egiziano, che \u00e8 ora chiamato a scegliere tra candidati con cui non si identifica. Intellettuali di sinistra come Ala al Aswani, lo scrittore che aveva di fatto costretto Shafiq alle dimissioni, e rivoluzionari come Ala Abdel Fattah, l\u2019attivista incarcerato dai militari lo scorso ottobre dopo gli scontri di Maspero tra manifestanti e forze dell\u2019ordine, hanno gi\u00e0 annunciato che appoggeranno Mursi, nel tentativo estremo di salvare la rivoluzione. <\/p>\n<p>Ciononostante, Sabbahi e Abu el Fotouh non si sono ancora espressi a favore di nessuno dei candidati rimasti in lizza. Tra coloro che al primo turno non hanno votato per i finalisti, ci sono una larghissima percentuale di indecisi, mentre cresce il numero di quanti annunciano di votare scheda bianca.<\/p>\n<p>La piazza, che non ha accolto positivamente il verdetto delle urne, \u00e8 tornata a scaldarsi. Dopo l\u2019ufficializzazione dei risultati, Tahrir \u00e8 stata raggiunta dagli irriducibili che ritengono inaccettabile Shafiq e che accusano la Fratellanza di essere collusa con i militari. Luned\u00ec sono state prese d\u2019assalto le sedi della campagna elettorale dell\u2019ex premier a Port Said e al Cairo e marted\u00ec sono continuate piccole manifestazioni contro quello che viene definito il gattopardo del vecchio regime. <\/p>\n<p><b>Accordo possibile<\/b><br \/>Se da una parte sembra evidente che la piazza non sia pronta ad accettare una vittoria di Shafiq, dall\u2019altra \u00e8 meno chiara quale potrebbe essere la reazione dei militari a un eventuale successo di Mursi che consegnerebbe alla Fratellanza il controllo di tutte le istituzioni politiche del paese. Coloro che ricordano quanto accaduto negli anni cinquanta temono che i militari possano reprimere con la forza un successo islamista. <\/p>\n<p>Negli ultimi mesi si \u00e8 sviluppato un vivace dibattito tra storici e analisti, dal quale \u00e8 emerso anche che le similitudini con l\u2019epoca nasseriana sono solo apparenti e il quadro attuale \u00e8 differente. \u201c\u00c8 pi\u00f9 probabile che i militari cerchino di negoziare un accordo con la Fratellanza\u201d conclude Shukrallah. \u201cDel resto \u00e8 quello che hanno gi\u00e0 iniziato a fare\u201d.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019indomani del primo turno delle prime elezioni presidenziali dopo la caduta di Hosni Mubarak, l\u2019Egitto si trova davanti a quello che l\u2019intellettuale Hani Shukrallah ha definito uno \u201cscenario da incubo\u201d. 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