{"id":20650,"date":"2012-06-20T00:00:00","date_gmt":"2012-06-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/disarmo-due-passi-avanti-e-uno-indietro\/"},"modified":"2017-11-03T15:29:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:29:53","slug":"disarmo-due-passi-avanti-e-uno-indietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/06\/disarmo-due-passi-avanti-e-uno-indietro\/","title":{"rendered":"Disarmo: due passi avanti e uno indietro"},"content":{"rendered":"<p>Dopo un anno di pausa si \u00e8 riaperta la stagione del disarmo ed \u00e8 ripreso il lavoro multilaterale. Si sono succeduti in poche settimane il vertice sulla sicurezza nucleare di Seoul, la prima riunione preparatoria del processo di riesame del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), il vertice G8 di Camp David, il vertice Nato di Chicago. I risultati meritano di essere commentati.<\/p>\n<p><b>Opzione zero<\/b><br \/>L&#8217;incontro sulla sicurezza nucleare tenutosi nella capitale coreana nel marzo scorso si inseriva nel quadro della strategia di rilancio del disarmo e della sicurezza nucleare promosso dal presidente Obama nel suo discorso di Praga nel 2009. La messa in sicurezza del materiale fissile sparso per il mondo e la sua conversione (\u201cdown blending\u201d) a scopi solo civili, hanno un\u2019indubbia valenza sotto il profilo della non-proliferazione.<\/p>\n<p>Si tratta di un processo di lungo respiro che dovr\u00e0 proseguire negli anni. Il prossimo appuntamento \u00e8 previsto per il 2014 nei Paesi Bassi. L\u2019esercizio rischia per\u00f2 di rivelarsi futile se non si riuscir\u00e0 anche di interrompere (\u201ccut off\u201d) la produzione dello stesso materiale destinato a scopi militari. I cinque paesi nucleari riconosciuti dal Tnp si dichiarano disposti a tale rinuncia.<\/p>\n<p> La prima sessione preparatoria del Tnp, tenutasi a Vienna ai primi di maggio doveva essere di natura procedurale. Ma si sono affrontati anche temi di sostanza. Si \u00e8 rafforzata l&#8217;attenzione sulle implicazioni umanitarie dell&#8217;impiego delle armi nucleari, un tema sinora rimasto nell&#8217;ombra a causa della contrariet\u00e0 delle principali potenze nucleari. Sulla legittimit\u00e0 dell&#8217;uso dell&#8217;arma atomica si era espressa nel 1996, con un parere pilatesco, la Corte Internazionale di Giustizia.<\/p>\n<p>Va riemergendo ora nel Tnp la preoccupazione per le \u201cconseguenze catastrofiche\u201d dell&#8217;impiego dell&#8217;arma atomica e della sua incompatibilit\u00e0 con le norme umanitarie che prevedono la salvaguardia delle popolazioni civili e la proporzionalit\u00e0 tra i mezzi impiegati e gli obiettivi perseguiti nelle operazioni militari. Vari paesi, tra cui alcuni membri della Nato e dell&#8217;Unione europea, hanno deciso di cavalcare questa tigre.<\/p>\n<p><b>Tigri di carta<\/b><br \/>Si rafforza nelquadro della non-proliferazione poi l&#8217;importanza prioritaria che i paesi occidentali ed i non allineati attribuiscono rispettivamente: 1) al citato \u201dcut off\u201d della produzione di materiale fissile; 2) all\u2019introduzione di norme che garantiscano ai paesi che hanno rinunciato all&#8217;arma nucleare di non essere attaccati con tale tipo di armamento, le cosiddette&#8221;garanzie negative di sicurezza&#8221;. In passato l\u2019Italia aveva attivamente sostenuto tale abbinamento. Rimane ancora nel limbo la progettata conferenza su una zona priva di armi di distruzione di massa in Medio Oriente che, sulla carta, dovrebbe aver luogo nel corso di quest&#8217;anno.<\/p>\n<p>A differenza dagli anni passati, le questioni del disarmo\/non-proliferazione non hanno fatto l\u2019oggetto di una specifica dichiarazione dei leader G8 riunitisi a Camp David. Essi si sono limitati a affrontare le crisi nucleari dell\u2019Iran e della Corea del Nord e a ribadire un generico sostegno al disarmo e non proliferazione. Una dichiarazione pi\u00f9 approfondita su tali temi \u00e8 stata relegata ad un documento convenuto \u201ca latere\u201d a livello esperti. Peccato!<\/p>\n<p>Tra i temi approvati, figura per la prima volta, il Codice di Condotta sulle attivit\u00e0 spaziali promosso dall\u2019Unione europea a seguito di un\u2019iniziativa italiana del 2007. Tale progetto, osteggiato a suo tempo dall\u2019amministrazione Bush \u00e8 valutato invece con interesse dall\u2019attuale amministrazione americana. Esso mira ad impedire che anche lo spazio extra atmosferico si trasformi in teatro bellico.<\/p>\n<p> <b>Non uso<\/b><br \/>I temi che hanno dominato il Vertice Nato di Chicago sono stati il ritiro dall&#8217;Afghanistan e l&#8217;impatto della crisi economico-finanziaria sulle spese militari. Ci\u00f2 ha lasciato poco spazio alle tematiche del disarmo e della non-proliferazione che pure avevano creato molte aspettative. Nel riesaminare la posizione della Nato sulla difesa e la deterrenza, gli alleati sono rimasti prudenti. Nessuna evoluzione sul fronte della riduzione delle residue armi nucleari tattiche americane dislocate in Europa:ci si \u00e8 limitati ad evocare l&#8217;esigenza di &#8220;creare le condizioni&#8221; per ulteriori riduzioni.<\/p>\n<p>Nonostante i vari appelli, la prospettiva di un gesto unilaterale perde terreno. Si rafforza invece il ruolo della difesa antimissilistica quale pilastro, assieme alla deterrenza nucleare e convenzionale, della strategia difensiva dell&#8217;Alleanza.<\/p>\n<p>Per la prima volta \u00e8 per\u00f2 entrato nel linguaggio della Nato il concetto del non uso dell\u2019arma atomica contro i paesi che hanno rinunciato a tale tipo di armamento. Il tenore della dichiarazione sulle \u201cgaranzie negative\u201d rimane assai inferiore agli impegni che le cinque potenze nucleari hanno gi\u00e0 assunto nell&#8217;ambito del Tnp. <\/p>\n<p>Soprattutto \u00e8 meno incisivo rispetto alle garanzie che gli Stati Uniti hanno dato nel 2010 ai paesi che ottemperano al Tnp. N\u00e9 si registra un avvicinamento al concetto che scopo fondamentale dell\u2019arma nucleare \u00e8 la sola deterrenza (\u201csole purpose\u201d).Occorrer\u00e0 continuare a lavorare affinch\u00e9 il resto dell\u2019Alleanza si avvicini almeno alla posizione di apertura dell\u2019\u201dazionista di maggioranza\u201d della Nato.<\/p>\n<p><b>Credibilit\u00e0<\/b><br \/>Non si pu\u00f2 parlare di reali progressi negli incontri citati. Il loro pregio principale \u00e8 che i temi del disarmo e della non-proliferazione siano stati portati all\u2019attenzione dei massimi dirigenti mondiali. Dall\u2019ostruzionismo dell\u2019amministrazione Bush si \u00e8 passati, negli ultimi anni, alle aperture del presidente Obama.<\/p>\n<p>Nulla di simile \u00e8 avvenuto a Mosca, dove l\u2019altalena Putin\/Medvedev\/Putin conduce, almeno in questo campo, all\u2019immobilismo. La Cina esita ad assumere la leadership acquisita su altri fronti. Dovrebbe quanto meno procedere autonomamente, senza aspettare gli Stati Uniti, alla ratifica del trattato che proibisce gli esperimenti nucleari.<\/p>\n<p>Rimane comunque sempre meno credibile sostenere da un lato che l\u2019arma atomica \u00e8 indispensabile per la propria sicurezza e dall\u2019altro predicare l\u2019astinenza nucleare al resto del mondo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo un anno di pausa si \u00e8 riaperta la stagione del disarmo ed \u00e8 ripreso il lavoro multilaterale. 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